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Sanremo, Amadeus difende il suo festival “in rosa”

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Il festival nel segno delle donne, il festival imprevedibile che esce dall’Ariston e contamina tutta la citta’, il festival che e’ di tutti e che ha un occhio rivolto al passato, ma guarda soprattutto al presente e al futuro. E anche il festival delle polemiche-prima-del-festival. Amadeus spinge il piede sull’acceleratore e comincia a delineare come sara’ il “suo” Sanremo, che quest’anno celebra la 70/a edizione. Al suo fianco, come annunciato, non avra’ le classiche vallette, ma un parterre di donne “che rappresentano mondi, ruoli ed esperienze diverse”. Accanto a lui, gia’ oggi alla presentazione nella cittadina ligure, una presenza solida e di esperienza come quella di Antonella Clerici, giornaliste del tg come Laura Chimenti ed Emma D’Aquino, la conduttrice sportiva Diletta Leotta e la giovane influencer nonche’ fidanzata di Valentino Rossi Francesca Sofia Novello. Attese, poi, all’Ariston, la giornalista palestinese Rula Jubreal (la scelta che ha fatto piu’ discutere), l’icona degli anni Ottanta Sabrina Salerno, il volto della tv albanese Alketa Vejsiu, la modella spagnola compagna di Ronaldo Georgina Rodriguez e l’inossidabile Mara Venier che traghettera’ il festival direttamente verso Domenica In. “E ci sara’ anche Monica Bellucci, ospite d’onore”, avverte Amadeus che rivendica la sua scelta tutta al femminile. “Perche’ limitarsi solo a due, ho pensato. E cosi’ ho invitato amiche che stimo e donne che mi incuriosiscono”. Una scelta che non e’ stata esente da polemiche (una delle tante che hanno gia’ animato la manifestazione piu’ chiacchierata d’Italia), come quella innescata dal nome di Rula Jebreal. “Mi occupo di spettacolo e non di politica – ribadisce convinto il direttore artistico e conduttore -, nel mio Sanremo e’ lo show che deve prevalere. Volevo una giornalista internazionale che parlasse di donne, ma non immaginavo che potesse essere cosi’ divisiva: quando si accusa la violenza, penso che non ci sia colore della pelle, ceto sociale o appartenenza politica che tenga. La donna va rispettata ovunque nel mondo”. Rula Jebreal sarebbe stata anche il contatto giusto per portare Michelle Obama al festival, “ma con il budget non ce l’avremmo fatta” e cosi’ l’ipotesi e’ sfumata insieme a quella di avere Oprah Winfrey. Altra polemica in rosa e’ quella che ha coinvolto Rita Pavone, accusata di essere stata scelta tra i 24 Big perche’ convinta sovranista. “Non sapevo neanche che lo fosse, oltre a non fregarmene niente. Ho scelto le canzoni, senza pensare ad agevolare uno o l’altro artista. Ho pensato all’attualita’, a un canzone che la mattina dopo potesse essere in radio”, taglia corto. In quota polemiche, e’ entrato anche il cambio dei direttori di rete (fuori Teresa De Santis, dentro Stefano Coletta per Rai1), a poche settimane dalla partenza di uno dei fiori all’occhiello della tv di Stato. “L’imprevedibilita’ che cerco per il mio festival, si traduce anche in questo”, prova a sdrammatizzare Amadeus, che poi torna serio: “Ringrazio Teresa De Santis, che insieme all’ad Salini mi ha voluto qui. La macchina va avanti e dobbiamo portare a casa un festival che e’ patrimonio del nostro Paese. Al di la’ di quello che sta accadendo, stiamo giocando una partita importante”. Sulla stessa linea, il presidente di Rai Pubblicita’ Antonio Marano: “La Rai ha una grande capacita’: la maglia, lo spogliatoio, e la panchina lunga. Quello che conta e’ il progetto. Nulla si e’ fermato perche’ nessuno riesce a fermare questa azienda”. Avanti tutta, dunque per una manifestazione che vedra’ anche il ritorno di Roberto Benigni e la presenza fissa per tutte le serate di Tiziano Ferro e di Fiorello, che interviene via messaggio vocale, oltre che in video. “Ama, c’ho l’ansia. Non e’ che non voglio dirti che cosa faro’, e’ che proprio non lo so. Ma chi me l’ha fatto fare!!!”. “Lui e’ mio fratello. Ci siamo promessi 35 anni fa di fare Sanremo insieme, non poteva tirarsi indietro”. Ci saranno anche la popstar Dua Lipa, Johnny Dorelli, Mika e Massimo Ranieri. Si sta chiudendo sulla presenza di Al Bano e Romina Power, di Zucchero e di Ultimo. Nel suo immaginario, Amadeus vuole un festival che stupisca, “che mi rispecchi, senza adagiarsi sulle precedenti 69 edizioni”. Il Sanremo 2020 uscira’ dai confini dell’Ariston, “come nessuno conduttore ha fatto prima”. E per tenere a bada l’ansia, seguira’ il consiglio dell’amica Clerici. “Faro’ finta di essere ai Soliti Ignoti o al Festivalbar”.

 

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Portogallo, arriva la tassa per i pensionati: addio buen retiro dei vecchietti arzilli di mezza europa

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Con la prossima legge di Bilancio il Portogallo potrebbe tornare a tassare i pensionati europei che decidono di spostare li’ la residenza rendendo meno conveniente la scelta di quegli anziani che stanno valutando di lasciare il paese di origine per passare gli anni del pensionamento in un luogo caldo e senza imposte. Nel 2009, al culmine della crisi economica, Lisbona aveva deciso di esentare gli europei dal pagamento delle tasse per 10 anni a condizione che vivessero nel Paese almeno sei mesi l’anno. Le condizioni fiscali favorevoli hanno fatto si’ che in questi anni aumentasse il numero delle emigrazioni verso il Portogallo convincendo a trasferirsi in questo Paese soprattutto i pensionati con gli importi di assegno medi piu’ alti.

L’Inps, secondo i dati aggiornati al 2019, paga in Portogallo 2.897 pensioni a ex lavoratori del settore privato per un importo medio di 2.720 euro, largamente superiore a quello medio di tutte le pensioni. A questi si aggiungono anche i pensionati degli enti previdenziali privati. Se si guarda all’Inps soprattutto in Portogallo sono pagate in media dall’Inps le pensioni piu’ alte che in qualsiasi altro Paese europeo. Nel complesso l’Inps paga 383.088 pensioni all’estero con importi medi molto bassi (meno di 260 euro), poiche’ basate nella stragrande maggioranza su pochi anni di contributi pagati nel nostro Paese. “Gli stranieri con lo status di residente non regolare smetteranno di essere esentati dalle tasse e verranno sottoposti ad un’aliquota del 10 per cento sulle loro entrate”, ha detto Catarina Mendes, leader del gruppo socialista in Parlamento.

I socialisti hanno 108 deputati su 230 seggi e sono dunque la forza dominante. Il cambiamento colpira’ insieme ai pensionati italiani anche le migliaia di francesi, britannici e tedeschi che hanno scelto le localita’ portoghesi per ritirarsi dal lavoro. Per molti italiani potrebbe essere conveniente rientrare in Italia dato che esiste una norma che prevede la flat tax al 7% al Sud per coloro che decidessero di rientrare nel nostro Paese (o per gli stranieri che decidono di trasferirsi) e risiedere in un piccolo centro urbano (meno di 20.000 abitanti) delle regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia. L’opzione per i pensionati all’estero e’ valida solo per cinque anni, quindi fino al 2024.

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Radio Kiss Kiss sfonda il muro dei 3 milioni di ascoltatori nel giorno medio e ora accende anche la Tv

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C’è una grande radio che ha cuore e testa a Napoli. È Radio Kiss Kiss che oramai viaggia stabilmente sui tre milioni e centomila ascoltatori nel giorno medio. Sono numeri eccezionali che premiano il lavoro di una squadra che ogni giorno offre musica, intrattenimento, approfondimenti, informazione con allegria, competenza, equilibrio e ad una velocità di crociera che piace a chi adora la Radio.

Proiettati verso un futuro perfetto. Il tanto sospirato numero è arrivato: Radio Kiss Kiss, la radio con la più alta crescita di share nell’ultimo decennio, è oggi una grande realtà italiana che finalmente raccoglie ciò che ha seminato nel tempo, raggiungendo quel tanto sospirato numero perfetto, quel “tre” (3.122.000 di ascoltatori nel Giorno Medio, dati di ascolti TER II semestre 2019) che ci consente di guardare al futuro e che contestualmente ci proietta nella dimensione che evidentemente meritiamo” è stato il commento se volete scanso, asciutto di Lucia Niespolo, presidente del gruppo Radio Kiss Kiss. “Gli ultimi 10 anni per Radio Kiss Kiss sono stati una vera e propria escalation di emozioni, lavoro, scelte e risultati sempre vincenti. Non bisogna però considerare questo risultato come un traguardo, ma come un grande incentivo a fare sempre meglio e ancora di più!” è l’appello della manager che evidentemente sa che le cose possono ancora migliorare vista la squadra messa in campo. 

La mia squadra ha lavorato sodo, con idee innovative che hanno consentito, ogni giorno, di far breccia nel cuore degli ascoltatori. E quando la testa, il cuore e la professionalità riescono a far fronte comune non c’è più nessuna battaglia insuperabile. Oggi godiamo – spiega Lucia Niespoli -, finalmente, di un risultato meritato, sudato, studiato. Voglio dire grazie a tutti, alle nostre donne, ai nostri uomini, conduttori, fonici, giornalisti, tecnici, tutta la squadra che  vede finalmente premiato il loro grande impegno ed i nostri sforzi” argomenta sempre la presidente di Radio Kiss Kiss. Che poi accenna alle sfide che l’attendono. “Proprio a suggello dell’ascesa di Radio Kiss Kiss, è giunta l’accensione del canale televisivo nazionale, KISS KISS TV, al numero 158 del digitale terrestre, 727 di SKY e 65 TV SAT. Sono davvero felice – continua la manager leader del gruppo – per il coronamento di anni di sforzi profusi per rendere questa radio sempre più bella e desidero ringraziare, ad uno ad uno, tutti i componenti del mio gruppo e, soprattutto, i nostri meravigliosi ascoltatori. GRAZIE!!”. 

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Elezioni suppletive al Senato, ecco i candidati nei tre collegi che sceglieranno il senatore in Lazio,Umbria e Campania

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Manca solo l’ufficializzazione degli ultimi candidati per completare il tratto di strada finale che portera’ alle elezioni suppletive nel Lazio, Umbria e Campania. Le urne si apriranno a Roma l’1 marzo per il Collegio 01 per eleggere un deputato dopo il seggio vacante lasciato da Paolo Gentiloni (Pd), dimessosi il 2 dicembre dopo la sua nomina a Bruxelles a Commissario europeo per gli affari economici e monetari. In Umbria si terranno invece l’8 marzo per eleggere un senatore nel Collegio uninominale Umbria 02, restato vacante dopo le dimissioni di Donatella Tesei (Lega), eletta Presidente della Regione. Per la Campania infine il voto si terrà il 23 febbraio per eleggere nel Collego uninominale 07 un seggio al Senato lasciato da Franco Ortolani (M5S), deceduto a novembre scorso. A Roma i principali candidati nel Collegio 01 (prevalentemente quartieri del Centro tra cui Trastevere, Prati, Flaminio, Esquilino, Testaccio, Castro Pretorio, Trionfale, Monti e Trevi) sono l’attuale ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, candidato per il centro sinistra; Maurizio Leo, docente e già deputato per An e assessore al Bilancio al Comune di Roma per il centrodestra; Rossella Rendina, attivista del Movimento 5 stelle, scelta senza consultazione sulla piattaforma Rousseau perchè a detta del Movimento sarebbe stata l’unica candidata che ha rispettato tutti i requisiti previsti dal Regolamento; Marco Rizzo per il Partito Comunista; Elisabetta Canitano (Potere al Popolo) e Luca Maria Lo Muzio Lezza (Volt Italia). Sempre nella capitale ha annunciato la sua candidatura anche il presidente nazionale del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi. A Roma la scelta di Gualtieri è maturata in sostanza come terza ipotesi. Nelle settimane scorse infatti si è assistito a un lungo braccio di ferro con Italia Viva, con Matteo Renzi che proponeva insieme a Azione di Carlo Calenda e +Europa di Emma Bonino il nome della giornalista Federica Angeli, in alternativa a Gianni Cuperlo proposto da Nicola Zingaretti per il Pd. In Umbria non e’ ancora chiaro quali nomi saranno in lizza, le candidature dovranno essere presentate tra domenica 2 e lunedi’ 3 febbraio alla Corte d’appello di Perugia e i partiti sono al lavoro per scegliere i candidati. Nel frattempo pero’ il M5S ha fatto sapere che il prescelto sara’ Roberto Alcidi, sul quale – al pari della sua collega romana Rossella Rendina – la decisone e’ stata presa senza una consultazione on-line sulla piattaforma Rousseau perche’ anch’egli in possesso di tutti i requisiti previsti dal Regolamento del Movimento. Il collegio in Umbria comprende tutta la provincia di Terni e 27 comuni di quella di Perugia, da Nocera Umbra a Todi. Anche se il dato non e’ ancora ufficiale dovrebbero essere interessati alla consultazione circa 300 mila elettori. Alle politiche del marzo 2018 Tesei venne eletta con il 38,5% dei voti, superando Marco Moroni, M5s, con il 28%, e Simonetta Mignozzetti, Pd, 25,7%. In quella tornata elettorale tutti i collegi uninominali di Camera e Senato dell’Umbria andarono al centro destra. In Campania (il Collegio 07 comprende molti quartieri di Napoli, tra cui Arenella, Barra, Piscinola, Miano, Poggioreale, Ponticelli, San Carlo all’Arena, San Giovanni a Teduccio, San Pietro a Patierno, Scampia, Secondigliano, Vomero, Vicaria e Zona Industriale) i principali candidati sono: Sandro Ruotolo, giornalista, per la lista ‘Napoli con Ruotolo’, sostenuta da Pd, Leu, DemA e Italia Viva; Luigi Napolitano, ex compagno universitario di Luigi Di Maio, per il M5S; Salvatore Guangi, sostenuto da FI, Lega e FdI; Riccardo Guarino di Rinascimento Partenopeo e Giuseppe Aragno di Potere al Popolo. Anche in Campania non sono mancate le polemiche. Il sindaco Luigi de Magistris ha aperto una riflessione – alla luce dei risultati deludenti del M5S nelle regionali in Emilia Romagna e in Calabria – sulla opportunita’ da parte di un candidato pentastellato di presentarsi alle suppletive per il Senato e in primavera per la Regione Campania.

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