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Salute

Smartphone e altri device lontani dai bambini perché ne disturbano l’evoluzione

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I bambini e l’utilizzo dei device multimediali: quali sono i rischi e che cosa dicono gli esperti?

Secondo studi recenti l’utilizzo dei touchscreen in età evolutiva interferisce con lo sviluppo cognitivo. Nei bambini al di sotto dei tre anni è opportuna la presenza costante di un genitore che li aiuti ad usarli nel modo più opportuno traendo la possibilità di imparare anche nuove parole.
È stato dimostrato che trascorrere una gran quantità di tempo davanti agli schermi interferisce con i rapporti sociali tra i coetanei, riduce il livello di attenzione e risulta correlato a un ridotto rendimento scolastico.
L’uso di tali dispositivi, soprattutto prima di andare a dormire, interferisce con la qualità del sonno favorendo la comparsa di incubi e risvegli notturni e la postura inadeguata che si assume durante il loro utilizzo è responsabile di cefalea e dolori muscolari. Da non sottovalutare è anche la ripercussione sulla vista: bruciore, secchezza oculare e senso di corpo estraneo.
È dunque opportuno limitare l’uso degli apparecchi elettronici in base all’età dei bambini:
Fino a 18 mesi è giusto non usare alcun dispositivo, dai 18 ai 24 mesi solo qualche programma sotto controllo dei genitori, dai 2 ai 5 anni utilizzare tutti i dispositivi solo 1 ora al giorno,dai 6 anni in poi limitare il più possibile il tempo trascorso davanti ai dispositivi elettronici favorendo attività ludiche alternative. Tuttavia esistono delle app che in presenza di genitori possono risultare formative per i bambini.

*L’autrice di questo articolo è una pediatra

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Neuromed celebra Marc Verstraete, padre della moderna terapia nell’infarto, intitolandogli una sala e con una conferenza di Valentin Fuster altra eccellenza mondiale della medicina

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Per omaggiare un’eccellenza ci vuole qualcuno che possa stare al suo livello: così sarà Valentin Fuster, cardiologo di fama internazionale, a tenere la “Memorial Lecture” in occasione dell’intitolazione della Sala Convegni dell’I.R.C.C.S. Neuromed a Marc Verstraete, scienziato belga recentemente scomparso, che aprì orizzonti completamente nuovi nella terapia delle malattie cardio e cerebrovascolari. La manifestazione si terrà giovedì 21 febbraio a partire dalle ore 17.00 e verrà trasmessa in diretta su Juorno.it.

Marc Verstraete fu una delle figure centrali di una vera e propria rivoluzione medica che, attraverso la conoscenza approfondita dei meccanismi della coagulazione del sangue, portò alla terapia trombolitica dell’infarto: la possibilità di sciogliere i coaguli nelle arterie coronarie. Con il suo lavoro ha salvato centinaia di migliaia di vite.

Il suo cammino scientifico lo portò dal Belgio agli Stati Uniti fino a tornare nella sua università d’origine, a Lovanio. Qui fondò il Laboratorio di emostasi, coagulazione e trombolisi, protagonista di numerose innovazioni nella terapia cardiovascolare. Oltre duecentocinquanta ricercatori si sono formati in quel laboratorio, tra i quali Giovanni de Gaetano, attuale Presidente dell’I.R.C.C.S. Neuromed, e Maria Benedetta Donati, Direttore Scientifico del Polo di Ricerca Neurobiotech di Caserta. Proprio a loro Verstraete decise di donare la sua biblioteca medica personale, ora ospitata nella sala convegni che porterà il suo nome: nell’occasione della cerimonia per ricordare la figura dello scienziato scomparso ci sarà una Memorial Lecture, una consuetudine quando si tratta di celebrare  la scomparsa di una figura così importante.

“Quella per Verstraete – dichiara con soddisfazione Maria Benedetta Donati – sarà tenuta da Valentin Fuster, cardiologo americano di origine spagnola, un medico ricercatore di fama internazionale che con lo scienziato belga collaborò a lungo. Fuster, che fu il cardiologo di Giovanni Paolo II, è attualmente Direttore del Centro Cardiologico del Mount Sinai Hospital di New York e Direttore del Centro Nazionale di Ricerche Cardiologiche di Madrid, nonché Direttore del Journal of American College of Cardiology”.

Una figura di altissimo spessore: il professor Fuster poche settimana fa ha rinunciato a presiedere il  Consejo Asesor de Sanidad, cioè il Consiglio Superiore della Sanità in Spagna e si è dimesso perché  è “un organismo che non funziona”, cioè poco concreto.

L’intervento di Fuster sarà rivolto a una vera e propria transizione che sta avvenendo nel mondo della ricerca cardio e cerebrovascolare. Fino ad oggi l’attenzione è stata prevalentemente rivolta al fenomeno della trombosi, l’evento che può scatenare un infarto o un ictus. Ma ora le conoscenze e le metodologie scientifiche permettono di esplorare un panorama più ampio: a cominciare da quando la patologia non è ancora così evidente (subclinica, in gergo medico). È qui che le interrelazioni tra genetica e stili di vita diventano fondamentali, mentre gli avanzamenti tecnologici nel campo della diagnostica per immagini permettono di avere risposte precoci.

“Questa manifestazione in memoria di uno scienziato che ha notevolmente influenzato la mia vita e la mia attività di ricerca – ricorda Giovanni de Gaetano, che fu il primo degli 80 ricercatori di vari Paesi che ottennero il dottorato di ricerca (PhD) sotto la guida del prof Verstraete – mi riempie di emozione; sarà una piccola espressione di riconoscenza da parte di tutti quelli che lo hanno conosciuto, apprezzato e amato”.

L’IRCCS Neuromed

L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (I.R.C.C.S.) Neuromed di Pozzilli (IS) rappresenta un punto di riferimento a livello italiano ed internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie che colpiscono il sistema nervoso e cardiovascolare. Un centro in cui i medici, i ricercatori, il personale e gli stessi pazienti formano una alleanza rivolta a garantire il miglior livello di assistenza possibile e cure all’avanguardia, guidate degli sviluppi scientifici più avanzati.

 

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Ricerca Eurostat, per il 29% degli italiani curarsi costa troppo

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Se per oltre la meta’ della popolazione dell’Unione europea (il 55%) le spese mediche non sono un peso, in Italia il 29% dei cittadini dichiara che spendere per curarsi incide decisamente parecchio sul budget familiare. E la percentuale sale fino al 39% quando arriva il momento di aprire il portafogli per pagare le cure dentistiche. Secondo i dati Eurostat, riferiti all’anno 2017, per il 34% dei 508 milioni di abitanti dei Paesi Ue la spesa sanitaria e’ stata in qualche modo onerosa, e l’11% l’ha percepita come un eccessivo dispendio. Cipro e’ il Paese in cui il maggior numero di persone (39%) ha dichiarato che il costo delle cure rappresenta un fardello. A seguire la Bulgaria (32%), l’Italia (29%) e la Lettonia (28%). La percentuale piu’ alta di persone che invece ha dichiarato che i costi della sanita’ non hanno pesato sul budget familiare e’ stata registrata in Danimarca, Slovenia e Svezia (tutte all’86%), Estonia (85%) e Francia (84%). Secondo i dati Eurostat, a soffrire maggiormente il peso della spesa medica sono le famiglie di due persone in cui almeno una ha 65 anni o piu’ (13%). Esborso ritenuto di un certo rilievo per i single (12%), le famiglie con figli indipendenti (12%), famiglie composte da due persone e quelle con figli piccoli (10%). Un altro capitolo dell’indagine di Eurostat riguarda le cure dentistiche: circa meta’ della popolazione (il 48%) non ha riferito particolari problemi ad affrontare esami e terapie. Un altro 35% invece ha sottolineato che andare dal dentista ha avuto un qualche peso economico, mentre il 17% si e’ detto in sofferenza per questa spesa. Cipro e’ il Paese dove la spesa dentistica e’ stata percepita come un forte esborso (47%), seguito dall’Italia (39%), la Lettonia (36%) e dalla Spagna (34%). Invece il 79% dei danesi, il 77% in Olanda e in Svezia ritengono che andare dal dentista non sia un problema per il portafogli. Un altro capitolo riguarda i costi dei farmaci: secondo il 49% degli europei non ci sono problemi a comprare le medicine, per il 39% invece i costi non sono cosa da poco, e il restante 13% lo considera insostenibile. I Paesi dove la spesa farmaceutica incide maggiormente sono risultati essere la Polonia (40%), seguita da Cipro (34%), Bulgaria (33%) e Lettonia (30%). Nessuna ripercussione sui conti invece in Francia (90%), Danimarca (84%) e Svezia (78%).

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Roma

Diabete: medici e associazioni, accesso a terapie per tutti

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Permettere a tutti i diabetici italiani “l’accesso alle terapie finora negate”. A chiederlo sono diabetologi, medici di famiglia e rappresentanti delle persone con diabete, sollecitando l’istituzione immediata di un tavolo di confronto con ministero, Regioni e Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per fronteggiare ‘l’emergenza diabete’. AMD e SID per i diabetologi, FIMMG e SIMG per i medici di famiglia, Diabete Italia e FAND per le associazioni delle persone con diabete dichiarano, in un comunicato congiunto, che “non c’e’ piu’ tempo per le burocrazie assistenziali”. Purtroppo, denunciano, “solo nella teoria i farmaci che riducono la mortalita’, le complicanze cardiovascolari, le ipoglicemie e migliorano la qualita’ della vita sono accessibili a tutti i diabetici nel nostro paese (sono 4.500.000). La prima prescrizione di questi farmaci e’ infatti permessa solo agli specialisti diabetologi, creando una situazione di discriminazione tra i diversi pazienti inaccettabile per un paese civile”. Ed ancora: “Le liste d’attesa per l’accesso alle visite specialistiche si allungano, i diabetologi vedono svilita la loro professionalita’ consumando spesso il tempo di una visita per la sola ripetizione della prescrizione, i medici di famiglia sono sempre piu’ demotivati per non poter prescrivere il farmaco piu’ giusto per il proprio paziente (a differenza dei loro colleghi di tutta Europa)”. “E’ necessario e urgente – chiedono i firmatari al ministro della Salute Giulia Grillo e all’assessore Antonio Saitta, Coordinatore Commissione Salute della Conferenza delle Regioni – l’istituzione immediata di un tavolo di confronto: i diabetici italiani non sono europei di serie B e va portato a compimento il lavoro bloccato in Aifa su piani terapeutici e integrazione digitale tra diabetologi e medici di famiglia”. “Va risolta, e rapidamente, una situazione che vede, inspiegabilmente i nostri concittadini privati nella sostanza di un diritto garantito alla maggior parte dei cittadini dell’Unione, oltretutto – concludono i firmatari – nel totale silenzio dell’Aifa negli ultimi mesi”.

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