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Politica

Sondaggi, Vannacci supera la Lega: centrodestra avanti ma l’alleanza divide gli elettori

Il sondaggio Ipsos Doxa registra l’avanzata di Futuro Nazionale al 7,1%, davanti alla Lega. Il centrodestra con Vannacci raggiungerebbe il 47,9%, ma nello scenario di coalizione perderebbe oltre due punti.

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Le intenzioni di voto degli italiani non registrano grandi scossoni, ma dal sondaggio Ipsos Doxa realizzato da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera emergono indicazioni politiche significative, soprattutto per il futuro delle coalizioni.

La principale novità riguarda Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che continua a crescere, supera nettamente la Lega e potrebbe risultare determinante per una vittoria del centrodestra. Un’eventuale alleanza con il partito dell’ex generale, tuttavia, non produrrebbe una semplice somma aritmetica dei consensi: una parte degli elettori di Forza Italia e dello stesso Futuro Nazionale potrebbe infatti non confermare il voto.

Fratelli d’Italia resta primo ma arretra

Fratelli d’Italia si conferma il primo partito con il 26,5% dei consensi, registrando però una flessione dello 0,5%. Si tratta del secondo arretramento consecutivo, dopo il calo dello 0,6% rilevato nel mese precedente.

Forza Italia rimane stabile all’8,3%, mentre la Lega perde un altro mezzo punto e scende al 5,1%.

Il Carroccio viene così superato anche da Futuro Nazionale, accreditato del 7,1%, in crescita di 1,1 punti percentuali. Il partito di Vannacci distanzia ormai la Lega di due punti.

Noi Moderati di Maurizio Lupi passa invece dallo 0,8 allo 0,9%.

Pd stabile, cresce leggermente il Movimento 5 Stelle

Nel centrosinistra la situazione appare sostanzialmente stabile.

Il Partito democratico resta al 20,1%, lo stesso risultato dei due mesi precedenti. L’ultimo dato sensibilmente più alto, il 22,3%, risale alla fine di aprile.

Il Movimento 5 Stelle sale dal 14,3 al 14,5%, mentre Alleanza Verdi e Sinistra passa dal 6,2 al 6,3%.

Azione raggiunge il 3,1% e Italia Viva il 2,3%. Più Europa perde invece mezzo punto, fermandosi all’1,4%.

Centrodestra al 47,9% con Futuro Nazionale

In uno scenario elettorale proporzionale, il centrodestra raggiungerebbe il 47,9% sommando Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e Futuro Nazionale.

Senza il partito di Vannacci, l’attuale maggioranza si fermerebbe al 40,8%.

Il fronte progressista, composto da Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Più Europa, ma senza Azione, arriverebbe invece al 44,6%.

La coalizione progressista risulterebbe quindi davanti all’attuale centrodestra soltanto nel caso in cui Futuro Nazionale decidesse di presentarsi autonomamente.

L’alleanza con Vannacci fa perdere oltre due punti

Il risultato cambia quando agli intervistati viene chiesto come voterebbero di fronte alle coalizioni realmente schierate alle elezioni.

Un centrodestra allargato a Futuro Nazionale scenderebbe dal 47,9% teorico ottenuto sommando i partiti al 45,4% effettivo nello scenario di coalizione.

La perdita sarebbe quindi di due punti e mezzo. Secondo la lettura del sondaggio, a non confermare il voto sarebbero soprattutto una parte degli elettori di Forza Italia e alcuni sostenitori dello stesso Vannacci.

Il campo progressista, al contrario, salirebbe dal 44,6 al 45%, beneficiando probabilmente di una mobilitazione dell’elettorato contrario all’ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione di governo.

Coalizioni quasi alla pari

Nello scenario delle alleanze, il distacco tra i due schieramenti sarebbe dunque minimo: centrodestra al 45,4% e fronte progressista al 45%.

Il sondaggio conferma così il peso crescente di Futuro Nazionale, ma evidenzia anche le difficoltà politiche di un’eventuale intesa con gli attuali partiti di governo.

Vannacci potrebbe risultare indispensabile per mantenere il centrodestra davanti, ma la sua presenza nella coalizione rischierebbe allo stesso tempo di allontanare una parte dell’elettorato moderato.

Il sondaggio Ipsos Doxa è stato realizzato tra il 20 e il 23 luglio attraverso mille interviste su 3.949 contatti, con metodologia Cati, Cami e Cawi.

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Campo largo, D’Alema boccia le primarie: «Una follia». Schlein e Conte restano in trincea

Massimo D’Alema chiede al Campo largo di evitare le primarie tra Elly Schlein e Giuseppe Conte e di trovare un candidato premier di mediazione. Nel centrosinistra restano però distanti le posizioni sulla leadership.

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Massimo D’Alema boccia senza mezzi termini le primarie per scegliere il candidato premier del Campo largo. «In questo contesto sono una follia», sostiene l’ex presidente del Consiglio, secondo il quale sarebbe necessario un «processo ordinato» per individuare una figura condivisa.

Il ragionamento è politico ed elettorale: una competizione diretta tra Elly Schlein e Giuseppe Conte rischierebbe di trasformarsi in una resa dei conti tra Pd e Movimento 5 Stelle. «Le primarie tra due leader di partito producono la crisi del partito che perde», è la convinzione di D’Alema. Una sfida combattuta potrebbe quindi indebolire la coalizione prima ancora dell’apertura delle urne.

Schlein non rinuncia alla candidatura

La segretaria del Pd, almeno per ora, non sembra intenzionata a fare un passo indietro. Nel suo gruppo dirigente prevale la convinzione che Schlein possa vincere le primarie e rivendicare così la guida dell’eventuale governo di centrosinistra.

Attorno alla contesa si muovono però interessi e ambizioni differenti. Secondo ricostruzioni interne al Pd, una candidatura di Schlein a Palazzo Chigi potrebbe modificare anche gli equilibri futuri nella corsa al Quirinale. Si tratta di valutazioni affidate a fonti anonime e non accompagnate, al momento, da prese di posizione pubbliche dei diretti interessati.

La difficile ricerca di un terzo nome

Una parte del centrosinistra continua a esplorare la possibilità di un candidato di mediazione. Tra i nomi evocati figura quello di Pier Luigi Bersani, sul quale avrebbe lavorato anche Roberto Speranza. Conte nutre stima per l’ex segretario del Pd, ma non risulta disponibile a cedergli la candidatura.

Nel dibattito vengono citati anche Ernesto Maria Ruffini, Franco Gabrielli e Paolo Gentiloni. Nessuno di loro, tuttavia, avrebbe finora manifestato la volontà di esporsi in una competizione che si annuncia particolarmente aspra.

L’area più attiva nella ricerca di una soluzione alternativa viene individuata attorno alla rivista Rinascita, guidata da Goffredo Bettini e con Andrea Orlando alla direzione scientifica. Sullo sfondo resta l’influenza politica di D’Alema.

Conte aspetta e marca le differenze

Il leader del Movimento 5 Stelle continua intanto a muoversi autonomamente sui temi più divisivi per la coalizione: politica estera, difesa, sicurezza e immigrazione. Conte si considera preparato e affidabile per tornare a Palazzo Chigi e non sembra intenzionato a rinunciare senza una vera competizione.

Il tempo, però, stringe. Il Campo largo deve ancora stabilire regole, programma e leadership. D’Alema indica la strada dell’accordo, Schlein punta sulle primarie e Conte mantiene aperta la sfida. Prima di affrontare il centrodestra, il centrosinistra dovrà decidere come evitare che la scelta del candidato si trasformi nella sua prima sconfitta.

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Politica

De Luca attacca Ranucci: «Nessuna credibilità, facciamolo commendatore»

Vincenzo De Luca ha duramente attaccato Sigfrido Ranucci durante la sua trasmissione settimanale. Senza entrare nel merito dell’inchiesta giudiziaria, il sindaco di Salerno ha contestato al giornalista i rapporti con Valter Lavitola e ha ironicamente proposto una raccolta di firme per nominarlo commendatore della Repubblica.

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«Ranucci non ha nessuna credibilità e nessun titolo per aprire bocca». Vincenzo De Luca torna all’attacco del giornalista ed ex conduttore di Report, accusando il mondo progressista di essere impegnato in un «processo di beatificazione» nei suoi confronti.

Il sindaco di Salerno è intervenuto durante la consueta trasmissione settimanale, partendo dalla fotografia che ritrae il sottosegretario Andrea Delmastro accanto a una persona indicata come esponente della criminalità.

«Niente foto con delinquenti»

«Non puoi avere né dimenticanze, né distrazioni, né fotografie in comune con delinquenti. È una ragione di stile», ha affermato De Luca, invocando maggiore attenzione da parte di chi ricopre incarichi pubblici.

Il sindaco ha poi spostato il ragionamento sulla vicenda che coinvolge Ranucci e sui suoi rapporti con Valter Lavitola, sottolineando di non voler entrare nel merito dell’inchiesta giudiziaria.

«Non dico mezza parola sulla vicenda giudiziaria, ma su una questione che riguarda lo stile personale, la credibilità e la coerenza di vita», ha precisato.

L’affondo sui rapporti con Lavitola

Secondo De Luca, Ranucci avrebbe dovuto prendere pubblicamente le distanze dalle condotte attribuite a Lavitola. «Ci si aspetterebbe che qualcuno dicesse: “Prendo le distanze da comportamenti che considero irresponsabili e criminali”», ha osservato.

Il sindaco ha quindi ricordato che il giornalista ha definito Lavitola un suo «amico fraterno», traendone un giudizio durissimo sulla sua credibilità personale.

Le valutazioni di De Luca riguardano il comportamento pubblico del giornalista e non incidono sugli accertamenti giudiziari ancora in corso.

La provocazione del commendatore

L’intervento si è concluso con una provocazione sarcastica. De Luca ha proposto di promuovere una raccolta di firme da inviare al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per nominare Ranucci commendatore.

«Se qualcuno vuole seguirmi, facciamo un’associazione per la nomina di Ranucci a commendatore della Repubblica», ha ironizzato. Poi la chiusura: «Commendator Ranucci: suona pure bene».

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Di Battista lascia Cuba in aeroambulanza: domani il rientro a Roma

Alessandro Di Battista è partito da Cuba a bordo di un’aeroambulanza dopo l’intervento chirurgico d’urgenza subito all’Avana. L’ex parlamentare, colpito da un malore mentre realizzava un reportage, dovrebbe arrivare domani a Roma ed essere trasferito al Policlinico Gemelli per proseguire cure e riabilitazione.

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Alessandro Di Battista ha lasciato Cuba a bordo di un’aeroambulanza diretta in Italia. Dopo il tentativo di trasferimento non riuscito il 4 settembre, l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle è riuscito a partire dall’Avana e dovrebbe arrivare domani a Roma.

Il viaggio viene effettuato seguendo un protocollo sanitario adeguato alle sue condizioni. Secondo quanto riferito, il volo dovrebbe mantenere una quota più bassa del normale e prevedere uno o più scali.

Il malore durante il reportage

Di Battista si trovava a Cuba per realizzare un reportage quando, il 28 agosto, ha accusato forti dolori alla testa. Inizialmente è stato visitato nell’ospedale di Santa Clara, la struttura più vicina al luogo nel quale si trovava.

La serietà del quadro clinico ha successivamente reso necessario il trasferimento all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana, dove la scorsa settimana è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza.

L’équipe del Gemelli arrivata a Cuba

Un neurochirurgo e un rianimatore del Policlinico Agostino Gemelli avevano raggiunto Cuba per assistere Di Battista e valutarne il trasferimento. Dopo l’arrivo nella Capitale, l’ex deputato potrebbe essere accompagnato direttamente nell’ospedale romano.

Comincerà così una nuova fase del percorso sanitario, dedicata alle cure, alla riabilitazione e alla convalescenza.

I ringraziamenti ai medici cubani

In queste settimane Di Battista è stato assistito dalla compagna Sahra, con la quale ha due figli, e da Luca Di Giuseppe, amico e presidente dell’associazione Schierarsi. Quest’ultimo ha gestito anche la comunicazione, cercando di conciliare l’interesse pubblico con la richiesta di riservatezza avanzata dalla famiglia.

Prima della partenza, Schierarsi aveva ringraziato medici, infermieri e fisioterapisti cubani per l’assistenza prestata. Di Giuseppe ha poi pubblicato una fotografia dell’aeroambulanza accompagnandola con un messaggio: «Buon rientro, fratello mio. Ci rivediamo a Roma tra qualche ora».

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