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Sinner perde un punto, vince il sorriso: a Melbourne il “Million Dollar One Point Slam”

Jannik Sinner sorride dopo la sconfitta nel “Million Dollar One Point Slam” a Melbourne: un solo punto decide il milione vinto dal dilettante Jordan Smith.

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Perdere e sorridere. È accaduto a Jannik Sinner sul campo di Melbourne dove due anni fa aveva conquistato il primo Slam della carriera. Nel “Million Dollar One Point Slam” è bastato un solo punto per decidere tutto: una prima di servizio finita in rete, senza possibilità di seconda, e la vittoria è andata a Jordan Smith.

Un format fuori dal tennis tradizionale

L’evento, lontano dal tennis delle maratone da cinque set, ha messo sullo stesso piano campioni affermati e giocatori dilettanti. Con sei punti giocati complessivamente, Smith – best ranking numero 1141 in singolare – ha incassato un milione di dollari australiani, una cifra che non cambia una carriera ma può cambiare una vita.

La storia di Jordan Smith

Smith proviene da una famiglia di tennisti e gestisce la Castle Hill Academy, nei sobborghi di Sydney. Da giovane aveva battuto Cameron Norrie e affrontato Alexander Zverev, senza però riuscire a compiere il salto definitivo nel professionismo. L’evento di Melbourne gli ha permesso di realizzare un sogno concreto: la possibilità di acquistare una casa.

Il sorriso di Sinner e lo sguardo sul torneo

Tra i protagonisti della manifestazione anche Carlos Alcaraz, Iga Swiatek, Coco Gauff e Jasmine Paolini. Archiviata l’esibizione, per Sinner è tempo di concentrazione: dopo un’ulteriore partita dimostrativa, inizierà la difesa del doppio titolo agli Australian Open. L’obiettivo dichiarato resta quello di diventare un giocatore sempre più imprevedibile, anche a costo di qualche sconfitta.

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Derby d’Italia, Rocchi ammette: “Errore sul rosso a Kalulu”

Il designatore Rocchi riconosce l’errore sul secondo giallo a Kalulu in Inter-Juventus. Critiche anche alla simulazione di Bastoni e al protocollo Var.

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L’Aia fa mea culpa sul secondo giallo a Pierre Kalulu nel derby d’Italia tra Inter e Juventus.

Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi ha definito “chiaramente errata” la decisione dell’arbitro Federico La Penna, esprimendo dispiacere anche per l’impossibilità di intervenire tramite Var.

Il protocollo, infatti, non consente la revisione in caso di espulsione per somma di ammonizioni, punto sul quale sarebbero in corso valutazioni per possibili modifiche regolamentari.

Il tema della simulazione

Accanto all’ammissione dell’errore, Rocchi ha sollevato il tema della simulazione, parlando di un episodio “chiaro” riferito al contatto con Alessandro Bastoni.

Il designatore ha sottolineato che La Penna è “mortificato” e sarà sospeso a tutela, ma ha aggiunto che non è stato l’unico a sbagliare.

Le polemiche e le reazioni

La vicenda ha alimentato un ampio dibattito, anche per il contesto mediatico e simbolico della partita. Bastoni ha chiuso ai commenti i propri profili social dopo insulti e minacce ricevute.

Nel pomeriggio è intervenuto anche John Elkann, che avrebbe espresso il proprio disappunto al presidente Figc Gabriele Gravina per i ripetuti errori arbitrali della stagione.

Var e responsabilità

Rocchi ha difeso la categoria, ricordando che gli arbitri espongono pubblicamente i propri errori in una trasmissione settimanale dedicata.

Il designatore ha parlato di una stagione complessa, segnata da interpretazioni controverse sui falli di mano e da un uso talvolta invasivo del Var. In questo caso, per contrappasso, il protocollo ha impedito qualsiasi intervento correttivo.

Il dibattito resta aperto, tra richieste di revisione delle regole e appelli a una maggiore assunzione di responsabilità da parte di tutte le componenti del sistema calcio.

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Brignone, oro nel gigante tra dolore e gioia: “Sciare ora è difficile”

Federica Brignone festeggia a Casa Italia l’oro nel gigante dopo il Super-G: “Sciare è doloroso, combatto con i miei mostri”.

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Federica Brignone ha celebrato a Casa Italia, a Cortina d’Ampezzo, la medaglia d’oro conquistata nello slalom gigante, arrivata dopo il trionfo in Super-G del 12 febbraio.

La campionessa azzurra ha raccontato la fatica dietro il successo, sottolineando come questo periodo sia particolarmente complesso dal punto di vista fisico.

“Sciare è doloroso”

“Me lo sono goduto però è stato tosto”, ha spiegato Brignone, aggiungendo che in questo momento sciare per lei non è qualcosa di semplice o banale.

La sciatrice ha parlato apertamente di dolore e di una battaglia personale che la accompagna da tempo, ma ha anche evidenziato la volontà di vivere pienamente l’esperienza olimpica.

La forza oltre le difficoltà

Da quando è arrivata ai Giochi di Milano Cortina, Brignone ha scelto di concentrarsi sulle emozioni e sull’orgoglio di rappresentare l’Italia, nonostante le difficoltà.

Il doppio oro consolida il suo ruolo tra le protagoniste assolute dello sci alpino e rappresenta un segnale di straordinaria determinazione in una fase delicata della carriera.

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