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Sci, Sofia Goggia regina della discesa: domina a Crans Montana

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Terza vittoria stagionale in discesa e dominio assoluto nella classifica di specialita’: Sofia Goggia a Crans Montana e’ stata piu’ forte del meteo, dei ritardi, e ovviamente di tutte le avversarie, regalando all’Italia dello sci un altro momento indimenticabile. Nonostante questo, l’olimpionica azzurra trova quasi qualcosa da ridire sul suo trionfo, sentendo di poter fare ancora di piu’: “Non mi aspettavo di vincere – ha dichiarato a caldo la campionessa bergamasca -. Ero contenta di essere arrivata in fondo col miglior tempo ma credevo non sarebbe bastato. Riesco a esprimermi bene in discesa anche se non scio in maniera perfetta”. Gia’ domani ha l’occasione di migliorarsi, anche se potra’ farlo solo nello stile, e infatti nel mirino c’e’ un nuovo successo, che sarebbe il centesimo assoluto per l’Italia nella coppa del mondo femminile: “Nonostante la vittoria prendo la discesa di oggi come una terza prova di quella di domani”, ha affermato. Spera di trovare meno vento, quel vento che ha costretto gli organizzatori a rinviare piu’ volte la partenza, oltre che ad abbassarla di quota, e che in gara l’ha molto infastidita. “Io non patisco lunghe attese, cerco di riempire quegli spazi per avere piu’ concentrazione per la gara – ha spiegato -, ma il vento e’ stato davvero fastidioso, con tanta neve che si alzava e condizioni molto variabili da un punto all’altro della pista. La giornata e’ stata lunga e faticosa, ma ho mantenuto il controllo”. Con il tempo di 1’10″10, Goggia ha conquistato il decimo successo in coppa e il terzo stagionale dopo le discese di Val d’Isere e St. Anton. Nella classifica di specialita’ e’ prima con 380 punti, con un vantaggio di 140 sulla statunitense Johnson, oggi terza, e di 142 sulla svizzera Corinne Suter. Nella classifica generale, Goggia e’ quinta con 545 punti, mentre in testa ha allungato su tutte la slovacca Petra Vhlova (775) grazie all’eccellente e inatteso quarto posto odierno. L’unica atleta in grado di avvicinarsi all’olimpionica e’ stata la ceca Ester Ledecka, rimasta alle spalle dell’azzurra per 20 centesimi, con la Johnson staccata di 57. Bene anche Federica Brignone, nona, subito davanti a Nadia Delago. Al 12/o posto si e’ piazzata Elena Curtoni e al 15/a Laura Pirovano. Piu’ staccate Marta Bassino – la piemontese resta terza nella generale con circa 150 punti di distacco da Vlhova – e Roberta Melesi che non hanno centrato la zona punti, mentre Francesca Marsaglia e’ uscita. Una gran prova di squadra in vista anche dei Mondiali di Cortina d’Ampezzo.

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Ghoulam, rottura del crociato: non c’è pace per il terzino del Napoli

Valeria Grasso

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Rottura del legamento crociato anteriore del menisco mediale del ginocchio sinistro per Faouzi Ghoulam. Operazione immediata per l’algerino a Villa Stuart a Roma ad opera del professor Pier Paolo Mariani assistito dal responsabile dello staff medico azzurro, dottor Raffaele Canonico. Ieri al 22’ Faouzi aveva lasciato il campo nel corso di Napoli – Bologna allo stadio Maradona, a seguito di una corsa sulla fascia, nell’intento di recuperare su un avversario rossoblù. Apparentemente un’azione normale per un atleta del suo calibro: il giocatore visibilmente provato si lasciava cadere facendo temere il peggio. Trauma distorsivo il primo responso, poi stamane la diagnosi dopo la risonanza magnetica. Non c’è pace per il terzino sinistro, 30 anni, a Napoli da gennaio 2014, giocatore dalle potenzialità enormi, sia fisiche che tecniche, con una carriera purtroppo funestata da stop per infortunio dal 2017 ad oggi.

Un vero peccato per il ragazzo che sembrava finalmente aver ritrovato se stesso – dopo tanto patire – e anche meritatamente un posto da titolare nella squadra diretta da Rino Gattuso. Nulla da fare, campionato chiuso ieri per lo sfortunato terzino.
Il 1º novembre all’apice della sua condizione, durante l’incontro di Champions League tra Napoli e Manchester City riportò la rottura del legamento crociato del ginocchio destro, e si fermò per 4 mesi. Ma il calciatore non vedeva l’ora di tornare in campo. A febbraio 2018 nel corso di un allenamento, si infortunava di nuovo allo stesso ginocchio già operato subendo stavolta una frattura trasversale della rotula.


Il 2 novembre dello stesso anno, dopo un anno di stop per infortunio, venne convocato per la partita con l’Empoli ma rimase in panchina. Scese poi in campo dopo 400 giorni dall’ultima presenza in azzurro contro il Frosinone vestendo per la prima volta – dopo l’uscita dal campo di Marek Hamsik – la fascia di capitano della squadra azzurra. E ancora: pure la stagione 2019-2020 è stata compromessa da problemi muscolari che l’hanno tenuto lontano dal campo per molti mesi, alla ricerca della migliore condizione. A febbraio scorso a peggiorare la salute del terzino oltre al suo morale è subentrato il contagio da covid-19 da cui è uscito soltanto da qualche settimana fa. Infine con il Bologna la nuova tegola.

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Barcellona, Joao Laporta incontra le squadre e i tecnici

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Poche ore dopo la sua elezione a presidente del Barcellona con il 54% dei voti dei soci, Joan Laporta e’ andato alla Ciutat Deportiva per incontrare la squadra maschile, femminile e la maschile B, e i loro tecnici. La formazione guidata da Ronald Koeman e’ attesa mercoledi’ prossimo ad un difficile impegno, il ritorno degli ottavi di Champions a Parigi dopo la sconfitta per 4-1 subita in casa. In una intervista concessa in mattinata a RAC1, Laporta ha affermato che diversi giocatori della squadra, tra i quali Leo Messi, si sono congratulati con lui. E proprio sul futuro dell’argentino, Laporta ha voluto rassicurare i tifosi, spiegando che la questione del suo rinnovo e’ in cima alla lista degli impegni piu’ importanti e urgenti. “Sono convinto che Messi voglia restare”, ha ribadito Laporta, sottolineando come il fuoriclasse sia andato ieri personalmente a votare insieme con uno dei figli. “Dimostra che siamo piu’ di un club, e’ stata una delle migliori cose della giornata. Messi ama il Barca e quel che ha fatto ieri e’ stata una prova in piu'”.

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Calcio, Gravina: i campionati devono essere portati a termine

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“I campionati di A, B e C? Il protocollo funziona perfettamente: consente di giocare. Ogni tanto qualche partita puo’ saltare su intervento della Asl. Ma il campionato deve essere portato a termine”. Lo ha detto il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, a Cagliari nella prima tappa di un tour nazionale dopo il rinnovo della carica che tocchera’ tutte le realta’ calcistiche del Paese.

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