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Sfuma sogno Italia, il Canada va in finale Coppa Davis

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Il sogno dell’Italia di giocare la prima finale del nuovo formato di Coppa Davis è sfumato a Malaga sotto gli ace di Felix Auger-Alissime, decisivo nel portare al Canada i punti del 2-1 che gli permetteranno domani di sfidare l’Australia per la conquista dell’insalatiera d’argento. Il match di doppio giovedì sera aveva promosso l’Italia, che mancava in semifinale da otto anni, oggi invece l’impresa non si è ripetuta. Dopo la vittoria di Lorenzo Sonego su Denis Shapovalov e la sconfitta di Lorenzo Musetti con Auger-Alissime, capitan Volandri a fianco di Fabio Fognini ha schierato Matteo Berrettini al posto di un Simone Bolelli non al meglio, ma la coppia azzurra ha ceduto al duo nordamericano formato da Vasek Pospisil e dal n.6 al mondo, a sua volta chiamato al posto di uno stanco e acciaccato Shapovalov. Il pomeriggio si era aperto bene per gli azzurri, grazie ad un Sonego molto solido che ha avuto la meglio sul talentuoso ma incostante Shapovalov col punteggio di 7-6, 6-7, 6-4. Grande l’equilibrio in campo in una partita che ha avuto anche vari momenti di alta spettacolarità, con tanti vincenti da una parte e dall’altra, con i primi due set decisi dai tie break.

Nella seconda partita, Sonego si è portato fino al 5-2 ma il canadese lo ha riagganciato a 5-5. Un doppio fallo dell’azzurro ha concesso un altro set-point a Shapovalov, che non si è fatto pregare pareggiando il punteggio. Nel terzo set, con l’italiano avanti 2-1, il rivale ha dovuto chiedere il ‘medical time out’ per un problema alla schiena, risolto dall’intervento di un fisioterapista. La svolta è arrivata nel settimo gioco, quando Sonego ha annullato tre palle break sale sul 4-3. Poi nel decimo game Shapovalov con tre doppi falli ha consegnato il match all’Italia dopo oltre tre ore di gioco. Molto più breve è stato il secondo singolare, dato che Auger-Alissime si è imposto su Musetto per 6-3, 6-4, non sentendo per nulla la pressione di un match che poteva essere già decisivo. Sul 3-2 il canadese è andato sullo 0-40 conquistando poi break che lo ha fatto volare fino a 5-2. Con un ace a 204 chilometri orari, Auger-Aliassime ha chiuso il set per 6-3 in 39 minuti. L’azzurro ha faticato a tenere la battuta in avvio di secondo set ma poi ha tenuto fino al 4-4, quando due lungolinea fuori di un pelo hanno mandato ancora sullo 0-40 il canadese, che ne ha approfittato per portarsi in vantaggio e poi chiudere 6-4, in un’ora e 25 minuti.

Il doppio, con le coppie rivoluzionate all’ultimo dai due capitani, è stato combattuto punto a punto, tra i tocchi deliziosi di Fognini e la solidità di Berrettini al servizio, ma al tie break un errore del romano ha subito avvantaggiato i canadesi, portatisi al 4-2 e poi capaci di chiudere senza concedere altro agli azzurri. Nel secondo set, l’Italia ha dato l’impressione di poter recuperare lo svantaggio, ma nel momento chiave Fognini ha perso il suo turno di battuta concedendo ad Auger-Aliassime la possibilità di andare a servire per il match sul 6-5. L’Italia si portata sul 15-40, poi il canadese ha ripreso lucidità e non ha più sbagliato un servizio. Domani sarà lui ad andare a caccia del trofeo, mentre l’Italia si è fermata ma ha dimostrato, viste anche l’assenza di Jannik Sinner e la mezza condizione di Berrettini, di poterci riprovare stabilmente nei prossimi anni.

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Vergogna La Spezia: cori volgari contro Maradona, Napoli, i napoletani e Spalletti

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La vergogna della curva Ferrovia dello Spezia è partita già durante il riscaldamento che stavano effettuando gli azzurri mezz’ora prima del match indossando la maglia dedicata a San Valentino. Sono partiti i primi ripetuti cori «Odio Napoli» all’indirizzo dei calciatori di Spalletti e la situazione è peggiorata di minuto in minuto durante la partita. I tifosi dello Spezia hanno intonato cori contro Maradona, Napoli e Spalletti. “Oh mamma mamma mamma sai perché mi batte il corazon, è morto Maradona”: questo solo uno delle decine di cori cantati dai tifosi bianconeri che poi hanno insistito con le “solite” canzoni in cui viene invocato il Vesuvio o lava che dovrebbe seppellire Napoli.

Insultato anche l’allenatore Spalletti, già giocatore dello Spezia dal 1986 al 1990 e legato da sempre alla Liguria, la regione della sua storica compagna, Tamara. Per rispondere, i tifosi del Napoli residenti al Nord (trasferta che era stata vietata ai residenti nella regione Campania) hanno prima risposto con ironia cantando la canzone sul Vesuvio sulle note di “Freed from desire” e poi hanno pensato solo ad incitare la loro squadra. Già lo scorso anno la partita tra Spezia e Napoli aveva visto incidenti nell’ultima giornata di campionato (la gara era stata anche sospesa), la rivalità tra le due tifoserie è sempre stata molto evidente e la sfida di oggi non ha fatto eccezione. Purtroppo.

Negli stessi momenti, mentre i trogloditi della circa Ferrovia davano dimostrazione della loro inferiorità, Osimhen scavalcava la protezione dello stadio per salire sulla gradinata e scusarsi con una signora che aveva colpito con una pallonata proprio durante il riscaldamento.

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Serie A: il Napoli non perde un colpo, Milan ancora ko

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Lo strapotere fisico e tecnico di Osimhen, che con una doppietta rafforza la sua posizione di leader della classifica marcatori con 16 reti, apre un’autostrada al Napoli verso lo scudetto. Lo Spezia ha 9 assenti, lotta come può, ma si arrende nella ripresa e i partenopei segnano un tris di reti che lascia poche speranze agli inseguitori. Spalletti capisce che puo’ essere la volta buona per il suo primo tricolore in Italia, meritato con una carriera di alto livello. L’Inter vince il derby di misura grazie ad un gol di Lautaro e si conferma al secondo posto a -13 dal Napoli. Per il Milan ancora una sconfitta ed una evidente crisi. In attesa di un turno che vede la Lazio impegnata domani e la Juve martedì, la Roma supera il trauma del ko con la Cremonese battendo l’Empoli con un avvio bruciante, mentre segue con interesse ma con scarsa fiducia l’interessamento del Galatasaray per Zaniolo (il mercato turco chiude mercoledì).

Impreca contro il mondo l’Atalanta di Gasperini che resta al palo perdendo in casa del Sassuolo dopo essere restata per un’ora in dieci per il dubbio secondo giallo a Maehle. Si fa interessante la volata per il settimo posto che puo’ portare alla Conference League: il Torino batte con merito ma di misura l’Udinese con un bel gol di Karamoh, poi uscito per una sospetta frattura al naso. Si inserisce nella lotta anche il Bologna che vince con merito il derby dell’Appennino, frustrando le velleita’ della Fiorentina, che resta inchiodata a 24 punti. Il Napoli fa corsa a sé come, e più, dei tempi del dominio della Juve. La consapevolezza del suoi mezzi e del suo gioco e’ talmente forte che non c’e’ tensione per il risultato, anche quando non si sblocca subito. Prima lavora ai fianchi il malcapitato Spezia, che presenta i suoi nuovi acquisti tra cui Shomurodov, pronto a sfruttare gli errori altrui, che arrivano copiosi.

Reza procura ingenuamente un rigore che Kvara realizza di potenza e precisione. Poi Dragowski ha un’esitazione fatale e si fa battere di testa da Osimhen che arriva in cielo con uno stacco da fermo. Il nigeriano, grazie alla generosita’ di Kvara, sfrutta poi un errore di Caldara per il 3-0 finale. Applaudita la sua corsa sugli spalti prima della gara per soccorrere una tifosa che aveva colpito con una pallonata. Ma i veleni sono sempre in agguato e alcuni ultra’ offendono malamente Maradona e Spalletti. Il Toro di Juric mette un mattoncino nella costruzione del sogno europeo. L’Udinese e’ tornata da qualche settimana piu’ competitiva, ma non riesce a infilare la munita difesa granata, che passa con Karamoh, preferito a Vlasic. A dirigere bene le operazioni e’ Miranchuk, che l’Atalanta ha forse sbolognato con troppa fretta. I granata meritano di piu’ i tre punti anche se nella ripresa Beto ha un paio di occasioni per pareggiare, ma le assenze di Deulofeu e Pereyra cominciano a pesare.

Il Bologna aggancia l’Udinese, a un punto dal Torino, con un 2-1 guerreggiato a Firenze. Bella partita con gli emiliani che passano su rigore: Iovic salva su Ferguson ma Barak interviene col braccio e Orsolini trasforma il penalty. Furente reazione viola condotta da Saponara, che pareggia su un rimpallo poi fa tremare la traversa con una magnifica rovesciata che meritava migliore sorte. Ma il Bologna e’ piu’ squadra e va di nuovo in vantaggio con Posch e la Fiorentina incassa una compromettente sconfitta.

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L’Inter con Lautaro vince il derby con il Milan ed è seconda a -13 dal Napoli

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Un’Inter combattiva e tonica si aggiudica il derby con il Milan portando a casa quei tre punti che le consentono di essere da sola al secondo posto a -13 punti dal Napoli. Il gol di Lautaro Martinez al 35′ sembra aver quasi paralizzato il Milan che non ha mai davvero dato la sensazione di poter prendere in mano la partita dominata dall’Inter che ha visto scendere in campo Skriniar senza la fascia di capitano che gli è stata tolta dalla società.

Va detto che Lautaro nel derby contro il Milan segna praticamente sempre e che ha segnato altre due volte ma i gol erano viziati da millimetrici fuorigioco e per questo sono stati annullati. La partita è finita a favore dell’Inter con un solo gol di vantaggio ma il passivo poteva essere più pesante, visto che il predominio dei nerazzurri è stato netto. I rossoneri hanno dato l’idea di essere in difficoltà anche psicologica dopo la batosta subita dal Sassuolo.

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