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SignalGate: nuove falle nella sicurezza Usa, l’ombra degli 007 stranieri

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Non è più solo una gaffe sull’uso dell’app Signal per comunicazioni top secret. Il caso ribattezzato SignalGate, esploso dopo la scoperta che vertici della sicurezza americana — tra cui il consigliere per la Sicurezza nazionale Mike Waltz, la responsabile dell’Intelligence Tulsi Gabbard e il capo del Pentagono Pete Hegseth — abbiano condiviso su una piattaforma vulnerabile informazioni delicate sull’attacco agli Houthi in Yemen, si è trasformato in una potenziale crisi di sicurezza nazionale.

Una questione sistemica, non un incidente

L’inchiesta partita da Der Spiegel e proseguita da Wired mostra che non si tratta di un episodio isolato, ma di un comportamento sistemico. I giornalisti hanno scoperto in rete email private, password, numeri di telefono e profili Venmo pubblici associati a funzionari dell’amministrazione Trump. Dati potenzialmente sfruttabili da intelligence ostili per infiltrare dispositivi e accedere a informazioni riservate.

Il ruolo di Waltz e l’uso improprio dei social

Particolarmente grave il caso di Mike Waltz, ex “berretto verde” ed esperto in sicurezza, che avrebbe mantenuto un profilo Venmo visibile con centinaia di contatti, tra cui politici, militari, giornalisti e persino sarti e medici. La superficialità digitale di alcuni dei più alti funzionari della sicurezza statunitense solleva interrogativi pesanti sulla cultura della protezione delle informazioni sensibili.

Le rivelazioni di Spiegel e Wired

Gli investigatori tedeschi, incrociando leak pubblici e database del dark web, sono riusciti a ricostruire la rete di contatti dei funzionari coinvolti, accedendo persino a profili Whatsapp attivi fino a pochi giorni fa. Secondo Der Spiegel, non si può escludere che agenti stranieri abbiano intercettato le discussioni su Signal relative all’attacco in Yemen.

Conseguenze internazionali e interne

Le implicazioni sono profonde. Israele ha protestato per la fuga di dettagli top secret condivisi nella chat, riguardanti una fonte sul campo. Ex ufficiali come Yossi Melman ricordano precedenti allarmanti, come quando Donald Trump avrebbe rivelato a Lavrov dettagli di operazioni del Mossad nel suo primo mandato.

Fallimenti di sicurezza e rischi futuri

Il SignalGate evidenzia almeno cinque criticità:

  1. I dati personali esposti favoriscono operazioni di spionaggio o ricatto.
  2. La superficialità nella gestione di strumenti di comunicazione.
  3. Il rischio di ritorsioni interne dopo i licenziamenti di massa ordinati dalla Casa Bianca.
  4. L’accesso eccessivo a informazioni riservate da parte di figure non di alto livello.
  5. La vendetta degli apparati statali ostili a Trump, che nel suo primo mandato si scontrò duramente con la Cia e l’establishment della Difesa.

La Casa Bianca in difficoltà

La portavoce Karoline Leavitt ha parlato di “errore” e promesso che non si ripeterà, ma ha accusato i media di esagerare. Intanto, alcuni repubblicani chiedono chiarezza, mentre il giudice James Boasberg ha convocato d’urgenza l’amministrazione per un’udienza sul mancato rispetto della legge sulla conservazione degli archivi. L’impressione è che il SignalGate sia solo l’inizio di una bufera ben più vasta sulla sicurezza americana.

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Trump minimizza sul livido alla mano: “Sto bene, colpa dell’aspirina”

Donald Trump chiarisce sulle condizioni di salute dopo il livido alla mano sinistra: “Sto bene, ho sbattuto contro un tavolo. Prendo aspirina ad alto dosaggio”.

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minimizzato il livido comparso sulla mano sinistra, che aveva riacceso interrogativi sul suo stato di salute. “Sto bene, ho sbattuto contro un tavolo. Ho messo una crema”, ha spiegato, escludendo problemi clinici.

Il riferimento all’aspirina

Trump ha attribuito il livido anche all’assunzione di aspirina ad alto dosaggio, sottolineando che questo tipo di terapia può favorire la comparsa di ematomi. “Se tenete al vostro cuore prendete l’aspirina, ma non prendetela se non volete ritrovarvi con qualche livido”, ha affermato.

Il parere del medico

Secondo quanto riferito dal presidente, il medico gli avrebbe detto che non avrebbe bisogno di assumere aspirina, in quanto in ottima salute. Trump ha però spiegato di aver scelto comunque di continuare il trattamento “per non correre rischi”.

Nessun allarme sanitario

Le dichiarazioni del presidente puntano a ridimensionare ogni allarme, ribadendo che non vi sarebbero problemi di salute e che il livido è riconducibile a cause accidentali e all’effetto collaterale del farmaco.

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Esteri

Consiglio europeo atipico: Ue compatta ma prudente sulla nuova America di Trump

Vertice europeo straordinario a Bruxelles: cinque ore di confronto sulle relazioni con l’America di Trump, dubbi sul Board di Gaza e strategia Ue tra dialogo, fermezza e autonomia strategica.

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Quasi cinque ore di dibattito, senza telefoni e in formato ristretto, hanno caratterizzato un Consiglio europeo straordinario svoltosi all’Europa Building di Bruxelles. Un vertice atipico, iniziato alle 19 con una lunga cena di lavoro, interamente dedicato alle relazioni transatlantiche con la nuova amministrazione americana guidata da Donald Trump. L’assenza di conclusioni scritte, dovuta al carattere informale del summit, ha consentito ai leader di esprimersi con maggiore libertà, ribadendo una linea di distanza politica dal presidente statunitense senza però chiudere al dialogo.

I dubbi sul Board di Gaza

Uno dei punti più delicati ha riguardato il cosiddetto Board di pace per Gaza. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, nelle sue conclusioni orali, ha parlato di “seri dubbi” condivisi da diversi leader. Le perplessità riguardano il perimetro delle competenze, l’assetto di governance e la compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite. Il Board è stato firmato da Ungheria e Bulgaria, rifiutato nettamente dalla Spagna, mentre altri Paesi – tra cui l’Italia – hanno scelto di prendere tempo.

Il caso italiano e l’articolo 11

Le dichiarazioni di Trump, rilasciate al rientro da Davos a bordo dell’Air Force One, hanno ulteriormente acceso il dibattito. Il presidente americano ha affermato che Giorgia Meloni e Karol Nawrocki avrebbero manifestato l’intenzione di aderire al Board, pur dovendo “espletare le formalità necessarie”. Palazzo Chigi non ha replicato, ma in Italia resta centrale il nodo della compatibilità del Consiglio di pace con l’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali.

Dialogo con Washington, ma con linee rosse

A Bruxelles prende corpo una strategia fatta di dialogo e fermezza, senza reazioni impulsive ma con ritorsioni credibili sempre sul tavolo. Su alcuni dossier, come la sovranità della Groenlandia, l’Unione europea individua una linea rossa invalicabile. Su altri, come la sicurezza dell’Artico, emerge invece una disponibilità a collaborare con Washington. L’obiettivo è evitare escalation, consapevoli che il confronto con Trump resterà acceso almeno fino alle elezioni di midterm.

Autonomia strategica e diritto internazionale

Nel confronto tra i leader è tornato centrale il tema dell’autonomia strategica europea, considerata ormai un destino ineluttabile sia dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen sia da Costa. Resta fermo anche l’impegno dell’Ue per i principi del diritto internazionale, richiamati esplicitamente nelle conclusioni orali del vertice.

Nuove rotte commerciali e scelte geopolitiche

Da Bruxelles l’Unione guarda avanti, rafforzando una rete di partenariati alternativi a quello statunitense. I vertici comunitari saranno martedì 27 in India per un accordo commerciale considerato cruciale. Sul fronte Mercosur, invece, l’orientamento prevalente tra i governi e a Palazzo Berlaymont è quello di procedere senza attendere il pronunciamento della Corte di Giustizia Ue, puntando sull’applicazione provvisoria dell’intesa già approvata dagli Stati membri.

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Esteri

Trump rivendica l’accordo su TikTok: “Salvata grazie a un gruppo di patrioti e investitori”

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivendicato il ruolo decisivo avuto nel “salvare TikTok”, affermando che la piattaforma sarà ora controllata da “un gruppo di patrioti e investitori”. Il messaggio è stato pubblicato sul social Truth, direttamente riconducibile allo stesso Trump.

Il ringraziamento a Pechino

Nel suo intervento, Trump ha ringraziato il presidente cinese Xi Jinping per “aver lavorato” con gli Stati Uniti e per aver “approvato l’accordo”. Un passaggio che segnala un canale di dialogo tra Washington e Pechino su un dossier tecnologico e strategico di primo piano.

TikTok e il voto dei giovani

Secondo Trump, TikTok è stata “insieme ad altri fattori” una componente rilevante del suo buon risultato tra gli elettori più giovani alle elezioni presidenziali del 2024. Un riconoscimento esplicito del peso politico dei social network nelle dinamiche elettorali americane.

Tecnologia, consenso e geopolitica

La vicenda TikTok si conferma così al crocevia tra sicurezza nazionale, interessi economici e consenso politico. Le dichiarazioni di Trump puntano a rafforzare l’idea di un controllo ritenuto compatibile con gli interessi statunitensi, senza rinunciare a un’intesa con la Cina su un asset tecnologico globale.

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