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Sanremo, Alicia Keys conquista l’Ariston: duetto con Ramazzotti e standing ovation per Mogol

Alicia Keys superospite a Sanremo canta in italiano con Eros Ramazzotti e dedica Empire State of Mind a Sanremo. Premio alla carriera a Mogol, emozione per Pausini e finale Nuove Proposte.

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È la superospite internazionale della terza serata del Festival di Sanremo, ma celebra anche le sue origini siciliane cantando in italiano. Alicia Keys infiamma l’Ariston in duetto con Eros Ramazzotti sulle note de L’Aurora, poi incanta il pubblico al pianoforte, in piedi, con Empire State of Mind trasformando “New York” in “Sanremo”.

Ramazzotti festeggia i 40 anni da Adesso Tu, ricordando la vittoria del 1986 introdotta da un video di Pippo Baudo. “Il successo non mi ha fatto sentire superiore”, riflette l’artista, con uno sguardo alle tensioni del presente.

Premio alla carriera a Mogol

Standing ovation per Mogol, premiato a pochi mesi dai 90 anni. “Un’accoglienza così mi ha commosso”, dice ricordando le 1776 canzoni depositate alla Siae e i 523 milioni di dischi venduti nel mondo.

Da Un’avventura a La prima cosa bella, fino a Dormi amore, dedicata alla moglie, il tributo attraversa pagine centrali della musica italiana.

Pausini e l’appello per la pace

Momento da incorniciare anche per Laura Pausini che interpreta Heal the World di Michael Jackson insieme al Piccolo Coro dell’Antoniano e al Coro di Caivano.

Sul led compare la scritta “Make Music Not War”. “Vogliamo tutti un mondo senza guerre e lo vogliamo per loro”, dice l’artista indicando i bambini.

Ascolti e comicità

La terza serata condotta da Carlo Conti registra 9 milioni 53mila spettatori e il 59,5% di share.

Tra gli interventi comici, Ubaldo Pantani ironizza su conduttori e allenatori, mentre Vincenzo De Lucia diverte nei panni di Maria De Filippi e annuncia, tra le gag, le “richieste” del prossimo conduttore.

Nuove Proposte e top five

La finale delle Nuove Proposte premia Nicolò Filippucci con Laguna. Angelica Bove ottiene il Premio della Critica Mia Martini e quello della Sala Stampa Lucio Dalla.

Nel corso della serata risuona anche l’appello di Paolo Sarullo, giovane rimasto tetraplegico dopo un’aggressione, che invita a fermare la violenza sui giovani.

Sfilano 15 Big. A fine serata, la top five vede protagonisti Arisa, Sayf, Luchè, Serena Brancale e Sal Da Vinci.

Sanremo alterna emozione, memoria musicale, spettacolo e dibattito, confermandosi palcoscenico centrale della cultura popolare italiana.

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Decreto sicurezza, stop al Senato: scontro politico e mille emendamenti rallentano l’iter

Il decreto sicurezza rallenta al Senato tra rinvii, mille emendamenti e tensioni politiche: maggioranza costretta a correggere il testo.

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Si ferma per un giorno l’iter del decreto sicurezza al Senato, ma con l’obiettivo dichiarato di accelerare già dalle prossime ore.

La maggioranza ha accettato il rinvio chiesto dalle opposizioni, dovuto all’assenza dei pareri della Commissione Bilancio sugli emendamenti. Una pausa tecnica che però ha un peso politico evidente, perché consente al centrosinistra di rilanciare l’ostruzionismo.

Ostruzionismo e mille emendamenti

Le opposizioni – Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e Italia Viva – hanno ripresentato in Aula circa mille emendamenti, tutti da votare uno per uno.

La linea è chiara: nessun accordo e nessun passo indietro. Il provvedimento viene definito “pessimo” e “liberticida”, con l’obiettivo dichiarato di rallentarne l’approvazione.

Le correzioni della maggioranza

A complicare ulteriormente il percorso sono le modifiche che lo stesso centrodestra intende apportare al testo: circa trenta interventi.

Tra questi, la revisione della norma sul porto di coltelli, per evitare che venga sanzionato anche chi utilizza lame per attività lecite, come pesca o raccolta di funghi. Si valuta l’esclusione dal reato per lame inferiori ai 5 centimetri.

Queste correzioni rendono di fatto impraticabile il ricorso alla fiducia, che avrebbe consentito tempi più rapidi.

Scadenza ravvicinata e passaggio alla Camera

Il decreto deve essere convertito entro il 25 aprile. Dopo il Senato, servirà un secondo passaggio alla Camera.

A Montecitorio la maggioranza punta a comprimere i tempi: la Commissione Affari costituzionali è pronta a lavorare anche nel weekend per arrivare all’approvazione definitiva all’inizio della prossima settimana, probabilmente con voto di fiducia.

Tensioni in Aula e scontro politico

La giornata è stata segnata anche da momenti di tensione in Aula. La vicepresidente del Senato Licia Ronzulli ha richiamato all’ordine la senatrice Barbara Floridia, dando vita a uno scontro che ha portato alla sospensione della seduta.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha poi espresso solidarietà alla presidenza dell’Aula, difendendo la gestione dei lavori.

Un iter più complesso del previsto

Il decreto sicurezza, fortemente voluto dal governo guidato da Giorgia Meloni, nasce con l’obiettivo di intervenire su violenza giovanile, ordine pubblico e strumenti di prevenzione.

Tuttavia, la scelta dello strumento del decreto legge – invece di un disegno di legge ordinario – ha compresso i tempi parlamentari, aumentando la conflittualità politica e rendendo l’iter più accidentato.

La partita resta aperta: i numeri per l’approvazione ci sono, ma servirà una corsa serrata per rispettare le scadenze.

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Zelensky chiede più difese aeree, Russia minaccia l’Europa: “Siti di produzione possibili obiettivi”

Zelensky in Europa per ottenere difese aeree e fondi. Mosca avverte: i siti europei che producono armi per Kiev sono “obiettivi”.

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha indicato come priorità assoluta il rafforzamento della difesa aerea del Paese, chiedendo agli alleati europei sostegno per acquistare e produrre nuovi sistemi, in particolare i Patriot.

“Ogni giorno servono missili di difesa aerea”, ha ribadito, mentre proseguono gli attacchi russi contro infrastrutture e aree civili.

Nuovi aiuti da Europa e alleati

Nel corso della sua missione diplomatica, Zelensky ha incassato nuovi impegni:

  • Germania e Ucraina hanno concordato un pacchetto da 4 miliardi di euro
  • Norvegia ha promesso 9 miliardi di assistenza
  • Il Regno Unito ha annunciato l’invio di 120mila droni entro l’anno

Anche l’Italia, con la premier Giorgia Meloni, ha espresso interesse a rafforzare la cooperazione industriale, soprattutto nel settore dei droni.

La risposta della Russia: “Obiettivi in Europa”

Mosca ha reagito duramente all’intensificazione del sostegno occidentale. Il ministero della Difesa russo ha definito la produzione europea di droni per Kiev “un passo deliberato verso l’escalation”, indicando i siti industriali coinvolti come “potenziali obiettivi”.

Un avvertimento rilanciato anche da Dmitry Medvedev, che ha parlato apertamente della possibilità di attacchi contro infrastrutture legate alla produzione militare per l’Ucraina.

Guerra che si allarga sul piano tecnologico

Il conflitto entra sempre più in una fase tecnologica. Kiev ha sviluppato competenze avanzate nell’uso di droni e sistemi di intercettazione, ma resta limitata dalla disponibilità finanziaria per aumentare la produzione.

Parallelamente, gli attacchi a lungo raggio ucraini stanno colpendo obiettivi strategici russi, inclusi impianti energetici e industriali.

Attacchi continui e bilancio pesante

Secondo dati ucraini, negli ultimi mesi la Russia ha lanciato migliaia di droni e centinaia di missili contro il Paese.

Nelle ultime ore nuovi raid hanno colpito diverse regioni, con vittime civili e danni a infrastrutture, tra cui università e impianti sportivi.

Coordinamento internazionale

Oltre 50 Paesi stanno coordinando gli aiuti militari a Kiev in riunioni periodiche. Al tavolo anche la Nato, con il segretario generale Mark Rutte che ha invitato a non distogliere l’attenzione dall’Ucraina nonostante le crisi in Medio Oriente.

Il conflitto resta aperto e senza una prospettiva immediata di soluzione diplomatica, mentre cresce il rischio di un allargamento delle tensioni anche fuori dai confini ucraini.

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Esteri

Qatar-Trump, telefonata sull’escalation: l’emiro chiede de-escalation nello Stretto di Hormuz

Telefonata tra l’emiro del Qatar Tamim al-Thani e Donald Trump: al centro la crisi nello Stretto di Hormuz e la richiesta di de-escalation.

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Lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani ha avuto un colloquio telefonico con Donald Trump per affrontare la “rapida escalation delle tensioni” in Medio Oriente.

Al centro della conversazione, secondo quanto riferito, la situazione nello Stretto di Hormuz e le conseguenze sulla sicurezza internazionale.

Preoccupazione per energia e rotte marittime

I due leader hanno discusso in particolare della sicurezza marittima e della stabilità dei mercati energetici, in un contesto segnato da blocchi contrapposti nell’area.

Lo Stretto di Hormuz resta infatti un punto strategico per il traffico globale di petrolio e gas, con ricadute immediate sulle catene di approvvigionamento.

L’appello alla de-escalation

Nel corso del colloquio, l’emiro del Qatar ha sollecitato un rafforzamento degli sforzi internazionali per evitare un’ulteriore escalation.

Ribadita la necessità di privilegiare strumenti diplomatici per garantire sicurezza e stabilità, sia a livello regionale sia globale, in una fase di forte incertezza geopolitica.

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