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Lavoro

Smart working, nuove regole e sanzioni fino a 7.500 euro per le aziende

Dal 7 aprile entrano in vigore nuove regole sullo smart working: sanzioni fino a 7.500 euro per le aziende che non rispettano gli obblighi informativi.

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Entrano in vigore dal 7 aprile le nuove disposizioni sul lavoro agile previste dalla legge annuale sulle Pmi, che introducono un sistema sanzionatorio per le aziende inadempienti.

Le imprese, al rientro dalle festività pasquali, dovranno adeguarsi a regole che rafforzano gli obblighi già esistenti in materia di sicurezza e informazione dei lavoratori.

Sanzioni fino a 7.500 euro e responsabilità dei datori di lavoro

La principale novità riguarda le sanzioni a carico dei datori di lavoro. In caso di violazioni, sono previste pene che possono arrivare fino a circa 7.400 euro, oltre alla possibilità di arresto da due a quattro mesi nei casi più gravi.

Non si tratta di nuovi obblighi, ma di un rafforzamento delle norme già previste, con l’obiettivo di renderle più efficaci sul piano applicativo.

Informativa scritta al centro del sistema

Elemento chiave è l’informativa scritta che deve essere fornita al lavoratore e al rappresentante per la sicurezza.

In questo documento devono essere indicati i principali rischi legati al lavoro da remoto: uso corretto di computer e smartphone, postura, organizzazione dell’ambiente domestico e prevenzione degli infortuni.

L’informativa non è più una formalità, ma uno strumento operativo attraverso cui il datore di lavoro trasferisce conoscenze e responsabilità al dipendente.

I numeri dello smart working in Italia

Secondo i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel 2025 circa 3,6 milioni di lavoratori hanno svolto parte della propria attività da remoto, con un leggero aumento rispetto all’anno precedente.

La crescita più significativa si registra nel settore pubblico, mentre nelle piccole e medie imprese si evidenzia una riduzione del ricorso allo smart working.

Un modello basato sulla responsabilità condivisa

Le nuove norme riflettono un cambiamento nel modello di prevenzione: in assenza di un controllo diretto sugli ambienti di lavoro, aumenta il ruolo attivo del lavoratore nella gestione dei rischi.

Il sistema si basa su una responsabilità condivisa tra datore di lavoro e dipendente, con un approccio più partecipativo e orientato alla consapevolezza.

In un contesto segnato anche da possibili emergenze energetiche e nuove esigenze organizzative, il lavoro agile resta uno strumento centrale, ma regolato da obblighi più stringenti.

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Lavoro

Lavoro turismo, salta il tavolo al ministero: scontro sui contratti e nodo dumping

Salta il tavolo sul turismo al ministero del Lavoro per lo scontro sul dumping contrattuale. Attesa per il decreto lavoro del governo.

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Il confronto sul lavoro nel turismo si interrompe prima di iniziare. Il ministero del Lavoro ha annullato il tavolo previsto con le associazioni di categoria dopo la minaccia di diserzione da parte delle principali sigle del settore.

A sollevare il caso sono state organizzazioni come Fipe Confcommercio, Federturismo Confindustria, Assoturismo Confesercenti e Federalberghi, contrarie alla partecipazione di soggetti accusati di praticare dumping contrattuale.

Il nodo del dumping contrattuale

Al centro dello scontro c’è il tema dei contratti collettivi applicati nel settore. Le associazioni denunciano la presenza di sigle che proporrebbero condizioni economiche e normative inferiori rispetto agli standard più rappresentativi.

Una dinamica che, secondo le organizzazioni, penalizza sia i lavoratori sia le imprese che rispettano le regole.

Il decreto lavoro in arrivo

La tensione si inserisce in un contesto più ampio, legato al decreto sul lavoro che il governo sta preparando.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato l’intenzione di intervenire sul tema del lavoro povero, con misure fiscali e normative.

Contratti nazionali e alternativa al salario minimo

Tra le ipotesi allo studio c’è l’estensione del trattamento economico previsto dai contratti collettivi più rappresentativi, o considerati equivalenti.

Una soluzione che si pone come alternativa al salario minimo legale, su cui il governo mantiene una posizione contraria.

Il sottosegretario Claudio Durigon ha indicato questa strada come possibile riferimento normativo.

Le preoccupazioni delle associazioni

Le organizzazioni del settore temono che l’estensione dei contratti “equivalenti” possa legittimare accordi meno tutelanti, rafforzando fenomeni di concorrenza al ribasso.

Il rischio, secondo queste valutazioni, è quello di indebolire il sistema della contrattazione collettiva e le garanzie per i lavoratori.

Un confronto ancora aperto

Il rinvio del tavolo non chiude il confronto, ma evidenzia una frattura tra le parti coinvolte.

Le prossime settimane, con l’arrivo del decreto e la definizione delle misure, saranno decisive per capire quale equilibrio verrà raggiunto tra esigenze di tutela e flessibilità nel mercato del lavoro.

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In Evidenza

Harmont & Blaine ritira i licenziamenti dopo il vertice in Prefettura a Napoli

Dopo il confronto in Prefettura a Napoli Harmont & Blaine ritira la procedura di licenziamento e apre agli ammortizzatori sociali. Cgil e Cisl: primo passo per difendere l’occupazione.

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Si è concluso con il ritiro della procedura di licenziamento il vertice tenuto in Prefettura a Napoli sulla crisi della Harmont & Blaine. Dopo un confronto definito duro tra azienda e organizzazioni sindacali, la società ha accolto la richiesta di ricorrere agli ammortizzatori sociali per gestire la fase di difficoltà.

La decisione è arrivata al termine di ore di mobilitazione e di sciopero dei lavoratori del marchio di abbigliamento.

Il ruolo della mobilitazione dei lavoratori

Secondo quanto dichiarato da Cgil e Cisl, il risultato è stato possibile grazie alla mobilitazione dei dipendenti e al contributo della Prefettura di Napoli nel favorire il confronto tra le parti.

Le organizzazioni sindacali parlano di un primo passo nella difesa dei livelli occupazionali, sottolineando però che il percorso per superare la crisi aziendale resta complesso e richiederà sacrifici da parte dei lavoratori.

La posizione dei sindacati

All’incontro hanno partecipato Raffaele Paudice per la Cgil Napoli e Campania, Andrea Pastore e Vincenzo Acanfora per la Filctem Cgil, insieme ai rappresentanti della Cisl Napoli Melicia Comberiati e Anna Pareni della Femca Cisl.

I sindacati hanno evidenziato che, pur nella soddisfazione per il risultato ottenuto, resta aperta una fase difficile. L’utilizzo degli ammortizzatori sociali rappresenta uno strumento per gestire la crisi ma non risolve definitivamente il problema.

Difesa del lavoro in un territorio fragile

Per Cgil e Cisl il ritiro dei licenziamenti rappresenta comunque un segnale importante in un territorio come quello napoletano, segnato negli ultimi anni da numerose crisi industriali e da un processo di deindustrializzazione.

Le organizzazioni sindacali hanno ribadito l’impegno a restare al fianco dei lavoratori nella difesa dell’occupazione e della dignità del lavoro, sottolineando come la mobilitazione e il senso di responsabilità dei dipendenti possano rappresentare una leva decisiva per affrontare le crisi aziendali.

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Economia

Scioperi marzo 2026: protesta generale il 9 marzo, poi stop a treni, aerei e trasporti locali

Marzo si apre con uno sciopero generale dei sindacati di base il 9 marzo e con la protesta della Flc Cgil in scuola e università. Nel mese previsti stop anche nei trasporti, nei treni e negli aeroporti.

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La seconda settimana di marzo si apre con uno sciopero generale proclamato dai sindacati di base per lunedì 9 marzo. L’agitazione, indetta da Cobas, Cub e Usb, coinvolgerà per l’intera giornata lavoratori del settore pubblico e privato.

Dalla protesta resta escluso il comparto dei trasporti. Diversa invece la situazione per i vigili del fuoco, che aderiranno allo sciopero con modalità ridotte: l’astensione dal lavoro è prevista dalle ore 9 alle ore 13.

Sciopero nella scuola e nell’università per i diritti delle donne

Alla mobilitazione del 9 marzo si affiancherà anche lo sciopero proclamato dalla Flc Cgil nei settori della scuola, università, ricerca, Afam, formazione professionale e scuola non statale.

La protesta è collegata alla Giornata internazionale dei diritti delle donne. Il sindacato ha spiegato che l’iniziativa vuole riaffermare diritti fondamentali come l’autodeterminazione e la parità di genere, sottolineando come lo sciopero rappresenti uno strumento di mobilitazione che prosegue oltre le ricorrenze dell’8 e del 9 marzo.

L’11 marzo sciopero nazionale dei treni Italo

Per i viaggiatori una delle giornate più delicate sarà quella dell’11 marzo. A livello nazionale il personale della compagnia ferroviaria Italo incrocerà le braccia dalle 9 alle 17.

Lo sciopero è stato proclamato dalle sigle sindacali Uilt-Uil e potrebbe provocare cancellazioni o ritardi nei collegamenti ferroviari della giornata.

Mobilitazioni nel trasporto pubblico locale il 16 marzo

Il calendario delle proteste proseguirà il 16 marzo con agitazioni nel trasporto pubblico locale in diverse regioni.

In Sicilia il servizio delle aziende Interbus di Enna, Segesta Autolinee e Autolinee Russo a Palermo potrà subire variazioni nel corso della giornata. Anche le corse di Etna Trasporti a Catania potrebbero non essere garantite.

In Abruzzo aderirà allo sciopero anche la società Tua, pur rispettando le fasce orarie di garanzia previste per il servizio.

Il 18 marzo scioperi nel trasporto aereo

Un’altra giornata potenzialmente complessa sarà il 18 marzo, quando è previsto uno sciopero nazionale nel settore del trasporto aereo.

Il personale delle compagnie EasyJet e Ita Airways si fermerà per quattro ore, dalle 13 alle 17, su proclamazione di Usb Lavoro privato. Nella stessa giornata sciopererà per 24 ore anche il personale delle società Airport Handling e Dnata negli aeroporti di Milano Linate e Milano Malpensa. Solo nello scalo di Malpensa aderirà anche il personale della società Alha.

Fine mese con nuove proteste nei trasporti locali

Il mese di marzo si concluderà con ulteriori agitazioni nel trasporto pubblico locale previste per il 27 e il 28 marzo.

Il 27 marzo sciopereranno per 24 ore i lavoratori del gruppo Atm di Milano. Nella stessa giornata è previsto uno stop di quattro ore, dalle 19 alle 23, per il personale Eav di Napoli e uno sciopero di quattro ore, dalle 17.30 alle 21.30, per i dipendenti della società Sun di Novara.

Il giorno successivo, 28 marzo, saranno interessati dallo sciopero i lavoratori della società Amtab di Bari, con uno stop di quattro ore a partire dalle 20, e il personale della società Mtm di Molfetta, che si fermerà dalle 8.30 alle 12.30.

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