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Sarcofago romano incastonato in un ristorante: denuncia nel Casertano

Scoperto un frammento di sarcofago romano incastonato in un ristorante nel Casertano. Denunciato il titolare, reperto sequestrato.

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Un frammento di epoca romana è stato rinvenuto all’interno della muratura di un ristorante a Pietravairano. Il reperto, incastonato nella facciata del locale, è stato individuato dai carabinieri nel corso di un’attività investigativa mirata.

Denunciato il titolare

Il proprietario dell’esercizio, consapevole della presenza del manufatto, è stato denunciato per violazioni della normativa sulla tutela del patrimonio culturale.

L’operazione è stata condotta dai militari della stazione di Vairano Scalo, con il supporto della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Caserta e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli.

Un reperto di epoca imperiale

Il frammento appartiene a un sarcofago in calcare risalente all’età romana imperiale.

Si tratta di una porzione di circa 60 per 40 centimetri, decorata con un bassorilievo raffigurante una scena di combattimento, elemento di rilevante valore storico e archeologico.

Sequestro senza rimozione

Il reperto è stato posto sotto sequestro, ma lasciato in loco.

Le autorità hanno infatti ritenuto rischiosa la rimozione, sia per l’integrità del manufatto sia per la stabilità della struttura che lo ingloba.

Indagini in corso

L’intervento si inserisce nell’ambito delle attività di tutela del patrimonio culturale.

Resta ora da chiarire la provenienza del frammento e le modalità con cui è stato incorporato nella muratura dell’edificio.

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Italiano morto in carcere nella Repubblica Dominicana: era detenuto in attesa di estradizione

Loris Di Castri, 53 anni, è morto nel carcere di Najayo-Hombres, nella Repubblica Dominicana, dove era detenuto in attesa di estradizione verso l’Italia per una presunta vicenda di traffico di stupefacenti. Le autorità locali hanno disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso.

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Un cittadino italiano detenuto nella Repubblica Dominicana è morto in carcere mentre attendeva l’estradizione verso l’Italia. La vittima è Loris Di Castri, 53 anni, ricercato nel nostro Paese per una presunta vicenda di traffico di stupefacenti.

Il ritrovamento nel carcere di Najayo-Hombres

Secondo quanto riferito da fonti ufficiali citate dall’agenzia Efe, l’uomo si trovava detenuto nel carcere di Najayo-Hombres, nella città di San Cristóbal, da oltre un mese.

A trovare il corpo senza vita sarebbe stato un compagno di cella. Loris Di Castri sarebbe stato rinvenuto nel proprio letto ormai privo di vita.

Attesa per l’autopsia

Le autorità dominicane hanno disposto il trasferimento della salma all’Istituto Nazionale di Scienze Forensi (Inacif), dove sarà effettuata l’autopsia.

L’esame autoptico dovrà chiarire le cause della morte del detenuto italiano, mentre al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli ufficiali sulle circostanze del decesso.

La posizione giudiziaria

L’uomo era detenuto nella Repubblica Dominicana in attesa di essere estradato in Italia. Secondo le informazioni disponibili, era ricercato dalle autorità italiane per una presunta vicenda legata al traffico di sostanze stupefacenti.

Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali da parte delle autorità italiane o del Ministero degli Esteri sulla morte del connazionale all’interno della struttura penitenziaria dominicana.

Resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Alessandria, muore durante un gioco erotico: alla famiglia risarcimento da 450 mila euro

Il Tribunale di Alessandria riconosce un risarcimento di circa 450 mila euro alla famiglia di un 61enne morto durante un gioco erotico nel 2016.

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Il Tribunale di Alessandria ha riconosciuto un risarcimento complessivo di circa 450 mila euro alla moglie e ai tre figli di un uomo di 61 anni morto nel 2016 durante un gioco erotico finito tragicamente.

La vicenda risale al 2016

Secondo quanto emerso nei procedimenti giudiziari, il decesso avvenne l’11 luglio 2016 in un appartamento di Alessandria, durante una pratica di bondage tra l’uomo e la donna con cui aveva una relazione da anni. L’uomo morì dopo alcune ore di agonia.

La condanna definitiva per omicidio colposo

Nel 2022 la Corte d’Assise d’Appello di Torino aveva condannato in via definitiva la donna per omicidio colposo, riconoscendo però attenuanti generiche e un concorso di colpa della stessa vittima. La pena definitiva era stata di un anno di reclusione.

Il concorso di colpa della vittima

Anche il giudice civile ha confermato il concorso di colpa, stabilendo che la vittima avesse contribuito al 60% al proprio decesso. Il risarcimento è stato quindi quantificato nella misura del 40% del danno complessivo.

Le motivazioni emerse nei processi

Nel corso del procedimento è emerso che la pratica erotica era abituale nella relazione tra i due. La donna aveva spiegato agli inquirenti che il rituale era concordato e che il ritorno per liberare l’uomo era previsto dopo alcune ore. Tra i fattori che potrebbero aver contribuito alla morte sono stati indicati le legature, il caldo e il consumo di alcolici.

Il legale della famiglia

L’avvocato dei familiari della vittima ha espresso soddisfazione per la decisione del tribunale civile, pur sottolineando la sofferenza vissuta dall’uomo nelle ore precedenti al decesso.

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Milan ko a Reggio Emilia, Sassuolo vince 2-0: Champions a rischio

Il Milan cade contro il Sassuolo e rinvia la qualificazione Champions. Gara compromessa da errori, espulsione e scarsa incisività offensiva.

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