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Salute

Sanità, Aldo Patriciello: Napoli guiderà la riscossa nella ricerca scientifica

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“Napoli deve essere capoluogo del Mediterraneo, deve puntare sui giovani e sulle eccellenze. Dobbiamo avere la forza di trattenere i nostri giovani fornendo loro ambienti ideali, tecnologie, un clima di organizzazione serena perché altrimenti esportiamo cervelli e indeboliamo l’intero Mezzogiorno. L’Europa ha messo a disposizione tantissimi fondi per la ricerca. Napoli può guidare una riscossa nella sanità e nella ricerca di cui abbiamo bisogno in Italia e in Europa”. Così l’eurodeputato di Forza Italia Aldo Patriciello a margine del First Naples Healthcare Summit.

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Tumori, il 10% dei casi dovuto a fattori ambientali

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In Italia lo smog e il radon sono responsabili del 3,5% delle morti per tumore. Sono i dati dell’Agenzia europea dell’Ambiente, secondo cui in generale nell’Ue e negli altri Paesi europei fattori ambientali prevenibili (esposizione all’inquinamento atmosferico, fumo passivo, radon, raggi ultravioletti, amianto, alcune sostanze chimiche e ad altri inquinanti) causano oltre il 10% di tutti i casi di cancro. Per quanto riguarda i decessi da smog e radon, l’incidenza varia tra il 7,2% del Montenegro e lo 0,7% dell’Islanda. Secondo il rapporto, l’inquinamento dell’aria (sia indoor che outdoor) e’ legato a circa l’1% di tutti i casi di tumore in Europa e causa circa il 2% di tutti i decessi per cancro. Per i soli tumori polmonari, l’incidenza sale al 9% dei decessi. L’esposizione indoor al radon e’ collegata fino al 2% di tutti i casi di cancro e a un caso di cancro ai polmoni su dieci in Europa. L’Aea indica che le radiazioni ultraviolette naturali possono essere responsabili fino al 4% di tutti i casi di cancro in Europa. L’esposizione al fumo passivo puo’ aumentare il rischio complessivo di tutti i tumori fino al 16% nelle persone che non sono mai state fumatrici.

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Batterio da 1 centimetro sfida leggi della biologia

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Sfida le leggi della biologia finora considerate un dogma, il batterio gigante visibile a occhio nudo. E’ lungo un centimetro ed e’ stato scoperto nelle paludi di mangrovie ai Caraibi, nell’arcipelago di Guadalupa. Chiamato Thiomargarita magnifica, non solo e’ 5.000 volte piu’ grande della maggior parte dei batteri, ma presenta anche una struttura interna complessa, che probabilmente gli ha permesso di aggirare le comuni limitazioni fisiche ed energetiche incontrate dai suoi parenti. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, si deve allo statunitense Lawrence Berkeley National Laboratory e suggerisce che questo possa essere solo il primo di un gruppo di batteri giganti ancora da scoprire. “Possiamo sicuramente attenderci la scoperta di altri batteri, anche piu’ grandi: si tratta di una tipologia che vive di solito in ambienti molto inospitali e che quindi sono ancora poco studiati”, dice Fiorentina Ascenzioni, docente di Microbiologia alla Sapienza Universita’ di Roma. “Tra l’altro, potrebbero farci capire meglio l’evoluzione della vita sulla Terra – prosegue Ascenzioni – perche’ potrebbero presentare caratteristiche intermedie tra i batteri e gli organismi piu’ complessi”. Tradizionalmente i batteri sono visibili solo per mezzo di microscopi in grado di ingrandire l’oggetto osservato dalle 100 alle 1.000 volte, ma in questo caso e’ stato possibile vedere il nuovo batterio senza bisogno di utilizzare alcuno strumento. “Per metterlo nel giusto contesto, sarebbe come immaginare un essere umano che incontra un altro umano alto come l’Everest”, dice Jean-Marie Volland, che ha coordinato lo studio. L’organismo e’ stato individuato, sotto forma di sottili filamenti bianchi, sulle foglie delle mangrovie cadute nell’acqua della palude. “Continuiamo a chiamarli microrganismi, ma ormai sappiamo che non tutti sono cosi’ piccoli”, afferma Ascenzioni: “Non e’ il primo esempio di batterio gigante, infatti appartiene al genere Thiomargarita, che raccoglie batteri di grandi dimensioni, e ormai abbiamo esempi simili anche tra i virus”. Dopo averlo sottoposto ad analisi piu’ approfondite, i ricercatori hanno scoperto che il Dna del batterio Thiomargarita magnifica, invece di trovarsi libero all’interno dell’unica cellula com’e’ tipico degli altri microrganismi simili, e’ racchiuso all’interno di strutture composte da membrane: si tratta di un livello di organizzazione decisamente piu’ elevato, che e’ possibile trovare in cellule molto piu’ complesse. “Questa e’ una novita’, ma il Dna risulta atipico anche per le sue dimensioni”, aggiunge la docente della Sapienza: “e’ circa tre volte quello di un batterio medio e lo stesso vale per il numero di geni”. Secondo gli autori dello studio, l’insieme di queste straordinarie caratteristiche potrebbe aver permesso al batterio gigante di raggiungere le sue dimensioni fuori dal comune. Resta pero’ ancora aperta la domanda su come e perche’ questi organismi si siano evoluti in questo modo.

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Neuromed, si sperimenta un dispositivo anti-Covid per purificare l’aria negli ospedali

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Una apparecchiatura installata sul soffitto, come un normale condizionatore, che è capace di filtrare e sanificare l’aria presente in un ambiente, combattendo anche microrganismi come il coronavirus: è appena partita presso l’ I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli la sperimentazione di questo innovativo dispositivo.
L’idea è partita nel pieno della pandemia da COVID-19, ma potrà diventare uno standard per garantire in generale la sicurezza degli ambienti ospedalieri: sanificare l’aria che personale e pazienti respirano, eliminando microrganismi nocivi e combattendo in questo modo la diffusione di malattie infettive.
“Questo progetto europeo di cui Neuromed fa parte – dice l’ingegner Luigi Pavone, Bioingegneria Clinica del Neuromed – è stato finanziato attraverso un’azione specifica contro il Coronavirus nell’ambito del programma Horizon 2020. Al centro dell’iniziativa, di cui è capofila una PMI austriaca, la Villinger GMBH, c’è un sistema innovativo per la purificazione dell’aria con lo scopo di proteggere sia gli operatori sanitari che i pazienti e i visitatori dalle possibili contaminazioni. Il nostro Istituto ha il compito preciso di testare e certificare questi dispositivi, valutandone l’efficacia in un ambiente reale, come è quello dei nostri ambulatori di oculistica. Nei prossimi giorni, quindi, valuteremo la loro efficacia nel raggiungere gli obiettivi prefissati di sanificazione dell’aria”.

“Il dispositivo installato qui nel Neuromed – spiega l’ingegner Daniele Cafolla, responsabile del Laboratorio di Biomeccatronica – rappresenta una netta innovazione rispetto ai comuni sistemi già utilizzati di ionizzazione dell’aria. Infatti, oltre a non emettere monossido di azoto, capace di eseguire un’efficiente disinfezione elettrostatica e di rimuovere delle particelle indesiderate dall’aria. Nato per il SARS-Cov-2, questo sistema ha una struttura modulare, che permetterà di adattarlo a diversi patogeni, rispondendo alle necessità di disinfezione che dovessero presentarsi in futuro. Infine, è stato progettato in modo da essere installato con molta facilità, e questo lo rende uno strumento molto valido per tutti quegli ambienti, pensiamo a una sala d’attesa, in cui sia necessario garantire una qualità dell’aria ineccepibile”.

Emilia Belfiore

“Il progetto CLEAN-AIR – commenta l’avvocato Emilia Belfiore, Responsabile dell’Ufficio Ricerca e Sviluppo del Neuromed – rappresenta una prova tangibile del valore aggiunto dei progetti di ricerca e sviluppo finanziati dalla Commissione Europea, che ha puntato sull’integrazione di competenze scientifiche e capacità di innovazione delle migliori eccellenze europee ed internazionali per identificare dispositivi innovativi per la lotta alla pandemia.
Una priorità anche per l’IRCCS Neuromed che, grazie al partenariato con aziende, Università e centri di ricerca di Austria, Germania ed Israele, potrà sviluppare tecnologie e dispositivi utili a garantire ai pazienti ed a tutti i cittadini standard di qualità dei servizi sanitari sempre più elevati”.

L’IRCCS Neuromed
L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Neuromed di Pozzilli (IS) rappresenta un punto di riferimento a livello italiano ed internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie che colpiscono il sistema nervoso. Un centro in cui i medici, i ricercatori, il personale e gli stessi pazienti formano una alleanza rivolta a garantire il miglior livello di assistenza possibile e cure all’avanguardia, guidate dagli sviluppi scientifici più avanzati.

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