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Si addormenta ascoltando la musica ma la batteria dello smartphone esplode: morta una 14enne. Questa storia è virale ma non è detto che sia reale

amministratore

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Aveva lo smartphone in corrente mentre ascoltava musica. Con ogni probabilità, data l’ora, era già note fonda, si era addormentata ascoltando la  musica. E probabilmente potrebbe essere stato questo il ktoivo che avrebbe fatto saltare la batteria del dispositivo e ucciderla. Così Alua Asetkyzy Abzalbek, una ragazza di Bastobe (Kazakistan), è morta a 14 anni. La ragazzina è morta sul colpo. Sarebbe l’ennesima vittima del telefono in carica. I familiari non si sono accorti di nulla. Hanno trovato Alua  nel letto morta la mattina dopo. Quando hanno allertato i soccorsi era  già troppo tardi. A causare il decesso sarebbe stata la batteria dello smartphone surriscaldata, che esplodendo avrebbe causato danni letali al cervello.  La polizia kazaka ha già  archiviato la morte  come un incidente domestico. Non ci sono dettagli sulle modalità dell’incidente domestico, nè si sa quale sia la marca del telefonino la cui batteria è saltata in aria. La storia, così come l’abbiamo raccontata, è virale. Così virale che non si capisce da dove provenga e se sei davvero reale il racconto che trovare ovunque sul web, anche sui media main stream italiani. Alua Asetkyzy Abzalbek non è rintracciabile sul web. Una ragazza 14enne che ha lo smartphone difficilmente non ha un profilo social. Così come non risultano notizia del genere in arrivo dal Kazakistan, quand’anche sia una notizia tragica e rubricata tra gli incidenti domestici. I primi a dare questa notizia sono stati alcuni giornali scandalistici inglesi, di quelli che fanno raccolta di bufale o inventano bufale sul web e vanno a caccia di click. Poi la notizia è rimbalzata in tutto il mondo. In Italia c’è arrivata il giorno dopo. Insomma questa storia ha tutta l’aria di essere la classica storia virale ma non è detto che sia anche reale.

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Video Chiamate con l’obitorio di New York per vedere per l’ultima volta il congiunto morto: così le famiglie delle vittime del Covid 19 dicono addio ai loro cari

Sal Sparace

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Le famiglie non possono più frequentare l’obitorio per dire addio ai propri cari, cosi il personale dell’obitorio ha iniziato ad usare FaceTime per mostrare il corpo del defunto per l’ultimo saluto. Questa storia è stata raccontata da Cordelia Lynch – Corrispondente SKY News dall’America che ha parlato di Lisa Kilfeather (nella foto in evidenza), una donna che lavora dal punto di vista amministrativo all’obitorio del Centro medico ebraico di Long Island in New York. Sicome ci sono così tanti corpi in arrivo, è stata arruolata per aiutarli a spostarli. Il suo piccolo team lavora sette giorni su sette, elaborando ed esaminando le numerose vittime di COVID-19. “Siamo esauriti fisicamente. Siamo esauriti mentalmente”, dice Lisa Kilfeather.
Le famiglie non possono più frequentare l’obitorio per dire addio. Quindi Lisa è diventata creativa. L’altro giorno ha fatto la prima chiamata FaceTime con una donna in modo da poter vederle il corpo del suo caro e quindi dire addio.
“Prima ho lasciato che mi vedesse in modo da poter spiegare cosa avrebbe visto. Non possiamo tenere i corpi come facciamo normalmente per quanto riguarda le lenzuola. Era in una sacca per il corpo e si vedeva solo la faccia. Non mentirò, ho pianto. È stato difficile. “Ma se possiamo fare almeno una cosa per rendere un po’ meno difficile questo momento traumatico per loro, è quello che faremo, non importa quanto pazzi siano i nostri giorni e quanto lavoro dobbiamo fare.

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Boris Johnson è grave, a Downing Street c’è il suo vice Raab ma i cittadini del Regno ora hanno paura

Sal Sparace

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Tutti dispiaciuti del fatto che il primo ministro britannico Boris Johnson sia finito in terapia intensiva. A parte il lato umano della questione s’incominciano già a capire che gli effetti politici saranno pesanti. In un momento in cui la Nazione aveva bisogno di un leader forte, con una forte investitura popolare. E Johnson, quali che siano i nostri giudizi, aveva vinto e alla grande le ultime elezioni ed ora ci si ritrova ad un punto di confusione generale.

Certo il suo vice Dominic Raab (nella foto in evidenza) porterà avanti la stessa linea politica e strategica ma ovviamente non è stato votato dai cittadini per essere primo ministro. Dunque non sarà la stesa cosa.

Sicuramente ache Donald Trump incomincia a preoccuparsi. Il presidente americano aveva instaurato un rapporto di amicizia/collaborazione e business che avrebbe permesso al Regno Unito di ignorare sempre di più le richieste dell’Unione Europea. Adesso fino a quando il primo ministro non passa questo dramma personale in modo positivo tutto è di nuovo in gioco. E poi nessuno sa realmente quali sono le sue reali condizioni di salute. Ieri pomeriggio mentre Boris Johnson scriveva un tweet per dire che stava bene, già circolava la notizie che sarebbe rimasto al St Thomas Hospital e sarebbe entrato in terapia intensiva perché forse necessita dai ventilazione polmonare.

Ma torniamo alla politica. Non bisogna dimenticare le divergenze interne nel partito conservatore durante Brexit. Tutti quei disaccordi potrebbe ritornare anche se siamo in una situazione di emergenza per il coronavirus. Ci sono personaggi politici nel partito dei Tory che già da tempo avevano una visione diversa sul futuro del Regno Unito. Boris Johnson aveva stabilito una certa sicurezza e direzione per il Paese. Anche se per alcuni era una direzione di marcia discutibile. Ora ci ritroviamo con personaggi che non hanno lo stesso spessore politico e la stessa leadership di Boris Johnson ma che dorrebbero sostituirlo. I commentatori politici danno già qualche segno di allarme. È come se il Governo all’improvviso dovesse riformarsi da capo. Dal numero 10 di Downing Street arrivano aggiornamenti sulla salute del primo ministro con grossi ritardi. Questo fatto per gli addetti ai lavori è un dato preoccupante. L’ufficio stampa di Downing Street è sempre stato molto efficiente. Questo è il segno che la situazione di salute del primo ministro sia incerta e c’è qualcuno che vorrebbe vedere più trasparenza per capire quali siano le condizione di salute reali del primo ministro.

Matt Hancock. Il ministro della Salute inglese

Il Segretario agli Esteri e vice del Primo Ministro Dominic Raab afferma che Mr Johnson è in “mani sicure” in terapia intensiva. Raab ha dichiarato che “gli affari del governo continueranno e il primo ministro è in buone mani con l’eccellente squadra dei dottori dell’ospedale di St Thomas. Il focus del governo continuerà ad essere quello di garantire tutti i piani per assicurarsi che possiamo sconfiggere il coronavirus e poter portare il paese a vincere questa sfida. La direzione di governo è salda nelle mani del primo ministro”.

Raab sarà uno dei numerosi ministri del governo che d’ora in poi guideranno le conferenze stampa sulla crisi. Anche il cancelliere Rishi Sunak, il segretario alla salute Matt Hancock e il ministro dell’ufficio del governo Michael Gove aiuteranno a smaltire il lavoro a Downing Street. Li vedremo sempre più spesso ma ci possiamo fidare? Ed ecco che arriva il commento di Ian Duncan Smith ex leader del partito conservatore. Il leader più debole della storia del partito. La versione inglese di Matteo Renzi, per capirci, che torna a galla per dare la sua ‘benedizione’ al governo.

Duncan Smith ha dichiarato cosi di avere fiducia in Raab e che le contingenze per tale situazione sono ben pianificate. Tutti gli altri ministri del Gabinetto, alcuni molto più anziani come Michael Gove che capiscono come funziona il tutto, avranno lavori importanti da fare … ma quello che dovranno fare ora è rivolgersi a Dominic Raab per quel processo decisionale.

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Coronavirus, Boris Johnson si aggrava: è in terapia intensiva perchè ha bisogno di ossigeno

Sal Sparace

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Ora c’è anche un comunicato stampa ufficiale di Downing Street che certifica la difficile situazione che attraversa il primo ministro Boris Johnson. “Da domenica sera, – scritto nel comunicato –  il Primo Ministro è stato curato dai medici dell’ospedale St Thomas di Londra, dopo essere stato ammesso con persistenti sintomi di coronavirus. “Nel corso di questo pomeriggio, le condizioni del primo ministro sono peggiorate e, su consiglio del suo team medico, è stato trasferito all’unità di terapia intensiva dell’ospedale.  Il Primo Ministro ha chiesto al Segretario agli Esteri Dominic Raab, che è il Primo Segretario di Stato, di sostituirlo temporaneamente.  Il Primo Ministro – è scritto sempre nel comunicato stampa – sta ricevendo un’eccellente cura e ringrazia tutto lo staff del National Health Service (Servizio Sanitario Nazionale)  per il loro duro lavoro e dedizione”.  Johnson è stato dunque trasferito in terapia intensiva (unità di terapia intensiva) del St Thomas affinché possa avere le migliori cure in caso di necessità. Che la situazione sia difficile lo testimonia anche il tweet del capo dell’opposizione, il neo leader dei Labour Keir Starmer.  “Notizia terribile. Tutti i pensieri del Paese sono con il primo ministro e la sua famiglia in questo momento così incredibilmente difficile” ha scritto in un tweet  Starmer dopo il trasferimento di Johnson in terapia intensiva al St Thomas hospital di Londra.

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