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Sky Tg24, da Matteo a Matteo: non cambia solo il cognome ma i mondi di sotto di un Tg che concede a Salvini il 21 per cento di tempo di parola e fa sparire il Pd

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Dall’Autorità di garanzia per le comunicazioni (Agcom) dopo multe, condanne e inchieste già ben avviate (quella sui diritti Tv è anche sotto la lente di ingrandimento di altre autorità inquirenti) ora arriva  un monito a Sky sul “tempo di parola” concesso a Matteo Salvini nel telegiornale.
L’Agcom ha richiamato al rispetto del pluralismo Skytg24. L’accusa è quella di aver piegato l’informazione da offrire agli abbonati (che la meriterebbero e la vorrebbero neutra) a propaganda delle iniziative leghiste o di Matteo Salvini. Non è una offesa. Sky Tg24 di recente ha assunto inediti connotati leghisti. I numeri dicono più delle chiacchiere e delle levate di scudi delle anime belle che blaterano di corretta informazione e moralità. Salvini detta l’agenda di un telegiornale in caduta libera di ascolti ed abbandonato da molti giornalisti che l’hanno fondato. La più seguita delle edizioni di Sky tg24 fa, in termini di ascolti, meno audience di un post su Facebook di Selvaggia Lucarelli.  Il leader leghista Salvini straripa oramai a SkyTg 24 con il 21,12 per cento del tempo medio che questo tg gli dedica.

Matteo Salvini

Nel governo, la coppia Conte e Di Maio (un premier e un vicepremier assieme), arrivano al 20,2. Il Pd del fu Matteo è sparito. Al suo posto, nel cuore dell’informazione main stream all’italiana, c’è un altro Matteo. Si chiama Salvini.  Nicola Zingaretti non ha lo stesso appeal dei due Matteo, Renzi e Salvini: non ha ministri e non ha manco un gruppo parlamentare che può gestire. Dunque nel sistema delle lobby conta poco. Con Renzi in sella e con il tg in mano ai giovani della FBC (Friedmann Broadcast Corporation), Salvini aveva poco più che diritto di tribuna al tg di Sky. Con Salvini al potere, è cambiato anche il tg di Sky. Oggi il vertice è in mano a resuttanesi, siculo lombardi e uomini che hanno iniziato la loro carriera nel mondo che conta con Marcello Dell’Utri. Sì, quello. Proprio lui. Il parlamentare colto, amante dei libri (molti presi alla biblioteca Girolamini di Napoli) e amico di molti amici. E così, Salvini oggi ha tutto lo spazio che vuole a Sky. Si sono fermati al 21 per cento del palinsesto. Ma si può fare meglio. E chissà, può tornare utile domani puntare sul politico in ascesa. Certo è che l’onorevole Matteo Salvini ha 3,5 milioni di followers su Fb, oltre un milione su Twitter, quasi 1,5 milioni su Instagram, che cosa se ne potrà mai fare di un tg che fa 30 mila spettatori per edizione e se va tutto alla grande arriva a 60mila spettatori?

 

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Di Maio parla del salario minimo orario: meno di 9 euro all’ora non è lavoro ma schiavitù

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Autonomia, lettera del premier Conte ai veneti e ai lombardi

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Di seguito la lettera che il premier Giuseppe Conte ha scritto per i cittadini di Lombardia e Veneto in merito al progetto di riforma delle autonomie regionali.

 

Cari Cittadini della Lombardia e del Veneto,

ritengo doveroso rivolgere, a Voi direttamente, un chiarimento. Su molti giornali stanno montando le polemiche sul tema dell’autonomia differenziata, alimentate anche da dichiarazioni di esponenti delle forze di maggioranza, ma in particolare dalle prese di posizione dei Governatori delle vostre Regioni.

Il progetto riformatore è molto importante sul piano politico e molto complesso sul piano giuridico, ed era prevedibile che – approssimandosi i passaggi decisivi – la tensione politica e mediatica salisse sempre più.

Il lavoro istruttorio sin qui svolto è stato molto faticoso. Si tratta di trasferire interi blocchi di competenze, legislative e amministrative, dallo Stato alle Regioni che lo richiedono.

Devo ringraziare il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Erika Stefani, per il grande impegno con cui ha portato avanti questo lavoro istruttorio. E devo ringraziare anche tutti i singoli Ministri e i loro staff per avere lealmente collaborato a questa impegnativa opera di ricognizione delle materie e competenze trasferite, analizzando responsabilmente le varie ricadute (politiche, giuridiche, amministrative, economiche, sociali).

Da alcune settimane siamo ai passaggi finali. Vi erano vari snodi politici, che richiedevano una condivisa ponderazione. Per questa ragione mi sono assunto la responsabilità di coordinare personalmente questi incontri. Era necessario farlo per imprimere la spinta finale. Abbiamo avuto riunioni interminabili, abbiamo esaminato il testo articolo per articolo, per superare tutti i dubbi residui.

Abbiamo operato in un clima di condivisione, con tutti i Ministri coinvolti, senza guardare alla distinzione di colori o appartenenze politiche. Manca ancora poco e poi saremo pronti per portare la bozza finale in Consiglio dei Ministri. Avremo un testo serio e credibile, che verrà incontro alle Vostre richieste e, nel contempo, sarà compatibile con il disegno costituzionale.

Mi piacerebbe portare questa bozza e metterla in votazione già alla prossima riunione del Consiglio dei Ministri. Le polemiche e le ultime dichiarazioni stanno però compromettendo questi ultimi passaggi. Invito tutti a considerare che un progetto riformatore così rilevante e articolato non può essere valutato sulla base dell’anticipazione di qualche singolo suo aspetto. Esprimere un giudizio su singole questioni, soprattutto in questa fase, non può che condurre a una visione parziale e limitata.

Il giudizio finale andrebbe riservato alla bozza definitiva che verrà approvata dal Consiglio dei Ministri. Le polemiche politiche non mi sorprendono, considerate le mie responsabilità e, quindi, la mia esposizione.

Confido però che possiate tutti apprezzare l’impegno enorme che stiamo profondendo per venire il più possibile incontro alle Vostre richieste e, nel contempo, la responsabilità che abbiamo di rappresentare l’intera Comunità nazionale.

Se non potremo accogliere, per intero, tutte le richieste che ci sono pervenute e non potremo trasferire, in blocco, tutte le materie che ci sono state indicate, non sarà per insensibilità nei Vostri confronti.

Sarà per la convinzione che, piuttosto che declamare – a esclusivo uso politico e mediatico – una cattiva riforma sicuramente destinata a cadere sotto la scure della Corte costituzionale, è preferibile realizzare un progetto ben costruito, che vi offra vantaggi reali, che siano sostenibili anche nel tempo. Senza contare che questo progetto riformatore non è questione affidata esclusivamente alla dialettica Governo-Regioni, in quanto l’ultima parola spetta al Parlamento: un progetto ben strutturato e ben sostenibile sul piano costituzionale potrà superare più agevolmente e rapidamente l’approvazione parlamentare.

Ai Vostri Governatori chiedo rispetto per me e per tutti i Ministri che stanno lavorando con me, indistintamente, della Lega e del MoVimento 5 Stelle. Le agenzie riportano, da ultimo, dichiarazioni che scadono nell’insulto, tanto più inaccettabili in quanto pronunciate da rappresentanti istituzionali e rivolte a rappresentanti istituzionali.

Dopo mesi e centinaia di ore di attento lavoro, dedicato alle Vostre esigenze, reputo a dir poco ingeneroso sostenere che siamo poco attenti alle Vostre sensibilità. Le Vostre richieste stanno a cuore anche a noi. Come pure ci stanno a cuore la sorte dei restanti 45 milioni di cittadini italiani.

Se il confronto civile terrà il luogo degli insulti più recenti, mi dichiaro sin d’ora disponibile a incontrare i Vostri Governatori, per considerazione nei Vostri confronti, anche prima di portare la bozza finale in Consiglio dei Ministri, in modo da poterli tenere compiutamente aggiornati.

Per me l’autonomia non è una bandiera regionale da sventolare, ma una riforma che farà bene a Voi e all’Italia intera.
Vi prometto che tornerò presto a farVi visita,

Giuseppe Conte

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Non c’è pace nel Pd, ora scoppia il caso Faraone: non è più il segretario regionale

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Come se non bastassero le tensioni sulla mozione di sfiducia a Matteo Salvini, un nuovo caso agita i rapporti tra area ‘renziana’ e Nazareno: l’annullamento dell’elezione di Davide Faraone, renziano della prima ora, a segretario regionale del Pd in Sicilia. Un voto a maggioranza nella commissione nazionale di garanzia. Ma perché si è arrivati all’annullamento? Alla commissione di garanzia erano arrivati diversi ricorsi dalla mozione Zingaretti che, in Sicilia al congresso regionale, aveva candidato l’ex-deputata Teresa Piccione. La candidata zingarettiana, però, aveva ritirato la candidatura a pochi giorni dal voto denunciando irregolarità nelle procedure del congresso e nella presentazione delle liste. Ieri sera, dunque, la decisione della commissione su quei ricorsi. Siccome Davide Faraone aveva vinta senza un competitor, la decisione é stata quella di annullare tutto. Da qui la reazione rabbiosa dei renziani.

La reazione del deputato renziano é stata durissima. E rimane agli atti con un post su Facebook di Faraone.

“La vicenda siciliana del Pd non puo’ essere chiusa con l’autosospensione di Davide Faraone. Venerdi’ in direzione il segretario Zingaretti dovra’ spiegare per bene cosa ha spinto la commissione di garanzia ad assumere una decisione cosi’ pesante a maggioranza. Il segretario predica l’unita’ e il superamento delle correnti, ma troppo spesso e’ condizionato dalla sua”. Lo afferma il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci.  “Faraone deve tornare a fare il segretario regionale – continua Marcucci – le regole devono tornare a essere rispettate. Sappia il segretario che la ferita che si e’ prodotta non puo’ essere derubricata a questione locale”.

 

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