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Cronache

Sara, 32 anni, morta dopo aver messo al mondo una bimba sana di 4 kg: l’inchiesta dei carabinieri

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Sara Castigliola aveva 32 anni. Lavorava in un hotel a Ischia porto. Era qui che viveva con il compagno dominicano. È morta poco dopo aver dato alla luce una bimba all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno. La prima gravidanza. Sembrava un sogno. Una gioia enorme per lei e il suo compagno.E invece la tragedia. Improvvisa. Crudele. La piccola appena nata pes quattro chili. C’è stato bisogno di un taglio cesareo per mettere al mondo la bimba. Una piccola in salute. Lei, Sara,  era arrivata in gran forma al termine della gravidanza. Poi però la tragedia. Si è sentita male. C’è stata una complicazione. Sembra una emorragia che l’ha portata alla morte.

Lacco Ameno. Ospedale Rizzoli

Che cosa è successo? A questa domanda proveranno  rispondere i carabinieri di Ischia che su disposizione del magistrato inquirente hanno già sequestrato la salma per avviarla al Policlinico per l’esame autoptico. Si tratta di accertamenti irripetibili che potranno fornire i primi importanti chiarimenti sui motivi del decesso di una donna in salute di 32 anni. Altri accertamenti sono stati avviati invece dalla direzione generale dell’Asl Napoli 2 Nord. Anche le autorità sanitarie locali hanno interesse a conoscere la verità. A prescindere dalla verità giudiziaria che sarà scritta. Siamo di fronte ad una tragedia. Ed è per questo che il personale del Rizzoli con una nota ha voluto esprimere “il proprio profondo cordoglio ai familiari per la morte della giovane a seguito di complicanze connesse al parto”. La magistratura sentirà testimoni, medici, infermieri e verificherà quanto scritto nella cartella clinica della donna.

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Alessia Marcuzzi soffoca a tavola, salvata dalla moglie dell’ex Francesco Facchinetti

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Brutta avventura per Alessia Marcuzzi che ieri sera ha rischiato di rimanere soffocata da un boccone di polpo mentre cenava in un ristorante di Londra, salvata in extremis da Wilma Faissol, la moglie del suo ex Francesco Facchinetti, che ha avuto la freddezza di applicarle la manovra di Heimlich per aiutarla a liberarsi. A raccontarlo e’ la stessa showgirl con un lungo post pubblicato oggi su Instagram. E alla sua gioia si aggiunge anche quella di Facchinetti, padre di sua figlia Mia. “Eravamo in un ristorante a Londra – scrive Marcuzzi postando la foto di un abbraccio tra lei la Faissol – e mentre stavo mangiando, un pezzo di polipo mi si e’ bloccato nella trachea. Non riuscivo piu’ a respirare, mi sono alzata e ho cominciato a strabuzzare gli occhi e a chiedere aiuto. Paolo e Tommy hanno provato a liberarmi dandomi dei colpi sulla schiena, ma nulla. Panico. Ho pensato davvero di morire, non riuscivo piu’ a capire nulla, quando Wilma mi ha preso da dietro e mi ha stretta forte, dandomi un colpo forte sullo sterno verso l’alto”. Un colpo che e’ stato la sua salvezza: “All’improvviso ho sputato quel grosso pezzo che mi bloccava la respirazione e che era rimasto completamente intatto, e ho ripreso a deglutire”, racconta. “Tutto questo nel giro di due minuti davanti a tutte le persone del ristorante che non capivano che cosa stesse succedendo. Mi sono girata, l’ho abbracciata fortissimo e le ho detto commossa “Mi hai salvato la vita. Non lo dimentichero’ mai”. In pochi minuti, o forse secondi, continua il racconto, “sono passata da uno stato di sofferenza estrema ad una liberazione totale e ho realizzato che poteva andare a finire davvero molto male”. E’ quello che accade spesso, fa notare la conduttrice che a settembre sara’ in onda su Rai2 con “Boomerissima”, “se mangiamo una cosa molto soffice e morbida e non mastichiamo bene, o semplicemente scivola giu’ perche’ stiamo parlando. E purtroppo a volte succede il peggio. Wilma ha fatto il corso di pronto intervento quando studiava in America e ieri ha avuto la prontezza e la capacita’ di fare la manovra di Heimlich in pochi secondi. E mi sono ripromessa si impararla, perche’ davvero si puo’ salvare la vita di una persona in poco tempo. E questo e’ un grande giorno (dopo) per me e sono davvero grata a questa donna”. Una gratitudine alla quale si aggiunge il respiro di sollievo del padre di Mia: “Il destino, il fato – le scrive sempre Instagram Facchinetti – ha voluto che @ladyfacchinetti fosse proprio li’ seduta di fianco a te: eravamo in 7 a tavola… Grande spavento @alessiamarcuzzi ma per fortuna tutto si e’ risolto”.

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Cronache

Morto per esposizione amianto, condannato Inail

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Il Tribunale di Velletri ha condannato l’Inail a corrispondere circa 80 mila euro di arretrati e una rendita a vita di circa 1600 euro mensili alla vedova di un macchinista delle Ferrovie dello Stato di Colleferro (Roma), morto per un mesotelioma pleurico dovuto all’esposizione ad amianto con cui era coibentato il reostato che collegava i 13 motori del locomotore. L’Inail aveva respinto la domanda di Maria Manciocco, vedova di Maurizio Di Meo, deceduto nel 2018 a soli 60 anni per una malattia causata dall’asbesto, nonostante il mesotelioma sia una malattia inserita nelle apposite tabelle, che rappresentano secondo i giudici: “la cristallizzazione di giudizi scientifici specifici sull’esistenza del nesso di causalita’”. La donna si e’ rivolta all’Osservatorio Nazionale Amianto e al suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni. “Un’altra vittoria nella lotta all’amianto – dichiara Bonanni – mi dispiace soltanto che ancora, per questioni ormai assodate, si debba adire il Tribunale con lungaggini che potrebbero essere assolutamente evitate. Si tratta di una sofferenza ulteriore per le famiglie delle vittime che gia’ hanno perso un familiare a causa di una malattia contratta sul posto di lavoro”.

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Colpisce ex moglie e si uccide: ‘usata un’arma bianca’

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 Sarebbe stata utilizzata un'”arma bianca”, e non una balestra come appreso in un primo momento, nel tentativo di omicidio dell’ex moglie da parte di un uomo, Michele Beato, che poi si e’ suicidato, a Torre di Mosto (Venezia). Lo precisano fonti della Procura della repubblica e dei carabineri, che stanno indagando sulla vicenda. La donna, Rosa Stilletti, 51 anni, e’ ancora sottoposta ad accertamenti all’ospedale.

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