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Schiaffo alla Bayer per diserbante Roundup cancerogeno, paghi 2 miliardi dollari

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Bayer incassa una nuova sconfitta, la terza consecutiva negli Stati Uniti, per il diserbante Roundup. Una giuria di Oakland, in California, stabilisce che il colosso tedesco deve pagare 2,055 miliardi di dollari a una coppia che ha usato Roundup per oltre 30 anni e ha contratto il cancro. Il diserbante – secondo i giurati – ha rappresentato un “fattore significativo” nella malattia di Alva e Alberta Pilliod. Il verdetto della giuria arriva mentre Bayer è alle prese con una rivolta degli azionisti sull’acquisizione di Monsanto, il colosso americano che ha esposto Bayer alle cause su Roundup. E segue le altre due recenti sconfitte in tribunale, per le quali altre giurie hanno condannato complessivamente Bayer a pagare 159 milioni di dollari. Bayer si è impegnata a presentare appelli in tutti e tre i casi. La decisione della giuria, spiega Bayer in una nota dopo la decisione di Oakland, “è in conflitto diretto con le decisioni dell’Agenzia per la Protezione Ambientale e il consenso delle autorita’ sanitarie globali, secondo le quali i prodotti a base di glifosato possono essere usati in modo sicuro e non sono cancerogeni”. Dei 2,055 miliardi di dollari chiesti dalla giuria, un miliardo di dollari sono di danni punitivi. Si tratta di una cifra elevata che, secondo alcuni osservatori, potrebbe spingere Bayer a patteggiare le innumerevoli cause su Roundup. Un patteggiamento globale che potrebbe valere 5 miliardi di dollari.

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L’allarme del segretario di Stato Usa, Mike Pompeo: Isis più forte di 3 anni fa in certe zone

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Il segretario di stato americano, Mike Pompeo, ha ammesso che ci sono aree in cui l’Isis “e’ piu’ potente oggi di quanto non lo fosse tre o quattro anni fa”. Tuttavia il capo della diplomazia americana ha cercato di minimizzare il rischio rappresentato dallo Stato Islamico: “Quello che abbiamo sempre detto e’ che il Califfato e’ sparito, abbiamo dato una mano per smantellarlo, ma c’e’ sempre il rischio di una rinascita”, ha affermato in occasione della sua visita al del Consiglio di Sicurezza Onu. “E’ complicato”, ha detto Pompeo rispondendo alla domanda se l’Isis stesse guadagnando forza. “Abbiamo aiutato a smantellare il territorio del Califfato e continuiamo a lavorare con 79 partner per sconfiggere l’Isis e aiutare la ripresa della regione”, ha sottolineato all’Onu. L’ammissione di Pompeo arriva dopo che il New York Times, citando fonti dell’intelligence Usa e irachena, ha scritto come l’Isis, cinque mesi dopo essere stato sconfitto dalle forze appoggiate dagli americani, stia riguadagnando terreno attraverso attacchi in stile guerriglia sia in Iraq che in Siria. Non solo: starebbe anche riorganizzando la sua rete finanziaria, la sua strategia di reclutamento e campi di addestramento. Un recente rapporto del Pentagono, inoltre, ha sottolineato come dimezzare le forze americane in Siria come ordinato da Trump ha significato tagliare il sostegno alle milizie siriane appoggiate dagli Usa e che combattevano contro i militanti del’Isis. Il risultato sarebbe che ora le forze americane e degli alleati possono solo cercare di assicurare che l’Isis sia contenuto e resti lontano dalle aree urbane.

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Pedofilia, confermata la condanna al cardinale Pell per aver violentato due 13enni

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Un tribunale australiano ha confermato oggi la condanna contro il prelato piu’ alto in grado della Chiesta cattolica ad essere stato dichiarato colpevole di abusi sessuali su minori, il cardinale George Pell. La Corte d’appello dello stato di Victoria, con una sentenza a maggioranza di 2-1, ha respinto il ricorso presentato da Pell contro il verdetto unanime emesso da una giuria a dicembre per cui l’ex ministro delle Finanze di papa Francesco si e’ reso colpevole di aver molestato due coristi di 13 anni nella cattedrale di San Patrizio a tra il 1996 e il 1997. I legali del cardinale dovrebbero ora presentare un nuovo ricorso all’Alta corte, l’organo di giudizio finale dell’Australia.

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Elton John difende Harry e Meghan, ho pagato io il jet privato

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Elton John scende in campo in difesa di Harry e Meghan contro le accuse per le spese per il loro viaggio a Nizza. “Ho pagato io per il jet privato”, ha detto la popstar aggiungendo anche che l’aereo era a zero immissioni in risposta a chi aveva sollevato problemi di inquinamento. “Sono profondamente angosciato – ha scritto su Twitter – del resoconto falsato e maligno sulla stampa sul soggiorno privato nella mia casa di Nizza del Duca e la Duchessa di Sussex”. “Sento un profondo obbligo – continua – di proteggere Harry e la sua famiglia dall’inutile intromissione della stampa che contribui’ anche alla morte di Diana”. Nei giorni scorsi, le foto della coppia mentre saliva a bordo di un jet privato in Francia avevano sollevato numerose critiche, in particolare Harry e Meghan erano stati accusati di contribuire all’inquinamento non usando un aereo di linea.

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