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Siccità, pesca di alghe contro asfissia vongole

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/Siccita’:a pesca di alghe contro asfissia vongole

ZCZC1498/SXB XSP22198003330_SXB_QBXB R CRO S0B QBXB >ANSA-BOX/Siccita’:a pesca di alghe contro asfissia vongole Mobilitati in 1600 a Goro,su Delta Po.Allerta anche per i laghi (di Sabina Licci) (ANSA) – ROMA, 17 LUG – A pesca di alghe per salvare le vongole. Succede a Goro, nel Ferrarese, una delle lagune salmastre del Delta del Po, dove i produttori locali di vongole si sono trasformati in ‘spazzini’ della laguna per continuare a pescare e tutelare cosi’ l’ecosistema da una proliferazione algale eccezionale che mette a rischio le vongole e la vita in laguna. A fare il punto della situazione con l’ANSA e’ Fedagripesca-Confcooperative, che spiega come Il caldo anomalo e la siccita’ di queste settimane abbiano fatto aumentare la salinita’ delle acque della laguna, passata dal 22 per mille, ovvero 22 grammi di sale per 1 chilo di acqua, a 30 per mille avvicinandosi molto a quella del mare. Una situazione eccezionale che ha favorito questa proliferazione algale mettendo a repentaglio gli allevamenti di vongole, tra le produzioni ittiche simbolo della zona. Le alghe, infatti, assorbono ossigeno e con una presenza cosi’ massiccia causano anossia e soffocano tutte le forme di vita. E cosi’ ogni mattina i pescatori locali escono all’alba con le loro imbarcazione e, muniti di rastrello, raccolgono manualmente 100 chili a testa di alghe per un totale di circa 160 mila chili, visto che ad essere coinvolte in questa pulizia straordinaria sono 1600 persone. Alghe che vengono stipate in un container in mare e con l’aiuto di un escavatore ogni 2-3 giorni vengono portate via per essere smaltite; l’eccessiva salinita’, infatti, non consente di utilizzarle come biogas. “Solo dopo aver liberato l’acqua dalle alghe puo’ iniziare la nostra vera e propria giornata di lavoro – racconta Vadis Paesanti produttore e vicepresidente Fedagripesca-Confcooperative Emilia-Romagna – ci siamo dovuti rimboccare le maniche per non perdere le nostre produzioni e affrontare quella che e’ a tutti gli effetti una vera calamita’ naturale. Le alghe, infatti, crescono a velocita’ incredibile passando in un giorno dalle dimensioni che ha la moneta da due euro a quella di un tovagliolo da ristorante”. Ma a soffrire sono anche altre produzioni come le cozze e le ostriche. E’ allerta in diverse zone d’Italia come nelle varie lagune venete (Laguna di Venezia, Marinetta, Scardovari e Porto Viro), ma anche in quella di Orbetello. In questa zona le temperature troppo elevate, la siccita’ e i venti contrari impediscono la risalita delle acque e stanno provocando lo stesso pericolo di anossia con la morte dei pesci piu’ piccoli. Analoga condizione si presenta in alcune lagune sarde nelle quali la forte presenza di alghe che, per loro consistenza aderiscono alle reti ed agli altri strumenti di pesca appesantendoli, impedisce di fatto di pescare. Grido d’allarme anche per il pescatori del lago Trasimeno.

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Cronache

Precipitano sul Gran Sasso, morti due alpinisti

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Due alpinisti esperti sono morti ieri nel corso di una arrampicata sul Gran Sasso, caduti probabilmente a causa del rapido cambiamento delle condizioni meteo nell’area, con raffiche di vento e pioggia: si tratta di Marco Paccosi, 43 anni, di Sansepolcro (Arezzo), e di Luca Iani, 56 anni, residente a Roma. I corpi dei due sono stati recuperati nel pomeriggio di oggi dal Soccorso Alpino e Speleologico abruzzese, dopo essere stati individuati in mattinata grazie all’intervento dell’elisoccorso del 118 arrivato dall’Aquila. I due alpinisti ieri mattina avevano raggiunto l’Abruzzo per un’arrampicata sul Gran Sasso, attraverso la Via alpinistica Intermesoli, ma in serata non sono rientrati a casa: intorno alle 23 il Soccorso Alpino e Speleologico abruzzese e’ stato attivato dal numero unico del Lazio per i dispersi, contattato dalla moglie di Iani, allarmata dal fatto che il marito non fosse tornato a casa e non rispondesse al cellulare. La Prefettura di Teramo ha subito attivato il protocollo dei soccorsi in montagna e ha allertato il Soccorso Alpino e Speleologico: sono partite delle squadre di terra dalla stazione di Teramo, che hanno ritrovato le macchine dei due alpinisti in prossimita’ della base per Intermesoli e malgrado il maltempo, hanno raggiunto la base della parete, senza pero’ riuscire ad individuare i due escursionisti. Stamani l’elisoccorso con a bordo i tecnici del Soccorso Alpino ha sorvolato la zona e in prossimita’ della parete est di Pizzo Intermesoli, in fondo ad un canale, ha avvistato i due corpi. I soccorritori hanno allertato la Prefettura e hanno ottenuto dal magistrato il nulla osta per il recupero dei due alpinisti. Secondo la guida alpina dell’Aquila, Agostino Cittadini, scalatore da oltre 35 anni e grande conoscitore del Gran Sasso, tra le ipotesi della tragedia potrebbe esserci il cedimento dell’ancoraggio. “Non ho notizie dirette sulle cause della tragedia – ha commentato – so che non si tratta di gente inesperta, ma di conoscitori della montagna, una ipotesi potrebbe essere il cedimento dell’ancoraggio dove erano in sosta, visto che i due sfortunati scalatori sono precipitati entrambi. Ma sono valutazioni che non troveranno mai conferma, perche’ in questi casi non e’ prassi fare indagini, peraltro molto difficili. Solo loro possono sapere”. “Sono situazioni tragiche che purtroppo possono capitare – ha aggiunto Cittadini – non si dovrebbero verificare, ma accadono anche a coloro che fanno alpinismo e verificano con razionalita’ i comportamenti. Sono rischi oggettivi: a mio avviso non c’entra il maltempo o l’improvviso cambiamento climatico. Erano scalatori non improvvisati, gente esperta, non credo che la tragedia sia dovuta alla inesperienza. E’ stata una fatalita’ causata da cattive valutazioni”, ha sottolineato Cittadini che tra le altre cose ha al suo attivo l’apertura di una via nuova in Pakistan dedicata a due amici morti in montagna, Stefano Imperatori e Alberto Bianchetti.

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Temporali, Napoli e Caserta sott’acqua: allagamenti, alberi abbattuti e tanti danni

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Napoli sott’acqua oggi con l’ondata di maltempo che si è abbattuta sul capoluogo partenopeo. In via Marina un albero è crollato su due auto. Il livello dell’acqua è salito con la grande pioggia nelle strade fino a raggiungere le ruote di macchine e furgoni in alcuni punti. Al lavoro tecnici e agenti della polizia locale per fornire indicazioni ai cittadini e cercando di ripulire da rami e fango le canaline di scolo a bordo strada per far defluire. Nel golfo il vento ha gonfiato il mare in entrata e muove onde e canaloni contro la costa. Il maltempo ha colpito duramente anche in via Posillipo, diventata un fiume in piena con l’acqua che ha superato i marciapiedi correndo in modo impetuoso verso Mergellina e trascinando ogni cosa che incontrava. A Pianura e in diversi quartieri della città allagamenti di strade, scantinati e abitazioni hanno messo in seria difficoltà cittadini e commercianti, molti dei quali sono stati costretti a chiudere bottega per i danni subiti. Stessa situazione in via Nuova Brecce nella zona industriale della città. In Provincia di Napoli diverse emergenze nelle zone di Licola e Lago Patria dove si è registrato anche un incidente a causa della pioggia sull’arteria che collega Varcaturo a Castel Volturno con traffico paralizzato. A Giugliano la zona Monaci è completamente allagata mentre a Crispano e Brusciano l’acqua alta ha invaso le case con serissimi danni per agli arredamenti e alle strutture. A Marano, nei pressi della scuola D’Azeglio, atri, piazzale e s allagati. Vigili del fuoco sul posto, necessario l’intervento delle idrovore per liberare l’acqua.

In considerazione della proroga dell’allerta meteo e sulla base del monitoraggio delle potenzialita’ di rischio esistenti, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi per la giornata di domani -si apprende da fonti del Comune di Napoli “e’ in procinto di emanare un’ordinanza di chiusura delle scuole che non erano gia’ destinate a seggio elettorale. Cio’ allo scopo di tutelare la sicurezza degli studenti e del personale educativo e scolastico”. Le scuole destinate a seggio elettorale, “sulla base di un programma di sanificazione da svolgere congiuntamente tra Comune e Asl Napoli 1 Centro, riapriranno da mercoledi’ 28 settembre. A comunicarne la riapertura sara’ il dirigente del singolo istituto scolastico”.

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Rogo distrugge l’auto del maresciallo dei carabinieri di Racale, l’ipotesi è il dolo

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Un incendio di probabile natura dolosa ha completamente distrutto nella notte a Taviano, in Salento, l’auto del vice comandante dei carabinieri della stazione di Racale. La vettura, una Fiat Freemont, era in uso da qualche giorno ad un’altra persona per delle riparazioni ed era parcheggiata in via Respighi, nei pressi dell’abitazione di quest’ultima. Il maresciallo, infatti, abita a Racale dove presta servizio. Le fiamme hanno danneggiato anche uno stabile in costruzione di proprieta’ di un giovane. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco.

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