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Cronache

Sicurezza, una preoccupazione strutturale che pesa sulle scelte degli elettori

La sicurezza torna centrale nel dibattito politico: cresce la percezione di insicurezza tra gli italiani, tra dati strutturali, fratture sociali e attese di interventi.

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Il tema della sicurezza è diventato uno dei principali fattori di formazione delle opinioni degli elettori. Negli ultimi mesi è tornato con forza al centro del confronto politico: da un lato le forze di governo lavorano a un nuovo “pacchetto sicurezza”, dall’altro anche le opposizioni hanno rilanciato l’attenzione sul tema, sollecitate in particolare dai sindaci, alle prese con difficoltà crescenti e richieste pressanti dei cittadini.

Gli episodi di cronaca contribuiscono ad alimentare l’allarme. Tra i casi più recenti, l’omicidio dello studente Aba a La Spezia e il femminicidio di Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia. Ma i dati suggeriscono che non si tratti solo di reazioni emotive a singoli fatti: la preoccupazione appare ormai strutturale.

I dati sulla percezione di insicurezza

Secondo le rilevazioni, nel 2019 il tema della sicurezza era indicato come prioritario dal 22% degli italiani; oggi la quota sale al 33%. Anche sul piano dell’esperienza diretta, legata a ciò che accade nel luogo in cui si vive, le citazioni crescono dal 20% al 29%.

Parallelamente diminuisce la percezione di sicurezza personale: dieci anni fa il 60% degli italiani si sentiva almeno in parte sicuro nella propria zona; oggi la percentuale scende al 52%. Il dato varia sensibilmente in base alla condizione economica: chi vive una situazione agiata si sente più protetto, mentre le fasce medio-basse e basse manifestano un senso di insicurezza decisamente maggiore.

È ormai diffusa l’idea che le condizioni di tranquillità siano peggiorate. Il 46% degli intervistati ritiene che la sicurezza sia diminuita negli ultimi tre anni. La percezione riguarda tutti gli strati sociali, ma è particolarmente accentuata tra chi vive un disagio economico, dove la quota sale al 63%.

Le cause percepite

Alla base della diffusa insicurezza vengono indicati tre fattori principali. Il primo è il crescere dei comportamenti violenti tra i giovani, citato dal 55% degli intervistati. È un dato che appare meno marcato proprio tra i più giovani, dove la percentuale scende al 39%, segnalando una possibile frattura generazionale nella lettura del fenomeno.

Segue il tema dell’immigrazione irregolare e non controllata, ritenuta responsabile dell’aumento della criminalità dal 44% del campione. Qui le differenze politiche sono evidenti: la percentuale sale al 67% tra gli elettori di Fratelli d’Italia e scende fino al 20% tra chi vota Partito Democratico. Al terzo posto, con il 27%, la crescita delle sacche di marginalità e povertà che favorirebbero fenomeni di devianza, un dato più sentito nelle opposizioni e anche tra gli elettori di Forza Italia.

Chi deve intervenire

Quanto alle responsabilità, gli intervistati attribuiscono un ruolo centrale sia al governo (36%), chiamato a strutturare meglio l’azione delle forze dell’ordine, sia alla magistratura (36%), cui si chiede di garantire la certezza della pena. Seguono le forze dell’ordine (28%), per una maggiore presenza sul territorio, e il Parlamento (26%), chiamato a varare leggi più efficaci.

Anche qui emergono differenze politiche: le opposizioni enfatizzano le responsabilità del governo, mentre gli elettori delle forze di maggioranza tendono a sottolineare quelle della magistratura.

Le proposte del pacchetto sicurezza

Tra le misure ritenute più efficaci figurano l’inasprimento delle pene per furti e scippi (44%), il rafforzamento dei divieti sul porto di armi bianche (41%) e il potenziamento dei centri di trattenimento per cittadini stranieri irregolari con espulsioni più rapide (39%).

Accanto al consenso, resta però una quota significativa di scettici e di indecisi, segno di un dibattito ancora aperto e non privo di incertezze.

Una questione destinata a restare centrale

La sicurezza è ormai una delle principali preoccupazioni degli italiani e si colloca stabilmente tra i temi chiave del confronto politico. Non appare più legata solo alla cronaca, ma a un clima di inquietudine diffusa che alimenta aspettative di interventi concreti. Resta da capire se, con l’avvicinarsi delle elezioni, prevarrà la ricerca di soluzioni condivise o se il tema diventerà l’ennesimo terreno di scontro politico.

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Cronache

Amazon, inchiesta Procura Milano su presunta evasione: mail interne consegnate da ex dipendente

Nuova inchiesta della Procura di Milano su Amazon: perquisizioni della Guardia di Finanza di Monza dopo la consegna di mail aziendali da parte di un ex dipendente. Contestata una presunta stabile organizzazione occulta.

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Una nuova inchiesta della Procura di Milano riaccende i riflettori su Amazon. La Guardia di Finanza di Monza ha eseguito perquisizioni nell’ambito di un’indagine coordinata dal pm Elio Ramondini che contesta alla società lussemburghese Amazon Eu Sarl l’esistenza di una presunta «stabile organizzazione occulta personale» in Italia, con conseguente mancata dichiarazione e versamento di imposte dirette sui redditi dal 2019.

L’indagine è distinta, per oggetto, da quella che si era chiusa a dicembre con un accordo tra Amazon e Agenzia delle Entrate relativo all’Iva non dichiarata da venditori cinesi.

Il ruolo delle mail aziendali e la “gola profonda”

Al centro del nuovo fascicolo vi sarebbe la consegna alla Procura, circa due settimane fa, di un archivio di mail aziendali interne, che secondo quanto riferito sarebbero normalmente cancellate dopo tre mesi dai sistemi della società.

A fornire il materiale è stato Pietro Brocchi, ex dipendente dell’area fiscale del gruppo dal 2011 al 2024. Secondo quanto messo a verbale, Brocchi avrebbe archiviato le proprie comunicazioni di lavoro su dispositivi personali e successivamente effettuato copie di backup, sostenendo che nessuno gli avrebbe chiesto di distruggere tali documenti al momento della cessazione del rapporto.

Le mail sarebbero considerate dagli inquirenti elementi utili per ricostruire eventuali scelte organizzative e fiscali del gruppo.

Il progetto “commingling” e i pareri legali

Tra i punti oggetto di approfondimento vi sarebbe un progetto interno denominato “commingling”, che secondo il racconto dell’ex dipendente avrebbe previsto meccanismi di gestione logistica tra venditori operanti in diversi Paesi.

Sempre secondo la ricostruzione fornita alla Procura, sul progetto si sarebbero confrontati diversi pareri professionali, tra cui quelli di studi legali e società di consulenza. Su questo aspetto la Guardia di Finanza avrebbe effettuato acquisizioni documentali anche presso soggetti terzi.

Le contestazioni sono allo stato oggetto di indagine e dovranno essere valutate nelle sedi competenti, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Le reazioni di Amazon

In una nota diffusa in serata, Amazon ha espresso sorpresa per le iniziative della Procura, sottolineando di essere impegnata in un dialogo con l’Agenzia delle Entrate nell’ambito di procedure di cooperazione e collaborazione rafforzata avviate nel 2024 e nel 2025.

La società ha definito le azioni investigative «aggressive e del tutto sproporzionate» e ha evidenziato che contesti normativi ritenuti imprevedibili e procedimenti prolungati potrebbero incidere sull’attrattività dell’Italia per gli investimenti.

La posizione della società e dei soggetti coinvolti sarà oggetto di accertamento nelle fasi successive dell’inchiesta.

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Cronache

Vittorio Feltri al Corriere della Sera: «Di Pietro mi passava le notizie. Con Meloni ho un rapporto paterno»

In un’intervista al Corriere della Sera con Aldo Cazzullo, Vittorio Feltri ripercorre carriera e vita privata: Montanelli, Di Pietro, Berlusconi, Meloni e l’incontro con Papa Francesco.

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È una lunga intervista al Corriere della Sera, firmata da Aldo Cazzullo, a offrire un ritratto personale e professionale di Vittorio Feltri. Tra ricordi, giudizi politici e aneddoti, il fondatore di Libero ripercorre le tappe della sua carriera e i rapporti con alcune delle figure più influenti della storia italiana recente.

Montanelli, Berlusconi e le direzioni dei giornali

Feltri ricorda il suo arrivo al Giornale dopo Indro Montanelli, descrivendo un rapporto rimasto «in buonissimi rapporti» nonostante l’avvicendamento. Evoca anche Silvio Berlusconi, di cui traccia un bilancio articolato: «Sul piano personale, eccellente», mentre sull’impatto per il Paese sostiene che «non ha aggiunto nulla di particolare».

Nel racconto emergono anche i passaggi al Corriere, i rapporti con direttori come Piero Ottone e l’esperienza all’Europeo, segnata da tensioni sindacali poi superate.

«Di Pietro mi dava le notizie»

Tra i passaggi più significativi, Feltri racconta il rapporto con Antonio Di Pietro, definito «il più grande poliziotto italiano». Sostiene che il magistrato gli passasse informazioni anche ai tempi di Mani Pulite, all’interno di un rapporto personale che descrive come diretto e confidenziale.

Ricorda inoltre il suo impegno in difesa di Enzo Tortora, di cui fu tra i pochissimi a sostenere pubblicamente l’innocenza fin dalle prime fasi giudiziarie.

Il giudizio su Meloni e la politica di oggi

Sul piano politico attuale, Feltri esprime apprezzamento per Giorgia Meloni: «Per il momento ha fatto solo bene». E aggiunge: «La Meloni è mia amica, anzi di più. Ho con lei un rapporto quasi paterno». Un rapporto che, a suo dire, si traduce in contatti frequenti e scambi diretti.

Rivendica di non considerarsi «di destra, tanto meno fascista» e descrive la politica italiana come «arruffata, senza chiarezza di idee», indipendentemente dal colore dei governi.

L’incontro con Papa Francesco

Tra gli aneddoti personali, anche l’incontro con Papa Francesco. Feltri racconta che il Pontefice lo riconobbe e si dichiarò d’accordo con lui «su molte cose», episodio che si concluse — secondo il giornalista — con una risata del Santo Padre.

Vita privata e confessioni personali

L’intervista tocca anche aspetti intimi: la morte della prima moglie, l’educazione delle figlie, il rapporto con i figli e i nipoti, la passione per i cavalli. «Sono un sentimentale travestito da cinico», confessa.

Sulla fede dice di non essere sicuro «di niente» e di non sapere se Dio esista. Quanto al segreto della longevità, liquida la questione con una battuta: «Non morire».

Un colloquio che alterna memoria, provocazione e riflessione, offrendo uno spaccato diretto del pensiero e della traiettoria di uno dei giornalisti più discussi e longevi del panorama italiano.

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Cronache

Csm, nuove nomine in Campania: Cannavale a Nocera e Novelli aggiunto a Napoli

La quinta commissione del Csm delibera all’unanimità le nomine di Luigi Alberto Cannavale a Nocera Inferiore e di Giancarlo Novelli come procuratore aggiunto a Napoli.

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La quinta commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato all’unanimità due proposte di nomina per ruoli di vertice nelle Procure campane.

Cannavale nuovo procuratore a Nocera Inferiore

È stata proposta all’unanimità la nomina di Luigi Alberto Cannavale come nuovo procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Magistrato napoletano, attualmente ricopre il ruolo di procuratore aggiunto a Salerno.

Nel corso della carriera ha seguito indagini di rilievo in materia di criminalità organizzata e reati contro la pubblica amministrazione.

Novelli procuratore aggiunto a Napoli

La stessa commissione ha deliberato all’unanimità la proposta di nomina di Giancarlo Novelli come procuratore aggiunto presso la Procura di Napoli. Anche Novelli è napoletano e attualmente svolge le funzioni di aggiunto a Catanzaro.

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Entrambi i magistrati hanno maturato esperienze significative nel contrasto ai sistemi criminali e ai fenomeni di malaffare, in particolare nell’ambito dei reati economici e della criminalità organizzata.

Le proposte della quinta commissione dovranno ora essere sottoposte al voto del plenum del Csm per la deliberazione definitiva.

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