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Sanità, monitoraggio Lea 2024: Veneto primo, migliorano le Regioni ma resta il divario Nord-Sud

Il monitoraggio 2024 dei Livelli essenziali di assistenza premia Veneto, Emilia-Romagna e Toscana. Scendono da otto a tre le Regioni sotto la soglia di sufficienza, ma persistono forti disuguaglianze territoriali tra Nord e Sud.

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donna in ospedale

La sanità italiana registra segnali di miglioramento, ma il divario tra le diverse aree del Paese resta evidente. È quanto emerge dalla verifica del Ministero della Salute sui Livelli essenziali di assistenza (Lea) relativi al 2024, effettuata attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia, che valuta le performance delle Regioni sulla base di 88 indicatori distribuiti nelle tre macroaree della prevenzione, dell’assistenza distrettuale e dell’assistenza ospedaliera.

Per ottenere una valutazione positiva, ogni Regione deve raggiungere almeno 60 punti su 100 in ciascuna delle tre aree esaminate.

Veneto al primo posto, seguono Emilia-Romagna e Toscana

A guidare la classifica nazionale è il Veneto, che ottiene 288 punti su 300, confermandosi la Regione con le migliori prestazioni complessive.

Il punteggio è frutto di risultati particolarmente elevati in tutti gli ambiti valutati:

  • 96 punti nella prevenzione
  • 95 nell’assistenza distrettuale
  • 97 nell’assistenza ospedaliera

Alle spalle del Veneto si collocano:

  • Emilia-Romagna con 282 punti
  • Toscana con 280
  • Piemonte con 272
  • Provincia autonoma di Trento, che conquista il miglior risultato nazionale nella prevenzione con 98 punti
  • Lombardia con 270 punti

Nella fascia immediatamente successiva figurano anche Umbria, Liguria e Friuli Venezia Giulia, tutte con risultati superiori alla soglia di sufficienza.

Solo tre territori restano sotto la soglia

Rispetto al monitoraggio precedente, il numero delle amministrazioni che non raggiungono gli standard minimi si riduce sensibilmente.

Nel 2023 erano otto le Regioni e Province autonome insufficienti. Nel 2024 restano soltanto:

  • Calabria
  • Sicilia
  • Provincia autonoma di Bolzano

Le criticità, però, non sono identiche.

Sicilia e Bolzano continuano a registrare risultati insufficienti soprattutto nell’area della prevenzione, fermandosi rispettivamente a 49 e 59 punti.

La Calabria, ultima nella graduatoria complessiva, mostra invece le maggiori difficoltà nell’assistenza territoriale, dove ottiene 52 punti, pur migliorando rispetto ai 40 punti registrati nel 2023.

Schillaci: «Un cambio di passo certificato dai dati»

Per il ministro della Salute Orazio Schillaci, i risultati evidenziano un’evoluzione positiva del sistema sanitario nazionale.

Secondo il ministro, la riduzione delle Regioni insufficienti da otto a tre rappresenta un indicatore concreto del lavoro svolto dal Governo per rendere il servizio sanitario più efficiente e vicino ai cittadini.

Schillaci ha inoltre ricordato l’incremento delle risorse destinate alla sanità, pari a oltre 5 miliardi di euro aggiuntivirispetto al 2023, ritenendolo uno degli elementi che hanno contribuito al miglioramento delle performance regionali.

Crescono anche Valle d’Aosta, Abruzzo e Basilicata

Tra i progressi più significativi figurano quelli della Valle d’Aosta, dell’Abruzzo e della Basilicata, che hanno recuperato terreno soprattutto nell’assistenza distrettuale dopo le gravi insufficienze registrate nel monitoraggio precedente.

Passi avanti vengono evidenziati anche nella prevenzione per Liguria, Molise e ancora Abruzzo, segnale di un miglioramento diffuso, seppur con intensità differenti.

Resta il divario tra Nord e Sud

Il quadro generale appare dunque incoraggiante, ma continua a mettere in evidenza profonde differenze territoriali nell’accesso ai servizi sanitari.

Le Regioni del Nord mantengono mediamente standard più elevati sia nella prevenzione sia nell’assistenza territoriale e ospedaliera, mentre diverse realtà del Mezzogiorno continuano a registrare ritardi che incidono sulla qualità delle cure offerte ai cittadini.

Un tema richiamato anche dalla Società Italiana di Medicina Interna (Simi). Il presidente Nicola Montano ha sottolineato come l’obiettivo debba essere quello di garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dalla Regione di residenza, gli stessi livelli di qualità, appropriatezza e tempestività delle prestazioni sanitarie.

Il monitoraggio dei Lea conferma quindi un sistema sanitario in miglioramento, ma ancora caratterizzato da forti disuguaglianze territoriali che rappresentano una delle principali sfide per il Servizio sanitario nazionale.

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Esteri

Piogge record in Giappone: otto morti, Chiba sommersa e migliaia bloccati a Narita

Un’alluvione provocata da precipitazioni eccezionali ha colpito Chiba, nell’area metropolitana di Tokyo. Il bilancio provvisorio è di otto morti e un disperso. Trasporti paralizzati, evacuazioni e migliaia di passeggeri costretti a trascorrere la notte all’aeroporto di Narita.

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Almeno otto persone sono morte e una risulta dispersa dopo le piogge torrenziali che hanno investito la prefettura di Chiba, a est di Tokyo. Il bilancio resta provvisorio mentre proseguono le ricerche e gli interventi nelle zone isolate.

Il nubifragio ha paralizzato trasporti e servizi nel pieno dell’Obon, la festività buddhista durante la quale milioni di giapponesi tornano nei luoghi d’origine per ricordare gli antenati.

Più di 360 millimetri in un giorno

Nella città di Chiba sono caduti oltre 360 millimetri di pioggia in 24 ore, più di tre volte la media dell’intero mese di agosto. Diverse stazioni meteorologiche della prefettura hanno superato i precedenti record.

L’Agenzia meteorologica giapponese ha diramato l’allerta di livello 5, il massimo previsto, in numerosi comuni interessati da inondazioni e rischio di frane. Nonostante l’attenuazione delle precipitazioni, il terreno saturo e i corsi d’acqua ingrossati continuano a rappresentare un pericolo.

Alcune vittime sono rimaste intrappolate in veicoli sommersi dalle acque. Oltre trenta persone sono rimaste ferite, mentre centinaia di abitazioni risultano allagate o danneggiate.

Settemila passeggeri bloccati a Narita

All’aeroporto internazionale di Narita circa settemila passeggeri hanno trascorso la notte nei terminal. Il personale ha distribuito sacchi a pelo e generi di prima necessità dopo la cancellazione dei voli e l’interruzione dei collegamenti ferroviari e stradali.

Migliaia di pendolari hanno trovato riparo nelle stazioni, negli uffici pubblici e nei municipi. Autostrade e linee ferroviarie sono state chiuse per allagamenti e smottamenti, mentre decine di migliaia di abitazioni sono rimaste temporaneamente senza elettricità.

Oltre 400mila persone hanno ricevuto indicazioni o ordini di evacuazione. Il governo ha mobilitato anche le forze di autodifesa per sostenere i soccorritori.

Il governatore: «Mai visto un disastro simile»

Il governatore di Chiba, Toshihito Kumagai, ha descritto l’evento come una situazione senza precedenti nella propria esperienza amministrativa.

L’impatto è stato aggravato dall’elevata urbanizzazione della regione. Strade asfaltate, superfici impermeabili e sistemi di drenaggio sopraffatti dalla quantità d’acqua caduta in poche ore hanno favorito l’allagamento di quartieri, sottopassi e arterie di collegamento.

Il ruolo del riscaldamento globale

Il riscaldamento globale aumenta la quantità di vapore acqueo che può essere trattenuta nell’atmosfera e crea condizioni favorevoli a precipitazioni più intense. È quindi coerente con l’aumento del rischio di eventi estremi osservato in diverse regioni del pianeta.

Non è però scientificamente corretto attribuire automaticamente un singolo nubifragio al cambiamento climatico senza uno specifico studio di attribuzione. Nel caso di Chiba, gli esperti indicano tra le cause immediate l’incontro tra aria calda e molto umida e masse più fredde presenti in quota.

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Esteri

La Groenlandia blocca le trivelle della compagnia vicina a Trump: mancano i permessi

Le autorità groenlandesi hanno fermato il progetto esplorativo di Greenland Energy nella regione protetta di Jameson Land. La società aveva portato attrezzature sull’isola senza tutte le autorizzazioni necessarie. Le perforazioni non potranno iniziare prima dell’inverno 2027.

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La Groenlandia ha imposto il rinvio delle trivellazioni programmate da Greenland Energy, compagnia petrolifera statunitense sostenuta da investitori e personalità vicine a Donald Trump.

La società aveva fatto arrivare a luglio alcune attrezzature sulla costa orientale dell’isola senza aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie. Le prime perforazioni esplorative sarebbero dovute iniziare nelle prossime settimane, ma il governo groenlandese ha stabilito che la procedura di valutazione non potrà essere completata in tempo.

Trivellazioni rinviate almeno al 2027

Le autorità dovranno esaminare l’impatto ambientale e sociale del progetto, previsto nella regione di Jameson Land. Si tratta di un’area umida protetta, popolata da specie rare di uccelli e da buoi muschiati dai quali dipendono anche le attività dei cacciatori locali.

Nella migliore delle ipotesi, le trivellazioni potrebbero cominciare durante l’inverno del 2027. Il rinvio smentisce le previsioni dell’inviato presidenziale statunitense Jeff Landry, secondo il quale il petrolio groenlandese avrebbe potuto entrare in produzione entro una decina di mesi.

È inoltre necessario distinguere tra perforazioni esplorative ed estrazione commerciale: anche l’eventuale individuazione di un giacimento non consentirebbe l’avvio immediato della produzione.

Il progetto da 60 milioni di dollari

Greenland Energy intende finanziare con circa 60 milioni di dollari le attività esplorative, ottenendo in cambio una partecipazione di maggioranza nel progetto. Il partner britannico 80 Mile possiede alcune licenze rilasciate prima del 2021, anno in cui la Groenlandia ha smesso di concedere nuovi permessi petroliferi per ragioni climatiche e ambientali.

L’amministratore delegato Robert Price sostiene che sotto Jameson Land potrebbero trovarsi riserve petrolifere dal valore di mille miliardi di dollari. Si tratta, però, di una stima della società non ancora dimostrata attraverso perforazioni.

Dopo lo stop, Greenland Energy ha dichiarato di voler rispettare le regole groenlandesi e utilizzare il rinvio per perfezionare il progetto e rafforzare i rapporti con le comunità locali.

La vicenda assume anche un significato geopolitico per le ripetute dichiarazioni di Trump sull’interesse statunitense verso la Groenlandia. Le autorità dell’isola ribadiscono però che lo sfruttamento delle risorse naturali deve sottostare alle leggi locali, indipendentemente dai legami politici o finanziari dei potenziali investitori.

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Cronache

Ischia e Procida, camion oltre 35 quintali in partenza da Napoli: circa 40 al giorno

Dopo il sisma del 31 luglio e la scoperta di due edifici pericolanti a Pozzuoli, circa 40 camion al giorno diretti a Ischia e Procida saranno trasferiti allo scalo napoletano di Porta di Massa. Deroga per i mezzi dei rifiuti, ancora da definire la soluzione per gas e carburanti.

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I camion più pesanti diretti a Ischia e Procida partiranno temporaneamente da Porta di Massa, a Napoli. La soluzione è stata confermata dal prefetto Michele di Bari durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuta a Ischia con i sindaci dell’isola.

Il provvedimento è legato alle condizioni di due edifici del centro di Pozzuoli, risultati pericolanti dopo le verifiche effettuate in seguito al terremoto del 31 luglio. Le limitazioni servono a ridurre il passaggio dei mezzi più pesanti lungo le strade di accesso allo scalo flegreo.

Da Pozzuoli soltanto mezzi fino a 35 quintali

Dal porto di Pozzuoli potranno continuare a partire per Ischia e Procida i veicoli lunghi non più di otto metri e con un peso non superiore a 35 quintali.

I camion oltre tale limite saranno invece imbarcati da Porta di Massa. Secondo i dati forniti dal prefetto, il trasferimento riguarderà circa il 25% dei mezzi commerciali diretti abitualmente verso le isole del Golfo: complessivamente una quarantina di camion al giorno.

La riorganizzazione dovrà garantire la continuità nell’approvvigionamento delle merci, evitando nello stesso tempo il transito dei mezzi più pesanti accanto agli edifici danneggiati.

Deroga per i camion dei rifiuti

Resta prevista una deroga per gli automezzi che trasportano i rifiuti dalle isole alle discariche della terraferma.

Non è stata invece ancora assunta una decisione definitiva per le autobotti e gli altri mezzi incaricati di rifornire Ischia e Procida di gas e carburanti. La questione dovrà essere risolta in tempi rapidi per evitare problemi nella distribuzione.

Una misura temporanea

Il prefetto ha precisato che la soluzione non sarà definitiva. I due fabbricati pericolanti dovrebbero essere messi in sicurezza in tempi brevi, consentendo di ripristinare la piena accessibilità al porto di Pozzuoli per tutti i veicoli.

Fino alla conclusione degli interventi, il traffico commerciale destinato alle isole sarà quindi suddiviso tra i due scali: i mezzi più leggeri continueranno a utilizzare Pozzuoli, mentre quelli oltre i 35 quintali partiranno da Napoli.

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