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#Sanremo2020: l’eleganza di Fiorello e di Amadeus, la follia nel look di Achille Lauro, su tutti I ‘Pinguini’, out le ‘vallette’

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La vittoria di Diodato, la conduzione di Amadeus, le incursioni di Fiorello, le mille polemiche che ogni anno immancabilmente toccano il Festival di Sanremo: tutti argomenti importanti ma qui ci occupiamo della classifica conclusiva – secondo noi – dei look di questa 70.edizione.
Amadeus é stato elegantissimo in tutte le serate: ha indossato abiti di  Gai Mattiolo. Unico neo qualche luccichìo di troppo.  Voto 9

Fiorello e Tiziano Ferro sempre eleganti,  impeccabili. Voto 10 a tutti e due.
Le ‘vallette’ di  questo Festival – forse il termine è un po’ riduttivo-  sono tutte grandi professioniste,  giornaliste, showgirl, modelle ma il loro look non ci è particolarmente piaciuto. Tuttavia volendo indicare una vincitrice, scegliamo Francesca Sofia Novello che nella quarta serata ha indossato un abito di Alberta Ferretti.

Passiamo ai , ai vincitori del Festival di Sanremo, quelli che sono saliti sul podio. Al terzo posto per noi c’è Achille Lauro vestito da Gucci: per lui il voto è doppio, 10 per il coraggio e l’originalità, 3 per uno stile secondo noi non adatto per il palco dell’ Ariston, un look che ha distratto il pubblico dall’ ascolto della sua canzone.  Al secondo posto mettiamo Rita Pavone con un stile rock, senza troppi fronzoli.

Sul gradino più alto del podio vediamo  i Pinguini in Dolce e Gabbana: bizzarri, eleganti ed originali. Per loro 10 e lode. Gli altri tutti rimandati…al prossimo Festival di Sanremo!

 

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“Un Mondo D’Amore” for Italy, Joan Baez canta il suo amore per gli italiani: se non vi emozionate non siete umani

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Lei è un mito della canzone di protesta. È una donna fantastica. Una di quelle che ha fatto la storia della musica. Non ha mai nascosto il suo amore per l’Italia. Joan Baez ieri ha imbracciato la chitarra per il paese che ama, Paese in cui tante volte ha suonato e condotto le sue battaglie per i diritti civili nel mondo. La celebre folksinger americana, 79 anni compiuti a gennaio, la tempra di una ragazzina e la bellezza di una 60enne, dedica alcuni  pensieri d’amore e una canzone agli italiani e alle sofferenze che stanno attraversando per la pandemia. Il Coronavirus ha fatto più di 10mila vittime nel nostro Paese. E poi primati iniziare a cantare una bellissima canzone di Gianni Morandi, ha detto Scusate il mio italiano (perfetto, ndr). Ho visto il video con gli italiani che cantavano dai loro balconi. Sono fonte di ispirazione per tutto il mondo. Canterò qualcosa per voi, ha detto Joan Baez  sul suo profilo Instagram prima di intonare Un mondo d’amore” di Morandi – scritta dagli autori Migliacci, Romitelli e Zambrini. Manco a dirlo, in un italiano perfetto, con un pathos che solo Gianni Morandi poteva metterci.

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Addio a Mirna Doris, voce storica canzone napoletena stroncata a 80 anni da un brutto male

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È morta per davvero Mirna Doris, voce storica della canzone napoletana, stroncata da un cancro a 79 anni. ne avrebbe compiuti 80 a settembre.  Dopo un balletto di notizie, smentite e poi conferme, purtroppo ora è ufficiale: Mirna Doris, nata Annunziata Chiarelli, questo il suo vero, non c’è più. È stata una delle protagoniste assolute della musica napoletana e nazionale. Vinse il Festival di Napoli nel 1968 e da li’ un infinito numero di successi e di partecipazioni canore e televisive, soprattutto in Rai. L’artista è morta a Villa Angela, la clinica di via Manzoni dove era ricoverata per curare questo cancro che l’ha divorata. L’incertezza sul decesso è dipeso dalla struttura sanitaria che ha prima  annunciato il decesso e poi smentito. “Purtroppo – conferma Fabio Turiello, responsabile dei ricoveri di Villa Angela – il cuore di Mirna Doris si è fermato alle 11.40. In un primo momento abbiamo sperato di non dare questa notizia, poi dal medico che aveva in cura la cantante è arrivata la notizia esatta del decesso: arresto cardiaco”. Quando è comparsa per la prima volta all’alba la notizia del decesso, in effetti Mirna Doris era ancora viva. Si è spenta alle 11,40.

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Addio a Joe Amoruso, tastierista della band di Pino Daniele

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  Si e’ spento all’ospedale del Mare di Napoli Joe Amoruso, pianista e tastierista dello storico gruppo di Pino Daniele. Amoruso, 60 anni, nel 2017 era stato colpito da un’emorragia cerebrale prima di un concerto a Lesina in Puglia. Oggi l’arresto cardiaco. ”Un altro grande artista della storica band di Pino Daniele ci ha lasciato – scrive il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris – Joe Amoruso, pianista, tastierista, compositore, una colonna del supergruppo di Pino Daniele, se n’e’ andato a soli 60 anni. Alla sua famiglia e a quanti lo hanno applaudito in questi lunghi anni va il profondo cordoglio della citta’”. Amoruso, originario di Boscotrecase, dopo la scomparsa di Pino Daniele si esibiva spesso in amarcord del ‘Nero a meta” con cui aveva lavorato a dischi che hanno fatto la storia della musica napoletana e italiana. Amoruso e Pino Daniele, insieme a James Senese, Tullio De Piscopo e Tony Esposito, si erano ritrovati nell’operazione ‘Ricomincio da 30’ nel 2008 dei concerti natalizi al Palapartenope. Nella sua carriera, aveva inciso un album da solista e collaborato con numerosi artisti tra i quali, solo per citarne alcuni, Roberto Murolo, Vasco Rossi, Zucchero, Andrea Bocelli, la Premiata Forneria Marconi.

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