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Sondaggio Ipsos Doxa per il Corriere, FdI risale e il Pd arretra: Vannacci può decidere la partita

Il sondaggio commissionato dal Corriere della Sera a Ipsos Doxa e spiegato da Nando Pagnoncelli in un articolo pubblicato oggi sul quotidiano in edicola mostra Fratelli d’Italia in crescita al 27,6%, il Pd in calo al 20,1%e Futuro nazionale di Roberto Vannacci al 4,8%. Governo e Giorgia Meloni restano stabili nel gradimento, mentre la simulazione dei seggi cambia radicalmente a seconda della presenza o meno di Vannacci nella coalizione di centrodestra.

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Il centrosinistra aspettava un’onda lunga. Non è arrivata. Dopo settimane segnate da guerre, tensioni internazionali, crisi energetica, dati economici preoccupanti e amministrative considerate da molti un test nazionale, il sondaggio commissionato dal Corriere della Sera a Ipsos Doxa e spiegato da Nando Pagnoncelli in un articolo pubblicato oggi sul quotidiano in edicola consegna una fotografia molto diversa dalle attese: Fratelli d’Italia risale, il Pd arretra, il governo tiene e Roberto Vannacci diventa il possibile ago della bilancia.

È questo il punto politico più forte della rilevazione. Le difficoltà del Paese non si traducono in un crollo del centrodestra. Il risultato referendario non produce una spinta evidente per il campo progressista. E la simulazione dei seggi mostra che la prossima partita elettorale potrebbe essere decisa non solo dai voti dei singoli partiti, ma dalla collocazione di Futuro nazionale nel sistema delle alleanze.

Maggio tra guerre, energia e fragilità economica

Il mese di maggio è stato attraversato da eventi internazionali rilevanti e in alcuni casi drammatici. Il quadro globale resta segnato da almeno tre fronti di crisi: il conflitto con l’Iran, accompagnato da trattative confuse e discontinue; la recrudescenza della guerra in Ucraina; il Medio Oriente, con il conflitto sempre più aspro in Libano e il permanere della tragedia di Gaza.

A questo si aggiunge il crescente peso della Cina nello scenario internazionale, con il presidente cinese al centro di interlocuzioni sempre più rilevanti con Stati Uniti e Russia. Anche l’Italia è stata attraversata da passaggi diplomatici significativi, dalle visite del segretario di Stato americano Marco Rubio a quelle del premier indiano Narendra Modi.

Sul piano interno, invece, il tema dominante resta l’economia. La crisi energetica continua a pesare su famiglie e imprese. Il mancato superamento della procedura europea per eccesso di deficit, il quadro tracciato dall’Istat, il Paese sempre più anziano e poco dinamico, il debito previsto ai livelli più alti d’Europa e la crescita debole compongono uno scenario difficile per il governo.

Eppure, secondo la rilevazione Ipsos Doxa spiegata da Pagnoncelli, questo insieme di criticità non produce effetti immediati e dirompenti sul consenso della maggioranza.

Fratelli d’Italia cresce e rafforza la leadership nel centrodestra

Il dato più evidente riguarda Fratelli d’Italia, stimato al 27,6%, con una crescita dell’1,4% rispetto al mese precedente. È un risultato politicamente rilevante perché arriva in una fase in cui il governo deve fronteggiare dossier complessi: energia, conti pubblici, crescita, tensioni nella maggioranza e instabilità internazionale.

La crescita del partito di Giorgia Meloni compensa le perdite di alcuni alleati. Forza Italia scende all’8,2%, con un calo dello 0,8%, mentre la Lega si attesta al 5,7%, sostanzialmente stabile ma su uno dei livelli più bassi dalle ultime elezioni politiche.

Il centrodestra, dunque, tiene. Ma la tenuta ha un prezzo politico interno: il baricentro resta sempre più spostato su Fratelli d’Italia, mentre gli alleati faticano a recuperare spazio.

Vannacci sale al 4,8% e diventa il nodo delle alleanze

Il dato più insidioso per gli equilibri del centrodestra riguarda Futuro nazionale di Roberto Vannacci, stimato al 4,8%, in crescita dello 0,7%. È una percentuale che, da sola, non basta a cambiare il sistema politico. Ma dentro una legge elettorale con premio di maggioranza può diventare decisiva.

Secondo l’analisi dei flussi, Vannacci raccoglie consensi soprattutto nell’area della Lega, poi da Fratelli d’Italia e, in misura minore ma significativa, anche da chi alle Europee si era astenuto. È un voto di destra, identitario, mobile, che può indebolire gli alleati tradizionali del centrodestra e al tempo stesso diventare indispensabile per vincere.

Qui nasce il problema politico. Forza Italia esclude la presenza di Vannacci nella coalizione. Ma senza quel pezzo di consenso, la simulazione dei seggi cambia completamente. È il paradosso del centrodestra: il nuovo soggetto può essere scomodo, ma potrebbe diventare determinante.

Il Pd scende al 20,1%, il livello più basso degli ultimi anni

Sul fronte delle opposizioni, il dato più pesante riguarda il Partito Democratico. Il Pd perde il 2,2% e viene stimato al 20,1%, il livello più basso degli ultimi anni. È una frenata che pesa sulla segretaria Elly Schlein e che sembra riflettere la difficoltà del partito a trasformare referendum e amministrative in una crescita stabile.

Il centrosinistra aveva puntato molto su alcune partite locali, in particolare Venezia. Ma la “non vittoria” delle amministrative, in attesa dei ballottaggi per un bilancio definitivo, sembra aver frenato la narrazione di una possibile rimonta nazionale.

Il problema non è solo il calo del Pd. È la difficoltà complessiva del campo progressista a presentarsi come alternativa compatta e credibile.

M5S stabile, Avs tiene, il centro resta frammentato

Il Movimento 5 Stelle viene stimato al 14,5%. Il dato appare stabile e non sembra risentire in modo significativo dei risultati non entusiasmanti delle amministrative. Alleanza Verdi e Sinistra resta al 6,8%, confermandosi una componente solida dell’opposizione.

Più indietro si collocano Italia Viva al 2,0%, +Europa all’1,5% e Azione al 3,1%. È un quadro che conferma la frammentazione dell’area centrista e riformista, ancora lontana da una massa critica capace di incidere autonomamente sulla partita nazionale.

Il campo progressista, sulla carta, può ancora competere. Ma la somma dei partiti non garantisce automaticamente la somma dei voti. Lo dimostrano anche alcune dinamiche locali, come il comportamento di una parte degli elettori pentastellati nelle amministrative.

Incerti e astensionisti scendono al 39,8%

Un elemento interessante della rilevazione riguarda la partecipazione. Incerti e astensionisti sono al 39,8%, due punti in meno rispetto ad aprile. Il dato può essere letto come effetto delle recenti consultazioni, che hanno riattivato una parte dell’elettorato.

Tuttavia, anche qui, il segnale va maneggiato con cautela. La diminuzione dell’astensione non premia automaticamente l’opposizione. Anzi, la rilevazione indica che l’onda referendaria non si è trasformata in un vantaggio politico stabile per il campo progressista.

Tra gli elettori del No, quasi un quarto è tornato ad astenersi; tra chi aveva votato Sì, la quota scende al 16%. Il referendum, dunque, ha prodotto mobilitazione, ma non necessariamente un riallineamento politico duraturo.

La simulazione dei seggi: due scenari opposti

La parte più politica del sondaggio riguarda la simulazione dei seggi sulla base dell’ultima ipotesi di riforma elettorale, che prevede un premio di maggioranza ridotto rispetto alla formulazione originaria dello Stabilicum.

Senza Futuro nazionale nella coalizione di centrodestra, il campo progressista otterrebbe il 44,9% contro il 42,3% del centrodestra. In questo scenario il premio di maggioranza andrebbe al centrosinistra, che arriverebbe a 220 deputati. Il centrodestra si fermerebbe a 148, Futuro nazionale avrebbe 17 seggi, Azione 11, le altre forze 4.

Se invece Futuro nazionale fosse parte organica del centrodestra, lo scenario si ribalterebbe. La coalizione guidata da Giorgia Meloni otterrebbe il premio di maggioranza con 220 seggi, mentre il centrosinistra si fermerebbe a 165, Azione a 11 e gli altri a 4.

È una simulazione, non una previsione certa. Presuppone che tutti gli elettori dei singoli partiti convergano sulle coalizioni di riferimento. Ma la politica reale è più complicata: non sempre la somma fa il totale, e le incompatibilità politiche possono pesare quanto i numeri.

Governo e Meloni restano stabili

Nonostante i segnali di difficoltà economica e sociale, il gradimento del governo resta sostanzialmente stabile. L’indice di apprezzamento dell’esecutivo è a 40, contro il 41 del mese precedente. L’apprezzamento di Giorgia Meloni resta a 42.

È un dato significativo. Le difficoltà del Paese sono evidenti, ma non si trasformano ancora in una crisi di consenso per la premier. Meloni conserva un rapporto diretto con una parte consistente dell’elettorato e Fratelli d’Italia resta il primo partito con largo margine.

Il governo, dunque, non vola ma tiene. E in politica, in una fase di incertezza internazionale ed economica, tenere può valere quanto crescere.

Conte primo tra i leader, Schlein perde terreno

Nel gradimento dei leader politici si registrano variazioni contenute, con un’eccezione rilevante: Elly Schlein perde tre punti, in coerenza con il calo del Partito Democratico. Giuseppe Conte mantiene ormai da tre mesi la prima posizione, davanti ad Antonio Tajani.

Il dato conferma un altro elemento della fase politica: il Movimento 5 Stelle non sfonda nelle intenzioni di voto, ma il suo leader conserva una forza personale superiore a quella di altri protagonisti dell’opposizione. Il Pd, invece, deve fare i conti con una difficoltà doppia: il calo del partito e l’indebolimento della sua leadership.

La campagna elettorale è già cominciata

Il sondaggio commissionato dal Corriere della Sera a Ipsos Doxa e spiegato da Nando Pagnoncelli racconta un’Italia politica ancora molto fluida. Il centrodestra resta competitivo e Fratelli d’Italia si rafforza. Il Pd arretra. Il campo largo non capitalizza il referendum. Vannacci cresce e può diventare decisivo. Il governo mantiene un consenso stabile nonostante una situazione economica complicata.

La lunga campagna elettorale è già cominciata. Non sarà decisa solo dai programmi, ma dalle alleanze. Non solo dai voti dei partiti, ma dalla capacità di trasformare quei voti in una maggioranza. Non solo dalle difficoltà del governo, ma dalla credibilità dell’alternativa.

Per ora la fotografia è chiara: Meloni tiene, Schlein arretra, Conte resta competitivo e Vannacci diventa il fattore che può cambiare la partita.

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Esteri

Liam Payne, nuovi documenti sulle ultime ore a Buenos Aires

Circa tremila documenti investigativi ottenuti dal Mail on Sunday ricostruiscono le ultime ore di Liam Payne. Immagini e testimonianze rafforzano l’ipotesi di una caduta accidentale, senza chiarirne definitivamente la dinamica.

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Nuove fotografie, conversazioni e testimonianze ricostruiscono le ultime ore di Liam Payne, l’ex componente dei One Direction morto il 16 ottobre 2024 dopo essere precipitato dal balcone della propria camera al terzo piano dell’hotel CasaSur di Buenos Aires.

Il materiale proviene da un dossier investigativo di circa tremila documenti ottenuto dal Mail on Sunday e rilanciato dal Daily Mail. Non si tratta di una nuova conclusione giudiziaria, ma di atti, immagini e dichiarazioni interpretati dal giornale britannico.

Le immagini nell’albergo

Le telecamere di sicurezza mostrerebbero Payne mentre vaga nei corridoi in condizioni precarie, incontra due donne nella hall e successivamente perde conoscenza su un divano della reception.

Poco prima delle 17 alcuni dipendenti lo avrebbero riportato nella sua camera, apparentemente privo di sensi. Alle 17.07 sarebbe stato avvertito il tonfo della caduta.

Il personale dell’albergo aveva già manifestato preoccupazione per le condizioni dell’artista. Nella chiamata ai servizi di emergenza era stato segnalato un ospite sotto l’effetto di alcol e sostanze, con una camera dotata di balcone e un conseguente rischio per la sua vita.

Alcol, droga e richieste di aiuto

Secondo le conversazioni contenute nel dossier, Payne avrebbe ordinato diverse bottiglie di whisky e cercato cocaina. I dipendenti si sarebbero scambiati messaggi nei quali descrivevano l’ospite come difficile da gestire e potenzialmente aggressivo.

Anche le due donne incontrate dall’artista avrebbero riferito agli investigatori di essere rimaste colpite dalle condizioni della camera e dal suo stato di alterazione. I dettagli riportati dal tabloid restano parte delle loro testimonianze e della ricostruzione investigativa.

Gli esami tossicologici ufficiali accertarono nel corpo di Payne la presenza di alcol, cocaina e un antidepressivo soggetto a prescrizione. L’autopsia stabilì che la morte era stata provocata dai traumi multipli e dalle emorragie causate dalla caduta.

Le parole del padre

Geoff Payne, padre del cantante, ha sempre escluso che il figlio volesse togliersi la vita. Nei documenti avrebbe spiegato che, sotto l’effetto delle sostanze, Liam diventava una persona diversa, ma non manifestava intenzioni suicide.

Secondo il padre, il giovane riusciva a mantenersi sobrio soprattutto quando aveva accanto qualcuno capace di sostenerlo. La situazione sarebbe peggiorata dopo la partenza dall’Argentina della fidanzata Kate Cassidy, avvenuta due giorni prima della morte.

Anche le prime conclusioni della Procura argentina esclusero un gesto volontario e l’intervento fisico di altre persone. Gli esperti rilevarono che Payne non aveva assunto una posizione istintiva di protezione durante la caduta e poteva trovarsi in uno stato di incoscienza o semincoscienza.

La fotografia sul palo

Una delle immagini ora pubblicate mostra Payne, intorno alle 3.20 della stessa giornata, mentre si sostiene quasi orizzontalmente su un palo all’esterno dell’albergo.

Secondo la ricostruzione del giornale, la fotografia dimostrerebbe una notevole forza nelle braccia e potrebbe rendere plausibile l’ipotesi che, molte ore dopo, il cantante abbia provato a calarsi dal balcone per uscire dalla camera.

L’immagine, tuttavia, non prova che sia andata così. Lo stato fisico mostrato durante la notte non consente di stabilire quali fossero le sue condizioni al momento della caduta, dopo ulteriori consumi di alcol e droga. Non chiarisce neppure se Payne fosse cosciente quando precipitò.

L’inchiesta sulle sostanze

Nel febbraio 2025 la giustizia argentina ha prosciolto un amico del cantante e due responsabili dell’albergo dalle accuse di omicidio colposo, ritenendo insufficienti gli elementi per attribuire loro una responsabilità nella morte.

L’indagine è proseguita nei confronti di due uomini accusati di avere fornito cocaina all’artista. Anche per loro resta valida la presunzione di innocenza fino a una decisione definitiva.

I nuovi documenti descrivono con maggiore precisione la drammatica perdita di controllo vissuta da Payne. Non offrono però una prova conclusiva sull’esatta dinamica della caduta, che continua a essere considerata compatibile con un incidente avvenuto durante un grave stato di alterazione.

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Esteri

Groenlandia, trivelle senza via libera: Nuuk avverte la società Usa

Greenland Energy prepara una campagna esplorativa nella Groenlandia orientale, ma non possiede ancora tutte le autorizzazioni. Il governo di Nuuk ha contestato il trasferimento di attrezzature effettuato da White Flame Energy.

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La corsa al petrolio della Groenlandia riaccende lo scontro tra gli interessi americani e il governo autonomo di Nuuk. Greenland Energy, società texana guidata dall’amministratore delegato Robert Price e presieduta da Larry Swets, prepara una campagna esplorativa nella penisola di Jameson Land, ma non ha ancora ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie.

Il progetto industriale si inserisce in una situazione geopolitica già tesa dalle dichiarazioni di Donald Trump, che continua a sostenere la necessità di un controllo americano sull’isola per ragioni economiche e di sicurezza.

Non esistono tuttavia elementi per affermare che Greenland Energy agisca direttamente per conto della Casa Bianca. La società presenta legami personali e professionali con ambienti vicini all’amministrazione Trump, ma sostiene che il progetto petrolifero non abbia rapporti con le aspirazioni territoriali del presidente.

Le attrezzature arrivate senza autorizzazione

Alla fine di luglio una quindicina di container e diversi macchinari pesanti sono arrivati all’aeroporto di Nerlerit Inaat, nella remota Groenlandia orientale. Le attrezzature erano state trasferite da Tasiilaq per conto di White Flame Energy, titolare delle licenze legate al progetto.

Il governo groenlandese ha comunicato che l’operazione logistica non era stata preventivamente autorizzata dall’Autorità per le risorse minerarie.

Da Nuuk è quindi partito un richiamo formale: ogni futuro trasferimento di materiali o attrezzature dovrà essere comunicato e approvato prima di essere effettuato. L’arrivo dei container non autorizza in alcun modo l’inizio delle perforazioni.

Le vecchie licenze non bastano

Nel 2021 la Groenlandia ha deciso di non rilasciare nuove licenze per la ricerca di petrolio, soprattutto per ragioni ambientali e climatiche.

White Flame Energy, successivamente acquisita dalla società britannica 80 Mile, rivendica però alcuni diritti esplorativi ottenuti nel 2014 e nel 2018. La loro esistenza non equivale a un’autorizzazione automatica a perforare: il progetto deve superare ulteriori procedure amministrative e ambientali.

Greenland Energy dovrebbe acquisire una partecipazione di maggioranza nell’operazione finanziandone le attività. La società ha inizialmente annunciato un investimento di circa 60 milioni di dollari per due pozzi, ma il programma immediato sarebbe stato ridotto a una prima perforazione esplorativa.

L’obiettivo dichiarato è cominciare entro ottobre, sfruttando la breve stagione operativa artica. Il calendario resta però subordinato al rilascio dei permessi.

Tredici miliardi di barili, ma è una stima

Secondo Robert Price, il bacino di Jameson Land potrebbe contenere risorse petrolifere fino a quasi 13 miliardi di barili, con un valore potenziale vicino ai mille miliardi di dollari.

Si tratta di una valutazione formulata dalla società sulla base di dati geologici e sismici, non di riserve provate. Nessun giacimento commerciale è stato ancora scoperto e soltanto le perforazioni potrebbero stabilire se il petrolio esista in quantità tecnicamente ed economicamente recuperabili.

La distinzione è essenziale: parlare già di 13 miliardi di barili disponibili rischia di trasformare una prospettiva industriale ancora altamente incerta in una ricchezza accertata.

I legami con l’ambiente trumpiano

Greenland Energy presenta nel proprio gruppo dirigente figure vicine all’universo politico, finanziario e mediatico di Trump. Nel progetto è coinvolto anche un veterano della Marina statunitense impegnato nel programma Golden Dome, il sistema di difesa missilistica al quale il presidente collega l’importanza strategica della Groenlandia.

La compagnia ha inoltre affidato al popolare conduttore televisivo Phil McGraw, conosciuto come Dr. Phil e vicino a Trump, la realizzazione di una serie documentaria dedicata alla spedizione petrolifera.

Questi rapporti alimentano i timori di Nuuk, ma non dimostrano da soli l’esistenza di un piano coordinato dalla Casa Bianca.

Trump torna a rivendicare l’isola

Trump ha recentemente ribadito in un’intervista la convinzione che la Groenlandia finirà sotto il controllo degli Stati Uniti prima della conclusione del suo mandato nel 2029.

Il primo agosto ha poi pubblicato su Truth Social un’immagine generata dall’intelligenza artificiale nella quale appare gigantesco sopra un villaggio groenlandese, accompagnata dal messaggio «Hello, Greenland!».

L’immagine ha rafforzato la percezione di una pressione politica e comunicativa sull’isola. Le autorità groenlandesi e danesi hanno però ripetutamente affermato che il territorio non è in vendita e che ogni decisione sul suo futuro spetta innanzitutto alla popolazione locale.

La protesta degli abitanti

Il progetto incontra una forte opposizione anche nell’area interessata. Il 13 luglio gli abitanti di Ittoqqortoormiit, centro vicino ai possibili siti di perforazione, hanno manifestato contro le trivellazioni.

Le preoccupazioni riguardano il rischio di incidenti, la tutela della fauna e la sopravvivenza di attività tradizionali come pesca e caccia. Parte dell’area è inoltre sottoposta a protezione internazionale per il suo valore ambientale.

Per Greenland Energy la sfida non sarà quindi soltanto trovare il petrolio. Prima dovrà ottenere i permessi, convincere le autorità e dimostrare che un progetto industriale di questa portata possa essere compatibile con uno degli ecosistemi più fragili del pianeta.

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Conte prepara la sfida: alleanze, programma e duello con Meloni

Giuseppe Conte prepara un’agenda di quaranta giorni tra Sant’Anna di Stazzema, Cernobbio, feste del centrosinistra e la kermesse Nova. L’obiettivo politico è rafforzare la candidatura alla guida del Campo largo.

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Quaranta giorni per rafforzare il Movimento 5 Stelle, consolidare i rapporti con gli alleati e presentarsi come principale antagonista di Giorgia Meloni. Giuseppe Conte prepara un’agenda fitta di appuntamenti istituzionali e politici destinata a condurlo fino alla ripresa autunnale.

L’obiettivo è costruire un programma condiviso con il centrosinistra e rafforzare la propria candidatura alla guida della coalizione in vista delle elezioni politiche del 2027. Le eventuali primarie del Campo largo, tuttavia, non sono ancora state concordate dagli alleati.

Da Sant’Anna di Stazzema a Cernobbio

Durante la pausa parlamentare Conte continuerà il tour di presentazione del libro Una nuova primavera. Il primo appuntamento istituzionale è fissato per il 12 agosto, quando sarà l’oratore ufficiale alla commemorazione dell’82esimo anniversario dell’eccidio nazifascista di Sant’Anna di Stazzema.

Il 6 settembre, dopo l’assenza dell’anno precedente, il presidente del Movimento 5 Stelle tornerà al Forum di Cernobbio. È atteso nel confronto dedicato ai leader dell’opposizione, al quale dovrebbe partecipare anche la segretaria del Pd Elly Schlein.

La presenza consentirà a Conte di confrontarsi con il mondo economico e imprenditoriale e di recuperare una dimensione istituzionale legata ai suoi anni a Palazzo Chigi.

La costruzione del Campo largo

L’8 settembre Conte interverrà alla festa di Alleanza Verdi e Sinistra. Pochi giorni dopo salirà sul palco della Festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia.

La successione degli appuntamenti fotografa il tentativo di costruire un asse tra Movimento 5 Stelle, Pd e Avs. Le tre forze puntano a rappresentare il nucleo principale della coalizione alternativa al centrodestra, pur conservando differenze rilevanti su politica estera, economia, energia e sicurezza.

Il confronto entrerà nel vivo anche con la discussione sulla nuova legge elettorale. Conte vuole accompagnare il progetto di coalizione con un piano di riforme capace, secondo il Movimento, di garantire stabilità e una prospettiva di governo per l’intera legislatura.

Il secondo round in Commissione Covid

Il 14 settembre l’ex presidente del Consiglio tornerà davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid, dopo l’audizione di cinque ore del 6 agosto.

Il primo confronto si è concluso con un duro scontro politico. Conte ha accusato Meloni di essere la “regista” di un’operazione diretta a colpirlo, mentre la presidente del Consiglio ha replicato che accertare la verità sulla pandemia rappresenta un diritto degli italiani.

La nuova audizione offrirà a Conte un’altra occasione per proporsi come principale oppositore della premier, ma lo esporrà anche a domande e contestazioni sulle decisioni assunte durante la pandemia.

Nova e il programma dei Cinque Stelle

Il passaggio decisivo arriverà il 19 e 20 settembre a Milano con l’evento conclusivo di Nova – Parola all’Italia, il processo partecipativo promosso dal Movimento 5 Stelle.

La base e gli eletti discuteranno le proposte raccolte attraverso gli incontri territoriali. Il risultato dovrà diventare il programma che il Movimento porterà al tavolo del centrosinistra per definire le condizioni dell’alleanza.

Conte vuole dimostrare di non puntare soltanto alla leadership, ma di possedere una proposta politica riconoscibile. Sarà però necessario trovare un equilibrio tra l’identità dei Cinque Stelle e i compromessi indispensabili per governare insieme con Pd e Avs.

Le dichiarazioni di Zampolli

Su questa agenda continua a pesare la vicenda dell’incontro tra Conte e Paolo Zampolli, rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali.

In un’intervista a La Verità, Zampolli ha sostenuto di avere parlato con Conte della possibile vendita del Grand Hotel Plaza, appartenente alla famiglia di Olivia Paladino, compagna del leader pentastellato. Ha aggiunto che esisterebbe un potenziale compratore straniero e che l’eventuale operazione passerebbe attraverso una società americana.

Conte ha ridimensionato la questione, affermando di occuparsi di politica e non di “stupidaggini”. Non risultano elementi che dimostrino un suo ruolo formale nella trattativa né che la vendita sia stata conclusa.

Zampolli ha inoltre dichiarato di avere buoni rapporti con l’ex premier e che Conte sarebbe apprezzato anche dal presidente Donald Trump. Parole destinate ad alimentare il dibattito sull’identità politica del leader dei Cinque Stelle, mentre lui prepara la sfida per conquistare la guida del centrosinistra.

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