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Sci, la festa della valanga rosa: che emozioni su podio

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Solo tricolori per la valanga rosa che a Bansko ha fatto grande l’Italia dello Sci. E tante emozioni per le azzurre che hanno dominato la discesa sulle montagne della Bulgaria: non le nasconde Elena Curtoni, questa sua prima vittoria e’ una sorta di rivincita dopo una serie di infortuni che le avevano complicato la vita agonistica. “Mi sento in forma e sto bene sugli Sci. Si trattava cosi’ solo di liberare la testa e scaricare i cavalli per spingere in tutte le curve. Anche se devo dire la verita’, mi sentivo lunghissima in tutte le parti e credevo di perdere tanta velocità. Questa vittoria – ha detto la valtellinese -, questa giornata, rappresentano una svolta nella mia carriera. Nel 2017 stavo bene ed arrivai quarta nella classifica finale di supergigante, poi pero’ sono arrivati due infortuni importanti che mi hanno bloccato. Prima, in primavera, mi sono rotta l’astragalo e il malleolo della gamba sinistra. Poi in autunno il legamento crociato e il menisco del ginocchio destro. E’ stata dura riprendermi ma ce l’ho fatta. Dedico questa storica vittoria a tutti coloro che mi sono stati vicini” Probabilmente oggi era destino che finisse cosi’ – ha detto ancora felice Elena – visto che persino i miei genitori hanno deciso di venire fin qui a Bansko” . Marta Bassino, eccellente seconda, aveva invece sognato la sua prima vittoria addirittura in Oscar. “Ho sperato fino all’ultimo di vincere questa gara. Pero’ sapevo che le condizioni di visibilita’ sarebbe migliorate discesa dopo discesa, con l’arrivo del sole.

Quando ho visto Shiffrin arrivarmi dietro, ho fatto un pensierino alla vittoria , sicura di avere disputato una gara ottima. Se devo essere battuta, preferisco esserlo da una mia compagna di squadra e sono felice che sia stata ELena. Siamo entrate nella storia. Mi diverto sempre piu’ ed e’ bello essere nelle posizioni di vertice con tanta Italia . E domani in supergigante puo’ arrivare un’altra gara piena di soddisfazioni”. Questa nuova tripletta per Federica Brignone e’ stata un’altra “emozione forte condivisa con le mie compagne. Mi era gia’ capitato altre due volte a Bad Kleinkirchheim e Aspen, per cui sono fiera di farne parte”. “Tuttavia – ha aggiunto l’azzurra – il mio sentimento e’ di un pizzico di delusione. Ho buttato via la vittoria in almeno due occasioni, con due errori che mi hanno limitato fortemente. Francamente non so come ho fatto a rimanere in piedi, pure nella zona dove e’ caduta Sofia ieri ho rischiato tantissimo. Queste curve si addicono tantissimo alle mie qualita’, ho sfruttato quasi appieno le occasioni che mi si sono presentate, su altre piste di velocita’ non sarebbe successo, pero’ dove c’e’ da fare valere la tecnica riesco sempre a difendermi bene”. Cosi l’appuntamento e’ gia’ per “il supergigante di domani che sara’ un’altra bella occasione per ripetermi: mi aspetto una bella sciata”.

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Ucciso a Tolosa il fratello del campione del Tottenham Serge Aurier

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Christopher Aurier, fratello del calciatore ivoriano Serge Aurier, del Tottenham, e’ stato ucciso a colpi di arma da fuoco questa mattina all’alba a Tolosa, nel sud-ovest della Francia. Lo si e’ appreso da fonti della polizia. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto dell’omicidio, poco dopo le 5 in una zona industriale in periferia, Christopher Aurier, 26 anni, era gravemente ferito all’addome. E’ morto subito dopo il trasporto in ospedale. La persona che gli ha sparato e’ tuttora in fuga, secondo la polizia, che ha aperto un’inchiesta. Fratello minore del noto calciatore, che ha giocato anche nel PSG, Christopher Aurier giocava anche lui ma nei campionati dilettanti, attualmente con il Tolosa Rode’o, in 5/a divisione. Aveva cominciato la carriera con una formazione al Lens, come il fratello Serge, senza riuscire a passare al professionismo. Era noto alla polizia per piccoli reati.

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“É stata la Mano di Dio”, Maradona minaccia di causa Sorrentino e Netflix

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Diego Armando Maradona sta esplorando un’azione legale contro il regista Paolo Sorrentino e Netflix per il prossimo film del regista per il canale in streaming “E’ stata la Mano di Dio”. Secondo l’avvocato del calciatore, Matias Morla, Sorrentino e Netflix avrebbero usato l’immagine del calciatore senza che l’interessato avesse mai dato il permesso di farlo. Morla si e’ rivolto a Twitter per minacciare una causa per uso senza permesso di un marchio registrato. Il titolo del film e’ un riferimento alla frase che l’ex campione argentino uso’ per descrivere il suo goal contro l’Inghilterra nella Coppa del Mondo del 1986. Annunciando il film la scorsa settimana Netflix aveva categoricamente negato che sara’ un film di sport e men che meno un film su Maradona. Prodotto da The Apartment e distribuito da Netflix, l’ultima fatica del regista di “La Grande Bellezza” e’ un ritorno alla Napoli della sua giovinezza negli anni Ottanta. Il problema, secondo il sito Deadline che da’ notizia della possibile causa, e’ che Napoli, calcio e Maradona sono intrinsecamente legati. Il calciatore era la star della squadra partenopea negli anni Ottanta e resta tuttora una icona per la citta’. Lo stesso Sorrentino e’ un accanito tifoso del Napoli e Maradona compare, anche se solo per un attimo, nel suo “La giovinezza”. L’entourage di Maradona e’ d’altra parte, particolarmente litigioso: in passato ha fatto causa a Dolce e Gabbana, il video-game Pro Evolution Soccer e a un certo punto minacciato di azione legale le stesse figlie del campione.

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Il Tas annulla la squalifica, il Manchester City sorride: Champions salva

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Da anni ormai si e’ consolidato tra i club piu’ forti d’Europa, ma difficilmente un risultato e’ stato mai piu’ dolce per il Manchester City della revoca della squalifica di due anni dalle competizioni europee, originariamente sancita dalla Uefa. Ci ha pensato il TAS, il Tribunale Arbitrale per lo Sport di Losanna, a ribaltare la sentenza di febbraio, regalando ai Citizens il via libera alla Champions per la prossima stagione, la vittoria piu’ attesa e sospirata. Che scongiura una pericolosa reazione a catena dalle conseguenze destabilizzante per il club degli Emiri. A cominciare dal futuro di Pep Guardiola e delle molte stelle dei Citizens, come Kevin De Bruyne e Raheem Sterling. Nel caso in cui il verdetto fosse stato confermato, ovvero l’esclusione dall’Europa fino al 2022, il City rischiava non solo un drastico contraccolpo economico, ma soprattutto un’inarrestabile esodo dei suoi talenti piu’ ambiti. Non e’ un caso che negli ultimi mesi proprio la permanenza di Guardiola in Inghilterra, nonostante le ripetute rassicurazioni dell’interessato, era stata al centro di intense speculazioni. Alimentate dalle indiscrezioni provenienti anche dall’Italia, con la Juventus che – secondo radio-mercato – aveva voluto conoscere le intenzioni del tecnico catalano. A Manchester dal 2016, sotto contratto fino al giugno 2021, ora non sembrano piu’ esserci ostacoli per la firma di Guardiola sul prolungamento pluriennale. Il via-libera e’ arrivato dalla Svizzera, dove e’ stato accolto il ricorso del club inglese contro la squalifica della Uefa per le presunte violazioni delle regole del Fair Play Finanziario tra il 2012 e il 2016. Nessuna sospensione, anche il prossimo anno il City potra’ giocare regolarmente in Champions League. Una sentenza benevola anche da un punto di vista economico: ridotta la multa alla societa’, scesa da 30 a dieci milioni di euro (da pagare nel giro di un mese). Non e’ stata pero’ un’assoluzione completa: il Tas ha riconosciuto che il Manchester City non ha collaborato con l’Uefa nel corso delle indagini, pur precisando che la maggior parte delle accuse rivolte al club non sono state comprovate. Infliggendo, nel contempo, una netta quanto implicita sconfitta alla Uefa, e con essa al regolamento del Fair Play Finanziario. La Uefa ha incassato il colpo “prendendo atto della decisione presa” dai giudici svizzeri. Dura invece la reazione della Liga spagnola che ha espresso il suo disappunto per la sentenza: “Dobbiamo riconsiderare se il Tas e’ l’organo appropriato a cui fare appello per le decisioni istituzionali nel calcio” sottolineano dalla Spagna. Il club inglese ha evitato invece i toni trionfalistici, tenendo un profilo basso. Un silenzio di sollievo per il pericolo scampato.

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