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Si stacca una frana enorme sulla statale amalfitana: i video della strage evitata per un soffio

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È una frana di enormi dimensioni quella che ha investito la statale amalfitana nel Comune di Amalfi. Decine di metri di cubi di roccia e terra scivolati giù, per fortuna senza causare vittime. Almeno così sembra a sentire quanto riferisce il sindaco Daniele Milano. Dalle prime testimonianze della gente sul posto non sembra ci siano vittime. Ma – fanno sapere alla protezione vile – al momento non è neanche possibile escluderlo. La frana si è staccata dal costone roccioso che fiancheggia la statale, ha invaso completamente la strada ed ha coinvolto anche un tratto al di sotto del lungomare di Amalfi.

“Ci vorranno ore per liberare la strada e solo allora potremmo essere certi che non ci siano vittime – dice il sindaco – si procederà di sicuro all’evacuazione di alcune case”. Quel tratto di costone era già stato interessato due anni fa da lavori di consolidamento.

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La Rai incorona Tropea “borgo dei borghi” per il mare e il cielo blu

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Alla fine la “Perla del Tirreno” ce l’ha fatta: ha sbaragliato la concorrenza agguerrita di altri candidati sparsi lungo tutto lo Stivale vincendo il concorso nazionale “Il borgo dei borghi”. Ieri sera su Raitre l’ufficialità della vittoria della cittadina costiera del Vibonese e capitale del turismo con l’annuncio dato dalla conduttrice Camila Raznovich sulle note della canzone di Rino Gaetano “Il cielo p sempre piu’ blu”. Blu come il colore del mare tropeano. Per la citta’ una affermazione prestigiosa, quasi una rivincita, dopo la delusione, e le conseguenti polemiche, per l’esclusione dalla fase finale del concorso per la prossima Capitale della Cultura. L’amministrazione comunale, sulla propria pagina Facebook, alla notizia della vittoria ha commentato con una singola parola: “Booooommmm”. La vittoria della “Perla del Tirreno” non era certo scontata viste le altre 13 citta’ in gara ma i voti online acquisiti sono stati alla fine sufficienti. L’appassionante sfida tra i Borghi piu’ belli d’Italia e’ giunta all’ottava edizione del programma di grande successo che ha permesso di scoprire posti bellissimi. Appena sara’ possibile, Tropea e le alte localita’ torneranno ad essere mete ambite per appassionati d’arte, cultura e gastronomia. Le votazioni si sono chiuse domenica 21 marzo scorso. La finale e’ andata in onda ieri sera, sulla terza rete della Rai. Poco prima delle 23.30, l’annuncio. Gli altri 13 i Borghi piu’ Belli d’Italia in gara sono Geraci Siculo (Palermo), Grottammare (Ascoli Piceno), Buonconvento (Siena), Pietramontecorvino (Foggia), Corciano (Perugia), Campli (Teramo), Albori (Salerno), Poffabro (Pordenone), Finalborgo (Savona), Cocconato (Asti), Pomponesco (Mantova), San Giovanni in Marignano (Rimini), Pico (Frosinone).

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Avvistato un esemplare di foca monaca nel mare della Calabria

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La foca monaca e’ stata avvistata nel mare della Calabria. Un esemplare e’ stato ripreso in video postati anche su social mentre nuotava nelle acque antistanti i promontori Colonna e Cimiti, a pochi metri dalla costa. L’ultimo avvistamento di questo animale era avvenuto una decina di anni fa nei pressi di Le Castella. Ora, da circa un mese, si susseguono gli avvistamenti nel golfo di Taranto, partendo da Metaponto, Policoro, Schiavonea, e, da ultimo, qualche giorno fa, nei pressi di Cirò Marina. La foca monaca mediterranea e’ uno dei piu’ rari mammiferi marini, e per questo viene indicata anche come ‘fantasma del mediterraneo, ed e’ l’unico pinnipede stabilmente presente nel Mare nostrum. Si stima che sopravvivano in natura meno di 700 esemplari. La vita della foca monaca si svolge soprattutto in mare, ma durante il periodo riproduttivo predilige i tratti vicini alle coste, dove cerca spiagge isolate, sistemandosi prevalentemente in grotte o piccoli anfratti accessibili solo dal mare, molto simili a quelli che caratterizzano la costa che va da Capo Colonna a Le Castella, perche’ il parto e l’allattamento si svolgono esclusivamente sulla terra ferma.

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Barbarie giapponesi, riparte la mattanza delle balene per fini commerciali

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Il Giappone riprende la caccia alle balene per fini commerciali, per il terzo anno consecutivo, dopo il ritiro dalla Commissione internazionale per la caccia ai cetacei (Iwc), avvenuto nel 2019. Quattro navi sono salpate alle prime ore dell’alba dalle citta’ di Hachinohe e Ishinomaki, rispettivamente nelle prefetture di Aomori e Miyagi, a nord dell’arcipelago. Un’altra baleniera si unira’ a loro nel mese di giugno dall’isola piu’ a nord dell’Hokkaido, ha riferito l’Agenzia nazionale che racchiude le cooperative dei pescatori.

Caccia alle balene. Strage continua nei mari del Nord

Le navi hanno l’obbiettivo di catturare 120 balenottere nella costa di Sanriku, sul versante nord orientale del Paese, nei prossimi due mesi, prima di spostarsi nell’Hokkaido fino al termine di ottobre. Il governo di Tokyo ha dovuto interrompere la caccia delle balene per scopi commerciali nel 1982, in ottemperanza della moratoria adottata dall’Iwc, tuttavia dal 1987 le imbarcazioni nipponiche hanno continuato a sopprimere piccole quote di balene per questioni che il governo definisce ‘legate alla ricerca scientifica’. Secondo alcuni esperti, dietro la motivazione delle autorita’ giapponesi si nasconde la volonta’ di sostenere l’industria della carne di balena che, ancora oggi – malgrado il repentino calo delle vendite, e’ considerata una fonte alternativa e a buon mercato di proteine.

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