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Cronache

Sfrattata malgrado stop covid, da 21 giorni vive in un’auto

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“Io voglio solo giustizia, voglio che la verita’ riaffiori. Sto lottando da anni, tutto e’ iniziato con una denuncia d’ufficio presentata a un centro al quale mi rivolsi a seguito delle violenze subite, e oggi mi ritrovo buttata per strada”. Dallo scorso 27 aprile vive in auto una donna di 56 anni, sfrattata dall’abitazione che le era stata concessa dal giudice dopo la separazione dal marito. Il provvedimento e’ stato emesso nel 2020 ed e’ diventato esecutivo 21 giorni fa malgrado la sospensione degli sfratti disposta a causa della pandemia. Come “mantenimento”, racconta, riceve solo 500 euro dal marito, una somma che non le consente di vivere dignitosamente e cosi’ e’ stata costretta a fare della sua vettura una casa. Di giorno e’ in giro e si ferma dove trova posto. Di notte parcheggia nelle zone della citta’ che ritiene piu’ rassicuranti, per evitare di incappare in quale malintenzionato. Poi la mattina, grazie all’aiuto di qualche conoscente, riesce ad usare il bagno e farsi una doccia. “Qualcuno mi ospita – dice – per farmi usare il bagno ma purtroppo il letto non ce l’ho. Pensi che i primi tre giorni non avevo neppure il bagno…”. Una situazione insostenibile resa ancora piu’ grave dai rischi legati alla pandemia. La donna e’ mamma di due figli, di 25 e 22 anni, ed e’ afflitta da piccole ma fastidiose patologie. Dopo 25 anni di matrimonio con un imprenditore, si e’ sposata nel 1993, e’ stata costretta alla separazione, nel 2017. Il giudice le affido’ la casa dove fino al quel momento aveva vissuto, mentre il marito si trasferi’ in un’altra sua abitazione. “I dissidi con lui si sono acuiti nel corso di questi anni e – sottolinea – per me la situazione e’ peggiorata costantemente: percepisco un ‘mantenimento’ di appena 500 euro al mese, 400 dei quali dovrebbero andare ai miei figli, ma io con 100 euro non posso vivere. Ho anche subi’to maltrattamenti fisici e morali, ma ora quello che piu’ conta e’ la dignita’”.

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Ambulanza soccorre feriti a Napoli, sconosciuto armato la insegue

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Una pistola comparsa dopo una rissa puntata verso l’ambulanza che stava trasportando due ragazzi feriti. E se fosse partito il colpo avrebbe messo a rischio l’intero equipaggio dell’ambulanza perche’ a bordo ci sono le bombole di ossigeno. E’ quanto denuncia sulla pagina Fb il presidente dell’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”, Manuel Ruggiero, in merito a fatti accaduti la scorsa notte in zona Piazza Quattro Giornate a Napoli. “Siamo stati allertati stanotte intorno all’1.30 per persona a terra insanguinata a seguito di una rissa a piazza 4 Giornate. Non siamo riusciti ad arrivare sul posto poiche’, fuori la caserma dei carabinieri, che dista poco da li’, c’erano due ragazzi feriti che chiedevano aiuto”, ha raccontato l’autista del mezzo di soccorso all’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”. “Ci fermiamo e li facciamo salire a bordo entrambi quando, improvvisamente, arriva e cerca di salire in ambulanza, il “gruppo rivale” con delle mazze” dice ancora evidenziando di aver notato “uno degli aggressori, avvicinarsi al portellone laterale e, dall’esterno, infilare un braccio nel finestrino con una pistola”. “Dopo il furto di una ambulanza adesso l’ingresso di una pistola nel mezzo di soccorso…..bastava un solo proiettile per fare esplodere il mezzo visto la presenza all’interno di bombole di ossigeno gassoso. Questa citta’ non merita il 118”, dice sconfortato Ruggiero confessando che si ha “paura di andare a lavorare”. Sulla vicenda indagano gli agenti della polizia.

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Covid: a Napoli in 96 sorpresi a far festa senza mascherina

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La scorsa notte a Napoli gli agenti del Commissariato Posillipo, durante il servizio di controllo del territorio sono intervenuti in via Manzoni per la segnalazione di una festa in corso. I poliziotti hanno udito musica ad altissimo volume provenire da una terrazza e, con il supporto degli equipaggi dei Commissariati San Ferdinando e Bagnoli, sono riusciti ad accedere alla terrazza ed hanno accertato che vi erano numerosissime persone, tutte prive della mascherina e assembrate. Inoltre, vi erano tavoli apparecchiati con generi alimentari e bevande nonche’ un impianto stereofonico con diffusori acustici e consolle. Novantasei persone tra i 20 e i 37 anni sono state sanzionate per inottemperanza alle misure anti Covid-19; infine, uno di loro e’ stato denunciato per rifiuto di fornire le proprie generalita’.

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Armato di coltello alla stazione Termini, la polizia lo ferma sparando ad una gamba: il video

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Camminava, intorno alle 19 di ieri, impugnando un coltello da cucina nella zona di Termini. Una arma che ha utilizzato per minacciare alcuni passanti dentro la stazione. Protagonista un cittadino ghanese di 44 anni con precedenti. Un comportamento violento che e’ stato notato da un vigilantes che opera all’interno dello scalo ferroviario della Capitale. La guarda giurata ha, quindi, allertato gli agenti della Polfer che dopo una brevissima caccia all’uomo hanno individuato il ghanese. Da qui, come immortalato da alcuni video finiti in rete, ne e’ nata una breve colluttazione culminata con uno sparo esploso da uno degli agenti. I poliziotti hanno accerchiato il quarantenne in via Marsala, ad una manciata di metri dalla stazione. L’uomo, visibilmente alterato, ha tentato una reazione brandendo l’arma e saltando anche sopra alcuni motorini in sosta. I poliziotti hanno iniziato un’opera di contenimento, volta a tutelare l’incolumita’ dei passanti che in quel momento si trovavano nella strada. Alla luce della reazione del ghanese un operatore ha utilizzato l’arma in dotazione ed ha sparato con l’arma in dotazione mirando agli arti inferiore. Raggiunto dal proiettile l’uomo dopo pochi metri si e’ accasciato in terra ed e’ stato disarmato. Ora si trova ricoverato e piantonato in ospedale in stato di arresto per i reati di tentato omicidio, porto abusivo d’arma, resistenza e minaccia a Pubblico Ufficiale. E’ stato colpito nella zona dell’inguine sinistro e il proiettile e’ fuoriuscito dal gluteo destro. Non e’ in pericolo di vita. L’episodio ha riportato l’attenzione sul tema della sicurezza a Roma e non solo.

“La Stazione Termini di Roma dovrebbe essere il biglietto da visita della citta’” sottolinea Nicola Molteni sottosegretario all’Interno esprimendo “solidarieta’ e gratitudine” agli agenti intervenuti e ringraziando il vigilantes che li ha allertati. “E’ il momento di dotare le Forze di polizia del Taser, strumento di difesa proprio a garanzia dei poliziotti e dei cittadini. Una priorita’, questa, diventata ormai irrinunciabile”, chiosa. D’accordo il portavoce dell’associazione nazionale funzionari di polizia, Girolamo Lacquaniti: “Si ripropone con urgenza il tema delle pistole ad impulsi elettrici da destinare alle forze dell’ordine”. Su quanto avvenuto e’ intervenuta Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, che ha parlato di “scene di ordinaria follia a Roma”, mentre Matteo Salvini si dichiara “sempre dalla parte delle forze dell’ordine”. Il magistrato Simonetta Matone, candidata prosindaco al Campidoglio, afferma che “i fatti accaduti confermano che ci sono luoghi della nostra citta’ ad alto tasso di insicurezza dove vanno investite risorse per riportare la legalita’ nell’interesse di tutti i cittadini, senza odiose speculazioni di alcun tipo”. A quanto si e’ appreso l’uomo arrestato, gia’ in passato si era reso responsabile di episodi di violenza simili e ha precedenti di polizia per lesioni. Aveva danneggiato alcune statue sacre presenti in alcune chiese di Roma, manifestando poi ai poliziotti atteggiamenti di odio nei confronti della religione cristiana. Inoltre, ad aprile 2020 , era stato sorpreso piu’ volte in piazza San Pietro e denunciato per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale nonche’ per offesa a una confessione religiosa e nel giugno di quest’anno e’ stato nuovamente denunciato per danneggiamento e lesioni per avere lanciato bottiglie contro il centro islamico di via San Vito a Roma; circostanza in cui e’ rimasto ferito anche l’imam. Sulla posizione del cittadino straniero, irregolare sul territorio italiano, sono emerse difficolta’ legate all’attribuzione della nazionalita’ dovute alla mancata conclusione delle procedure di riconoscimento presso le Autorita’ Consolari del Gambia, Costa d’Avorio, Nigeria e Ghana avviate nel 2017 che hanno reso non eseguibili le procedure di espulsione a suo carico. Gli investigatori hanno inviato una prima informativa in Procura. A piazzale Clodio anche il materiale video con le immagini della colluttazione e dello sparo e che ora sono al vaglio degli inquirenti.

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