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Sorprese dal primo ritratto 3D di un embrione di dinosauro

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Sorprese dal primo ritratto in 3D di un embrione di dinosauro: appartiene alla specie dei dinosauri dal lungo collo (titanosauri) e rivela che i piccoli avevano caratteristiche di testa e faccia inaspettate, come una sorta di piccolo corno sulla fronte che permetteva loro di uscire dall’uovo, e cambiavano aspetto man mano che crescevano. Pubblicato sulla rivista Current Biology, il risultato si deve ai ricercatori coordinati da Martin Kundrat, dell’Universita’ slovacca Pavol Jozef Šafarik. “Le uova di dinosauro sono per me come capsule del tempo che portano un messaggio dall’antichita’”, dice Kundrat. “Questo e’ il caso del nostro esemplare che – aggiunge – racconta una storia sui giganti della Patagonia prima della schiusa”. La caratteristica piu’ sorprendente, secondo l’esperto “e’ l’aspetto della testa, che implica che i piccoli di questa specie di dinosauri giganti, nelle prime fasi di vita, avessero un aspetto diverso rispetto a quello degli adulti”.

L’embrione proviene dalla Patagonia, in Argentina, ma la sua origine precisa non e’ nota. Questo perche’ l’uovo e’ stato esportato illegalmente dal Paese e portato all’attenzione dei ricercatori solo piu’ tardi. Quando Terry Manning, un coautore dello studio dell’Arizona, si rese conto dello stato di conservazione unico e dell’importanza scientifica dell’esemplare, invio’ il fossile in Argentina per ulteriori studi. Ora e’ ospitato presso il Museo Carmen Funes con altri embrioni di titanosauri scoperti in un enorme sito di nidificazione di titanosauri vissuti circa 80 milioni di anni fa in Patagonia. I ricercatori hanno utilizzato una nuova tecnologia di imaging chiamata microtomografia con radiazione di sincrotrone per studiare la struttura interna di ossa, denti e tessuti molli dell’embrione. Le scansioni hanno permesso di ricostruire l’aspetto piu’ plausibile del cranio dei titanosauri prima della schiusa, trovando dettagli nascosti, inclusi minuscoli denti conservati in profondita’ in minuscole orbite mascellari e una prominenza sul cranio.

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Troppi contagi, Arzano diventa zona rossa

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Per i dati epidemiolgici provenienti dall’area metropolitana di Napoli e in relazione al Comune di Arzano, è stata disposta l’istituzione della zona rossa nello stesso Comune di Arzano. Sarebbero oltre 300 i casi di positività solo in questo comune dell’area Nord di Napoli. Ecco perché l’Unità di Crisi regionale per l’emergenza Covid in Campania ha anticipato i contenuti delle prossime ordinanze allo studio della Regione.

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Corona Virus

Covid, nell’ordinanza della Campania: tornano le autocertificazioni per spostarsi

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Il coprifuoco in alcune parti del Paese e le altre Regioni – d’accordo con il governo – pronte a nuove misure restrittive, stavolta “mirate” e solo in alcuni territori. Dopo la Lombardia anche la Campania  annuncia “il blocco di tutte attivita’ e della mobilita’ ogni giorno, dalle 23 alle 5, a partire da venerdi’” e limitazioni agli spostamenti tra province con tanto di autocertificazione per lavoro, sanita’, scuola o socio-assistenza. Tra le Regioni, in queste ore il partito degli ‘interventisti’ si allarga: il Piemonte chiude nel fine settimana i centri commerciali e introduce l’obbligo per le scuole superiori, escluse le prime classi, di seguire la didattica digitale a distanza per almeno il 50% dei giorni, in alternanza con la presenza in aula. Misura seguita anche dalla Liguria, che ha varato anche il divieto di assembramento. Provvedimenti che si susseguono al ritmo dei contagi che, dopo il rallentamento di ieri, tornano a salire: sono stati 10.874 i nuovi casi, a fronte di oltre 144mila tamponi effettuati, e le 89 vittime, il numero piu’ altro da maggio. Le misure prese sono in ordine sparso, ma stavolta c’e’ un coordinamento nazionale. Il governo ora raccorda gli interventi restrittivi territoriali, cosi’ come ha sottolineato lo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “La strategia diversa” di questa seconda fase del contagio da Covid “si giova anche di un sistema di monitoraggio molto sofisticato – spiega – si stanno definendo misure restrittive ma localizzate. Dobbiamo entrare nella prospettiva che possono essere disposte a livello territoriale da presidenti di Regione e sindaci laddove la situazione critica diventi particolarmente preoccupante”. Per il premier ora bisogna, “come sta accadendo, mantenere un coordinamento nazionale, costante dialogo e collaborazione in particolare con il ministro della Salute”. E i governatori chiedono il consenso al ministro della Salute Roberto Speranza, per “tutelarsi” su ulteriori strette, coprifuoco o provvedimenti di zone rosse. Contatti anche con il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che nonostante il suo stato di isolamento fiduciario (l’ex ministra De Girolamo e’ positiva) ha sentito al telefono quasi tutti presidenti fornendo il proprio sostegno: l’obiettivo resta “tutelare al massimo lavoro e scuola, ma intervenire territorialmente dove ci sono criticita’”. Uno degli allarmi viene dalla Campania, dove il vice presidente dell’Ordine dei medici di Napoli avverte: “le notizie che arrivano dagli ospedali mi preoccupano molto. Per questo e’ bene dircelo fuori dai denti, la Campania e’ malata. Napoli e’ malata”. E il governatore De Luca corre ai ripari con un coprifuoco fotocopia dell’ordinanza della Lombardia, ma fa un passo di lato sulla scuola, autorizzando da lunedi’ anche le attivita’ delle elementari. Restano chiuse nella regione solo medie e superiori. Dopo un colloquio con il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, il governatore ha incassato l’invio immediato di cento militari a supporto dei controlli sul territorio e per il rispetto delle ordinanze anti-Covid. Ma con la possibilita’ di limitazioni di spostamenti tra province. Sembra alle spalle anche la polemica del governo con i sindaci, che avevano contestato la stretta sulla movida e le chiusure delle strade “a carico loro”. In attesa dell’incontro nelle prossime ore tra le citta metropolitane e il Viminale – ora al centro della mediazione con gli Enti Locali – e’ stata inviata ai Prefetti una circolare del capo di Gabinetto, Bruno Frattasi, che fornisce alcune indicazioni sui profili attuativi del Dpcm sulle misure anti-covid. Tra queste, anche la possibilita’ di prevedere “una chiusura parziale delle strade o delle piazze, restringendo, cioe’, l’accesso senza interdirlo totalmente, con il contingentamento degli ingressi”, ovvero accessi ‘a numero chiuso’. I sindaci dovranno informare con “adeguati mezzi comunicativi”, sia le associazioni di categoria, sia la cittadinanza interessata, della chiusura di piazze e vie a rischio assembramento. Ci saranno margini di flessibilita’ sul rispetto degli orari e per i controlli, se necessario, e’ previsto anche l’ausilio dell’esercito.

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Il premier Conte: prime dosi di vaccino già a inizio dicembre e in primavera…

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“Se le ultime fasi di preparazione (il cosiddetto ‘rolling value’) del vaccino Oxford-Irbm Pomezia-Astrazeneca ) saranno completate nelle prossime settimane, le prime dosi saranno disponibili all’inizio di dicembre”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Bruno Vespa per il libro “Perché l’Italia amò Mussolini (e come ha resistito alla dittatura del Covid)” in uscita il 29 ottobre da Mondadori Rai Libri. “Già all’inizio avremo i primi due o tre milioni di dosi – ha precisato Conte  – Altri milioni ci arriveranno subito dopo. La Commissione europea ha commissionato ad Astrazeneca e ad altre società alcune centinaia di milioni di dosi. Penso che per contenere  completamente la pandemia dovremo aspettare comunque la prossima primavera”.

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