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Tecnologia

Singapore lancia la sua Agenzia spaziale nazionale: nasce la NSAS dal 1° aprile

Dal 1° aprile Singapore avrà una propria Agenzia spaziale nazionale. La NSAS guiderà lo sviluppo della space economy e delle capacità satellitari del Paese.

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Dal 1° aprile Singapore istituirà una propria agenzia spaziale nazionale per cogliere le opportunità offerte dalla crescita della space economy e rafforzare le capacità tecnologiche del Paese nel settore. L’annuncio è stato fatto dal ministro responsabile per Energia, Scienza e Tecnologia, Tan See Leng.

Un centro operativo multi-agenzia

La National Space Agency of Singapore (NSAS) disporrà di un centro operativo multi-agenzia a supporto degli enti governativi. Le attività includeranno il satellite tasking, ovvero la richiesta mirata di immagini satellitari, e l’analisi dei dati geospaziali a supporto delle politiche pubbliche.

Applicazioni civili e strategiche

Secondo Tan See Leng, che ricopre anche l’incarico di Ministro del Lavoro, le tecnologie spaziali potranno essere applicate a settori chiave come le operazioni portuali, l’urbanistica, il monitoraggio ambientale e la sicurezza alimentare.

Annuncio allo Space Summit di Singapore

L’annuncio è arrivato durante l’apertura del primo Space Summit, in corso il 2 e 3 febbraio al Sands Expo and Convention Centre, in concomitanza con il Singapore Airshow (3-8 febbraio).

Espansione della costellazione satellitare

Singapore punta a rafforzare la propria costellazione di satelliti per rispondere alle esigenze nazionali e a specifici contesti legati alla regione equatoriale. Attualmente il Governo co-detiene tre satelliti per l’osservazione della Terra insieme al gruppo tecnologico locale ST Engineering.

Inquadramento istituzionale e normativa

La nuova agenzia sarà istituita come dipartimento del Ministero del Commercio e dell’Industria e avrà un ruolo centrale anche nella definizione del quadro legislativo per le attività spaziali, basandosi sulle linee guida fissate nel 2024 dall’OSTIn.

Struttura e vertice dell’agenzia

L’OSTIn sarà integrato nella NSAS, portando con sé un team iniziale di circa 30 persone, destinato ad ampliarsi nei prossimi cinque anni. A guidare l’agenzia come amministratore delegato sarà Ngiam Le Na, attuale vice-ad dei DSO National Laboratories, principale organismo di ricerca e sviluppo per la difesa del Paese.

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Tecnologia

YouTube in tilt per ore: risolto il blackout globale sulla piattaforma video

YouTube ha risolto un’interruzione globale che ha colpito oltre 300mila utenti. Problema legato al sistema di suggerimenti, ora piattaforme tornate operative.

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YouTube ha annunciato di aver risolto un’interruzione diffusa che ha colpito centinaia di migliaia di utenti in tutto il mondo.

Secondo il sito di monitoraggio Downdetector, sono state registrate oltre 300.000 segnalazioni di problemi di accesso alla piattaforma, con un picco intorno all’01:00 GMT. Successivamente le segnalazioni hanno iniziato a diminuire.

Il problema al sistema di suggerimenti

Durante la fase più critica del disservizio, gli utenti che accedevano alla homepage si trovavano davanti a un messaggio che invitava a riprovare più tardi.

La piattaforma ha spiegato che il malfunzionamento era legato al sistema di suggerimenti, che impediva la corretta visualizzazione dei video su diverse sezioni del servizio, inclusi homepage, app mobile e versioni dedicate come YouTube Music e YouTube Kids.

In una comunicazione pubblicata sulla pagina di supporto, YouTube ha dichiarato che il problema è stato risolto e che tutte le piattaforme sono tornate operative.

Servizio ripristinato nella notte

Quando i giornalisti hanno effettuato nuove verifiche intorno alle 04:00 GMT, il servizio risultava nuovamente funzionante.

YouTube è di proprietà di Google ed è la piattaforma di condivisione video più grande al mondo, con oltre 2,5 miliardi di utenti attivi ogni mese.

L’episodio conferma quanto un’interruzione tecnica, anche limitata nel tempo, possa avere un impatto globale immediato su milioni di utenti e creatori di contenuti.

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Brevetti green, Italia terza in Europa: 295 domande e boom nelle tecnologie climatiche

L’Italia è terza in Europa per brevetti green con 295 domande. Le imprese innovative in tecnologie ambientali fatturano di più, esportano e attraggono capitali esteri.

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L’Italia si colloca al terzo posto in Europa per numero di brevetti green, con 295 domande, dietro Germania (1.632) e Francia (729). Il dato emerge dallo studio “Competitivi perché sostenibili”, realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Dintec e il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, presentato al ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Nella classifica generale delle imprese con brevetti sul totale delle aziende, l’Italia è ancora terza con 16,5 imprese brevettatrici ogni 1.000, dopo Germania (21,6) e Austria (18,9).

Manifattura e territori trainanti

A livello territoriale, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte guidano per numero di brevetti, grazie alla tradizione manifatturiera e alla capacità di trasformare ricerca e know-how in soluzioni applicative.

Il settore manifatturiero è il principale motore delle domande italiane di brevetto europeo verde. Seguono ricerca scientifica (18,8%), telecomunicazioni e informatica (6,6%), commercio all’ingrosso (3,5%) e costruzioni (3,5%).

Tra il 2019 e il 2024, 578.450 imprese – pari al 38,7% del totale – hanno realizzato eco-investimenti, confermando una crescita costante degli investimenti in sostenibilità.

I settori chiave e la crescita record

L’Italia registra risultati significativi nella mobilità sostenibile, che rappresenta il 31% dei brevetti legati alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Spiccano anche l’efficienza energetica nell’edilizia, la gestione dei rifiuti e delle acque reflue e le tecnologie Ict per la mitigazione climatica, cresciute del 270% nell’ultimo decennio.

Secondo Ermete Realacci (nella foto Imagoeconomica col ministro Urso), il Paese dimostra capacità di innovazione nei settori ambientali, ma occorre rafforzare gli investimenti in ricerca e replicare il modello dell’economia circolare in ambiti come elettrificazione ed energie rinnovabili.

Imprese green più forti e più internazionali

Le imprese che depositano brevetti green generano un fatturato medio di 382 milioni di euro, contro i 41 milioni delle non green, e presentano una maggiore produttività (144.000 euro di valore aggiunto per addetto contro 92.000).

Oltre la metà (57,8%) esporta, per un valore superiore a 63 miliardi di euro, con mercati diversificati. Inoltre, il 41,9% di queste imprese ha partecipazioni estere, contro il 31,7% delle altre.

Il capitale umano risulta più qualificato: il 29,7% degli addetti è laureato, con una quota rilevante in discipline Stem.

Per Giuseppe Tripoli, la crescita del 44,4% dei brevetti green tra 2012 e 2022 è un segnale positivo, ma resta da migliorare il rapporto tra ricerca e impresa e la consapevolezza del valore della tutela giuridica.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso  ha sottolineato che l’Italia può essere leader nel riciclo e nella valorizzazione delle materie prime seconde, rafforzando così la propria autonomia strategica in un contesto globale competitivo.

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Onde gravitazionali, Italia candidata a ospitare l’Einstein Telescope in Sardegna

A dieci anni dalla scoperta delle onde gravitazionali, l’Italia rilancia la candidatura per ospitare in Sardegna l’Einstein Telescope, il rivelatore di nuova generazione.

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A dieci anni dalla scoperta delle onde gravitazionali, l’Italia rilancia la propria candidatura per ospitare in Sardegna l’Einstein Telescope, infrastruttura di nuova generazione destinata a raccogliere l’eredità degli attuali rivelatori.

Il tema è stato al centro di un evento celebrativo organizzato all’Ambasciata di Francia, con la partecipazione della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che ha auspicato una rinnovata collaborazione tra Italia e Francia, come già avvenuto in occasione del primo segnale registrato.

La collaborazione Virgo e il ruolo di Italia e Francia

La scoperta del 2015 fu possibile grazie al rivelatore Virgo, fondato e finanziato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nuclearee dal Centre National de la Recherche Scientifique, nell’ambito del consorzio European Gravitational Observatory.

Matteo Barsuglia del Cnrs ha ricordato come la scoperta sia stata il risultato di un lungo percorso iniziato con la teoria della relatività generale di Albert Einstein, un secolo prima.

Dall’astronomia multimessaggera al nuovo telescopio

La ricercatrice Marica Branchesi del Gran Sasso Science Institute ha richiamato l’importanza del primo “cinguettio” gravitazionale, che ha aperto la strada all’astronomia multimessaggera, ampliando i confini della conoscenza.

Il direttore di Ego, Massimo Carpinelli, ha sottolineato la leadership europea nel settore e il ruolo centrale dell’Italia, mentre il presidente dell’Infn, Antonio Zoccoli, ha evidenziato la necessità di un ulteriore passo politico e scientifico per consolidare la candidatura.

L’Europa e la sfida dell’Einstein Telescope

Il vicepresidente del Cnrs, Alain Schuhl, ha ribadito l’impegno francese a collaborare con l’Italia. Bernini ha parlato di un progetto che richiede il coinvolgimento di un’intera comunità scientifica europea, con scienziati, ingegneri e tecnici francesi profondamente coinvolti.

L’Einstein Telescope rappresenta una delle grandi infrastrutture scientifiche del futuro europeo. La candidatura italiana in Sardegna si inserisce in una competizione internazionale, ma punta sulla consolidata cooperazione tra Roma e Parigi nel campo delle onde gravitazionali.

Unendo forze e competenze, l’obiettivo dichiarato è rafforzare la capacità dell’Europa di guidare la ricerca di frontiera attraverso cooperazione e investimenti condivisi.

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