Collegati con noi

Cronache

Scampia, il codice del silenzio imposto ai bambini dal clan

L’inchiesta sul clan Amato-Pagano svela un codice mafioso che condiziona la vita quotidiana a Scampia, fino a imporre silenzio e paura anche ai bambini.

Pubblicato

del

Vietato andare alla comunione di una compagna di rione. Vietato raccontare dove si va in vacanza, quali luoghi frequenta la famiglia. Vietato giocare insieme quando “succede qualcosa”. È un vademecum muto, trasmesso dai più grandi ai più piccoli, dai genitori ai figli, quello che emerge dagli atti dell’ultima inchiesta sul clan Amato-Pagano. Un codice non scritto che racconta più di molte analisi la profondità del controllo mafioso su Scampia.

L’inchiesta e le misure cautelari

Quattro persone in carcere e sette agli arresti domiciliari: è l’esito dell’operazione condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, guidata dal capocentro Antonio Galante, sotto il coordinamento della Procura diretta da Nicola Gratteri. L’indagine colpisce l’ultima generazione degli ex scissionisti, protagonisti della guerra di camorra di oltre vent’anni fa contro il clan Di Lauro.

I reati contestati, a vario titolo e nel rispetto della presunzione di innocenza, sono associazione camorristica, traffico di droga ed estorsioni legate anche alle aste immobiliari. La misura cautelare, firmata dal gip Isabella Iaselli, restituisce il quadro di un territorio ancora fortemente condizionato da logiche mafiose e da meccanismi di autodifesa collettiva.

L’agguato e la paura che ritorna

È il primo giugno 2024 quando, in via Antonio Labriola, nella zona dei Sette Palazzi, un uomo viene gambizzato. Un episodio che riporta alla mente lo spettro della faida. In ballo ci sono le piazze di spaccio, storicamente contese in uno dei quartieri simbolo della periferia nord di Napoli.

Le intercettazioni raccolte dagli inquirenti restituiscono il clima che segue all’agguato: «Ho paura, qua stanno tremando tutti…». Parole che raccontano un terrore diffuso, che non ha bisogno di proclami per farsi comprendere.

La comunione senza invitati

Tra gli episodi più emblematici emerge la storia di una bambina pronta a festeggiare la prima comunione. Chiesa, ristorante, tutto organizzato. Ma alla festa non si presenta nessuno. «Il ristorante era vuoto», racconta una donna intercettata. Il padre paga, la famiglia va via. Un gesto collettivo di rinuncia, figlio della paura di esporsi, di essere visti, di “stare nel posto sbagliato al momento sbagliato”.

Un’altra intercettazione chiarisce la regola non scritta: «Ho detto ai miei figli di non dire mai dove vanno in vacanza». È la quotidianità nell’ex fortino di Gomorra.

Droga e vita quotidiana

Negli atti compaiono anche dialoghi che fotografano lo spaccio come attività ordinaria. «Sopra i 20 grammi mi busco i 100 euro», dice un pusher. «Sto faticando», risponde parlando di crack. Scene di normalità criminale che convivono con la vita di famiglie, bambini, anziani.

I nomi e la nuova geografia del clan

Secondo il provvedimento cautelare finiscono in carcere Giulia Barra, Luigi De Blasio, Ciro Diano e Gennaro Vastarelli. Ai domiciliari Valentina Caiazza, Pasquale Foria, Claudio Gulotta, Ersilia Salvati, Ida Somma, Daniele Stanzione e Teresa Tabasco. Un dato che colpisce è la presenza di numerose donne, elemento che emerge con forza dalla lettura degli atti.

Non risulta indagata Debora Amato, già coinvolta in passato in un’altra vicenda giudiziaria e che, attraverso i suoi legali, ha sempre rivendicato la propria estraneità ai fatti.

La dinastia e gli affari

L’inchiesta descrive una linea di successione che si rafforza anche attraverso matrimoni e alleanze familiari. «La fabbrica è della moglie… ora la fabbrica sono marito e moglie», dicono due donne intercettate, usando il termine “fabbrica” per indicare l’organizzazione criminale.

Un capitolo centrale riguarda le aste immobiliari, considerate un settore strategico per il reinvestimento dei proventi illeciti. È lì che la camorra, secondo gli inquirenti, ricicla denaro proveniente dalla droga e da altre attività criminali.

Il codice del silenzio

La forza del clan non si manifesta solo con le armi, ma con una pedagogia della paura. Un codice che impone silenzio, discrezione, invisibilità. Un codice che arriva fino ai bambini, educati a non parlare, a non raccontare, a non festeggiare. È forse questo l’aspetto più inquietante che emerge dalle carte: una camorra che continua a governare il quotidiano, insinuandosi nei gesti più semplici della vita.

Advertisement

Cronache

Nuovo cuore disponibile per il bimbo del Monaldi, decisione dopo il consulto degli esperti

L’Azienda dei Colli: decisione sul nuovo trapianto di cuore al bimbo ricoverato al Monaldi solo dopo la valutazione del team di esperti.

Pubblicato

del

Ogni decisione sull’eventuale trapianto del nuovo cuore disponibile per il bambino ricoverato al Ospedale Monaldi sarà presa solo dopo la valutazione del team di esperti.

Lo rende noto l’Azienda dei Colli, precisando che nella giornata odierna i medici si esprimeranno sulla trapiantabilità del piccolo paziente attualmente ricoverato in Terapia Intensiva.

La gestione del cuore del donatore

Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, l’attesa non comporterà alcuna ripercussione sull’organo del donatore, in quanto compatibile con le procedure di gestione della donazione in corso.

La decisione finale sarà quindi subordinata alle condizioni cliniche del bambino e alle valutazioni multidisciplinari del pool di specialisti.

Resta alta l’attenzione sulla vicenda, mentre la famiglia attende l’esito del consulto medico che guiderà le prossime scelte terapeutiche.

Continua a leggere

Cronache

Caivano, tenta di rapire bimbo al supermercato: arrestato 45enne

Paura a Caivano: un 45enne arrestato dai Carabinieri per tentato sequestro di persona dopo aver cercato di portare via un bimbo di 5 anni in un supermercato.

Pubblicato

del

Momenti di paura nel tardo pomeriggio a Caivano, dove un uomo di 45 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato sequestro di persona.

L’episodio è avvenuto intorno alle 19.30 in un supermercato di via Atellana. Alla centrale operativa è arrivata una richiesta di aiuto: “Ha tentato di rapire un bambino”.

Il tentativo davanti alle casse

Secondo la ricostruzione effettuata dai militari, supportata dalle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte, due donne stavano uscendo dal market con i figli di 5 e 8 anni quando l’uomo si è avvicinato, apparentemente in stato di ebbrezza.

Rivolgendosi a una delle donne, avrebbe detto: “Questo non è tuo figlio, dammelo”, tentando poi di prendere in braccio il bambino di 5 anni. L’amica della madre si sarebbe frapposta tra l’uomo e il piccolo. Il bambino, spaventato, avrebbe chiamato la madre.

La donna si è quindi rifugiata all’interno del supermercato, all’altezza delle casse, ma l’uomo l’avrebbe seguita tentando nuovamente di afferrare il minore. Una cassiera sarebbe intervenuta per fare da scudo.

L’intervento dei Carabinieri

L’uomo si è poi allontanato. Nel frattempo, il padre del bambino è arrivato in auto e la famiglia ha lasciato il luogo dell’accaduto.

Grazie all’analisi delle telecamere e agli accertamenti immediati, i Carabinieri hanno rintracciato il 45enne ancora nei pressi del supermercato e lo hanno arrestato.

L’uomo, di nazionalità ghanese e con precedenti, è stato trasferito in carcere. Dovrà rispondere di tentato sequestro di persona. La sua posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Continua a leggere

Cronache

Incendio Teatro Sannazaro, Napoli promette la ricostruzione immediata

Pubblicato

del

«Purtroppo è distrutto», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi, tra i primi ad arrivare in via Chiaia, dove decine di residenti sono stati evacuati.

Secondo una prima ricostruzione, un corto circuito partito dalla platea avrebbe innescato le fiamme, propagate rapidamente verso l’alto fino al crollo della cupola e di parte del tetto. Le cause sono in fase di accertamento.

Teatro Sannazzaro incendio

Sfollati, danni e ordinanza del Comune

Sono 60 gli sfollati e 24 gli appartamenti evacuati, di cui 12 gravemente danneggiati. Otto le persone tra intossicati e feriti lievi durante le operazioni di spegnimento.

Via Chiaia è stata chiusa al traffico, così come la metropolitana nella zona, con disagi e proteste. Il Comune ha emanato un’ordinanza invitando i residenti a tenere chiuse porte e finestre per l’aria resa irrespirabile dal fumo.

Una prima stima dei danni parla di 60-70 milioni di euro, cifra che include anche le attività commerciali adiacenti.

Le istituzioni: “Ricostruire subito”

Il presidente della Regione Roberto Fico ha definito l’evento “una ferita per tutti”. Il Ministero della Cultura è intervenuto con il ministro Alessandro Giuli, che ha promesso la ricostruzione, e con il sottosegretario Gianmarco Mazzi, che ha annunciato l’apertura di un tavolo con Comune e Regione per individuare fondi e tempi.

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per incendio colposo a carico di ignoti.

 

Il dolore del mondo dello spettacolo

La direttrice artistica Lara Sansone, insieme al marito Sasà Vanorio, ha parlato di “lutto”, chiedendo alle istituzioni di non lasciare solo il teatro.

Tra le voci del mondo dello spettacolo, Marisa Laurito ha sollecitato una ricostruzione immediata, mentre Luisa Ranieriha ricordato il Sannazaro come luogo della sua infanzia, legato alle rappresentazioni di Luisa Conte.

Il rogo colpisce uno dei luoghi simbolo della memoria culturale napoletana. Ora la priorità è la messa in sicurezza dell’area e la definizione di un piano per la ricostruzione.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto