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Segna Roberto Insigne, poi sale in cattedra Lorenzo Insigne: il Napoli vince contro un grande Benevento

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Il derby campano non è mai una partita facile per il Napoli. Il Benevento è una squadra tignosa, molto fisica. Difficile superare la difesa sannita sempre ben schierata. E poi c’è la grande capacità dei giallorossi di ripartire in contropiede. È il Napoli che fa la partita, come di consueto. Il Benevento però difende bene.

Il portiere Montipò para tutto. Alla fine di un primo tempo a senso unico, con un Napoli sempre all’attacco ma con un attacco sterile, si va negli spogliatoi con il Benevento che è in vantaggio 1-0 sul. Il gol, molto bello, è di Roberto Insigne al 30 minuto. Roberto Insigne riceve la palla defilato sulla sinistra ma riesce a mettere alle spalle di Meret da posizione molto difficile.

Il secondo tempo vede il Napoli in campo sempre in attacco. Passano pochi minuti e in una manovra di ripartenza del Benevento, gli azzurri riescono a recuperare palla in attacco, Lorenzo Insigne con un tiro a giro di precisione fa gol. L’arbitro però annulla grazie al Var che individua un fuori gioco millimetrico.

Passano pochi minuti e al 60 minuto arriva il pareggio. Va in gol sempre un Insigne, questa volta è Lorenzo. È anche questo un gol capolavoro che però non viene annullato. Lorenzinho da fuori area stampa il tiro sulla traversa con la palla che ricade dentro la porta e poi esce. È gol. Palla al centro.

Si riprende e il  Napoli è sempre in attacco. Passano poco più di sei minuti e Politano scende sulla fascia sinistra, scarta tre sanniti, mette al centro dove trova pronto Petagna che batte fortissimo a rete.

Montipò indovina la traiettoria ma Petagna gli piega le mani. In sette minuti la partita cambia segno. Ora è il Napoli che conduce. Ma il Benevento non ci sta e prova a riequilibrare un match che è sfuggito di mano per lo strapotere tattico del Napoli. Pressing asfissiante a tutto campo per non far ragionare gli azzurri. Il Napoli difende con ordine, tiene in mano la partita e prova a disattivare l’ardore agnostico sannita facendo girare la palla.

L’intensità che il Benevento imprime alla partita è incredibile. Non vuole perdere il derby della Campania. Ma rischiano tanto. Ultima azione al 97 minuto. Con una punizione pericolosa. Alla fine, la partita si chiude con l’ennesima bella prova degli azzurri, l’ennesima vittoria. Unica sconfitta, per ora, quella a tavolino con la Juventus. Partita però ancora sub judice.

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Maradona: ecco la casa dove Diego è morto dopo l’operazione alla testa

Marina Delfi

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Villetta  o pseudo tugurio con wc chimico? La casa di Maradona era adatta ad un uomo convalescente ed acciaccato? C’era la giusta cura ed attenzione per el Diez? Al momento la procura di San Isidro ha aperto un fascicolo d’inchiesta ed ha indagato con l’accusa di omicidio colposo il medico personale di Diego, il neurologo Leopoldo Luque, e la psichiatra che avrebbe dovuto curarne la riabilitazione, Agustina Cosachov. Oggi a mezzogiorno ora italiana avrà inizio l’analisi dei periti nella sede della Soprintendenza della Polizia Scientifica di Buenos Aires.

Gli interrogativi sono tanti e gli stessi media argentini a proposito della casa nel quartiere El Tigre si dividono nei giudizi. Di sicuro la casa è stata presa in fitto con un regolare contratto firmato da Jana Maradona, la figlia avuta da Diego con Valeria Sabalain il 9 novembre con inizio dal 10 novembre e fine al 31 gennaio 2021. Per la villetta nel barrio privado San Andrés de Tigre il costo dell’affitto sarebbe stato di 16 mila dollari circa.

La camera di Diego

Le foto della casa arrivano dall’Argentina: la villetta di due piani ha quattro camere da letto al piano superiore ma per Diego, convalescente e affaticato, non erano raggiungibili, così in fretta e furia è stato messo del cartongesso alla sala al piano terra per separarla dalla cucina e organizzato una camera per lui; il wc a giudicare dalla foto di uno dei bagni sembra effettivamente essere chimico e la cucina è quella di una casetta popolare. Anche la climatizzazione sarebbe stata montata in fretta e furia.

L’idea -secondo persone vicine a Diego- era che lui trascorresse i primi giorni giù, al piano terra e poi, una volta rimessosi si sarebbe spostato al piano di sopra. La ex moglie Claudia -secondo i giornali argentini -parlando con un amico di Maradona, Oscar Ruggeri, ex della Nazionale, gli avrebbe detto che se avesse visto il posto in cui Maradona è morto, sarebbe morto anche lui.

 

Maradona, inchiesta per omicidio colposo: indagata anche la psichiatra di Diego, perquisiti ufficio e casa

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Ci pensa Lukaku, l’Inter batte 3-2 il Borussia e spera ancora

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Ci pensa sempre lui. Romelu Lukaku si carica ancora l’Inter sulle sue larghe spalle e fa ancora sperare i nerazzurri nella rincorsa agli ottavi di Champions League. L’aria di Germania fa bene al bomber belga, in una serata piena di emozioni, che passa dalle tinte del fallimento a quelle della speranza, con pure un brivido finale: il Borussia Moenchengladbach va ko per 3-2, lasciando la porta aperta per l’Inter di poter passare per la prima volta alla fase ad eliminazione diretta dal 2011/12, in un girone sempre piu’ pazzo. La vittoria dello Shakhtar Donetsk a sorpresa contro il Real Madrid infatti lascia tutto aperto verso l’ultima giornata, in programma la prossima settimana. L’Inter avra’ bisogno di tre punti in casa contro gli ucraini, sperando che a Madrid tra i blancos e il Borussia non esca un pareggio: situazione complicata, ma che con un Lukaku cosi’ potrebbe esserlo meno.

I nerazzurri, pero’, non sono ancora guariti del tutto, anzi. L’inizio e’ stato convincente, sulla scia di quanto fatto vedere col Sassuolo: il gol di Darmian sembrava aver messo tutto in discesa, ma la solita incapacita’ a chiudere le partite sprecando occasioni (Lautaro che spreca da solo davanti a Sommer) ha complicato la gara. Anche perche’ non appena l’Inter e’ calata a livello fisico, i tedeschi, che con tre punti avrebbero centrato matematicamente gli ottavi, hanno fatto male. Il gol di Plea all’ultima azione del primo tempo, con un colpo di testa da solo in mezzo all’area, e’ stato il simbolo dei problemi interisti. Situazione che non e’ cambiata nella ripresa, almeno finche’ non si e’ acceso Lukaku. Tra sportellate e corse, il belga prima ha servito l’assist per Lautaro, il cui destro dal limite ha trovato il palo, poi si e’ messo in proprio, centrando la doppietta nel giro di nemmeno 10′: destro a incrociare su assist di Brozovic dopo aver spostato di potenza il proprio marcatore e zampata mancina, servito dal subentrato Hakimi, da solo davanti a Sommer.

Due gol (il terzo e quarto in quattro gare di Champions, il tredicesimo in Europa in due stagioni) che sembrava aver messo di nuovo la partita nelle mani dell’Inter. Ma la pazzia ormai e’ insita nella squadra di Conte, capace nuovamente di regalare al Borussia la possibilita’ di tornare in corsa. Il gol di Plea (doppietta), dopo un regalo di Sanchez, ha infatti fatto tornare in mente vecchi fantasmi per Handanovic e compagni. Anche perche’ Young, da due passi, e’ riuscito a sprecare a porta vuota la palla del 4-2. L’incubo e’ tornato, cosi’, a materializzarsi a sette minuti dal fischio finale: su ennesima dormita collettiva, ancora il solito Plea ha trovato il 3-3 con un destro a incrociare passato in mezzo a diversi giocatori.

A salvare l’Inter e’ arrivato in soccorso il Var per un fuorigioco di Embolo davanti ad Handanovic sulla conclusione dell’attaccante. Regalando altri dieci minuti di sofferenza anche per Conte, mai domo in panchina e costantemente alla guida dei suoi da bordocampo. I tre punti fanno respirare ancora il tecnico, dopo le difficolta’ delle ultime settimane, ma la missione non e’ ancora compiuta: l’obiettivo resta quello di evitare la terza eliminazione consecutiva ai gironi di Champions e per farlo l’Inter non potra’ sbagliare nemmeno contro lo Shakhtar Donetsk tra una settimana a San Siro.

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Calcio, Cristiano Ronaldo vince il 18/o Golden Foot Award

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Gli appassionati di calcio e i tifosi di tutto il mondo hanno scelto il miglior calciatore del 2020. Ad aggiudicarsi il 18/o Golden Foot Award e’ Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse della Juventuse e della nazionale portoghese e’ stato il piu’ votato tra i 10 candidati selezionai: Lionel Messi (Barcellona), Robert Lewandowski (Bayern Monaco), Giorgio Chiellini (Juventus), Neymar Jr. (PSG), Sergio Ramos (Real Madrid), Sergio Aguero (Manchester City), Gerard Pique'(Barcellona), Mohamed Salah (FC Liverpool), Arturo Vidal (Inter). Le votazioni si sono svolte sul sito ufficiale www.goldenfoot.com e si sono chiuse lo scorso 20 novembre. La Commissione del Golden Foot, a seguito di un sondaggio presso la stampa internazionale, ha deciso di assegnare il primo Golden Foot Prestige ad Andrea Agnelli, Presidente della Juventus Football Club, che ha vinto il campionato per 9 volte consecutive e vanta ad oggi 17 trofei conquistati in 10 anni, risultando uno dei presidenti piu’ vincenti nella storia del calcio italiano e internazionale.

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