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Scuola, vertice notturno: trovato l’accordo sul concorso per 32 mila insegnanti

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Chiamiamolo lodo Conte. È stato lui a mettere d’ accordo la maggioranza sulla scuola. Il concorso straordinario per assumere 32 mila precari non si farà più in estate, quando è oggettivamente difficile anche organizzare. E non sarà una prova a crocette, ma uno scritto vero e proprio, come nei concorsi ordinari. Con questa mediazione il premier chiude lo scontro, che durava da mesi, e che nelle ultime ore si era trasformato in un muro contro muro tra la ministra dell’ Istruzione Lucia Azzolina e i Cinque Stelle da una parte e Pd con Leu dall’altra. Accordo trovato nel corso di  un vertice convocato in extremis, alle 23 dell’ultimo giorno utile prima di annunciare il voto di fiducia sul provvedimento che contiene anche le regole per la maturità che comincia tra meno di un mese, il 17 giugno.
Alla fine sono soddisfatti tutti: il premier Conte che dichiara che così “combattiamo il precariato senza rinunciare alla meritocrazia”. Pd e Leu che vedono scomparire la prova a crocette durante l’ estate. A settembre, quando i nuovi prof di ruolo non ci saranno, saranno pescati dalle graduatorie dei supplenti, il cui numero aumenterà ancora.

Lucia Azzolina. Ministra dell’Istruzione

Le assunzioni arriveranno dopo la prova scritta che non si sa quando si svolgerà, né come sarà: la potranno comunque fare tutti gli 80 mila insegnanti che hanno i tre anni di anzianità di servizio.
È contenta la ministra Azzolina per l’esito della mediazione. Spiega che le sta a cuore che “la proposta del presidente del consiglio confermi il concorso come percorso per il reclutamento dei docenti”. Il prezzo da pagare per chiudere questa battaglia intestina al governo è un altro rinvio del concorso. Sono due anni che aspettano di svolgerlo. Era stato questo il motivo per cui, dei quattro concorsi banditi lo scorso aprile per l’assunzione di circa 80 mila insegnanti, questo riservato ai precari con almeno tre anni di anzianità, era l’unico che Azzolina voleva far svolgere comunque prima di settembre. Tutti gli altri sono sospesi a causa dell’emergenza. Martedì26 o mercoledì 27 maggio il testo riscritto sarà in aula al Senato, con la fiducia. Poi passerà alla Camera: il testo dovrebbe essere blindato.

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Fi convitato di pietra della maggioranza? Per Berlusconi è una notizia che non esiste

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Forza Italia ‘new entry’ nella maggioranza giallorossa, come elemento di stabilizzazione in una fase di grave difficolta’ politica e sociale del Paese: se ne parla ciclicamente da mesi. Tutto parti’ l’estate scorsa con il dibattito sui cosiddetti “responsabili” al Senato. E man mano che il governo affronta prove sempre piu’ difficili, il convitato di pietra dell’appoggio, esterno o diretto, di Forza Italia al governo torna alla ribalta. Uno scenario che prende ancora piu’ forza dopo la ‘benedizione’ di Romano Prodi, dalla ‘Repubblica delle Idee’ di Bologna. Del resto, in tanti pensano che solo la cosiddetta “maggioranza Ursula”, Ppe-Pse-M5s, quella che voto’ la Presidente della Commissione Ue, possa condurre l’Italia fuori dalla crisi dei mesi prossimi. Lo stesso Cavaliere, dopo averne parlato giorni fa sempre su Repubblica, chiamato di nuovo in causa, in una lettera al “Fatto” chiarisce che Forza Italia non intende “sostenere politicamente” ne’ ora ne’ in futuro l’esecutivo Conte. Diverso, il discorso della “collaborazione istituzionale”, che, ricorda sempre l’ex premier, e’ stata “gia’ espressa nella storia di Forza Italia nei confronti dei governi in carica, qualunque essi siano, nei momenti in cui sono in gioco vitali interessi nazionali”. Detto questo, il fatto che il partito azzurro agisca in modo “responsabile e costruttivo”, conclude Berlusconi, non vuol dire che non sia “in prima linea nell’evidenziare l’inadeguatezza dell’attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani”. La tenuta del centrodestra e’ salva. Detto questo, trapela che il Cavaliere, abbia accolto con qualche favore, quanto meno personale, l’apertura del suo storico strenuo avversario. Da Prodi, avrebbe detto, arriva “un giusto ma tardivo riconoscimento del ruolo storico e politico mio e di Forza Italia dopo piu’ di 25 anni di demonizzazione e di incitamento all’odio. Ferma restando la posizione di Forza Italia a favore del Mes – avrebbe comunque aggiunto il Cavaliere – non esiste alcuna possibilita’ che Fi possa sostenere questo governo “delle 4 sinistre”. Dentro Forza Italia sono tutti d’accordo nell’escludere la prospettiva avanzata dal prof bolognese. Licia Ronzulli parla di ” un’ipotesi del terzo tipo dell’irrealta’”. Maristella Gelmini, attribuisce i rischi di tensioni sociali in autunno, anche alla “lentezza e l’inadeguatezza” del governo, figuriamoci entrare a farne parte. Lo stesso Salvini, prima delle parole del Cavaliere, aveva gia’ archiviato la faccenda: “quella di Prodi “e’ una non notizia, Berlusconi non ha nessuna intenzione di entrare nel governo”. Solo Marcucci, il capogruppo dem al Senato, rilancia la suggestione di Prodi: “Le sue dichiarazioni invitano tutti gli europeisti a stare dalla stessa parte. Nessuno escluso. Nell’interesse dell’Italia.Io sono d’accordo con lui. Le idee di Forza Italia possono essere di grande utilita’”. Di parere opposto, invece, il Movimento Cinque Stelle: “Con FI abbiamo visioni completamente diverse. Noi – spiega Francesco D’Uva – dobbiamo fare la legge sul conflitto d’interessi, implementare misure come il Reddito di Cittadinanza. L’idea di fare queste cose con forze politiche che non sono d’accordo e’ molto complicata da realizzare. Basta – conclude – con questa fregola sull’ingresso di FI nel governo”. Infine, il capiogruppo di Italia Viva al Senato, Davide Faraone, riferisce in Aula che il suo gruppo valutera’ la strada di una commissione parlamentare d’inchiesta sulla condanna di Silvio Berlusconi, proposta gia’ depositata dal partito azzurro.

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Consulta boccia Dl Salvini, sì ad anagrafe per migranti

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 E’ “irragionevole” precludere al richiedente asilo la possibilita’ di iscriversi all’anagrafe comunale. Mentre la maggioranza tentenna sul superamento dei decreti sicurezza firmati da Matteo Salvini, dalla Corte Costituzionale arriva oggi un siluro al primo dei provvedimenti siglati dall’ex ministro dell’Interno. L’attuale titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, lancia intanto l’allarme su un possibile autunno caldo, nel segno della rabbia e della tensione sociale: e’ un “rischio concreto”. La Consulta oggi ha esaminato le questioni di legittimita’ costituzionale sollevate da alcuni tribunali sulla disposizione che preclude l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo. Questa e’ incostituzionale per “violazione dell’articolo 3 della Costituzione sotto un duplice profilo: per irrazionalita’ intrinseca, poiche’ la norma censurata non agevola il perseguimento delle finalita’ di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza; per irragionevole disparita’ di trattamento, perche’ rende ingiustificatamente piu’ difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti”. Pd, Leu e Italia Viva esultano e chiedono di accelerare sull’abolizione dei dl Salvini. La riunione che avrebbe dovuto svolgersi oggi al Viminale tra Lamorgese e gli esponenti della maggioranza per riscrivere proprio i provvedimenti dell’ex ministro dell’Interno e’ stata rimandata a martedi’ prossimo, a causa di lavori parlamentari. Nella bozza messa a punto dalla ministra c’e’ anche il ripristino della possibilita’ per i richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe comunale, insieme all’abolizione delle megamulte fino ad un milione di euro per le navi ong, con l’illecito che non sara’ piu’ amministrativo ma penale (sara’ quindi il magistrato a decidere non il prefetto come avviene ora), l’ampliamento dei permessi speciali a chi rischia di subire “trattamenti inumani e degradanti” nel proprio Paese, il dimezzamento dei tempi di trattenimento nei Cpr (da 180 a 90 giorni), l’allargamento dell’accoglienza nel Siproimi. Le modifiche, conferma Lamorgese, “arriveranno in tempi brevi e potrebbero anche andare oltre i rilievi del presidente Mattarella”. L’obiettivo e’ arrivare nella riunione di martedi’ all’intesa sul testo messo a punto dal ministro. Ma, per evitare il rischio che il decreto non venga poi convertito dal Parlamento, alle prese gia’ con una serie di articolati e con la pausa estiva alle porte, la norma dovrebbe slittare a settembre. Quanto all’autunno caldo, intelligence e forze di polizia guardano con preoccupazione ad una serie di scadenze – ammortizzatori, sussidi, contratti – che dopo l’estate potrebbero ulteriormente aggravare la situazione di famiglie ed imprese. Di qui l’allarme di Lamorgese. “A settembre-ottobre – spiega – vedremo gli esiti di questo periodo di grave crisi economica. Vediamo negozi chiusi, cittadini che tante volte non hanno nemmeno la possibilita’ di provvedere ai propri bisogni quotidiani. Il Governo ha posto in essere tutte le iniziative necessarie per andare incontro a queste esigenze, ma il rischio e’ concreto”. La titolare del Viminale sottolinea poi un fenomeno che i vertici della sicurezza stanno seguendo con grande attenzione. “Vedo – rileva – un atteggiamento di violenza contro le forze di polizia assolutamente da condannare”. Gli ultimi casi si sono registrati nell’ambito della protesta No Tav. Nella notte del 5 luglio chiodi a tre punte sono stati lasciati in una galleria sull’autostrada A32. A farne le spese una colonna di mezzi del Reparto Mobile della polizia diretta al cantiere della Tav di Chiomonte, in Valle di Susa. Altro episodio che ha fatto salire la preoccupazione e’ quello dei disordini di Mondragone (Caserta). Ma possibili focolai di tensione sono sparsi in tutto il Paese. E c’e’ chi ha interesse a strumentalizzare a fini eversivi la difficile situazione che vivono molti italiani, alimentando i sentimenti di insofferenza acuiti dalla crisi.

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Elezioni Regionali in Campania, Costa testimonial della Ciarambino: intesa con Pd? M5s ha avuto coraggio…

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In Campania, il Movimento 5 Stelle “ha dimostrato di avere coraggio facendo un passo avanti” mentre gli altri “stanno ancora cercando il coraggio come Diogene cerca l’uomo”. Questa la riflessione del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, a Napoli per la presentazione dei candidati pentestellati alle elezioni regionali di settembre. L’esponente del governo Conte ha ragionato sull’ipotesi di accordo Pd-Cinque Stelle, saltata anche in Campania, e ha ricordato di essere stato lui stesso un possibile candidato che avrebbe potuto unire democratici e Movimento 5 stelle. “In questa regione, attraverso Ciarambino, il M5S ha dimostrato a suo tempo di avere coraggio, dicendo: ‘Vogliamo fare un percorso? Sediamoci, presentiamo un nostro punto di vista’. Ma se tu – ha aggiunto – a quel tavolo non ti siedi, è una questione di mancanza di coraggio, il coraggio delle scelte”. Costa ha poi proseguito: “In Campania mi sembra che quella del Pd sia stata più una scelta piovuta addosso, piuttosto che fatta con coraggio. In tempi non sospetti il Movimento 5 Stelle fece un passo avanti e non è poco, perché la politica è fatta anche di tempi, ed ebbe coraggio. Gi altri stanno ancora cercando il coraggio”, ha spiegato. “In Campania occorre una rivoluzione ambientale. Le competenze ambientali, per legge costituzionale, sono per la stragrande maggioranza della Regione. Cio’ che non si fa per la bonifica di Pianura, per la Resit, per le ecoballe, il Sarno, i Regi Lagni, non e’ responsabilita’ del Ministero dell’Ambiente ma della Regione”. Cosi’ il ministro per l’Ambiente Sergio Costa, a Napoli per dare sostegno al candidato grillino alla Presidenza Valeria Ciarambino. “Siamo qui -ha aggiunto il ministro – a sostenere Valeria Ciarambino perche’ oltre la qualita’ della persona c’e’ la qualita’ del pensiero. E’ il momento che la Regione su questo svolti, cambi il paradigma operativo. Vi faccio un esempio: ho chiesto in Europa i fondi di Sviluppo e Coesione, ho chiesto un miliardo di cui 500 milioni per i Regi Lagni e 500 per il Sarno su questioni che sono prettamente della Regione, li ho chiesti io per poterli poi, coordinati con il ministero dell’Ambiente, sviluppare per sanificare l’uno e l’altro. Li abbiamo ottenuti e non e’ poco, dobbiamo servire il cittadino ma ognuno faccia il suo”.

 

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