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Sindrome della morte improvvisa del lattante, ecco come evitare un evento tragico ed imprevedibile

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Può morire un neonato in maniera imprevedibile? Cosa c’è da sapere sulla morte improvvisa del lattante e come fare per prevenirla? Cosa si intende per SIDS?

Per sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS: Sudden Infant Death Syndrome) si intende una morte improvvisa ed inattesa di un bambino al di sotto dell’anno di vita che resta inspiegata dopo una disamina completa del caso comprendente l’autopsia, l’esame delle circostanze del decesso e la raccolta della storia clinica.

Quando si verifica?
In genere si verifica tra il secondo e il quarto mese di vita e rappresenta una delle principali causa di morte nel primo anno di vita.

Da cosa è dovuta?
Vene considerata “inspiegabile” e non ci sono ancora mezzi capaci di identificarla.

Come è possibile evitare che accada un evento tanto tragico ed imprevedibile?
L’unico modo per combattere la SIDS è prevenirla, facendo attenzione a delle semplici regole e consigli che vengono forniti alle madri dopo la nascita dei loro piccoli. È fondamentale:
1.Far assumere una corretta posizione durante il sonno: prona e mai supina; ovvero il piccolo deve dormire sempre con la pancia rivolta verso l’alto.
2. Evitare di esporre il bambino durante la gravidanza e dopo la nascita al fumo di sigaretta
3. Mantenere una temperatura ambientale idonea
4. Promuovere l’allattamento al seno
Queste semplici indicazioni hanno ridotto la mortalità specifica per SIDS di oltre il 50%.
Dunque bastano poche regole per prevenire per quanto possibile una evenienza davvero tragica.

*L’autrice è pediatra e dirigente medico presso l’ospedale “Luca e Rossano” di Vico Equense 

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Esteri

Trump minaccia di mantenere il blocco all’Iran: tensione sullo Stretto di Hormuz

Donald Trump valuta di non estendere il cessate il fuoco con l’Iran e conferma il blocco dei porti. Teheran minaccia nuove chiusure dello Stretto di Hormuz.

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il blocco dei porti iraniani resterà in vigore anche in assenza di un accordo di pace con Teheran. Parlando ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, Trump ha lasciato intendere che il cessate il fuoco in scadenza mercoledì potrebbe non essere prorogato.

“Potrei non estenderlo, ma il blocco continuerà”, ha affermato, aggiungendo tuttavia di ritenere possibile un’intesa diplomatica.

Il nodo del cessate il fuoco

Le dichiarazioni del presidente americano introducono un elemento di incertezza sul futuro immediato del conflitto. Il cessate il fuoco rappresenta al momento uno dei pochi strumenti di contenimento delle ostilità, ma la sua eventuale mancata estensione rischia di riaprire scenari di escalation.

Trump ha ribadito che il blocco resterà “pienamente in vigore” fino alla conclusione dei negoziati, confermando una linea di pressione costante nei confronti dell’Iran.

La risposta di Teheran e il ruolo dello Stretto di Hormuz

Dal lato iraniano, la tensione resta alta. Dopo aver annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz, Teheran ha minacciato una nuova chiusura in caso di prosecuzione del blocco statunitense.

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno snodo strategico fondamentale per il traffico energetico globale, e ogni sua interruzione ha effetti immediati sui mercati e sugli equilibri geopolitici.

Equilibri fragili e rischio escalation

Le dichiarazioni incrociate tra Washington e Teheran evidenziano una fase di forte instabilità. Da un lato, gli Stati Uniti mantengono una linea dura per forzare un accordo. Dall’altro, l’Iran utilizza la leva dello Stretto di Hormuz come strumento di pressione.

Il quadro resta fluido e condizionato dall’esito dei negoziati, con il rischio concreto che il mancato accordo possa tradursi in un nuovo aumento delle tensioni nell’area mediorientale.

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Esteri

Trump e la guerra in Iran, cresce lo scetticismo negli Usa: solo il 38% sostiene il conflitto

Un sondaggio evidenzia il calo di consenso negli Stati Uniti sulla guerra in Iran: solo il 38% degli americani la sostiene e cresce il dubbio sulla strategia di Trump.

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Negli Stati Uniti la guerra in Iran non raccoglie un sostegno diffuso. Secondo un sondaggio pubblicato da Politico, solo il 38% degli americani appoggia il conflitto, mentre la maggioranza si dichiara contraria, ritenendo che non risponda agli interessi strategici del Paese.

Dubbi sulla strategia di Donald Trump

Il dato più significativo riguarda la percezione della leadership di Donald Trump. Una quota rilevante degli intervistati esprime scetticismo sugli obiettivi dell’azione militare. Il 41% ritiene che il presidente non abbia un piano chiaro per risolvere il conflitto, mentre solo il 15% è convinto che siano stati raggiunti gli obiettivi prefissati.

Critiche anche tra gli elettori repubblicani

Il sondaggio segnala anche una frattura interna al consenso del presidente. Quasi la metà degli intervistati sostiene che Trump abbia dedicato troppo tempo agli affari esteri a scapito delle questioni interne. Un giudizio condiviso anche da una parte del suo elettorato: il 24% dei suoi sostenitori ritiene eccessivo l’impegno internazionale rispetto alle priorità domestiche.

Opinione pubblica divisa e riflessi politici

I dati fotografano un’opinione pubblica divisa e in parte disorientata rispetto alla linea della Casa Bianca. Il tema della guerra in Iran si conferma così un terreno sensibile nel dibattito politico americano, con possibili ripercussioni sul consenso interno e sulle future scelte di politica estera.

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Affari Tuoi, Davide da Perugia beffato dal cambio: perde 75mila euro, porta a casa lo sgabrutto

Davide da Perugia perde 75mila euro ad Affari Tuoi dopo aver accettato il cambio finale. Porta a casa lo “sgabrutto”.

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Serata amara ad Affari Tuoi, il game show di Rai 1, con protagonista Davide da Perugia.

Impiegato in una concessionaria auto, ha giocato insieme alla moglie Sara. La coppia, insieme da 16 anni, ha due figli, Leonardo e Matilde.

L’avvio è subito difficile: escono i pacchi più pesanti da 100mila, 50mila e 300mila euro.

Offerte rifiutate e speranze ridotte

A metà partita Davide si ritrova con pochi pacchi rossi e molti blu.

Il “dottore” offre 12mila euro, ma Davide rifiuta e continua. Poco dopo esce anche il pacco da 200mila euro.

Restano solo due rossi, da 15mila e 75mila euro.

Il momento decisivo

Dopo ulteriori chiamate, esce anche il pacco da 15mila euro.

Davide arriva all’ultimo giro con un solo rosso da 75mila euro e due pacchi blu, tra cui quello con lo “sgabrutto”, l’oggetto simbolico del programma legato a Herbert Ballerina.

Il cambio fatale

All’ultimo tiro arriva la proposta di cambio.

Davide accetta, scegliendo il pacco numero 3, spiegando che il numero è legato al figlio Leonardo.

Una decisione coraggiosa ma rischiosa.

Finale beffardo

Il cambio si rivela sbagliato: Davide perde i 75mila euro e porta a casa lo “sgabrutto”.

Una partita giocata con determinazione e senza paura, ma decisa da una scelta finale che ribalta completamente il risultato.

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