Cronache
Scontri e violenze, Meloni: “Non manifestanti ma criminali organizzati, è tentato omicidio”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene sugli episodi di violenza contro le forze dell’ordine: “Non è protesta, è tentato omicidio”.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sui social commentando i recenti episodi di violenza avvenuti durante le manifestazioni, affermando che non si tratta di proteste ma di azioni criminali organizzate.
“Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati”, scrive Meloni, sottolineando che colpire qualcuno con martelli significa agire consapevolmente delle conseguenze potenzialmente letali. “Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio”, aggiunge.
Il riferimento alla magistratura
Nel suo intervento, la premier richiama il ruolo della magistratura, auspicando una valutazione degli episodi “per quello che sono”, senza esitazioni e con l’applicazione delle norme già esistenti. Secondo Meloni, è necessario evitare che alle denunce dei responsabili non seguano conseguenze concrete, come avvenuto in passato.
Il tema della tutela delle forze dell’ordine
Meloni evidenzia anche un presunto squilibrio nel trattamento giudiziario, sostenendo che, in caso di reazione da parte delle forze dell’ordine, gli agenti sarebbero immediatamente indagati e sottoposti a misure cautelari. Una situazione che, secondo la presidente del Consiglio, rischia di indebolire la tutela di chi è chiamato a garantire la sicurezza pubblica.
Il richiamo allo Stato di diritto
Il messaggio si chiude con un richiamo diretto allo Stato di diritto. “Se non riusciamo a difendere chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto”, afferma la premier, collegando il tema dell’ordine pubblico alla credibilità delle istituzioni e alla fiducia dei cittadini.
Cronache
Blitz dei carabinieri a Roseto: smantellata cellula neofascista legata agli ultras del basket
Operazione dei carabinieri a Roseto degli Abruzzi contro una presunta cellula neofascista legata agli ultras del basket. Otto misure cautelari e perquisizioni per aggressioni e propaganda razzista.
Un’operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Teramo ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari nei confronti di persone ritenute coinvolte in un gruppo di estrema destra attivo tra Roseto degli Abruzzi e Pesaro.
L’intervento è scattato all’alba con il supporto dei Nuclei cinofili di Chieti, Roma e Sarno, della Guardia di Finanza di Giulianova e di un elicottero del Nucleo elicotteri carabinieri di Pescara.
Le misure cautelari, disposte dal giudice per le indagini preliminari, comprendono un arresto in carcere, tre ai domiciliari e quattro obblighi di firma e dimora. Contestualmente sono state eseguite diciassette perquisizioni.
Le accuse e l’inchiesta della procura
Le persone coinvolte nell’indagine sono accusate, a vario titolo, di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di armi e violazione del Daspo.
L’indagine, coordinata dalla procura di Teramo con il pubblico ministero Enrica Medori, ha preso avvio dai disordini verificatisi l’8 ottobre 2025 al termine della partita di basket Roseto-Pesaro del campionato di Serie A2.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, al termine dell’incontro alcuni ultras travisati avrebbero assaltato le pattuglie dei carabinieri presenti all’esterno del palasport, danneggiando con una mazza il lunotto di una gazzella mentre i militari si trovavano all’interno del mezzo.
Dalla violenza sportiva alle spedizioni punitive
L’attività investigativa ha portato gli inquirenti a ipotizzare l’esistenza di un gruppo organizzato che, secondo l’accusa, si riconosceva nella sigla “Gioventù fascista rosetana”.
Gli indagati sarebbero stati collegati tramite una chat denominata “Roseto Youth” e, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero avuto rapporti con un movimento neofascista denominato “Il Duce”.
Tra gli episodi contestati vi sarebbero almeno cinque raid contro il centro di accoglienza per stranieri “Felicioni” di Roseto degli Abruzzi e alcune aggressioni a sfondo razziale, tra cui il pestaggio di cittadini bengalesi avvenuto in città il 24 gennaio scorso.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati dispositivi elettronici e materiale di propaganda di matrice fascista.
Le reazioni delle istituzioni locali
Il sindaco di Roseto degli Abruzzi, Mario Nugnes, ha espresso apprezzamento per l’operazione delle forze dell’ordine, sottolineando l’impegno della città nel promuovere valori di inclusione e convivenza civile.
Il primo cittadino ha ricordato come la tradizione sportiva della città, in particolare quella legata alla pallacanestro, sia storicamente associata a principi di confronto leale e integrazione.
L’intervento della politica
Sull’operazione è intervenuto anche il deputato abruzzese di Azione Giulio Sottanelli, che ha ringraziato carabinieri e magistratura per l’attività investigativa.
Secondo il parlamentare, la risposta delle istituzioni deve essere ferma di fronte a fenomeni che possono mettere a rischio la convivenza civile e i valori democratici. Roseto, ha aggiunto, è una città caratterizzata da un forte tessuto sociale fondato sul rispetto e sulla partecipazione civica.
Cronache
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