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Sanità malata e politica, sulle lenzuola del Cardarelli fanno finta di litigare Salvini-De Luca

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De Luca furioso, Salvini lancia l’aiuto-provocazione delle lenzuola della protezione civile, la Regione risponde ‘no grazie’ e il Cardarelli intanto torna alla normalita’. Lo sciopero dei lavandai dell’Asl Napoli 1 si trasforma in battaglia politica giocata sulla direttrice Roma-Napoli, sulla contrapposizione Lega-Pd, mentre l’emergenza rientra con l’American Laundry che torna a lavorare e fornisce alle 6.30 del mattino le 3.000 lenzuola al piu’ grande ospedale del Mezzogiorno che riprende regolarmente ogni tipo di ricovero e cura. Lo sciopero e’ finito in vista del tavolo regionale del 27 marzo in cui si cerchera’ una mediazione con la Hospital Service che subentra nell’appalto di lavanderia, visto che l’American Laundry e’ stata colpita da interdittiva antimafia. L’allarme lanciato ieri dal Cardarelli con il differimento dei ricoveri non urgenti, quindi, rientra: “Oggi tutto si e’ svolto nella normalita’ – conferma Franco Paradiso, direttore sanitario del nosocomio – ma gia’ ieri pomeriggio la situazione era tornata normale”. De Luca, invece, non ci sta e tuona contro i media: “Mi sono intossicato – dice – perche’ sul giornale ho visto la vicenda delle lenzuola. Sono indignato ho il sangue agli occhi per il farabuttismo e l’imbecillita’ che porta nei Tg nazionali le lenzuola mentre muoiono persone in pronto soccorso di altre citta’”. E mentre il governatore parla al Cardarelli, dal Viminale arriva la notizia che circa 3000 lenzuola sono gia’ pronte a partire dal centro di protezione civile di Capua verso il Cardarelli.

“Al Cardarelli non c’e’ stata e non c’e’ alcuna emergenza. Le lenzuola, Salvini puo’ sempre regalarle ai balconi d’Italia perche’ la richiesta e’ ormai da record – aggiunge – Per risolvere le vere emergenze, il Viminale faccia il suo dovere: individuare e sanzionare quelli che interrompono pubblici servizi mettendo in atto iniziative ricattatorie sulla pelle dei malati. Qualche completo coordinato puo’ essere mandato anche a casa del ministro per rinnovare il suo corredo”. Salvini replica a stretto giro: “Le lenzuola sono pronte, se la Regione cambiasse idea sono qui. De Luca insulta ma non mi offendo: non risolve i problemi, sta per essere sfrattato e capisco il nervosismo”. E cosi’ le lenzuola restano a Capua. Il 27 c’e’ il tavolo regionale su American Laundry, ma De Luca avvisa i lavoratori: “Cacciamo la camorra dalla sanita’. La nuova ditta assumera’ chi lava la biancheria ma non i centralinisti e gli amministrativi”.

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La banda di famiglia che trafugava opere d’arte nel Museo Villa Livia a Napoli e le vendeva ad antiquari e collezionisti

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Figurano la custode del Museo “Villa Livia” di Napoli, suo marito, e anche i due figli minori della coppia, tra i componenti la banda di ladri che, su commissione, hanno trafugato dal Museo diverse d’opere d’arte poi rivendute ad antiquari e collezionisti a cui la donna faceva pervenire un campionario fotografico via WhatsApp. A scoprirlo sono stati i carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale che hanno eseguito sei misure cautelari (due arresti in carcere, tre ai domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) emesse dal gip di Napoli e dal Tribunale dei Minori. Le indagini – partite nel 2018, dopo la denuncia del direttore della Galleria – hanno consentito di scoprire che lei rubava, con il marito che le faceva da palo, e i due figli minori portavano il bottino ai due ricettatori i quali a loro volta lo consegnavano agli acquirenti. Villa Livia è stata usata come set per la fiction “I Bastardi di Pizzofalcone” e per il film “La Paranza dei bambini”. Nei guai è finita Maria Grazia Mazzarella, la custode di Villa Livia. Era lei che inviava persino ai potenziali acquirenti un campionario fotografico delle opere ‘disponibili’. Quelle che poi depredava con l’aiuto del marito e dei figli minori di età.
Contestualmente alle misure cautelari (due in carcere, tre ai domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), eseguiti anche 8 decreti di perquisizione nei confronti di acquirenti. Il reato contestato è  associazione a delinquere finalizzata al furto e alla ricettazione di opere d’arte.

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Salvatore Narciso, il papà-mostro che ha ucciso la sua bambina di 16 mesi è piantonato in ospedale

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Rinviato a causa delle condizioni cliniche e psichiche l’interrogatorio di Salvatore Narciso, l’uomo accusato di aver lanciato  dal balcone la figlia di 16 mesi uccidendola. Narciso è ricoverato al Cardarelli perchè aveva tentato  il suicidio buttandosi nel vuoto e rimanendo gravemente ferito. Il magistrato che indaga sulla tragedia di San Gennaro Vesuviano aspetterà che i medici diano il via libera all’interrogatorio. Narciso al momento è piantonato. Ancora non ci sarebbe una misura restrittiva nei suoi confronti. Ma è solo questione di tempo. In Paese nessun ricorda una tragedia simile a quella di ieri. Salvatore Narciso ha ucciso Ginevra, la figlioletta di appena 16 mesi, lanciandola da una finestra al secondo piano, per poi tentare il suicidio subito dopo. “Bravissime persone – spiegano in un piccolo bar della piazza principale del paese – le figlie sono entrambe laureate.

Tutti gentili, se li incrociavi salutavano. La mamma della bambina non la si vedeva spesso. E’ medico, una tragedia quella che e’ successa. Dove l’avra’ trovato a quello li’? Non doveva morire la bambina, doveva essere il contrario”. “Perche’ non l’hanno ancora arrestato? – chiede qualche donna – dicono che ora rischia di restare paralizzato. Ma devono metterlo in galera e buttare via la chiave. Uccidere una bambina, sua figlia. Che schifo. Ha distrutto tutta la famiglia, e ha sconvolto il paese. Non era mai avvenuto un fatto cosi’ tragico”. Qualche altro cittadino ricorda della morte di una bambina avvenuta non molti anni fa. “Pero’ quella bimba mori’ per un boccone andatole di traverso – sottolineano – nessuno l’ha uccisa. La sua morte sconvolse tutti anche se era piu’ grandicella, avra’ avuto nove o dieci anni. Ma quello che e’ accaduto ieri e’ terribile. Quell’uomo e’ un mostro. Ha ragione la moglie”.

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Sanità a Napoli, ancora atti vandalici al San Giovanni Bosco

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Una serratura forzata ed una vetrata danneggiata. Sono gli ultimi due atti intimidatori che hanno come bersaglio l’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli e che, secondo il commissario dell’ASL Napoli 1 Ciro Verdoliva, “sono tentativi di marcare il territorio da parte di chi fino a poco tempo fa svolgeva attivita’ illecite o non autorizzate all’interno dell’ospedale”. Gli episodi di stanotte che hanno interessato un vetro dell’ex bar e la porta della direzione amministrativa seguono altri atti vandalici, l’ultimo dei quali l’allagamento di alcuni bagni con liquami fuoriusciti dai servizi igienici. ”Da quando abbiamo chiuso il bar che svolgeva senza autorizzazione l’attivita’, rimosso i distributori di merendine abusivamente istallarti nei reparti e allontanato i parcheggiatori abusivi che si erano appropriati dei piazzali antistanti siamo stati continuamente oggetto di queste intimidazioni. Vogliono riappropriarsi del territorio – conclude Verdoliva – ma non lo consentiremo perchè noi tutti, gli uomini e le donne che qui come altrove in citta’ svolgiamo professionalmente la nostra missione, siamo piu’ forti di loro”.

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