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Cronache

Scommesse clandestine e racket sulla festa della Juve Stabia, cinque arresti nell’inchiesta sul clan D’Alessandro

Cinque persone sono state arrestate nell’inchiesta della Guardia di finanza su un presunto sistema di scommesse clandestine, intestazioni fittizie ed estorsioni riconducibile al clan D’Alessandro. Tra gli episodi contestati anche l’imposizione di gadget per i festeggiamenti della Juve Stabia.

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La città si preparava a celebrare la promozione della Juve Stabia in Serie B. Secondo l’accusa, il clan D’Alessandro avrebbe invece considerato quei festeggiamenti un’occasione per imporre forniture e incassare denaro, sfruttando la passione sportiva come copertura per nuovi affari.

Al centro dell’indagine figurano la vendita delle strisce gialloblù da installare lungo le strade di Castellammare e una presunta struttura dedicata alla raccolta illegale delle scommesse.

L’inchiesta della Guardia di finanza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari e al sequestro di società, aziende ed esercizi commerciali tra Castellammare di Stabia, Gragnano e Sorrento.

Le accuse dovranno essere verificate nel corso del procedimento e gli indagati devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Carolei e Avallone in carcere

L’ordinanza, composta da quasi trecento pagine, è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari Giovanni De Angelis sulla base degli accertamenti condotti dalla Guardia di finanza di Castellammare, sotto la direzione del Gruppo di Torre Annunziata e il coordinamento del procuratore aggiunto della Dda Sergio Ferrigno.

In carcere sono finiti Paolo Carolei, indicato dagli investigatori come reggente del gruppo criminale, e Francesco di Paola Avallone, ritenuto uno dei suoi principali collaboratori.

Gli arresti domiciliari sono stati disposti per Simona Coppola, Antonio De Simone e Maurizio Lopez.

Risultano inoltre indagati in stato di libertà Albino Amato, Alfonso De Simone, Alberto Flanulli, Giulio Lopez, Raffaella Russo e il commercialista Giovanni Cascone.

Le accuse contestate

Le ipotesi di reato comprendono, a vario titolo, associazione per delinquere, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, autoriciclaggio, violazione degli obblighi della sorveglianza speciale ed estorsione aggravata dal metodo e dalla finalità mafiosi.

Gli investigatori descrivono un sistema capace di muoversi tra attività economiche apparentemente regolari, prestanome, piattaforme telematiche e pressioni esercitate sugli operatori commerciali.

Le strisce gialloblù per la festa

Uno degli episodi ricostruiti risale all’aprile del 2024, nei giorni in cui la Juve Stabia era vicina alla promozione in Serie B.

Secondo l’informativa della Guardia di finanza, Avallone avrebbe inviato un messaggio al gestore del ristorante “Mamma mia” di corso Garibaldi: «A questo Salvatore lo dobbiamo fare campare un poco con le strisce o no?».

Il riferimento, secondo gli inquirenti, sarebbe stato al titolare della società Allestilux, indicata come fornitrice delle decorazioni gialloblù per la festa.

La stessa azienda era stata citata nella relazione relativa a un precedente scioglimento del Consiglio comunale, nella quale si evidenziava l’aggiudicazione di dieci gare d’appalto tra il 2018 e il 2020. Questo richiamo non implica responsabilità penali automatiche per la società o per i suoi rappresentanti.

Le presunte pressioni sulle luminarie

Nel materiale investigativo compare anche un’altra conversazione relativa alla scelta dell’impresa incaricata delle luminarie: «Pinù, ma dimmi una cosa, per la lummata hai chiamato quelli di Pimonte?».

Secondo l’interpretazione degli investigatori, il messaggio avrebbe avuto la funzione di impedire che gli operatori commerciali si rivolgessero ad aziende concorrenti, imponendo quindi una determinata fornitura.

La rete delle scommesse illegali

Una parte rilevante dell’indagine riguarda la società Lode Bet Srls, considerata dagli inquirenti il centro di una rete di raccolta clandestina delle scommesse.

Secondo l’accusa, Antonio De Simone e Maurizio Lopez avrebbero costituito la società e l’avrebbero intestata ai propri figli, creando successivamente una serie di centri collegati formalmente riconducibili a prestanome.

Le attività sarebbero state distribuite tra Castellammare, Gragnano e Sorrento. Nei diversi punti di raccolta sarebbero state effettuate giocate di importo elevato, successivamente frazionate per eludere i controlli fiscali e le disposizioni antiriciclaggio.

Gli incontri durante la sorveglianza speciale

Carolei, sottoposto alla sorveglianza speciale, sarebbe stato ripreso tra il 2023 e il 2024 mentre si spostava in motocicletta e incontrava persone con precedenti penali, tra le quali lo stesso Avallone.

Questi episodi sono stati utilizzati dagli investigatori per ricostruire il ruolo che l’uomo avrebbe continuato a esercitare sul territorio nonostante i vincoli imposti dalla misura di prevenzione.

I box di San Valentino imposti ai commercianti

L’indagine ricostruisce infine la presunta imposizione a bar e ristoranti di Castellammare di Stabia e Sant’Antonio Abate dell’acquisto di confezioni regalo per la festa di San Valentino.

I box sarebbero stati prodotti da Simona Coppola e, secondo l’accusa, distribuiti attraverso pressioni esercitate nei confronti degli esercenti.

Un sistema diversificato, dunque, che avrebbe trasformato ogni occasione — dalle scommesse allo sport, dalle luminarie alle ricorrenze — in un’opportunità economica controllata dal gruppo criminale. Saranno ora gli sviluppi dell’inchiesta e il confronto processuale a stabilire la fondatezza delle accuse.

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Cronache

Poggiomarino, cade dalla scala al cimitero: operaio in coma

Un dipendente di una ditta di onoranze funebri, 58enne di Scafati, è rimasto gravemente ferito nel cimitero comunale di Poggiomarino. Sarebbe caduto da una scala, da circa tre metri, durante una tumulazione in una cappella privata. Ricoverato all’ospedale del Mare, è in coma e in pericolo di vita. Indagini dei carabinieri in corso.

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Un lavoratore di 58 anni, residente a Scafati, è ricoverato in coma e in pericolo di vita dopo un incidente sul lavoro nel cimitero comunale di Poggiomarino. Il dipendente di una ditta di onoranze funebri sarebbe caduto da una scala durante una tumulazione in una cappella privata.

La caduta durante la tumulazione

L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica 11 ottobre. Secondo una prima ricostruzione, ancora da verificare, l’uomo sarebbe precipitato da un’altezza di circa tre metri, battendo la testa e riportando diverse fratture.

Nel cimitero di Poggiomarino sono intervenuti i carabinieri della stazione locale e della sezione radiomobile di Torre Annunziata.

Il ricovero all’ospedale del Mare

Il cinquantottenne è stato trasportato in ambulanza all’ospedale del Mare, a Napoli, dove si trova in rianimazione. È in coma e le sue condizioni sono gravissime.

Le indagini sulla dinamica

Sono in corso le indagini dei carabinieri per ricostruire la dinamica dell’incidente e accertare le cause della caduta. Al momento non sono indicate eventuali responsabilità.

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Cronache

Fabrizio Corona rapinato a Milano: minacciato con un cacciavite

Fabrizio Corona ha denunciato un’aggressione e una rapina sotto casa, in via Gozzi a Milano. Sei uomini lo avrebbero minacciato con un cacciavite, sottraendogli collane e orecchini. Ha riportato lievi escoriazioni. I carabinieri verificano il suo racconto e analizzano le immagini delle telecamere.

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Accerchiato da sei uomini sotto casa, minacciato con un cacciavite e derubato di collane e orecchini. È quanto Fabrizio Corona ha riferito ai carabinieri dopo l’aggressione avvenuta nel pomeriggio di sabato 10 ottobre in via Gozzi, a Milano, nella zona di Città Studi. L’ex fotografo ha riportato alcune escoriazioni e ha rifiutato il trasporto in ospedale.

L’aggressione sotto casa

Secondo la prima ricostruzione, il gruppo avrebbe circondato Corona, aggredendolo e minacciandolo con un cacciavite, prima di sottrargli due collane e un paio di orecchini.

Dopo l’episodio, Corona ha chiamato il 112. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia Monforte, che hanno raccolto il suo racconto e avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica.

Il presunto riconoscimento di un aggressore

Ai militari, Corona avrebbe riferito di aver riconosciuto tra gli aggressori un imprenditore nei cui confronti sostiene di vantare un credito.

Si tratta di un’indicazione da verificare: il presunto riconoscimento e l’esistenza del rapporto economico non costituiscono, da soli, un accertamento di responsabilità né chiariscono il movente dell’aggressione.

Gli investigatori hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per cercare riscontri e identificare le persone coinvolte.

Il legale: «Qualche escoriazione, niente di grave»

Il suo avvocato, Ivano Chiesa, ha riferito di aver parlato con Corona dopo l’accaduto: «Lui ha qualche escoriazione, ma niente di grave».

Il legale ha inoltre riportato l’impressione del suo assistito secondo cui gli uomini avrebbero avuto un accento calabrese. È una percezione personale, che non consente di stabilire l’origine o l’identità degli aggressori.

Le indagini proseguono per chiarire circostanze, movente e responsabilità della rapina a Milano.

 

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Cronache

Termini Imerese, stop alla festa con Mauro Nardi: la scelta della sindaca

Maria Terranova non autorizza il programma della festa di San Daniele che prevede Mauro Nardi, richiamando le dichiarazioni televisive del cantante sulle esibizioni davanti a esponenti mafiosi e sui Casamonica. La sindaca precisa che la ricorrenza potrà essere riproposta con altri artisti. Il presidente dell’Antimafia regionale Cracolici esprime sostegno.

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Niente autorizzazione né patrocinio comunale alla festa di San Daniele con il programma che prevede Mauro Nardi. La sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova, ha annunciato la decisione per i festeggiamenti del 17 ottobre, richiamando dichiarazioni televisive nelle quali il cantante avrebbe raccontato esibizioni davanti a esponenti mafiosi e rapporti di vicinanza con i Casamonica.

La prima cittadina precisa che la scelta non è contro la ricorrenza religiosa: la festa potrà essere riproposta con un programma diverso.

Le dichiarazioni richiamate da Terranova

Nel post pubblicato su Facebook, Terranova non nomina direttamente l’artista, identificato nel programma come Mauro Nardi, nome d’arte di Antonio Borrelli.

La sindaca riporta passaggi di interviste nei quali il cantante racconta di essersi esibito a feste private a Palermo, citando la presenza di figure note della storia mafiosa. Richiama inoltre le sue parole sui rapporti con i Casamonica, descritti in termini di affetto, compensi e regali ricevuti.

Sono queste dichiarazioni, secondo Terranova, a motivare il rifiuto dell’amministrazione di sostenere il programma proposto. La decisione riguarda l’evento e il patrocinio della città; non costituisce un accertamento giudiziario sulla persona del cantante.

«Non esprimo giudizi sulla persona»

Terranova distingue esplicitamente la propria valutazione amministrativa da un giudizio personale sull’artista.

«Non esprimo giudizi sulla persona», scrive, rivendicando la libertà di non concedere il patrocinio della città a uno spettacolo che ritiene incompatibile con i valori che intende rappresentare.

Il punto, nella posizione della sindaca, è la responsabilità dell’amministrazione nella scelta delle iniziative alle quali associare il nome del Comune.

Il richiamo a Falcone, Borsellino e alle vittime di mafia

Per spiegare la decisione, Terranova richiama la Sicilia di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Rosario Livatino e don Pino Puglisi, insieme alle altre persone che hanno sacrificato la vita nel contrasto alla mafia.

La sindaca lega così il diniego alla necessità di rendere coerenti le commemorazioni e le scelte quotidiane dell’amministrazione.

Resta aperta la possibilità di organizzare i festeggiamenti di San Daniele, purché venga presentato un programma differente.

Il sostegno di Antonello Cracolici

Alla sindaca è arrivato l’appoggio di Antonello Cracolici, presidente della Commissione regionale Antimafia.

Cracolici ha condiviso la decisione e annunciato che sabato mattina sarà a Termini Imerese per manifestare personalmente il proprio sostegno a Terranova.

Il precedente della festa del 2025

Già nell’edizione dell’anno scorso la festa di San Daniele era stata interessata da un intervento delle autorità: la Questuraaveva vietato l’esibizione di due artisti neomelodici e tiktoker napoletani.

Il precedente è distinto dalla scelta annunciata ora dalla sindaca, che riguarda il programma proposto per il 17 ottobre e l’associazione dell’amministrazione comunale all’iniziativa.

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