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Cronache

Sonia Bottacchiari rintracciata all’estero con i figli: indagano le Procure di Piacenza e Bologna

Sonia Bottacchiari è stata rintracciata all’estero insieme ai due figli dopo settimane di ricerche. Le Procure di Piacenza e Bologna indagano per chiarire le ragioni dell’allontanamento e valutare eventuali situazioni di pregiudizio per i minorenni.

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Sonia Bottacchiari è stata rintracciata all’estero insieme ai suoi due figli di 16 e 14 anni dopo settimane di ricerche che avevano mobilitato forze dell’ordine, volontari e protezione civile tra il Friuli e il Nord Italia.

La donna, 49 anni, avrebbe dichiarato agli investigatori di non voler tornare in Italia e di non voler essere trovata nuovamente.

Attraverso una videochiamata, gli inquirenti hanno comunque verificato che la donna e i ragazzi sono in buone condizioni di salute e che il contesto abitativo in cui si trovano viene ritenuto adeguato.

Le indagini delle Procure

Sulla vicenda lavorano ora due uffici giudiziari.

La Procura ordinaria di Piacenza, guidata dalla procuratrice Grazia Pradella, procede per i reati di sottrazione consensuale di minore e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.

Parallelamente si muove anche la Procura per i minorenni di Bologna, che ha aperto un procedimento civile finalizzato a verificare l’eventuale presenza di situazioni di pregiudizio per i due ragazzi e a valutare il contesto familiare.

L’obiettivo è accertare le capacità genitoriali e comprendere le ragioni che hanno portato all’allontanamento improvviso della famiglia.

Le paure della donna e il rapporto con l’ex marito

Secondo quanto emerge, gli investigatori intendono approfondire soprattutto i motivi che avrebbero spinto Sonia Bottacchiari ad allontanarsi dall’Italia insieme ai figli.

Tra gli elementi al centro delle verifiche ci sarebbero il rapporto con l’ex marito e alcune paure manifestate dalla donna agli inquirenti.

I due minorenni risultano in regime di affido condiviso con il padre, che al momento non sarebbe ancora riuscito a ristabilire un contatto diretto con loro.

Smantellato il campo ricerche in Friuli

Nel frattempo in Friuli è stato definitivamente chiuso il grande dispositivo di ricerca attivato dopo il ritrovamento dell’auto della donna nella zona del Tarcentino.

Per giorni centinaia di soccorritori, volontari e operatori hanno battuto boschi e montagne nella speranza di ritrovare vivi Sonia Bottacchiari e i figli.

Gli amministratori locali hanno voluto ringraziare pubblicamente tutte le persone coinvolte nelle operazioni, sottolineando la grande mobilitazione del territorio.

La fase delle verifiche

La vicenda resta ancora aperta sotto il profilo giudiziario e familiare.

Saranno ora le Procure e il Tribunale per i minorenni a valutare eventuali provvedimenti, nel rispetto delle garanzie previste dalla legge e dell’interesse dei due ragazzi coinvolti.

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Cronache

L’ultimo applauso a Peppino di Capri: l’isola si ferma per il suo artista, commozione ai funerali

Capri rende l’ultimo omaggio a Peppino di Capri. Migliaia di persone, amici, artisti e istituzioni partecipano ai funerali nella chiesa di Santo Stefano. Commozione per le parole del figlio Edoardo e di Aurelio De Laurentiis.

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Capri si è fermata. Per qualche ora il tempo sull’isola ha seguito il ritmo lento delle sue canzoni, mentre nella chiesa di Santo Stefano si celebravano i funerali di Peppino di Capri, l’artista che più di ogni altro ha saputo legare il nome dell’isola alla musica italiana nel mondo.

Nel caldo pomeriggio di luglio, amici, colleghi, istituzioni e centinaia di cittadini hanno riempito la storica chiesa del centro di Capri per accompagnare nell’ultimo viaggio il cantante, scomparso a 86 anni. All’esterno, la Piazzetta ha continuato a risuonare delle sue melodie, quasi a trasformare il saluto in un concerto collettivo della memoria.

L’abbraccio della sua Capri

Accanto ai tre figli erano presenti il presidente della SSC Napoli Aurelio De Laurentiis, l’imprenditore Diego Della Valle, Luca Cordero di Montezemolo, musicisti, autori, amici di una vita e tanti protagonisti della cultura italiana.

Tra i presenti anche Eugenio Bennato, Pietra Montecorvino, che condivise con Peppino il palco del Festival di Sanremo nel 1992, il prefetto di Napoli Michele di Bari, l’assessora comunale Chiara Marciani e Roberta, l’ex moglie dell’artista che ispirò una delle sue canzoni più celebri.

Ma il volto più autentico del funerale è stato quello della gente comune: capresi, amici e turisti si sono stretti attorno alla famiglia per rendere omaggio all’uomo che aveva trasformato Capri in una capitale della musica leggera.

«Ha portato Capri nel mondo»

Durante la celebrazione il parroco don Pasquale Irolla ha ricordato come Peppino di Capri sia riuscito «a portare e innalzare l’isola di Capri in tutto il mondo», conquistando il pubblico con il suo talento e con la sua eleganza.

Anche il prefetto Michele di Bari ha sottolineato il valore simbolico del nome d’arte scelto dal cantante.

«Quel “Di Capri” non è soltanto un nome d’arte, ma un’appartenenza. Ha trasformato i confini dell’isola, lambiti dal mare, in un affetto arrivato da ogni parte del mondo. È questo il suo lascito più grande: una lezione di vita, di rispetto, di educazione e di umanità.»

L’omaggio di De Laurentiis

Tra i momenti più intensi della cerimonia le parole di Aurelio De Laurentiis, che ha annunciato la volontà di riportare allo stadio Diego Armando Maradona lo storico inno del Napoli inciso da Peppino negli anni Ottanta.

Commosso, il presidente azzurro ha concluso il suo ricordo con un’immagine destinata a rimanere nella memoria dei presenti:

«Adesso lo immagino alla corte del Signore con il suo pianoforte e una coppa di Champagne

Il ricordo del figlio Edoardo

Le parole più intime sono state quelle del figlio Edoardo Faiella.

Ha raccontato di aver chiesto al padre, poco prima della sua scomparsa, quale fosse la canzone alla quale era più legato tra le oltre cinquecento incise durante la sua carriera.

La risposta fu “Il sognatore”.

«Adesso l’ascolto con orecchie diverse», ha spiegato. «È un po’ la sua autobiografia. Dentro ci sono malinconia, eleganza e c’è papà.»

Un ricordo che ha commosso profondamente i presenti e che restituisce il ritratto più personale di un artista capace di attraversare oltre sessant’anni di musica senza mai perdere la propria identità.

L’isola si ferma

Anche la città ha voluto rendere omaggio al suo figlio più celebre. Il sindaco di Capri, Paolo Falco, ha ricordato come Peppino non abbia mai reciso il legame con la sua terra.

«Salutiamo un’icona della musica italiana e internazionale. Il suo rapporto con Capri è rimasto sempre fortissimo e la sua arte continuerà a vivere.»

Durante la funzione tutti i bar della Piazzetta hanno sospeso il servizio, ritirando sedie e tavolini in segno di lutto. Un gesto spontaneo che ha trasformato il cuore dell’isola in un luogo di silenzio e raccoglimento.

L’ultimo viaggio del sognatore

All’uscita dalla chiesa la bara, portata a spalla, è stata accolta da un lungo e caloroso applauso.

C’erano lacrime sincere sui volti di chi aveva conosciuto Peppino di Capri e lo aveva accompagnato per tutta la sua straordinaria carriera. C’erano anche i tanti turisti, sorpresi da un saluto così partecipato, spettatori inconsapevoli dell’ultimo viaggio di un artista che aveva fatto della sua isola un simbolo universale.

Per Capri non è stato soltanto un funerale. È stato l’abbraccio finale al suo sognatore, l’uomo che con un pianoforte, una voce inconfondibile e canzoni entrate nella storia ha fatto conoscere il nome dell’isola in ogni angolo del mondo.

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Veroli, muore a 37 anni dopo aver perso il bambino: Francesca Mattei lascia il marito e un figlio

Francesca Mattei, 37 anni, è morta in un ospedale di Roma dopo le gravi complicazioni insorte durante la gravidanza e la perdita del bambino. La comunità di Veroli si stringe al marito, al figlio e alla famiglia.

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donna in ospedale

Una tragedia ha colpito la comunità di Veroli, in provincia di Frosinone. Francesca Mattei, 37 anni, è morta sabato sera in un ospedale di Roma, dove era stata trasferita dopo l’insorgere di gravi complicazioni durante la sua seconda gravidanza. Nei giorni precedenti aveva perso anche il bambino che portava in grembo.

La donna viveva nella frazione di Colleberardi e lascia il marito e il figlio primogenito.

Una gravidanza particolarmente delicata

Francesca era affetta da circa sei anni da una grave patologia che aveva reso necessario un trapianto di fegato. La gravidanza era dunque considerata particolarmente delicata e comportava rischi rilevanti per la sua salute.

Secondo le informazioni finora diffuse, negli ultimi giorni le sue condizioni si erano aggravate. La donna era stata quindi trasferita in una struttura ospedaliera della Capitale, dove i medici hanno tentato di gestire le complicazioni e di anticipare il parto.

Il bambino, tuttavia, non è riuscito a sopravvivere. Poco dopo è morta anche la madre. Al momento non risultano diffuse comunicazioni sanitarie ufficiali che consentano di ricostruire con precisione le cause cliniche e la successione degli eventi.

Il cordoglio della comunità

La notizia si è rapidamente diffusa a Veroli, suscitando dolore e incredulità. L’amministrazione comunale ha espresso il proprio cordoglio per la tragedia e la vicinanza alla famiglia colpita da una perdita così dolorosa.

L’intera comunità si è stretta attorno al marito, al figlio e ai familiari di Francesca, ricordata come una giovane madre che aveva affrontato con coraggio una gravidanza particolarmente difficile.

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Cronache

Aversa, aggrediti medico, infermiera e guardia giurata al pronto soccorso: arrestato un 21enne

Un giovane di 21 anni è stato arrestato dai Carabinieri dopo l’aggressione a un medico, un’infermiera e una guardia giurata nel pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Aversa. I tre hanno riportato lesioni giudicate guaribili tra dieci e quindici giorni.

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Momenti di forte tensione questa mattina nel pronto soccorso dell’ospedale “G. Moscati” di Aversa, dove un medico, un’infermiera e una guardia particolare giurata sono stati aggrediti da un giovane di 21 anni.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Lusciano, che hanno bloccato l’uomo e lo hanno arrestato in flagranza.

La contestazione dopo la visita medica

Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, il giovane, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe manifestato il proprio dissenso nei confronti della valutazione effettuata dal medico di turno.

Il ventunenne sosteneva di avere una ferita da taglio che, al termine degli accertamenti clinici, non sarebbe stata riscontrata dal personale sanitario.

La contestazione sarebbe quindi degenerata in un’aggressione fisica ai danni del dirigente medico in servizio, di un’infermiera e della guardia giurata impegnata nel presidio dell’area di emergenza.

Tre persone ferite

Le tre persone aggredite sono state immediatamente soccorse e medicate all’interno dello stesso ospedale.

Il medico e l’infermiera hanno riportato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. Per la guardia giurata la prognosi è invece di quindici giorni. I sanitari hanno riscontrato contusioni ed escoriazioni multiple.

Tutte le persone offese hanno formalizzato denuncia.

L’arresto e i domiciliari

I Carabinieri hanno arrestato il giovane con le accuse di lesioni personali aggravate, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio.

Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’indagato è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa del giudizio con rito direttissimo.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L’indagato deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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