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Sanremo, la grande moda italiana: look da favola per i protagonisti

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E anche la seconda serata del Festival di Sanremo si è conclusa in grande stile in tutti i sensi, numerosi gli outfit di livello, sul palco si è vista la grande moda ma anche chi non ha centrato l’obiettivo.

Amadeus ha accolto il pubblico con una giacca color melanzana e ancora una volta si è affidato a Gai Mattiolo: look di sicuro effetto

Lorena Cesarini co-conduttrice della seconda serata, ha fatto un lungo e toccante monologo sul razzsimo ma non ha colpito il pubblico con i suoi outfit. L’attrice si è affidata a Valentino con un look troppo aggressivo per quel palco. Voto 6

Le protagoniste de ‘L’amica geniale’ hanno conquistato l’Ariston con il miglior look della serata, Gaia Girace e Margherita Mazzucco.che andranno in onda con la nuova serie in tv dopo la settimana di Sanremo, quando hanno percorso la scalinata che porta sul palco sembravano una visione. Due belle ragazze avvolte da nuvole leggere e colorate. Margherita ha indossato un abito di Giorgio Armani, Gaia una creazione Valentino. Voto 10

Il super ospite Laura Pausini che sarà la conduttrice dell’Eurofestival con Mika e Alessandro Cattelan.
Si è presentata al festival con un look di Versace. Voto 7

Sangiovanni, giovane talento di Amici20, si è affidato a Susanna Ausoni per il suo look sanremese. Voto 6 –

La grande artista nella storia della musica italiana, Iva Zanicchi, ha indossato un abito lungo, sobrio ma eleganti. Voto 9

Emma Marrone è è stata una delle più eleganti della serata: ha sfoggiato un outfit firmato Gucci. Ispirazione Old Hollywood: voto 9

Elisa scelto il bianco, come nel 2021 quando vinse con ‘Luce’. Il look è Maison Valentino, disegnato dallo stilista e amico Pierpaolo Piccioli. Voto 10

Il bellissimo cantante romano, Fabrizio Moro, ha calcato il palco dell’Ariston con uno smoking firmato Philipp, rimanendo fedele al suo stile. Voto 8

L’ex talent di Amici di Maria De Filippi, Aka, ha indossato un completo dalla stampa colorata di Stella McCartney. Voto 6

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Il sorpasso dello streaming, in Usa batte la tv via cavo

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Gli americani cambiano le abitudini e prendono le distanze dalla tradizionale tv via cavo. A luglio, per la prima volta nella storia, hanno infatti trascorso piu’ tempo godendosi i contenuti dei servizi in streaming che davanti ai programmi trasmessi via cavo. Il grande sorpasso, certificato dai dati Nielsen, era nell’aria da mesi e conferma un trend in atto da tempo: la fuga dai tradizionali abbonamenti televisivi, complice anche un’inflazione che costringe gli americani a rivedere e tagliare le spese. Lo streaming il mese scorso ha catturato il 34,8% del tempo trascorso davanti al piccolo schermo a fronte del 34,4% della tv via cavo. Per Netflix, Disney+ e le le loro sorelle si tratta di un dato importante che lascia ben sperare in un panorama di concorrenza sempre piu’ aggressivo. Il tempo trascorso davanti allo streaming e’ infatti salito di ben il 22,6% a luglio. Il balzo e’ stato accompagnato da un calo del 9,8% del tempo passato davanti alla tradizionale tv via cavo, in cui i grandi network stanno incontrando non poche difficolta’. E’ il caso di Cnn che, secondo alcune stime, vedra’ quest’anno scendere il suo utile sotto la soglia psicologica di 1 miliardo di dollari per la prima volta dal 2016. Fra i servizi in streaming a luglio la parte del leone l’hanno giocata Prime Video di Amazon, Netflix, Hulu e YouTube, con Netflix regina grazie alla serie di successo ‘Stranger Things’. Intanto il colosso fondato da Jeff Bezos sta spingendo sull’acceleratore della sua divisione di intrattenimento, ritenuta chiave per gli abbonati Prime, ed e’ a caccia di un super manager per i suoi Amazon Studios. Secondo indiscrezioni avrebbe avuto contatti con Scott Stuber, manager della divisione film di Netflix e uno dei piu’ potenti nel settore, ma anche con l’ex Paramount Pictures Emma Waters. A pesare sulla tv via cavo a luglio, il mese del grande sorpasso, e’ stata l’assenza di grandi eventi sportivi. Nelle prossime settimane la ripresa della Nfl dovrebbe aiutare la tradizionale tv a riguadagnare terreno. Nonostante questo le rilevazioni Nielsen indicano un significativo cambio delle tendenze, accentuato da un caro vita che non lascia respiro e costringe gli americani a ‘cut the cord’, rinunciare ai tradizionali abbonamenti tv. Piu’ economici e flessibili, i servizi in streaming offrono un’ampia scelta e contenuti originali a prezzi che, seppur in aumento, non si avvicinano a quelli del cavo.

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Johnny Depp torna sul set, in Francia è re Luigi XV

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La faccia truccata di bianco come si usava nel Settecento, il viso di profilo con un accenno di barba, gli occhi coperti da una sciarpa in seta come per giocare a moscacieca, il cappello bianco con le piume: e’ la prima immagine, giocosa e ironica di Johnny Depp nel ruolo del re Luigi XV nel film diretto da Maiwenn che interpreta lei stessa Jeanne du Barry, la cortigiana del re. La societa’ di produzione di Rust And Bone e A Prophet Why Not ha dato notizia che le riprese sono iniziate il 26 luglio per 11 settimane andranno tra Versailles e altri castelli della regione parigina, oltre allo studio. E’ il primo film di Depp in tre anni (il primo ruolo importante dopo il film indipendente Minamata) e segue la sua vittoria nel turbolento processo per diffamazione contro l’ex moglie Amber Heard. L’ambizioso dramma e’ liberamente ispirato alla vita di Jeanne du Barry, l’ultima amante di Luigi XV alla corte di Versailles, dopo Madame de Pompadour. Nata in poverta’, la Du Barry e’ una giovane donna della classe operaia affamata di cultura e piacere che usa la sua intelligenza e il suo fascino per scalare uno dopo l’altro i gradini della scala sociale. Diventa la compagna preferita di Luigi XV che riacquista il suo appetito per la vita grazie alla loro relazione. I due si innamorano perdutamente. Contro ogni decoro ed etichetta, Jeanne si trasferisce a Versailles, dove il suo arrivo scandalizza la corte. Luigi XV mori’ nel 1774 e Madame du Barry fu costretta a ritirarsi in convento. Fu cosi’ che Maria Antonietta comincio’ a regnare incontrastata in Francia. Nel cast tra gli altri Benjamin Lavernhe, Pierre Richard, Melvil Poupaud, Noe’mie Lvovsky, Pascal Greggory e India Hair. Jeanne du Barry e’ il sesto film della regista Maiwenn e la produzione piu’ ambiziosa fino ad oggi. Tra i suoi film acclamati il vincitore del Premio della Giuria a Cannes 2011 Polisse; Mon Roi, per il quale Emmanuelle Bercot ha vinto come miglior attrice a Cannes nel 2015, e il lavoro semi-autobiografico DNA , che e’ stato festeggiato con la special label di Cannes 2020.

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Jovanotti insiste, econazisti mitomani pericolosi

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Non accenna a placarsi la polemica sul Jova Beach Party: dopo aver dato degli ‘econazisti’ agli ambientalisti che criticano la sua scelta di suonare davanti a migliaia di persone sulle spiagge, Lorenzo Cherubini – che ha ‘lucchettato’ il suo profilo twitter – risponde al geologo Mario Tozzi, che ieri su La Stampa, in una lettera aperta al cantante, ha spiegato che “concerti con 50mila persone non sono sostenibili da alcun sistema naturale”. “L’altro giorno – scrive su Facebook ‘Jova’, rispondendo al divulgatore scientifico e invitandolo a una data del suo Jova beach party – ho chiamato ‘econazisti’ quei mitomani pericolosi che polarizzano violentemente la grande questione dell’ecologia dentro a piccoli brand personali non accreditati se non da loro stessi e dai like rimediati a vanvera. Li ho chiamati econazisti perche’ essi lo sono”. Sono 20mila le firme sotto la petizione, su change.org, per dire ‘No ai grandi eventi su spiagge e siti naturali’, lanciata da associazioni ambientaliste e animaliste come Enpa, Lav, Marevivo Onlus e Sea Shepherd Italia. La replica di Jovanotti, pero’, e’ diretta al professor Tozzi: “Seguo il tuo lavoro di scienziato e di divulgatore da tanto tempo e mi ricordo quando nel 2019 hai difeso le nostre feste in spiaggia, non capisco quindi cosa sia cambiato nel frattempo. Tutto e’ stato fatto bene in collaborazione con Wwf (io non ho competenze specifiche, loro ne hanno), anzi ancora meglio. Abbiamo tutti i permessi delle autorita’ competenti, locali, regionali e nazionali”. In particolare, “le spiagge dove suoniamo sono luoghi popolari sempre pieni di gente”, dove “le ruspe ci passano quasi tutte le mattine da maggio a ottobre anche senza JovaBeach”. Anzi, “la spiaggia di Lido di Fermo non e’ piu’ ‘naturale’ di Hyde park o del prato di San Siro”. Per quanto riguarda le polemiche animaliste, “non andiamo mai, nemmeno una volta, – scrive Jova, che fara’ tappa con il suo show il 12 e 13 agosto a Roccella Jonica – in luoghi dove c’e’ la possibilita’ di nidificazione del fratino o presenza di caretta caretta o altre specie animali o vegetali protette”. “Io davvero, per quello che ho potuto verificare e fidandomi di gente esperta che ci affianca in questa avventura, non ho niente di cui pentirmi” sottolinea ancora l’artista, per il quale “fare di JBP un bersaglio ecologista e’ semplicemente assurdo, perche’ la verita’ e’ proprio che noi siamo la piu’ grande iniziativa che parla di ambiente mai fatta in Italia. Questa cupezza da ‘santa inquisizione’ che qualcuno vuole infondere al tema ambientale usando JBP e’ controproducente – le sue conclusioni – soprattutto per l’ambiente”. Da parte loro, le associazioni ambientaliste ricordano che per gli show di Roccella Jonica i permessi ci sono, tutto e’ legale e regolare, ma “movimentare migliaia di metri cubi di sabbia per rendere fruibile la spiaggia a migliaia di persone, oltre a distruggere dune, piante pioniere ed ecosistemi diversi, e’ pericoloso per la stabilita’ dell’arenile”. E su twitter molti abbinano la scelta di chiudere il profilo alle polemiche sul Jova beach Party: “Sei Jovanotti e invece di proteggere le spiagge proteggi i tuoi tweet”, l’accusa al cantante, 3,7 milioni di follower.

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