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Sarri: “Il rimpianto? Non aver allenato CR7 giovane”

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“Alla Lazio sto bene, l’ambiente mi piace e ho la possibilità di esprimermi e di divertirmi. In questa stagione voglio una squadra vera. E dai primi allenamenti sto ricevendo sensazioni positive”. Parola di Maurizio Sarri che si è espresso in una lunga intervista al Corriere dello Sport. “Il mio obiettivo – continua – è il piacere, il divertimento, e la Lazio può darmeli. Come ho detto, lavoro per creare una squadra vera: 25 giocatori che pensano allo stesso modo. Cosa ci manca per vincere? L’equilibrio, che è proprio delle grandi squadre. Sia quello mentale che quello tattico. Abbiamo dimostrato che in una partita secca possiamo battere chiunque, ma spesso poi manchiamo e perdiamo le partite. Bisognerà migliorare in questo. E sono convinto che quella che sta per cominciare sarà una stagione folle: mi aspetto risultati imprevedibili. Vedo comunque l’Inter favorita, ma il mercato migliore lo ha fatto la Roma”. Alla Lazio, Sarri spera di poter allenare ancora Milinkovic-Savic e Luis Alberto. “Non so dire se Luis Alberto sarà ancora con noi a inizio settembre – ha ammesso l’allenatore biancoceleste -, per il secondo anno consecutivo ha espresso la volontà di chiudere la carriera in Spagna, precisamente al Siviglia. Milinkovic-Savic? È un giocatore di livello altissimo, con potenzialità ancora inesplorate. A volte privilegia l’estetica a discapito dell’efficacia, ma quando cerca la funzionalità fa sempre la differenza. Il nostro mercato? Sono arrivati diversi giovani, nella scorsa stagione eravamo una delle squadre più vecchie d’Europa e il ricambio era necessario”. Poi un elogio al presidente Lotito: “Ha preso la Lazio in una situazione disastrosa e la tiene costantemente tra le prime cinque, sei squadre del campionato. Avrà mille altri difetti, ma è di un’intelligenza rara”. In chiusura uno sguardo al passato, Sarri ha parlato dei tanti campioni allenati in carriera: “Quello che prima di ogni altro ha capito i miei metodi è stato Raul Albiol, difensore di livello superiore. Riuscì a capire tutto in pochissimo tempo, al punto che io potevo anche starmene a casa: l’allenamento avrebbe potuto tranquillamente dirigerlo lui. Cristiano Ronaldo? Il mio rimpianto è di non averlo potuto allenare da giovane. Quando l’ho avuto alla Juventus era già un’icona mondiale. Con me segnò 33 gol in campionato, a me piace un calcio in cui tutti si mettono al servizio del collettivo, ma non è facile convincere un campione con quei fatturati a cambiare percorso”. Infine un ricordo della sua esperienza bianconera e non solo, prima di un confronto con José Mourinho: “Alla Juventus avevo bisogno di più tempo, sono stato troppo poco per incidere in maniera pesante. Lo stesso vale per il Chelsea. In più oggi è tutto più difficile, si afferma sempre maggiormente l’individualismo e questo non vale solo per il calcio: è un cambiamento generazionale, non mi piace e impone degli adattamenti, sono cambiato anch’io. Mourinho? Mi sta simpatico, ma siamo diversi. Le nostre differenze dipendono prevalentemente dalle origini: io sono partito dai dilettanti, lui direttamente dal Barcellona. Tra Stia e Barcellona c’è una bella differenza”.

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Mercato: Raspadori verso Napoli, a Monza niente Icardi

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Il Tottenham e’ ancora disposto a investire sul mercato. Ecco allora che potrebbe davvero soffiare DEPAY (che sembra non piaccia troppo ad Allegri) alla Juventus e rifarsi sotto con la Roma per Zaniolo, arrivando ad offrire 45 milioni di euro. Se ne sapra’ di piu’ nei prossimi giorni, intanto il talento classe ’99 sara’ uno dei quattro ‘Fab Four’ che Mourinho schierera’ dall’inizio a Salerno. Ma gli Spurs lavorano anche in uscita, ed ecco perche’ proprio alla Roma e’ stato proposto, a prescindere dal discorso per Zaniolo, il difensore TANGANGA (ma in pole position per il reparto arretrato dei giallorossi sembra che ora ci sia LINDELOF dello United), mentre per NDOMBELE’ c’e’ un discorso con il Napoli, frenato pero’ dall’entita’ dell’ingaggio del calciatore. Un problema, questo, che poteva far saltare il trasferimento di KEYLOR NAVAS alla corte di Spalletti, visto che, bonus compresi, a Parigi il portiere del Costarica guadagna 9 milioni all’anno. Ma sembra che anche in questo caso il Psg, cosi’ colme ha fatto con Wijnaldum alla Roma sia disposto a pagare buona parte dell’ingaggio, almeno per la stagione entrante. Ma non c’e’ solo il Tottenham a voler fare la spesa in Italia. Il West Ham, dopo aver preso Scamacca dal Sassuolo, non ha ancora rinunciato alla speranza di mettere a segno il colpo ZIELINSKI del Napoli, e intanto e’ andato con decisione su KIWIOR, difensore slovacco reduce da un’ottima stagione nello Spezia: 12 milioni di euro l’offerta recapitata alla societa’ ligure. Si muove in Italia anche il neopromosso Nottingham Forest, che dopo aver peso FREULER dall’Atalanta, insiste con la Dea per avere anche MALINOVSKYI: offerti 15 milioni. Non e’ tutto, perche’ c’e’ anche un discorso in ballo con il Milan per BAKAYOKO. Il Chelsea, invece, insiste con l’Inter per avere il giovane CASADEI, ma i 10 milioni offerti finora non bastano. In Inghilterra circola la suggestione di un clamoroso ritorno di CRISTIANO RONALDO alla Juventus, ma piu’ realisticamente i bianconeri pensano a cedere RABIOT al Manchester United: anche oggi ci sono stati dei colloqui ma non c’e’ ancora nulla di deciso, e per questo i bianconeri non possono muoversi in entrata per PAREDES. Stessa situazione alla Roma per BELOTTI: finche’ non parte SHOMURODOV, il Gallo non puo’ essere messo sotto contratto. Cosi’ l’ex capitano del Torino potrebbe stancarsi di aspettare e firmare per il Nizza, che insiste per averlo. Sembra vicino l’accordo tra Sassuolo e Napoli per RASPADORI, perche’ si sta assottigliando la distanza fra le parti. L’ultima proposta del Napoli e’ di 28,5 milioni di euro piu’ 6 di bonus, i neroverdi emiliani ne chiedono 30 piu’ 5, quindi manca poco per una felice conclusione. A Monza e’ arrivato PETAGNA, e ora la societa’ brianzola fa trapelare che non e’ prevista l’acquisizione di altri rinforzi per l’attacco, come dire che sembra allontanarsi l’ipotesi ICARDI. A proposito del quale la moglie-agente Wanda Nara non ha avuto parole tenere con il Psg e ha respinto la proposta del Galatasaray. (

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Europei di nuoto: il venerdì d’oro dell’Italia

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Piovono medaglie d’oro sull’Italia al Foro Italico. Sono cinque nella seconda giornata degli Europei di nuoto, che incoronano gli azzurri padroni in vasca. Da Thomas Ceccon a Margherita Panziera, passando per Nicolo’ Martinenghi e Simona Quadarella: quattro finali e altrettanti ori, ai quali si aggiunge quello di Giorgio Minisini (Fiamma Oro come Panziera e Ceccon) nel sincro individuale. Allo stadio del nuoto, pero’, e’ la rana a farla da padrone perche’ Martinenghi batte tutti: gli avversari e la fatica, salendo sul tetto d’Europa e trascinando con se’ Federico Poggio (argento). “E’ bello condividere il podio con Fede, sono cresciuto con lui ed e’ stupendo avere avere gli italiani sui primi due gradini” commenta entusiasta Martinenghi dopo la vittoria nei 100 rana. Un successo che completa un percorso post olimpico incredibile “ma e’ presto per cantar vittoria, perche’ la stagione non e’ ancora finita” continua Nicolo’ che nel successo dei ranisti italiani vede la voglia di spronarsi l’un l’altro. “Stiamo vivendo la stessa epoca di successi, ci facciamo trascinare dalle vittorie altrui”. Ecco spiegato l’oro anche di Thomas Ceccon nei 50 rana dominando dal primo all’ultimo metro per una medaglia storica in casa azzurra essendo la prima per l’Italia nella specialita’. I successi, pero’, non si fermano qui perche’ la prima a scaldare i tifosi sugli spalti e’ stata Margherita Panziera nei 200 dorso nella citta’ che ormai l’ha adottata da tempo. La nuotatrice veneta a Roma diventa tricampionessa europea dopo Glasgow 2018 e Budapest 2021. Come lei solo la magiara Krisztina Egerszegi e la tedesca Cornelia Sirch, per un’emozione che non ha limiti. “Sono contentissima di aver vinto il terzo oro qui – dice non appena uscita dalla vasca – Sapevo di non valere un gran tempo, ma va benissimo cosi'”. Le gioie azzurre, pero’, sembrano non finire piu’ e nemmeno la pioggia, quella vera, che colpisce il Foro Italico tra le batterie delle semifinali e le prime premiazioni del pomeriggio, ha potuto fermare la caccia all’oro. Tornato a splendere il sole, infatti, e’ tornato a splendere anche il metallo piu’ lucente e questa volta sul petto di Simona Quadarella che domina incontrastata gli 800 stile libero davanti al pubblico di casa. Il suo europeo e’ comunque appena cominciato perche’ da Glasgow e’ la regina del mezzofondo con le triplette (400, 800 e 1500) fatte registrare in Scozia e Ungheria. Ora vuole ripetersi anche nella sua Roma, ma intanto rompe il ghiaccio. “Adesso mancano 1500 e 400 – sottolinea Quadarella, bronzo olimpico e mondiale in carica – Preferivo scendere sotto l’8’20 ma va bene cosi’, soprattutto in questo periodo. Sono stata costante in tutti i passaggi ed era quello che comunque mi ero imposta. Sentire il pubblico per me e’ stato emozionante; mi ha trascinata fin dalla prima bracciata”. E con la medaglia di Simona, il totale degli Azzurri da ieri fa 13 medaglie conquistate, confermando la fuga sugli altri paesi e il primo posto con un bronzo, sei argenti e altrettanti ori in attesa di quelli che potrebbero arrivare domani con Benedetta Pilato, Gregorio Paltrinieri e Lorenzo Galossi tra i tanti.

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Morto Claudio Garella, il portiere degli scudetti di Napoli e Verona

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A volte il destino è davvero beffardo: è scomparso a 67 anni  Claudio Garella, indimenticato portiere degli scudetti del Napoli e del Verona. I tricolori sulla maglia: nell’85 con l’Hellas Verona, due anni dopo con il Napoli di Maradona. E lui se ne è andato proprio qualche giorno prima che si affrontassero le sue ex squadre, a Ferragosto. Tempo fa si era lamentato per essere stato messo nel dimenticatoio dal mondo del calcio: “Vivo dimenticato – disse -. Il grande calcio si è scordato di me e non so perché”.

“Garellik”, come lo chiamavano, debuttò in serie A con il Torino, come ha ricordato con un messaggio di cordoglio il presidente granata Cairo: portiere poco ortodosso che giocava tanto con i piedi ma fortissimo.
È morto in un’ospedale di Torino a causa di complicazioni dopo un intervento chirurgico al cuore: si era sentito male mentre era in vacanza al mare ed era stato ricoverato. Poi l’intervento ma il suo cuore ha ceduto.

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