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Sessant’anni fa il primo allunaggio: Luna 9 e le prime immagini della superficie lunare

Il 3 febbraio 1966 la sonda sovietica Luna 9 compì il primo atterraggio morbido sulla Luna e inviò le prime immagini della superficie lunare alla Terra.

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Sessant’anni fa l’umanità osservò per la prima volta la superficie della Luna non più come un disco lontano nel cielo, ma come un paesaggio reale. Accadde il 3 febbraio 1966, quando il lander sovietico Luna 9 riuscì a posarsi sul suolo lunare e ad avviare la trasmissione delle prime immagini di un mondo diverso dalla Terra.

Il programma Luna e una lunga serie di tentativi falliti

La missione Luna 9 faceva parte del programma Luna, avviato dall’Unione Sovietica nel 1959. Fino a quel momento il progetto aveva accumulato insuccessi tecnici e missioni incomplete. Il successo del 1966 arrivò dopo anni di tentativi, in piena corsa allo spazio, quando l’esplorazione extraterrestre era anche terreno di competizione politica e tecnologica tra le superpotenze.

Il lancio e la fase finale della discesa

Il veicolo che trasportava il lander venne lanciato il 31 gennaio 1966 con un razzo Molniya-M dal sito 31 di Tyuratam, nell’attuale Kazakistan. Il 3 febbraio, quando la sonda si trovava a circa 75 chilometri dalla superficie lunare, i motori di frenata vennero accesi per l’inizio della fase più delicata della missione.

Le stazioni di controllo a Terra, incluse diverse basi occidentali, registrarono un rapido rallentamento. Poco dopo, i segnali si interruppero. Solo in seguito si seppe che il motore principale era stato spento a 150 metri di quota, mentre la discesa finale proseguì grazie a quattro piccoli motori supplementari.

Il primo atterraggio morbido sulla Luna

A circa 50 metri dal suolo, il lander di forma sferica si separò dal veicolo madre. Riuscì a compiere il primo atterraggio morbido nella storia dell’esplorazione lunare, rimbalzando più volte prima di fermarsi nella regione dell’Oceano delle Tempeste.

Dopo l’impatto, quattro strutture simili a petali si aprirono, sollevando la cupola centrale che ospitava gli strumenti scientifici e consentendo l’orientamento delle antenne verso la Terra.

Com’era fatto Luna 9

Il lander, denominato Automatic Lunar Station (ALS), era una sfera dal diametro di 58 centimetri, progettata come contenitore ermeticamente sigillato. Al suo interno erano alloggiati un sistema radio, un dispositivo di programmazione, batterie, un sistema di controllo termico e un rilevatore di radiazioni.

Le superfici interne dei petali aperti fungevano da riflettori per le antenne, permettendo la trasmissione dei dati e delle immagini verso il nostro pianeta.

Le prime immagini di un altro mondo

La telecamera entrò in funzione immediatamente. Le prime immagini della superficie lunare furono ricevute il 4 febbraio 1966 dagli astronomi dell’osservatorio britannico di Jodrell Bank, nei pressi di Manchester. Le fotografie iniziali risultarono poco definite; il giorno successivo, superati ritardi burocratici, l’Unione Sovietica diffuse immagini di qualità nettamente superiore.

Cosa rivelarono quelle fotografie

Nel corso dei sei giorni di attività, Luna 9 trasmise complessivamente 40 immagini. Le fotografie, scattate in momenti diversi, permisero di osservare la variazione delle ombre sul terreno. Questo dettaglio consentì ai ricercatori di ricostruire il profilo del paesaggio lunare, stimando dimensioni e forma di rocce e piccoli crateri.

Il risultato fu decisivo: dimostrò che la superficie della Luna era solida e in grado di sostenere veicoli e, in prospettiva, missioni con equipaggio umano. Un passaggio fondamentale che aprì la strada alle esplorazioni successive e alla storia dell’allunaggio umano.

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Esteri

Iran-Usa, Vance: “Nessuna svolta a Ginevra, opzione militare resta sul tavolo”

Il vicepresidente Usa JD Vance afferma che nei colloqui di Ginevra l’Iran non ha accolto le richieste chiave di Washington sul nucleare. Resta aperta l’opzione militare.

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Nei colloqui tra Stati Uniti e Iran svoltisi a Ginevra non sarebbe emersa alcuna svolta sostanziale.

Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, sottolineando che Teheran non avrebbe recepito le richieste fondamentali avanzate da Washington.

Due settimane per colmare le distanze

Dopo l’incontro, gli Stati Uniti hanno comunicato di essere disposti a concedere all’Iran due settimane per colmare le lacune ancora esistenti tra le parti.

Secondo quanto riferito da fonti vicine ai negoziati, prima del vertice Teheran avrebbe indicato una disponibilità a compromessi su alcuni aspetti del proprio programma nucleare, incluso il trasferimento all’estero dell’uranio quasi idoneo alla produzione di armi.

Le linee rosse di Washington

Martedì sera, in un’intervista a Fox News, Vance ha spiegato che, pur essendo stato concordato un nuovo incontro, non si è giunti a un’intesa sulle cosiddette “linee rosse” fissate dal presidente Donald Trump.

Gli Stati Uniti chiedono all’Iran di porre fine all’arricchimento dell’uranio, elemento centrale del programma nucleare iraniano. La Casa Bianca teme che tale attività possa consentire a Teheran di acquisire la capacità di costruire un’arma nucleare.

Opzione militare non esclusa

Vance ha aggiunto che, in assenza di progressi concreti, l’opzione militare resta una possibilità, senza fornire ulteriori dettagli.

Il confronto resta aperto e le prossime settimane saranno decisive per verificare se i colloqui potranno evolvere verso un’intesa o se prevarrà un irrigidimento delle posizioni.

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Esteri

New York, il sindaco Mamdani propone aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà

Il sindaco di New York Zohran Mamdani propone un aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà per colmare un deficit di 5,4 miliardi di dollari.

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Il sindaco di New York City, Zohran Mamdani, ha proposto un aumento del 9,5% dell’imposta sulla proprietà, definendolo una “ultima spiaggia” nel caso in cui non riesca a ottenere dalla governatrice Kathy Hochul un incremento delle imposte sul reddito per i contribuenti più abbienti.

La misura riguarderebbe oltre 3 milioni di abitazioni unifamiliari, cooperative e condomini, oltre a più di 100.000 edifici commerciali.

Un bilancio da 127 miliardi di dollari

La proposta è contenuta nel piano di spesa preliminare presentato da Mamdani, il primo da quando è diventato sindaco. Il bilancio ammonta a 127 miliardi di dollari ed entrerà in vigore il primo luglio, dopo la fase di revisione e trattativa con il Consiglio comunale.

Si tratta di un incremento rispetto all’attuale piano di spesa da 122 miliardi di dollari.

Il nodo del deficit e lo scontro con l’ex sindaco

Secondo Mamdani, l’aumento delle entrate sarebbe necessario per coprire un disavanzo di 5,4 miliardi di dollari, attribuito a imprecisioni nella stesura del bilancio da parte del suo predecessore, Eric Adams.

Adams ha però respinto l’accusa, sostenendo di aver lasciato all’amministrazione successiva oltre 8 miliardi di dollari in riserve.

Il confronto tra le due versioni si inserisce in un dibattito politico più ampio sulle politiche fiscali della città e sulla sostenibilità della spesa pubblica in uno dei principali centri economici mondiali.

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Esteri

Guerra in Ucraina, Witkoff: “Progressi significativi nei colloqui tra Kiev e Mosca”

L’inviato Usa Steve Witkoff parla di progressi significativi nei colloqui tra Ucraina e Russia a Ginevra nell’ambito dell’iniziativa guidata da Washington.

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I colloqui tra Ucraina e Russia, in corso a Ginevra, avrebbero registrato “progressi significativi” nell’ambito dell’iniziativa guidata dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra.

A dichiararlo è stato Steve Witkoff, inviato statunitense impegnato nella mediazione, mentre le delegazioni si preparavano a un secondo giorno di negoziati.

Le parole dell’inviato statunitense

In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, Witkoff ha affermato che il coinvolgimento del presidente Donald Trumpnel riunire le parti avrebbe contribuito a risultati concreti.

Secondo quanto riferito, entrambe le delegazioni avrebbero concordato di aggiornare i rispettivi leader sugli sviluppi emersi durante gli incontri e di proseguire il lavoro diplomatico con l’obiettivo di arrivare a un’intesa.

Il contesto della mediazione americana

L’iniziativa si inserisce nel quadro degli sforzi internazionali per fermare il conflitto iniziato nel 2022. Al momento non sono stati resi noti dettagli specifici sui contenuti dei presunti progressi né su eventuali bozze di accordo.

Le trattative restano in corso e l’evoluzione dei colloqui dipenderà dalle decisioni politiche che verranno assunte nelle rispettive capitali.

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