Torino è pronta a vivere otto giorni di tennis e spettacolo per le ATP Finals, l’ultimo atto della stagione mondiale.
Mentre Novak Djokovic si è già qualificato per la finale di Atene, e Lorenzo Musetti lotta come un leone sul campo greco per strappare un posto tra gli otto maestri, gli altri protagonisti sfilano al Teatro Regio, eleganti e concentrati.
Tra loro, Jannik Sinner, fresco, impeccabile e determinato: «Alle Finals devi partire forte subito. Comunque vada, la mia stagione è stata incredibile», dichiara con la consueta sobrietà.
A pochi passi da lui, Carlos Alcaraz, il suo rivale naturale, con un nuovo look biondo platino, sorride: «Se Jannik finirà davanti a me, sarà perché lo merita. Ma farò di tutto per evitarlo».
L’allenamento-spettacolo tra Sinner e Alcaraz
Alla Inalpi Arena, l’allenamento congiunto tra i due giovani campioni è diventato un evento. Tribuna gremita, atmosfera elettrica, come ai tempi in cui il mondo si divideva tra Beatles e Rolling Stones — una metafora che John McEnroe aveva già regalato al Corriere durante il Roland Garros.
Sinner e Alcaraz si sono affrontati su due campi diversi: l’azzurro ha vinto un set simulato 6-3, lo spagnolo il tie-break di prova 7-3. Poi chiacchiere, selfie e perfino una sfida a golf in Australia, promessa dai rispettivi coach: il team Alcaraz contro il team Sinner, a Melbourne, all’alba della stagione 2026.
«Ci conosciamo a memoria, l’allenamento non mi ha detto nulla che non sapessi già — ha raccontato Alcaraz —. Abbiamo parlato di vita, vacanze, famiglia e calcio. Sono motivatissimo: qui penso di poter giocare bene».
I protagonisti e le insidie del Master
A completare il tabellone ci sono Alexander Zverev, elegante e sicuro di sé («Non vedo come si possa battere Sinner su questo campo così veloce»), Taylor Fritz, apparso teso dopo i due precedenti con l’italiano, e l’esordiente Ben Shelton, il giovane americano figlio della leggenda NBA Dennis Rodman, che ha dichiarato: «Essere alle Finals è un segnale della mia crescita».
Più defilato ma tenace Alex De Minaur, che ammette di voler evitare “le ruote veloci” dei giganti.
Intanto Djokovic, da Belgrado, tiene tutti con il fiato sospeso sul suo forfait («Deciderò all’ultimo»), mentre l’ombra lunga della sua presenza incombe su Torino e sul sogno di Sinner di chiudere l’anno da numero uno.
Musetti, ultimo assalto ad Atene
Mentre i grandi cenano e posano sotto i riflettori, Lorenzo Musetti combatte ad Atene il match della vita.
Un lungo braccio di ferro con Sebastian Korda (6-0, 5-7, 7-5) lo tiene in corsa per un posto alle Finals. Oggi dovrà battere “Belzebù”, cioè Djokovic, per salire sul jet diretto a Torino.
Se ci riuscirà, sarà l’ottavo maestro. Altrimenti toccherà a Auger-Aliassime completare la diligenza dei migliori del mondo.
Il conto, come ha scritto il Corriere della Sera, «per favore, è salato, ma vale ogni goccia di talento che scorrerà sul cemento di Torino».