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Sonego avanti ad Halle, domani esordio di Sinner da n.1

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Lorenzo Sonego al secondo turno, Flavio Cobolli fermato all’esordio: sorride a metà l’Italia nella prima giornata del torneo di Halle (ATP 500 sull’erba), che domani vedrà l’esordio da numero 1 del ranking di Jannik Sinner. Sonego ha vinto il suo match di primo turno ad Halle battendo in due set il serbo Miomir Kecmanovic (n.54) col punteggio di 7-6(6), 7-6(5) e attende ora al secondo turno il vincitore del derby tedesco che vedrà opposti Oscar Otte e il n.4 del mondo Alexander Zverev. Una vittoria importante. Perché arrivata al termine di un match molto equilibrato; contro un rivale che negli scorsi precedenti aveva dimostrato di possedere qualità in grado di minarne il gioco e poco propenso a lasciare strada ai suoi rivali se non dopo essersi giocato tutte le carte a sue disposizione.

Sconfitta invece per Flavio Cobolli L’italiano è stato battuto in due set da polacco n.9 del ranking Hubert Hurkacz, con il punteggio di 7-5, 7-6(2). Halle inizierà domani invece per Jannik Sinner. Al primo torneo da n. 1 al mondo, l’azzurro debutterà sull’erba tedesca contro Tallon Griekspoor, n. 27 del ranking ATP. Subito un test importante per Jannik che ad Halle disputerà l’unico torneo in preparazione di Wimbledon, al via il prossimo 1° luglio.

“Diventare numero 1 è una cosa, restarci è un’altra – ha detto ieri l’altoatesino -, devo continuare a lavorare duro soprattutto dal punto di vista fisico”. Prime sorprese dal Queen’s dove il danese Holger Rune è stato eliminato al primo turno dall’australiano Jordan Thompson (43°) per 4-6, 7-6 (7/4), 6-3. Non poteva andare meglio per il tennis tricolore la prima giornata del “Rothesay International” (WTA 250) che si sta disputando sull’erba di Birmingham, in Gran Bretagna. Hanno infatti superato l’esordio sia Elisabetta Cocciaretto, che ha firmato l’impresa superando per 6-3 6-3, in un’ora e 33 minuti di gioco, la lettone Jelena Ostapenko, n.13 del ranking e prima favorita del seeding, nonché campionessa in carica.

Al secondo turno Cocciaretto troverà la statunitense Sloane Stephens, n.48 WTA. Avanti anche Lucia Bronzetti. La 25enne riminese, n.67 WTA, all’esordio stagionale sui prati, ha battuto in rimonta per 2-6, 6-3, 6-4, dopo oltre due ore di lotta, la polacca Magdalena Frech, n.52 WTA. Al secondo turno Bronzetti dovrà vedersela con la russa Anastasia Potapova, n.36 del ranking e settima favorita del seeding.

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Pepe Reina, torna in Italia: al Como dell’amico Fabregas

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Ha già compiuto 41 anni ma è pronto a ritornare in Italia: stiamo parlando di Pepe Reina, portiere del Villareal appena ingaggiato dal Como dei miracoli di Fabregas.
Dopo il Liverpool, la doppia parentesi di Napoli, il Milan, la Lazio, Reina era tornato nella sua Spagna ma il richiamo dell’amico Fabregas è stato potente: il portierone è la persona giusta per dare un ‘anima ad una squadra che è appena arrivata in serie A, un collante per lo spogliatoio dove ci saranno anche molti big ma che non hanno mai giocato insieme. E Pepe Reina è capace di guidare davvero una difesa ed è  pure una garanzia per i rapporti umani. A dispetto dei suoi 41 anni e del fatto che arriverà probabilmente anche un super portiere come Pau Lopez.

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Conte: mercato ok, abbiamo preso i giocatori giusti

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“Sul mercato stiamo dando dimostrazione di avere una visione chiara sulle cose da fare. Per un club come il Napoli è giusto operare per il presente e per il futuro. Rafa Marin ha buone prospettive, un giovane, lo stesso vale per Buongiorno, anche lui giovane, prospetti che per anni possono essere delle colonne. C’è stata una grande occasione con Spinazzola e l’abbiamo colta. Stiamo facendo mercato in modo giusto, quello che deve fare il Napoli”.

Lo ha detto il tecnico azzurro Antonio Conte nella conferenza stampa da Dimaro. Conte ha parlato anche di Osimhen, con il Napoli che aspetta l’offerta giusta, e l’attaccante che nel frattempo lavora in ritiro: “Su Victor – ha detto Conte – parliamo di un professionista, un eccellente giocatore, un top player, io ci ho parlato e sa benissimo che non è cambiato assolutamente niente. E’ del Napoli, sa che ora deve lavorare ed avere il giusto atteggiamento anche se c’è questo tipo di accordo che ancora oggi non sappiamo come andrà a finire. L’ho trovato col sorriso, conta il presente”.

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Djokovic-Alcaraz, finale da record a Wimbledon

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Non sarà solo una rivincita quella che domani andrà in scena nella finale maschile a Wimbledon tra Novak Djokovic e Carlos Alcaraz. A 37 anni, reduce dall’operazione al ginocchio destro, il serbo ha mostrato nel suo percorso verso la finale, vedi il successo di ieri su Lorenzo Musetti, di potersi riprendere lo scettro ceduto un anno fa allo spagnolo e di aggiornare il suo quasi inimitabile libro dei record.

Il n.3 al mondo, già strepitoso a 21 anni, sogna una domenica trionfale per sè a Londra e per la Spagna a Berlino, come ha inavvertitamente auspicato dopo la vittoria in semifinale su Daniil Medvedev facendosi travolgere dai ‘buu’ del pubblico inglese. La fiducia in se stesso non manca certo all’iberico, che si sente pronto per affrontare la finale e portare a casa il quarto slam in carriera, per ritirarlo di nuovo dalle mani della principessa Kate, annunciata domani al Royal Box.

“Mi sento molto bene, ho un livello di tennis davvero alto, mi muovo bene – ha detto ieri lo spagnolo -. So cosa aspettarmi, so che dovrò dare il massimo. Non mi vedo come favorito – ha sottolineato – ma cercare di vincere è nella mia natura”. Il torneo ha regalato a Djokovic un piccolo vantaggio: lo spagnolo ha giocato 23 set per raggiungere la finale e ha trascorso quattro ore in campo in più rispetto al serbo che ha giocato 17 set e ha approfittato del ritiro di De Minaur nei quarti di finale. Ma come dice Alcaraz, qualunque siano le circostanze, “ogni partita è una guerra”.

Djokovic punta al suo 25/o slam e all’ottavo titolo a Wimbledon, dove domani giocherà la sua decima finale, un traguardo che molti ritenevano impossibile dato che solo il 5 giugno il serbo è stato operato al menisco destro e fino all’ultimo non era certo di giocare a Londra.

“Non volevo dimostrare niente a nessuno, volevo solo fare di tutto per poter giocare a Wimbledon e ce l’ho fatta. Ora gioco in tutta libertà e come posso”, ha detto dopo la vittoria in tre set su Musetti. Anche lui sa che dovrà alzare il suo livello di gioco per venire a capo del problema Alcaraz ma questo è il suo avvertimento al rivale: “Wimbledon tira fuori sempre il meglio da me, mi motiva ad essere il più forte possibile”.

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