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Sinner festeggia Wimbledon tra smoking, ironia e ballo con Linda Noskova: «Forse è meglio se gioco a tennis»

Dopo il secondo trionfo consecutivo a Wimbledon, Jannik Sinner ha partecipato al tradizionale gala dei campioni a Londra. Tra battute, confessioni e il ballo con Linda Noskova, il numero uno del mondo ha chiuso la festa prima di pensare ai tornei sul cemento americano.

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Dallo storico corridoio che conduce al campo centrale di Wimbledon ai saloni eleganti del Raffles London, la giornata più importante di Jannik Sinner si è conclusa tra smoking, ironia e il tradizionale ballo dei campioni.

Il tennista italiano ha festeggiato il secondo titolo consecutivo sull’erba londinese, conquistato battendo Alexander Zverev in quattro set dopo tre ore e 46 minuti di gioco. Un successo che conferma Sinner al vertice del tennis mondiale e gli consegna il quinto titolo del Grande Slam della carriera.

L’ingresso al gala con la coppa

Il numero uno del mondo è arrivato al ricevimento oltre la mezzanotte, portando con sé il trofeo appena sollevato sul Centrale. Ad attenderlo c’erano soci dell’All England Club, invitati e familiari riuniti per la tradizionale cena che chiude il torneo.

Il cerimoniale imponeva il black tie, ma Sinner ha alleggerito immediatamente l’atmosfera con il tono spontaneo che lo accompagna anche lontano dal campo.

Intervistato sul palco, avrebbe scherzato chiedendo al presentatore di non rivolgergli domande troppo difficili perché si sentiva già un po’ brillo.

La battuta sul patentino della moto

Durante la serata Sinner ha raccontato anche un episodio della sua vita privata: prima della partenza per Londra avrebbe fallito ancora una volta l’esame per conseguire il patentino della moto.

«È la quarta volta, forse è meglio se gioco a tennis», ha scherzato, strappando le risate degli invitati.

Più intimo il passaggio dedicato alla madre Siglinde, che durante la finale aveva lasciato momentaneamente la tribuna dopo il primo set perso contro Zverev. Sinner ha ammesso di non sapere cosa significhi per un genitore assistere a una partita tanto importante del proprio figlio.

Dal malore di Parigi alla rinascita

La vittoria londinese acquista un valore ancora maggiore considerando le difficoltà attraversate poche settimane prima al Roland Garros. A Parigi, Sinner era stato eliminato al secondo turno dopo aver accusato problemi fisici durante una lunga partita contro Juan Manuel Cerundolo.

Il suo staff ha raccontato di avere affrontato con cautela il ritorno agli allenamenti, ma sarebbe stato proprio Sinner a chiedere per primo di ricominciare a lavorare.

Una capacità di reagire che gli allenatori Darren Cahill e Simone Vagnozzi considerano una delle qualità decisive del campione italiano.

Il servizio trasformato

Tra gli aspetti tecnici alla base della nuova vittoria a Wimbledon c’è il lavoro compiuto sul servizio. Lo staff ha modificato il lancio della palla, l’appoggio dei piedi e la spinta del corpo, migliorando sia la precisione della prima sia l’efficacia della seconda.

Sinner avrebbe inizialmente rimandato gli interventi tecnici proposti durante gli US Open, preferendo affrontarli soltanto dopo il torneo. Il nuovo movimento sarebbe ormai diventato automatico, consentendogli di ritrovare rapidamente il ritmo anche dopo alcuni giorni di pausa.

I margini di crescita restano ampi. Vagnozzi ritiene che il campione possa diventare ancora più aggressivo, utilizzare maggiormente il serve and volley e inserire con maggiore frequenza le palle corte.

Il ballo con Linda Noskova

Il momento più atteso del gala è arrivato dopo la consegna delle repliche dei trofei. Sinner ha raggiunto sulla pista Linda Noskova (la foto è tratta dal profilo social di Wimbledon), vincitrice del torneo femminile dopo il successo in finale sulla connazionale Karolina Muchova.

Sulle note di “Can’t Stop the Feeling!” di Justin Timberlake, i due campioni si sono esibiti nel tradizionale ballo dei vincitori. Sinner, visibilmente divertito ma fedele alla sua riservatezza, ha fatto girare la tennista ceca tra sorrisi e qualche movimento prudente.

Un’ultima prova, decisamente meno impegnativa della finale contro Zverev, per salutare Wimbledon con leggerezza.

Ora il cemento americano

Dopo alcuni giorni di riposo, per Sinner inizierà la preparazione in vista della stagione nordamericana sul cemento. Il calendario prevede il Masters 1000 di Montreal dal 2 agosto e quello di Cincinnati dal 13 agosto, prima degli US Open, in programma dal 31 agosto.

L’italiano ha già vinto cinque Masters 1000 nella stagione e potrebbe inseguire un risultato mai raggiunto prima: conquistare tutti i nove tornei della categoria nello stesso anno. Dopo i successi ottenuti tra la fine del 2025 e la primavera del 2026, la sua striscia vincente nei Masters ha assunto dimensioni storiche.

Prima di tornare in campo, Sinner parteciperà anche a un’iniziativa tra Genova e Marsiglia, con attività dedicate all’allenamento, alla nutrizione e alla raccolta di fondi per la sua fondazione.

Poi ricomincerà la caccia ai trofei. Perché la festa di Wimbledon si è conclusa con un ballo, ma il progetto sportivo del numero uno del mondo è ancora lontano dall’essere completato.

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Ciro Immobile dice basta: addio al calcio dopo 350 gol

Ciro Immobile annuncia il ritiro dopo una carriera da 656 partite e 350 gol. È stato campione d’Europa, quattro volte capocannoniere e Scarpa d’Oro.

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Ciro Immobile lascia il calcio giocato. A 36 anni, dopo 656 partite e 350 gol conteggiati nel bilancio complessivo della sua carriera, l’attaccante di Torre Annunziata ha annunciato il ritiro.

La notizia è stata comunicata dal Paris FC, il club nel quale si era trasferito nel febbraio 2026 dopo le esperienze con Besiktas e Bologna. In Francia ha disputato l’ultima parte di una carriera professionistica durata 17 anni.

«Ciro Immobile è una leggenda», ha sottolineato il club parigino. Alla base della decisione anche la volontà dell’attaccante di dedicare più tempo alla famiglia.

Gli anni da leggenda con la Lazio

La parte più importante della carriera resta quella vissuta con la Lazio. In otto stagioni Immobile è diventato il miglior marcatore nella storia del club biancoceleste, con 207 reti in 340 presenze considerando tutte le competizioni.

Con la Lazio ha conquistato una Coppa Italia e due Supercoppe italiane. Nel suo palmarès figurano anche una Supercoppa di Germania con il Borussia Dortmund e una Supercoppa di Turchia con il Besiktas.

È stato capocannoniere della Serie A quattro volte. Nel 2020 ha vinto la Scarpa d’Oro grazie ai 36 gol segnati in campionato, eguagliando il primato realizzativo stabilito da Gonzalo Higuain.

Il trionfo europeo con l’Italia

Con la Nazionale italiana Immobile ha collezionato 57 presenze e realizzato 17 reti. Ha partecipato alla vittoria dell’Europeo disputato nel 2021, segnando due gol durante il torneo concluso con il successo sull’Inghilterra a Wembley.

Dagli inizi a Torre Annunziata al settore giovanile della Juventus, la sua carriera lo ha portato a indossare anche le maglie di Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e Paris FC.

Si chiude così il percorso di uno degli attaccanti italiani più prolifici della sua generazione. Titoli, record e una Scarpa d’Oro certificano il valore di un centravanti capace di costruire la propria leggenda soprattutto attraverso i gol.

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Napoli, accordo per Badiashile: ad Allegri il gigante della difesa

Il Napoli chiude l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il difensore arriverà in prestito con diritto di riscatto per rinforzare il reparto di Allegri.

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Dopo quasi un mese di trattative, il Napoli ha raggiunto l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il via libera di Aurelio De Laurentiis ha sbloccato l’operazione: restano da completare lo scambio dei documenti, le visite mediche e la firma prima dell’annuncio ufficiale.

Il difensore francese, fortemente voluto dal direttore sportivo Giovanni Manna e da Massimiliano Allegri, arriverà in prestito oneroso con diritto di riscatto.

Operazione da 30 milioni più bonus

Il Napoli verserà subito tre milioni di euro al Chelsea. L’opzione per l’acquisto definitivo è stata fissata a 27 milioni, mentre un ulteriore milione di bonus sarebbe legato alla conquista dello scudetto.

L’investimento complessivo potrà quindi raggiungere i 30 milioni in caso di riscatto, salendo potenzialmente a 31 con il bonus. Manna è riuscito a evitare l’inserimento dell’obbligo di acquisto, lasciando al club la possibilità di valutare il rendimento e le condizioni fisiche del giocatore durante la stagione.

Con Badiashile sarebbe già stata raggiunta un’intesa per un contratto fino al 2031, con uno stipendio vicino ai 2,5 milioni netti all’anno, destinato a entrare pienamente in vigore in caso di riscatto.

Il francese ha scelto Napoli

Decisiva è stata la volontà del calciatore, che avrebbe respinto altre proposte provenienti dalla Premier League per aspettare gli azzurri. Badiashile aveva già conosciuto l’atmosfera dello stadio Maradona e avrebbe indicato Napoli come destinazione preferita.

Il difensore è atteso in Italia nei prossimi giorni. Le visite mediche dovrebbero svolgersi all’inizio della settimana a Villa Stuart, a Roma. Superati i controlli, potrà raggiungere Allegri a Castel Volturno.

Un rinforzo per l’emergenza difensiva

Mancino, alto 194 centimetri e dotato di una buona tecnica individuale, Badiashile può garantire forza fisica, qualità nell’impostazione e pericolosità sui calci piazzati.

Il suo arrivo assume particolare importanza considerando le assenze di Alessandro Buongiorno e Luca Marianucci e i problemi fisici che hanno rallentato la preparazione di Sam Beukema. Allegri spera di poter convocare il francese già per la prima giornata di campionato contro il Genoa.

Dopo Costantino Favasuli, il Napoli si prepara così ad accogliere il secondo rinforzo della nuova stagione e a consegnare al tecnico il centrale necessario per affrontare l’emergenza nel reparto arretrato.

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Tamberi è tornato: oro europeo nel giorno di Camilla, Sioli bronzo

Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto a Birmingham. Oro con 2,32 metri nel giorno del compleanno della figlia Camilla; Sioli è bronzo.

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Il primo oro da papà arriva nel giorno del primo compleanno della figlia Camilla. Gianmarco Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto conquistando a Birmingham la medaglia d’oro con 2,32 metri.

Mezza barba, pretattica e spettacolo: Gimbo ritrova i gesti e la forza mentale dei giorni migliori. Dopo un errore iniziale a 2,18, l’azzurro cresce salto dopo salto fino alla misura decisiva. L’ucraino Oleh Doroshchuk si ferma a 2,30 e conquista l’argento. Festa doppia per l’Italia grazie al bronzo di Matteo Sioli con 2,27.

«Camilla mi ha dato la forza»

Tamberi dedica il successo alla figlia e alla famiglia, presenti allo stadio insieme alla moglie Chiara.

«È tutto speciale. È stata Camilla a darmi la forza di reagire dopo Parigi, il motivo per cui ho continuato e mi sono rimesso in gioco. Non poteva continuare a vedere il “babà”, come mi chiama lei, prendere schiaffi a destra e a sinistra».

Il campione marchigiano trasforma la vittoria anche in un messaggio per chi sta affrontando un momento difficile: «Continuate a crederci e a lottare. Giocatevela sempre con voi stessi, perché chi continua a investire alla fine vince».

“Guess who’s back”

Dietro al numero di gara Tamberi aveva scritto “Guess who’s back”, indovina chi è tornato. Una profezia preparata prima di lasciare la camera d’albergo.

«Sapevo che sarebbe successo. Sentivo di stare bene, anche se in pochi mi credevano quando le gare andavano male. È come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per venire fuori».

L’oro cancella due anni segnati dalla delusione dei Giochi di Parigi, dai problemi fisici, dai calcoli renali e da un difficile avvicinamento agli Europei. Dopo avere definito “terribili” i salti delle qualificazioni, Tamberi ha ritrovato in finale talento, coraggio e quella capacità di esaltarsi nelle grandi occasioni che ha caratterizzato la sua carriera.

«Che sollievo. Sono stati due anni difficili e non ho mai smesso di crederci. So quello che ho fatto per arrivare qui. Non faccio mai un passo indietro, ci arrivo a muso duro. Mi basta sapere che ne è valsa la pena».

Poi le capriole, il morso alla medaglia e l’abbraccio alla famiglia. Gimbo è tornato. Nel giorno più bello per papà Tamberi.

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