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Santobono-Pausilipon verso il riconoscimento Irccs: ultimo passaggio alla Conferenza Stato-Regioni

Il Santobono-Pausilipon di Napoli è vicino al riconoscimento come Irccs: decisiva la Conferenza Stato-Regioni del 5 febbraio.

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È entrato nella fase conclusiva l’iter per il riconoscimento dell’Santobono-Pausilipon come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs). Il percorso, avviato nel 2022 con la richiesta di trasformazione da Azienda ospedaliera monospecialistica di rilievo nazionale e ad alta specializzazione, approda ora al vaglio della Conferenza Stato-Regioni, convocata a Roma per mercoledì 5 febbraio.

Si tratta, nei fatti, dell’ultimo passaggio formale prima del definitivo via libera del Ministero della Salute.

La site visit del ministero e la valutazione tecnica

Una tappa decisiva del procedimento si è svolta all’inizio dello scorso dicembre, quando a Napoli sono arrivati gli ispettori del ministero inviati dal ministro Orazio Schillaci. La commissione ha condotto una approfondita site visit, esaminando qualità dell’assistenza, produzione scientifica, organizzazione interna, infrastrutture dedicate alla ricerca e capacità di integrazione tra attività cliniche e laboratori.

Particolare attenzione è stata riservata ai programmi di ricerca traslazionale, elemento centrale per il riconoscimento Irccs, e al ruolo del Santobono-Pausilipon nella gestione delle patologie pediatriche rare e complesse. Al termine dell’ispezione, la commissione ha redatto una relazione tecnica ora all’esame finale della Conferenza Stato-Regioni.

L’istruttoria degli atti è stata curata da Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento Prevenzione e Ricerca del Ministero della Salute.

Un riconoscimento che colloca Napoli tra le eccellenze pediatriche

Il riconoscimento come Irccs collocherebbe il presidio pediatrico napoletano al vertice del sistema nazionale, al pari di istituti di riferimento come il Bambino Gesù, il Meyer e il Gaslini.

La riforma degli Irccs approvata dal governo

Parallelamente, nelle scorse settimane, il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma degli Irccs, strutture che integrano ricerca di base e clinica con l’assistenza diretta al paziente. Il provvedimento è arrivato a fine 2025, alla scadenza della legge delega del 2022, e introduce disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 200 approvato tre anni fa.

Tra le principali novità, un meccanismo per concentrare le risorse sui poli di eccellenza negli Irccs politematici e, per i monospecialistici, un rafforzamento della capacità di trasferire i risultati della ricerca alla pratica clinica, con benefici diretti sull’assistenza.

Organizzazione della ricerca e nuove figure professionali

«Si interviene sull’organizzazione degli Istituti con nuove figure professionali a supporto della ricerca», ha spiegato Alfredo Budillon, direttore scientifico dell’Istituto Pascale. La riforma prevede infatti la possibilità di conferire incarichi di consulente esperto, coordinatore di ricerca clinica e infermiere di ricerca clinica, a sostegno del direttore scientifico.

Tra le innovazioni figura anche il rafforzamento del ruolo dirigenziale della ricerca sanitaria, con l’obiettivo di aumentare l’attrattività del sistema nazionale.

Il rafforzamento delle reti di ricerca

Il provvedimento punta inoltre a consolidare il sistema delle reti tra i 54 Irccs italiani, prevedendo la loro trasformazione in Associazioni dotate di personalità giuridica, aperte alla partecipazione di enti del Servizio sanitario nazionale e, in misura non prevalente, di Università ed enti di ricerca senza fini di lucro.

«I 54 Irccs italiani costituiscono un’eccellenza del sistema nazionale», ha sottolineato Campitiello, evidenziando come le cure e le nuove terapie sviluppate ogni anno rappresentino una concreta speranza per milioni di pazienti.

Giovani ricercatori e trasferimento dell’innovazione

Secondo Rossana Boldi, già vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera e relatrice della legge delega sugli Irccs, le correzioni introdotte al decreto 200 sono «positive e necessarie» per rendere più efficace il ruolo degli Istituti. L’obiettivo non è solo produrre ricerca, ma portare l’innovazione al letto del paziente, migliorando diagnosi e terapie.

La riforma valorizza anche il ruolo dei giovani ricercatori, ai quali vengono riconosciuti ruoli e funzioni sul piano giuridico, economico e scientifico, con l’intento di rendere più competitivo e attrattivo il sistema della ricerca sanitaria italiana.


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Esteri

Iran-Usa, Vance: “Nessuna svolta a Ginevra, opzione militare resta sul tavolo”

Il vicepresidente Usa JD Vance afferma che nei colloqui di Ginevra l’Iran non ha accolto le richieste chiave di Washington sul nucleare. Resta aperta l’opzione militare.

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Nei colloqui tra Stati Uniti e Iran svoltisi a Ginevra non sarebbe emersa alcuna svolta sostanziale.

Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, sottolineando che Teheran non avrebbe recepito le richieste fondamentali avanzate da Washington.

Due settimane per colmare le distanze

Dopo l’incontro, gli Stati Uniti hanno comunicato di essere disposti a concedere all’Iran due settimane per colmare le lacune ancora esistenti tra le parti.

Secondo quanto riferito da fonti vicine ai negoziati, prima del vertice Teheran avrebbe indicato una disponibilità a compromessi su alcuni aspetti del proprio programma nucleare, incluso il trasferimento all’estero dell’uranio quasi idoneo alla produzione di armi.

Le linee rosse di Washington

Martedì sera, in un’intervista a Fox News, Vance ha spiegato che, pur essendo stato concordato un nuovo incontro, non si è giunti a un’intesa sulle cosiddette “linee rosse” fissate dal presidente Donald Trump.

Gli Stati Uniti chiedono all’Iran di porre fine all’arricchimento dell’uranio, elemento centrale del programma nucleare iraniano. La Casa Bianca teme che tale attività possa consentire a Teheran di acquisire la capacità di costruire un’arma nucleare.

Opzione militare non esclusa

Vance ha aggiunto che, in assenza di progressi concreti, l’opzione militare resta una possibilità, senza fornire ulteriori dettagli.

Il confronto resta aperto e le prossime settimane saranno decisive per verificare se i colloqui potranno evolvere verso un’intesa o se prevarrà un irrigidimento delle posizioni.

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Esteri

New York, il sindaco Mamdani propone aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà

Il sindaco di New York Zohran Mamdani propone un aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà per colmare un deficit di 5,4 miliardi di dollari.

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Il sindaco di New York City, Zohran Mamdani, ha proposto un aumento del 9,5% dell’imposta sulla proprietà, definendolo una “ultima spiaggia” nel caso in cui non riesca a ottenere dalla governatrice Kathy Hochul un incremento delle imposte sul reddito per i contribuenti più abbienti.

La misura riguarderebbe oltre 3 milioni di abitazioni unifamiliari, cooperative e condomini, oltre a più di 100.000 edifici commerciali.

Un bilancio da 127 miliardi di dollari

La proposta è contenuta nel piano di spesa preliminare presentato da Mamdani, il primo da quando è diventato sindaco. Il bilancio ammonta a 127 miliardi di dollari ed entrerà in vigore il primo luglio, dopo la fase di revisione e trattativa con il Consiglio comunale.

Si tratta di un incremento rispetto all’attuale piano di spesa da 122 miliardi di dollari.

Il nodo del deficit e lo scontro con l’ex sindaco

Secondo Mamdani, l’aumento delle entrate sarebbe necessario per coprire un disavanzo di 5,4 miliardi di dollari, attribuito a imprecisioni nella stesura del bilancio da parte del suo predecessore, Eric Adams.

Adams ha però respinto l’accusa, sostenendo di aver lasciato all’amministrazione successiva oltre 8 miliardi di dollari in riserve.

Il confronto tra le due versioni si inserisce in un dibattito politico più ampio sulle politiche fiscali della città e sulla sostenibilità della spesa pubblica in uno dei principali centri economici mondiali.

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Esteri

Guerra in Ucraina, Witkoff: “Progressi significativi nei colloqui tra Kiev e Mosca”

L’inviato Usa Steve Witkoff parla di progressi significativi nei colloqui tra Ucraina e Russia a Ginevra nell’ambito dell’iniziativa guidata da Washington.

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I colloqui tra Ucraina e Russia, in corso a Ginevra, avrebbero registrato “progressi significativi” nell’ambito dell’iniziativa guidata dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra.

A dichiararlo è stato Steve Witkoff, inviato statunitense impegnato nella mediazione, mentre le delegazioni si preparavano a un secondo giorno di negoziati.

Le parole dell’inviato statunitense

In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, Witkoff ha affermato che il coinvolgimento del presidente Donald Trumpnel riunire le parti avrebbe contribuito a risultati concreti.

Secondo quanto riferito, entrambe le delegazioni avrebbero concordato di aggiornare i rispettivi leader sugli sviluppi emersi durante gli incontri e di proseguire il lavoro diplomatico con l’obiettivo di arrivare a un’intesa.

Il contesto della mediazione americana

L’iniziativa si inserisce nel quadro degli sforzi internazionali per fermare il conflitto iniziato nel 2022. Al momento non sono stati resi noti dettagli specifici sui contenuti dei presunti progressi né su eventuali bozze di accordo.

Le trattative restano in corso e l’evoluzione dei colloqui dipenderà dalle decisioni politiche che verranno assunte nelle rispettive capitali.

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