Approvata la nuova legge elettorale, nel centrodestra si apre il confronto sui tempi delle prossime politiche. La Lega chiede di accelerare sull’autonomia differenziata, mentre Matteo Salvini e Antonio Tajani ribadiscono l’obiettivo di arrivare alla scadenza naturale della legislatura, nell’autunno 2027. Il voto in primavera resta un’ipotesi politica, senza una decisione ufficiale.
Il messaggio leghista agli alleati è esplicito: sulla riforma elettorale «abbiamo fatto la nostra parte», ora sull’autonomia «bisogna andare in fondo altrettanto rapidamente». Una richiesta che riprende l’avvertimento lanciato dal ministro Roberto Calderoli a Pontida e che si intreccia con il dibattito sul possibile anticipo delle elezioni.
La Lega chiede tempi rapidi per l’autonomia
Per il Carroccio, completare l’autonomia differenziata rappresenta una priorità prima di discutere un eventuale ritorno anticipato alle urne.
Il percorso riguarda Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, le quattro Regioni impegnate nelle intese con il governo. Dopo i passaggi regionali, occorre il via libera del Consiglio dei ministri alle intese definitive e ai relativi disegni di legge, seguito dall’esame parlamentare.
La procedura prevede che il governo deliberi entro 45 giorni dalla comunicazione dell’approvazione regionale. Il termine riguarda questo passaggio, non il completamento dell’intero iter: per l’attribuzione delle ulteriori competenze resta necessaria l’approvazione delle Camere.
L’avanzamento della riforma potrebbe incidere sul confronto interno alla maggioranza. Non equivale però, al momento, a un assenso leghista alle elezioni anticipate.
Salvini e Tajani puntano all’autunno 2027
Matteo Salvini continua a indicare la fine della legislatura come orizzonte del voto. Il leader della Lega richiama gli impegni ancora da portare a termine, dai cantieri alle politiche abitative, oltre alla stessa autonomia.
Anche Antonio Tajani ribadisce la volontà di arrivare all’autunno 2027. Una posizione condivisa da Noi moderati.
L’ipotesi di elezioni nella primavera 2027 circola invece nel dibattito politico e parlamentare, anche dopo le aperture espresse da esponenti di Fratelli d’Italia. Attribuire a Giorgia Meloni una scelta già compiuta sarebbe tuttavia prematuro: non è stato annunciato alcun calendario elettorale anticipato.
Sul piano istituzionale, un eventuale scioglimento delle Camere spetta al presidente della Repubblica, secondo le procedure previste dalla Costituzione.
La nuova legge elettorale cambia le strategie
La Camera ha approvato definitivamente la riforma elettorale l’8 ottobre, con 227 voti favorevoli e 164 contrari.
Il nuovo sistema proporzionale prevede un premio di maggioranza per la coalizione o lista più votata che superi il 42% in entrambe le Camere. Questa soglia rende particolarmente rilevante la capacità dei partiti di ampliare le alleanze e raccogliere consensi anche attraverso formazioni territoriali.
Fratelli d’Italia presenta la riforma come uno strumento per rafforzare la stabilità dei governi. Le opposizioni ne contestano invece l’impianto e gli effetti sulla rappresentanza.
La segretaria del Pd, Elly Schlein, si dice favorevole a un ritorno alle urne il prima possibile: «Le elezioni nel Paese prima ci sono meglio è».
Il confronto con Sud chiama Nord
In questo scenario si inserisce l’intesa elettorale tra Fratelli d’Italia e Sud chiama Nord, il movimento di Cateno De Luca.
Tra i passaggi prospettati figura la costituzione di una componente nel gruppo Misto della Camera, con Francesco Gallo e l’ingresso di altri due deputati. I nomi indicati nelle ricostruzioni sono quelli di Luca Sbardella e Manlio Messina, ma la composizione dovrà essere verificata attraverso gli atti parlamentari.
Il riconoscimento della componente potrebbe consentire al movimento di beneficiare di requisiti ridotti per la raccolta delle firme necessarie alla presentazione delle liste. Un aspetto organizzativo che assume peso nella preparazione delle prossime politiche.
Manovra e autonomia al centro del prossimo vertice
Il confronto tra Meloni, Salvini e Tajani potrebbe proseguire in un vertice all’inizio della prossima settimana. Sul tavolo, oltre all’autonomia, ci saranno il Documento programmatico di bilancio e la preparazione della manovra.
L’agenda economica si intreccia con il confronto europeo sulla flessibilità di bilancio e sulle conseguenze dell’inflazione.
Per i sostenitori del voto in primavera, anticipare le elezioni avrebbe anche il vantaggio di evitare la coincidenza tra la formazione di un nuovo governo e la sessione di bilancio, come avvenne nel 2022. Resta una valutazione politica: la posizione ufficiale degli alleati continua a essere quella di completare la legislatura.