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Serracchiani capogruppo, prende corpo Pd di Letta

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Debora Serracchiani e’ la nuova capogruppo del Pd alla Camera, il che costituisce un altro tassello per il nuovo Pd voluto da Enrico Letta, che cosi’ e’ riuscito nel suo intento di avere anche due donne alla guida dei gruppi parlamentari di Camera e Senato. Il segretario Dem, che non disdegnerebbe ora un presidente della Repubblica ed un premier donna, ha anche incontrato la leader del principale partito di opposizione, Giorgia Meloni, con la quale ha avviato un dialogo per portare avanti le due riforme costituzionali che rafforzerebbero l’impianto bipolare: la sfiducia costruttiva e norme anti trasformismo. Un bipolarismo, nelle intenzioni di Letta, in cui il suo Pd ridiventi il perno del polo di centrosinistra, il che spiega il suo attivismo con incontri che nei prossimi giorni riempiranno la sua agenda. I 93 deputati del Pd hanno eletto Serracchiani preferendola a Marianna Madia (66 voti contro 24 ). Quest’ultima ha ribadito le sue critiche al fatto che il correntismo abbia inciso nelle scelte di voto, auspicando che la “leadership femminile” sconfigga questo male. Parole che Serracchiani ha detto di condividere, sottolineando pero’ che avere due donne come capogruppo “e’ un passo avanti non solo per le donne ma per il Pd” . Un correntismo che sicuramente e’ uno dei sintomi del “maschilismo” criticato da Letta: “La situazione del Pd – ha detto – e’ incrostata di un maschilismo per rompere il quale c’e’ bisogno di gesti forti. C’e’ bisogno di una cura shock per un sistema anchilosato”. Sta di fatto che dopo Simona Malpezzi al Senato, con Serracchiani alla Camera Letta ha ottenuto quel che voleva come “prerequisito” per procedere ad altri cambiamenti. Serracchiani (50 anni), ha fatto il salto nella politica nazionale nel 2009, valorizzata dall’allora segretario del Pd Dario Franceschini, che la candido’ al Parlamento Europeo. A Strasburgo e’ arrivata grazie alle 144.558 preferenze avute, e vi e’ rimasta fino al 2013, quando e’ stata eletta presidente del Friuli Venezia Giulia, Regione che ha governato fino al 2018, quando e’ stata eletta alla Camera. A segnare la giornata del Pd, e’ stato anche l’incontro di Enrico Letta con Giorgia Meloni, nello studio alla Camera della leader di Fdi. Oltre a toccare i temi delle vaccinazioni e dei ristori alle aziende, Letta ha assicurato a Meloni l’appoggio alla sua richiesta che l’organo di garanzia per eccellenza, il Copasir, sia guidato da un esponente di Fdi, visto che la legge assegna la presidenza all’opposizione. Un impegno che la leader di Fdi ha dichiarato di apprezzare. Il rispetto dei ruoli istituzionali, e’ il ragionamento del segretario Dem, permette anche un dialogo piu’ costruttivo su altri dossier, sia quelli del governo, sia su quelli che riguardano le riforme. Letta ha infatti sondato Fdi su due riforme da concludere nei due anni di fine legislatura: la sfiducia costruttiva e la modifica ai Regolamenti parlamentari per arginare il fenomeno del trasformismo. Due riforme di cui ha parlato anche lunedi’ a coordinatore di Fi, Antonio Tajani, e sulle quali Meloni ha mostrato attenzione. cosi’ come all’impostazione maggioritaria, che piace a Fdi. Riforme su cui Letta e’ tornato anche al seminario a porte chiuse all’Ambrosetti Club del pomeriggio. Un rapporto istituzionalmente corretto col centrodestra, ha spiegato Letta durante la segreteria, aiuta a gettare le basi per un centrosinistra largo, che abbia al suo interno una dialettica ma un minimo di visione comune. In tal senso gli incontri dei prossimi giorni con Nicola Fratoianni (Si) e Angelo Bonelli (Verdi), corrono in parallelo con quelli avuti con Tajani e Meloni. Nell’agenda di Letta entreranno poi anche gli incontri con i “due Mattei”, Renzi e Salvini, in questa duplice ottica.

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Esteri

È morto Spencer Silver, l’inventore adesivo dei Post-it

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E’ morto a 80 anni il chimico americano Spencer Silver, inventore dell’adesivo usato nei Post-it. Ne danno notizia i media internazionali, citando la famiglia e l’azienda 3M. Nato a San Antonio in Texas nel 1941, Silver era laureato in chimica presso l’Universita’ di Stato dell’Arizona, conseguendo un master nel 1962 e un dottorato in chimica organica presso l’Universita’ del Colorado a Boulder nel 1966, prima di assumere una posizione come capo chimico nei Central Research Labs della 3M. Nel 1968 sviluppo’ un adesivo “a bassa adesivita’”, abbastanza forte da tenere insieme i fogli, ma abbastanza debole da consentire che si staccassero di nuovo senza strapparsi. E poteva essere riutilizzato piu’ volte. Tale adesivo venne brevettato nel 1972.

L’inventore e scienziato Arthur Fry ha cosi’ sviluppato dei segnalibri utilizzando proprio l’adesivo di Silver. I foglietti adesivi furono inizialmente commercializzati con il nome di Post ‘n Peel in quattro citta’ americane dal 1977 e poi come Post-it Notes dal 1980 in tutti gli Stati Uniti. Il prodotto e’ diventato in breve molto popolare e presto e’ stato venduto in tutto il mondo. Silver ha lavorato nella 3M fino al suo pensionamento nel 1996. E’ nominato in oltre 30 brevetti. Ha ricevuto diversi premi per il suo lavoro, tra cui il 1998 American Chemical Society Award for Creative Invention e l’ammissione alla National Inventors Hall of Fame nel 2011.

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Corona Virus

Covid, il contagio in Campania: 1.110 nuovi casi, oltre duemila i guariti, 24 morti

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 Sono 1.110 i nuovi casi di Covid in Campania, di cui 387 sintomatici, su 18.701 test molecolari esaminati. Il tasso di incidenza, calcolato senza tenere conto dei tamponi antigenici, e’ del 5,93%, sostanzialmente stabile rispetto al 6,18 di ieri. Il bollettino dell’Unita’ di crisi segnala 24 nuove vittime e ben 2.054 guariti. Continua ad alleggerirsi la pressione sugli ospedali: i posti letto di terapia intensiva occupati sono 105 (-11), quelli di degenza 1.285 (-22).

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Clima: John Kerry in Italia, ridurre emissioni subito

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Sulla lotta alla crisi climatica, l’America e’ tornata. Dopo i quattro anni di Trump, che aveva portato fuori gli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, Washington vuole riprendersi la leadership della battaglia contro il riscaldamento globale. Oggi l’inviato speciale di Joe Biden sul clima, l’ex segretario di stato di Obama, John Kerry, e’ arrivato a Roma per capire cosa stia facendo il nostro paese. Sullo sfondo, c’e’ una scadenza importante: la Cop26 di Glasgow, la conferenza annuale dell’Onu sul clima, dal primo al 12 novembre. Dopo 5 anni dall’Accordo di Parigi del 2015 (l’anno scorso la Cop e’ saltata per il Covid), e’ previsto che i paesi firmatari aggiornino i loro target, oramai insufficienti per conseguire gli obiettivi dell’Accordo (mantenere il riscaldamento entro 2 gradi dai livelli pre-industriali). Gli Stati Uniti hanno dato la linea il 22 aprile scorso, al summit virtuale dei leader mondiali convocato da Biden: taglieremo i gas serra del 50-52% entro il 2030, ha annunciato il presidente. Ora, il suo inviato speciale per il clima fa il giro del mondo per spingere gli altri paesi a fare altrettanto. A Roma, oggi Kerry ha incontrato per primo il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. Hanno parlato un’ora, soprattutto di G20 (quest’anno in Italia) e di Cop26. Il ministro ha spiegato anche gli investimenti del Recovery Plan per la decarbonizzazione. Kerry al termine ha fatto una breve dichiarazione. Prima ha attaccato Cina e Russia, che al summit di aprile non si sono impegnati gran che: “Ogni paese deve ridurre le emissioni in questo decennio. Non e’ abbastanza dire ‘emissioni zero nel 2050′”. Poi ha parlato ai cittadini del mondo preoccupati per i costi della decarbonizzazione: “Non e’ una scelta fra la prosperita’ e un’economia che funziona meno, ma e’ una opportunita’, una enorme opportunita’”. Infine, ha chiarito che “non c’e’ una cosa sola che possa risolvere la crisi climatica. Serve un approccio multiplo”. Dopo Cingolani, Kerry e’ andato a pranzo a Villa Pinciana (residenza dell’Ambasciata Usa) con il Gotha dell’imprenditoria energetica nazionale: Claudio Descalzi di Eni, Francesco Starace di Enel, Marco Alvera’ di Snam, Nicola Monti di Edison ed Emma Marcegaglia, presidente per l’Italia del B20, il gruppo di lavoro degli imprenditori per il G20. Kerry ha spiegato loro gli obiettivi da raggiungere alla Cop26, i manager hanno raccontato i loro impegni per decarbonizzare. L’inviato di Biden ha poi visto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e quello dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. “Italia e Usa – ha commentato il titolare della Farnesina – sono chiamati ad esercitare un ruolo di leadership per convincere i nostri partner che la transizione energetica e la lotta per la salvaguardia del pianeta sono un vantaggio e una grande opportunita’ per tutta la Comunita’ internazionale”. Domani, Kerry incontrera’ il premier Mario Draghi.

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