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Sinner entra nella leggenda: Roma lo consacra e ora il grande obiettivo è il Roland Garros

Jannik Sinner conquista Roma e si conferma numero uno del tennis mondiale. Ora il grande obiettivo diventa il Roland Garros, unico Slam ancora mancante nel suo palmarès. Intanto il successo agli Internazionali genera ascolti record e rafforza i paragoni con Federer, Nadal e Djokovic.

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Jannik Sinner continua a riscrivere la storia del tennis italiano e mondiale. La vittoria agli Internazionali di Roma rappresenta un altro passaggio decisivo nella crescita del numero uno del ranking ATP, ormai entrato stabilmente nel gotha del tennis internazionale accanto a leggende come Roger Federer, Rafael Nadale Novak Djokovic.

A certificare la dimensione del fenomeno non sono soltanto i risultati sportivi, ma anche il riconoscimento dei rivali e i numeri record della televisione italiana.

Boom di ascolti: l’Italia si ferma per Sinner

La finale di Roma ha registrato ascolti straordinari.

Tra Sky e TV8 gli spettatori medi complessivi sono stati circa 4,5 milioni, saliti a 5,5 milioni nel momento del match point finale.

Sul solo TV8 la partita ha raccolto oltre 3 milioni di telespettatori con uno share superiore al 25%.

Numeri che riportano il tennis al centro dell’immaginario sportivo italiano cinquant’anni dopo il trionfo romano di Adriano Panatta.

Ora il grande obiettivo è il Roland Garros

Dopo il trionfo romano, l’attenzione si sposta immediatamente sul Roland Garros.

È l’unico Slam che manca ancora nel palmarès di Sinner e rappresenta il grande obiettivo della stagione.

L’incognita principale riguarda soprattutto la tenuta atletica sui cinque set, dopo mesi intensissimi in cui il campione altoatesino ha accumulato circa 65 ore di gioco dagli Australian Open fino agli Internazionali di Roma.

Nella semifinale contro Daniil Medvedev sono emersi i primi segnali di stanchezza, con crampi e difficoltà fisiche che hanno convinto il suo staff a programmare alcuni giorni di completo riposo.

Pausa in Alto Adige prima di Parigi

Sinner trascorrerà alcuni giorni lontano dai campi in Alto Adige insieme alla famiglia e alla compagna Laila.

Solo tra giovedì e venerdì è previsto il trasferimento a Parigi per riprendere la preparazione specifica in vista del torneo francese.

Nel post-Roma il numero uno del mondo ha ringraziato pubblicamente i membri del proprio staff atletico:

  • Umberto Ferrara;
  • Alejandro Resnicoff;
  • Andrea Cipolla.

“Rivedo Federer in lui”

Intanto aumentano i paragoni con i grandi campioni della storia del tennis.

Claudio Mezzadri, ex capitano della nazionale svizzera che fece esordire Federer, ha spiegato di rivedere nell’azzurro il dominio esercitato dal campione svizzero nei suoi anni migliori.

“Roger dominò il circuito per anni, ora Jannik sta facendo la stessa cosa”, ha osservato.

L’assenza di Alcaraz e la maturità di Sinner

A Parigi mancherà Carlos Alcaraz, assenza che inevitabilmente cambia gli equilibri del torneo.

Ma proprio gli ultimi mesi sembrano avere dimostrato una differenza importante tra i due grandi rivali generazionali.

Secondo molti osservatori, Sinner avrebbe confermato di poter mantenere continuità e competitività anche senza il confronto diretto con Alcaraz, mentre lo spagnolo avrebbe sofferto maggiormente l’assenza del rivale durante il periodo dello stop dell’italiano legato al caso clostebol.

Parigi per completare la consacrazione

Il debutto di Sinner al Roland Garros dovrebbe avvenire martedì 26 maggio, mentre il sorteggio del tabellone è previsto per giovedì.

Dopo Roma, l’obiettivo dichiarato è uno solo: completare la definitiva consacrazione internazionale conquistando anche Parigi.

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Processo Maradona, lite furiosa tra gli avvocati: udienza sospesa e intervento della sicurezza

Alta tensione al processo per la morte di Diego Armando Maradona. Gli avvocati Fernando Burlando e Francisco Oneto si sono affrontati tra insulti e minacce durante la deposizione di un testimone. Il giudice ha sospeso l’udienza e ammonito entrambi i legali.

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Alta tensione nell’aula del tribunale di San Isidro, nella provincia di Buenos Aires, dove è in corso il nuovo processo sulla morte di Diego Armando Maradona. Un acceso scontro tra due avvocati ha costretto il giudice a sospendere temporaneamente l’udienza e a richiedere l’intervento del personale di sicurezza.

Protagonisti del diverbio sono stati Fernando Burlando, legale che rappresenta le figlie Dalma e Giannina Maradona, e Francisco Oneto, difensore del neurochirurgo Leopoldo Luque, uno dei principali imputati.

La deposizione e i continui «non ricordo»

La tensione è esplosa durante la testimonianza di un uomo che, sollecitato dalle domande della parte civile, avrebbe risposto ripetutamente di non ricordare circostanze considerate rilevanti.

Burlando ha manifestato apertamente la propria insofferenza per la reticenza del testimone. Ne è nato un duro confronto con Oneto, che ha contestato le modalità dell’interrogatorio e la condotta del collega.

Dagli scambi verbali si è rapidamente passati agli insulti e alle minacce. Secondo le ricostruzioni dei media argentini, uno dei legali avrebbe urlato «cretino, vieni fuori», ricevendo come risposta l’appellativo di «pagliaccio».

Lo scontro prosegue fuori dall’aula

Il tribunale ha disposto una pausa nel tentativo di ristabilire l’ordine, ma il confronto sarebbe proseguito anche nei corridoi del palazzo di giustizia.

I due avvocati sarebbero arrivati quasi al contatto fisico, rendendo necessario l’intervento degli addetti alla sicurezza per separarli. Successivamente sono stati convocati e ammoniti dai giudici, che hanno prospettato una possibile espulsione dal processo qualora si verificassero nuovi episodi simili.

Il dibattimento è ripreso dopo oltre un’ora, in un clima rimasto comunque molto teso.

Sette sanitari sotto processo

Il procedimento, iniziato nuovamente nell’aprile 2026 dopo l’annullamento del primo dibattimento, riguarda sette componenti dello staff sanitario che assistette Maradona durante il ricovero domiciliare successivo all’intervento chirurgico per la rimozione di un ematoma subdurale.

Tra gli imputati figurano il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov e altri professionisti coinvolti nell’organizzazione e nella gestione dell’assistenza. Sono accusati di omicidio con dolo eventuale, contestazione che dovrà essere valutata dal tribunale nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

L’accusa: «Un’indifferenza letale»

Maradona morì il 25 novembre 2020, a sessant’anni, nella casa di Tigre dove era stato trasferito dopo l’operazione. Secondo l’accusa, le condizioni dell’ex capitano del Napoli sarebbero progressivamente peggiorate senza che venisse disposto il trasferimento in una struttura adeguatamente attrezzata.

Nella presentazione del caso, i pubblici ministeri hanno descritto il ricovero domiciliare come segnato da gravi carenze, sostenendo che Maradona avrebbe mostrato segnali critici molte ore prima della morte e che un intervento tempestivo avrebbe potuto salvarlo.

Si tratta della tesi dell’accusa, contestata dalle difese e ancora sottoposta all’esame del tribunale.

Il nuovo processo dopo lo scandalo del 2025

Il primo processo era stato annullato nel maggio 2025 dopo lo scandalo che aveva coinvolto la giudice Julieta Makintach, accusata di avere partecipato senza autorizzazione alla realizzazione di una produzione audiovisiva sul procedimento.

Il nuovo dibattimento è ripartito da zero davanti a un diverso collegio giudicante. Dopo quattro mesi di deposizioni, il processo si avvicina alle sue fasi conclusive, ma lo scontro tra gli avvocati conferma il clima estremamente acceso nel quale si sta cercando di accertare la verità sulle ultime ore di Diego Armando Maradona.

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Mondiali 2026, la Spagna vola in finale: Francia battuta 2-0, Yamal trascina le Furie Rosse

La Spagna conquista la finale della Coppa del Mondo battendo 2-0 la Francia a Dallas. Decisivi Oyarzabal su rigore e Pedro Porro nella ripresa. Lamine Yamal è ancora protagonista, mentre la squadra di De la Fuente raggiunge la finale con il record di 37 partite consecutive senza sconfitte.

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La Spagna torna a giocarsi il titolo mondiale sedici anni dopo l’ultima volta. Nella prima semifinale della Coppa del Mondo 2026, disputata a Dallas davanti a oltre 70 mila spettatori, la nazionale di Luis de la Fuente supera con autorità la Francia per 2-0, conquistando con pieno merito l’accesso alla finale.

A decidere l’incontro sono il rigore trasformato da Mikel Oyarzabal nel primo tempo e il raddoppio del difensore Pedro Porro nella ripresa. Ma il volto della serata è ancora una volta Lamine Yamal, imprendibile per la difesa francese e protagonista dell’azione che ha sbloccato il match.

Yamal illumina, Oyarzabal non sbaglia

La Spagna parte con il consueto possesso palla, mentre la Francia prova ad aggredire alta. I Bleus si rendono pericolosi nei primi minuti con Barcola e Mbappé, ma senza riuscire a impensierire realmente Unai Simón.

La svolta arriva al 20′. Yamal anticipa Digne su un pallone in area e viene colpito in ritardo dal difensore francese. L’arbitro indica il dischetto e Oyarzabal trasforma con freddezza il rigore dell’1-0, firmando il suo quinto gol nel torneo.

La rete mette definitivamente la partita sui binari preferiti dagli spagnoli, che continuano a gestire il possesso e sfiorano il raddoppio prima dell’intervallo.

Francia senza idee, Pedro Porro chiude i conti

Nella ripresa Didier Deschamps prova a cambiare volto alla squadra con alcune sostituzioni, ma la Francia continua a soffrire il palleggio delle Furie Rosse.

Il colpo del definitivo 2-0 arriva al 58′. Pedro Porro dialoga con Dani Olmo, si inserisce nell’area francese e batte Maignan con una conclusione potente e precisa.

La Spagna controlla senza particolari affanni. Yamal trova anche la rete del possibile 3-0, annullata per fuorigioco, mentre Mbappé resta l’unico a tentare una reazione per una Francia apparsa irriconoscibile rispetto alle precedenti uscite del torneo.

De la Fuente eguaglia il record dell’Italia di Mancini

Con questo successo, la nazionale iberica raggiunge la finale mondiale confermando il suo straordinario momento di forma. Luis de la Fuente arriva infatti a 37 partite consecutive senza sconfitte, eguagliando il primato stabilito dall’Italia di Roberto Mancini.

Il commissario tecnico raccoglie i frutti di un progetto tecnico fondato sul possesso palla, sull’intensità e sull’esplosione di una nuova generazione di talenti, guidata proprio da Lamine Yamal.

Ora la finale

Per la Spagna sarà la prima finale mondiale dopo il trionfo del 2010 in Sudafrica. Gli iberici attendono ora di conoscere l’avversaria che uscirà dalla seconda semifinale tra Argentina e Inghilterra.

Per la Francia, invece, termina una corsa che alla vigilia sembrava poter portare fino all’ultimo atto. Mbappé e compagni escono dal torneo senza riuscire a esprimere il calcio brillante mostrato nei turni precedenti, neutralizzati dalla superiorità tecnica e tattica di una Spagna che si conferma una delle grandi protagoniste del calcio mondiale.

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Sport

Inghilterra-Argentina, Tuchel elogia Messi ma avverte: «Siamo pronti, giocheremo secondo il nostro stile»

Thomas Tuchel riconosce il ruolo decisivo di Lionel Messi alla vigilia della semifinale mondiale tra Inghilterra e Argentina, ma rivendica l’ambizione e la forza della sua squadra: «Non ci accontentiamo, siamo pronti».

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Thomas Tuchel riconosce la grandezza di Lionel Messi, ma assicura che l’Inghilterra non affronterà la semifinale mondiale contro l’Argentina con timore reverenziale.

Alla vigilia di una delle partite più attese dei Mondiali 2026, il commissario tecnico inglese ha definito il capitano argentino un calciatore «incredibile», capace di diventare il leader e l’uomo più importante di qualsiasi squadra nella quale giochi.

Tuchel: «Messi è il leader, ma siamo pronti»

«È il leader e il giocatore più importante in qualsiasi squadra giochi, ma noi siamo pronti», ha dichiarato Tuchel.

Il tecnico ha riconosciuto che l’Argentina presenta numerosi elementi capaci di creare preoccupazione, ma ha ribadito che l’Inghilterra non intende modificare la propria identità per contenere esclusivamente Messi.

«Siamo qui per giocare secondo il nostro stile e puntare sui nostri punti di forza», ha spiegato l’allenatore, sottolineando la fiducia nelle qualità tecniche e mentali della sua squadra.

«Nessuno si accontenta»

Tuchel ha insistito soprattutto sull’ambizione del gruppo inglese, arrivato alla semifinale con l’obiettivo di conquistare la prima finale mondiale della nazionale dopo sessant’anni.

«I giocatori sono ambiziosi. Nessuno si accontenta», ha affermato il commissario tecnico. Un atteggiamento che, secondo Tuchel, rappresenta «il mix perfetto» per offrire la prestazione necessaria contro i campioni del mondo in carica.

L’allenatore tedesco ha descritto i suoi calciatori come un gruppo capace di reagire alle difficoltà e di sostenere la pressione delle grandi occasioni.

Una rivalità piena di momenti iconici

La partita porta con sé il peso di una rivalità che ha attraversato la storia dei Mondiali, segnata da episodi rimasti nella memoria collettiva del calcio.

«I giocatori sanno esattamente cosa significa questa partita», ha spiegato Tuchel. «Quando un incontro del genere ha regalato così tanti momenti iconici, è difficile definirlo semplicemente un’altra partita di calcio».

Il tecnico ha però invitato la squadra a non farsi condizionare dal passato. L’Inghilterra vuole concentrarsi sul presente, sulla preparazione tattica e sulla possibilità di imporre il proprio gioco, senza trasformare la storia delle sfide con l’Argentina in un peso emotivo.

Messi contro l’Inghilterra, una sfida inedita

Per Messi sarà una partita particolare. Nonostante una carriera internazionale durata oltre vent’anni e le numerose sfide contro le principali potenze calcistiche, il fuoriclasse argentino non aveva ancora affrontato l’Inghilterra in una partita della Coppa del Mondo.

La semifinale mette quindi di fronte la squadra campione in carica e una nazionale inglese che sente di avere finalmente la maturità necessaria per tornare a giocarsi il titolo. Messi resta il principale pericolo, ma il messaggio di Tuchel è chiaro: rispetto assoluto per il campione argentino, nessuna rinuncia alle ambizioni inglesi.

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