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Sanremo2019, finale con Eros Ramazzotti, Elisa e un medley bellissimo di Virginia Raffaele

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“Nessuno e’ perfetto, ma vi dico e vi giuro che abbiamo fatto di tutto perche’ il festival restasse nel solco dell’anno passato”. L”intro’ di Claudio Baglioni ha il sapore di un bilancio e di un passaggio di testimone: “Ha vinto la musica, hanno vinto le parole, le speranze di tanti giovani artisti e di altri meno giovani che confidano in quello che accadra’ domani e nel vostro affetto. Spero che questo solco non venga smesso, perche’ e’ nello statuto e nella costituzione del festival, e spero che rimanga tale fino al prossimo Sanremo e a tutti quelli che arriveranno”. Tra lucciconi e aria di congedo, perfino nello sketch della famiglia Addams, Sanremo si avvia a incoronare il vincitore di un’edizione che ha scontato un calo di ascolti rispetto all’anno scorso (-5 punti di share per la serata dei duetti), ma ha appassionato i ragazzi ed e’ riuscita a ringiovanire il pubblico di Rai1, centrando il 50% sul target 15-24 anni e macinando record sulle piattaforme digital e social. Complici un cast variegato e coraggioso e i temi di brani come il disagio giovanile, il rapporto genitori figli, la violenza domestica.

Il primo superospite della serata e’ Eros Ramazzotti che torna all’Ariston a 35 anni dalla vittoria nelle Nuove Proposte con Terra Promessa: canta Vita ce n’e’, duetta con Baglioni in Adesso tu, poi condivide con Luis Fonsi, la star di Despacito, Per le strade una canzone. Piu’ avanti tocca ad Elisa: e’ da brivido il duetto con Baglioni in Vedrai, vedrai di Luigi Tenco. Nel festival delle tematiche giovanili gli omaggi hanno pero’ il sapore della nostalgia: Baglioni, Bisio e Raffaele si danno all’avanspettacolo Camminando sotto la pioggia, in omaggio a Erminio Macario. Poi, a sorpresa, le telecamere si spostano davanti all’Ariston dove lo Stato Sociale canta con Pozzetto E la vita, la vita, cavallo di battaglia di Cochi e Renato. Virginia Raffaele libera il suo talento dalle briglie dell”ecco a voi’, in un medley travolgente in cui presta voce e mimica a Malika Ayane, Patty Pravo, Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia e, naturalmente, Ornella Vanoni. Standing ovation per lei: in prima fila, i vertici Rai, con l’ad Fabrizio Salini, il presidente Marcello Foa, la direttrice di Rai1 Teresa De Santis seduta accanto a Mara Venier. Ad aprire la gara e’ Daniele Silvestri, con Argentovivo, il suo viaggio nel lato oscuro dell’adolescenza, accompagnato da Rancore.

Anna Tatangelo si commuove alla fine del suo brano Le nostre anime di notte. Ghemon canta Rose viola con uno dei suoi proverbiali soprabiti over, rosso arancio. I Negrita convincono con il mix di rock e pop di I ragazzi stanno bene. Per loro ‘tifa’ Joe Bastianich, che pero’ fa parte della Giuria d’onore: “Vote Negriteband”, scrive su Instagram, poi cancella il post. Di grande impatto l’esibizione di Ultimo che si mangia il palco con I tuoi particolari. Nek propone la sua Mi faro’ trovare pronto. Ancora tutti in piedi per Loredana Berte’: entusiasmo la sua performance esplosiva con Cosa ti aspetti da me. Il ‘classico’ Francesco Renga di Aspetto che torni precede Mahmood, una delle rivelazioni di questo festival con la sua Soldi (che sconta una breve interruzione per un problema tecnico). Gli Ex-Otago in total white propongono Solo una canzone (e il frontman Maurizio Carucci si concede un abbraccio e bacio appassionato con la fidanzata Martina in prima fila). L’abbraccio e’ collettivo per Il Volo, che trascina il teatro con Musica che resta. Grintosa e supersexy, Paola Turci graffia con L’ultimo ostacolo. L’esibizione scenografica degli Zen Circus con L’amore e’ una dittatura precede la coppia Patty Pravo e Briga (Un po’ come la vita). Mi sento bene, canta Arisa, ma sconta qualche incertezza (per l’influenza) e appare molto emozionata. In scaletta poi Irama (La ragazza con il cuore di latta), Achille Lauro, ancora al centro delle polemiche per un’accusa di plagio (Rolls Royce), Nino D’Angelo e Livio Cori (Un’altra luce), Federica Carta e Shade (Senza farlo apposta), Simone Cristicchi (Abbi cura di me), Enrico Nigiotti (Nonno Hollywood), i Boomdabash (Per un milione), Einar (Parole nuove). Chiude la gara Motta (Dov’e’ l’Italia), aspettando il verdetto.

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“The Beautiful Ones”, esce in ottobre in libreria una autobiografia in memoir di Prince

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Un’autobiografia di Prince sarà in libreria dal prossimo autunno. ‘The Beautiful Ones’ uscirà il 29 ottobre ed è una serie di manoscritti incompleti, rare foto, album di ritagli e testi dello stesso artista. Il libro, di 288 pagine, era in programma già prima della sua morte avvenuta il 21 aprile del 2016. “The Beautiful Ones – ha detto Random House, la casa editrice che pubblicherà il libro – è un racconto personale di come Prince Rogers Nelson è diventato il Prince che conosciamo”. L’introduzione è stata curata da Dan Piepenbring, giornalista del New York, che Prince aveva scelto come collaboratore. Il memoir va dall’infanzia di Prince ai primi anni della sua carriera da musicista e utilizza suoi scritti personali, foto e appunti scritti a mano di quelle che sarebbero diventate le sue canzoni più famose.

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Beyoncè, album a sorpresa e documentario su Netflix per i suoi fan

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Mercoledì di passione per i fan di Beyoncè, che lancia album a sorpresa e documentario su Netflix. La notizia del documentario sulla piattaforma streaming circolava da tempo, ma nessuno immaginava che la regina del pop avrebbe anche fatto uscire un nuovo album dal vivo su Tidal, la piattaforma musicale del marito Jay-Z. ‘Homecoming: A Film by Beyonce” e ‘Homecoming: The Live Album’, con 40 tracce tra cui diverse hit storiche, raccontano di come Beyonce’ abbia fatto storia con la performance a Coachella nel 2018, sia stata la prima donna di colore ad aprire il famoso festival musicale in California. Il documentario e’ anche un dietro le scene del festival e mostra come i ballerini si preparano e come si prepara la stessa Beyonce’; tra gli ospiti ci sono anche Jay-Z, la sorella Solange Knowles e le ex delle Destiny’s Child, Kelly Rowland e Michelle Williams. A meta’ tra film concerto e backstage, il docufilm e’ stato diretto e prodotto dalla stessa artista e girato lungo un arco di tempo di otto mesi.

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“White Black”, nuovo singolo di Capone & Bungt Bangt: è un invito alla riflessione e alla memoria sulle migrazioni nell’Italia dei porti chiusi

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Il nuovo singolo dal titolo “WhiteBlack” nasce certamente da una esigenza/urgenza emotiva ed artistica di Maurizio Capone. Nel paese che dice “i nostri porti sono chiusi”, sbattendo le porte in faccia ai migranti salvati nel Mediterraneo, usare la musica per farci riflettere sul fenomeno delle migrazioni è uno strumento potentissimo. Maurizio Capone & Bungt Bangt riportano agli onori della cronaca con il nuovo brano dal testo diretto, semplice ed ironico, i salvataggi in mare dei migranti, la loro accoglienza, la loro integrazione. È un inno alla riflessione e un invito a non perdere mai la memoria. Quello che accade oggi a chi approda sulle coste italiane dovrebbe ricordare a tutti gli italiani quelle pagine anche molto dolorose della storia recente delle migrazioni degli italiani negli Usa.
Maurizio Capone il 9 Maggio riceverà il “Premio Felicia e Peppino Impastato”, con lui il Sindaco di Riace Mimmo Lucano.

Dedicato ai nostri nonni, forse per alcuni bis-nonni, che emigrarono dall’Italia negli anni in cui la fame li spinse a cercare fortuna oltreoceano. Il titolo della canzone è preso da uno dei tanti nomignoli utilizzati per offenderli, chiamandoli “bianchi neri” venivano associati agli ex schiavi africani. Uno spunto per riflettere sull’assurdo atteggiamento di chiusura e disprezzo verso gli odierni migranti e su come, in modo inspiegabile, cambiano le valutazioni e la percezione dei problemi quando riguardano gli altri” dichiara Maurizio Capone.
In stile old school rap il brano è stato prodotto in collaborazione con D-Ross (Luché, Fabri Fibra, Marracash, Gué Pequeno, Franco Ricciardi). La maggior parte dei suoni sono generati da oggetti che si trovavano all’interno dello studio durante le registrazioni. La porta dello studio stesso diventa rullante, il bracciolo della poltrona, le bottigliette del caffè da asporto riciclate e naturalmente la strumentazione tipica della band come la scopa elettrica, lo scatolophon, la buatteria, solo per citarne alcuni.  Un sound che si fonde con la voce di Capone che scrive un testo in italiano, napoletano ed inglese carico di ironia e sarcasmo. Capone & BungtBangt leggono le moderne contraddizioni e colgono come sempre l’occasione per suggerire con la loro musica un modo di pensare aperto e senza discriminazioni con un linguaggio attuale ed una strumentazione innovativa.

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