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Economia

Samsung frena come Apple, primo calo utili in due anni

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Anche Samsung Electronics, dopo Apple, ha annunciato una brusca frenata dei conti con utili e vendite in affanno nel quarto trimestre 2018 e la previsione di un anno difficile e in ripresa solo nella sua seconda parte. Il gruppo sudcoreano ha mostra un’inattesa debolezza coi profitti operativi in calo annuo del 28,7%, a 10.800 miliardi di won (9,6 miliardi di dollari), meno dei 13.800 miliardi stimati dai mercati e in flessione per la prima volta in due anni. Dai dati preliminari emerge, come per Cupertino, il deterioramento dei rapporti sul commercio tra Usa e Cina, i due mercati di riferimento per l’export, tra le cause alla base del calo della domanda di memorie chip per personal computer e dispositivi mobili, i pilastri dei risultati record finora registrati. Le vendite scendono del 10,6%, a 59.000 miliardi di won (a fronte dei 63.600 miliardi attesi), avvalorando lo scenario che non si limita solo alle minori commesse di componenti da Apple, ma anche alla piu’ incerta domanda e alle pressioni al ribasso sui prezzi di smartphone, server e pc. I titoli della societa’ hanno ceduto alla Borsa di Seul l’1,68%, in linea con il trend al ribasso materializzatosi in tutto il 2018 con un calo del 24%. Le memory chip, la piu’ grande fonte di profitti per il gruppo, hanno avuto i prezzi sotto pressione (dal 5% al 3%): Samsung ha detto di attendersi un primo trimestre difficile, con la profittabilita’ in ripresa nella seconda meta’ dell’anno in scia al miglioramento dei mercati e alla nuova linea di smartphone. Un settore, quest’ultimo, in cui pur tenendo la leadership mondiale, ha visto margini sempre piu’ sotto pressione per la concorrenza dei player cinesi come Huawei. Le spese di marketing e le vendite piatte degli smartphone hanno portato al declino della redditivita’ in un “mercato stagante e fortemente competitivo”. Nel terzo trimestre 2018, la consegne sono scese del 13% annuo a livello globale, secondo International Data Corporation. Un altro colosso sudcoreano LG ha lanciato un profit warning con un tonfo atteso nell’ultimo scorcio del 2018 dell’80%. Il secondo produttore mondiale di tv dopo Samsung ha ipotizzato utili operativi preliminari di 75,3 miliardi di won (67,03 milioni di dollari) contro stime della vigilia di 387 miliardi di won. Pesante la reazione in Borsa: -3,58%.

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Economia

Inps, arrivate 97.522 domande per pensione con Quota 100

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Sono 97.522 le domande di pensione arrivate all’Inps fino a ieri per l’accesso alla pensione con la cosiddetta Quota 100 (almeno 62 anni di eta’ e almeno 38 anni di contributi). Lo fa sapere l’Inps con una nota. Oltre il 73% (71.264 richieste) arriva da uomini. Oltre un terzo delle domande (34.639) arriva da dipendenti pubblici mentre 34.192 sono le domande arrivate da dipendenti privati. Quasi 33.000 domande arrivano da lavoratori che hanno meno di 63 anni di eta’ mentre circa 19.780 arrivano da over 65. La fascia di eta’ nella quale ci sono la maggior parte delle richieste di pensionamento anticipato con la nuova misura e’ quella tra 63 e 65 anni (44.910).

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Economia

Abuso posizione dominante, multa Ue a Google da 1,5 miliardi di euro

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Nuova stangata dall’Europa su Google, ancora una volta per abuso di posizione dominante. Con la multa da un miliardo e mezzo arrivata a oggi, il conto da saldare alla Ue sale a piu’ di nove miliardi di euro. Nel mirino stavolta e’ finito il servizio di pubblicita’ dei motori di ricerca AdSense, un prodotto di nicchia per il fatturato del colosso di Mountain View ma che comunque lo rende dominante anche in quel settore. Per questo Bruxelles aveva cominciato ad indagare e a luglio 2016 aveva gia’ inviato all’azienda le sue accuse formali: impediva ai concorrenti l’accesso a quel mercato. “Abbiamo gia’ introdotto una serie di cambiamenti ai nostri prodotti per rispondere alle preoccupazioni della Commissione. Nei prossimi mesi, introdurremo ulteriori aggiornamenti per incrementare la visibilita’ dei nostri concorrenti in Europa”, ha detto uno dei vicepresidenti di Google, Kent Walker, commentando la multa. I siti web di quotidiani, blog o aggregatori di siti di viaggio hanno spesso una funzione di ricerca. Quando un utente la usa, insieme ai risultati il sito propone annunci pubblicitari collegati alla ricerca. Attraverso AdSense for Search, Google fornisce queste pubblicita’ ai proprietari dei siti ‘publisher’. Google agisce quindi come un intermediario pubblicitario tra inserzionisti e proprietari di siti web che vogliono trarre profitto dallo spazio intorno alle pagine dei risultati della ricerca. L’antitrust Ue ricorda che con una quota di mercato superiore al 70%, tra il 2006 e il 2016 “Googlee’ stato di gran lunga l’attore piu’ forte nell’intermediazione pubblicitaria nei motori di ricerca nello Spazio economico europeo”. La posizione dominante sul mercato non sarebbe un problema in se’, se non venisse usata per ostacolare la concorrenza. E visto che i suoi diretti rivali, come Microsoft e Yahoo, non hanno la possibilita’ di vendere spazi pubblicitari nelle pagine dei risultati di ricerca di Google, i siti web di terzi rappresentano per loro un importante punto di accesso al mercato. Ma Google, in sostanza, glielo impediva. Secondo la Ue, che ha analizzato centinaia di accordi tra Google e i siti web, dal 2006 l’azienda inseriva nei suoi contratti quelle che la commissaria Margrethe Vestager ha definito “restrizioni contrattuali anticoncorrenziali”, ovvero clausole di esclusiva (che impedivano ai publisher di mostrare annunci pubblicitari di concorrenti) e successivamente clausole di “posizionamento premium”, che imponevano ai publisher di riservare lo spazio piu’ redditizio sulle pagine dei risultati di ricerca agli annunci di Google e di prevedere un numero minimo di suoi annunci. Col risultato che i concorrenti rimaneva tagliati fuori dagli spazi maggiormente visibili e cliccati. “Tale condotta illegale si e’ protratta per oltre 10 anni, negando ad altre societa’ la possibilita’ di competere sulla base dei meriti e di innovare, e ai consumatori di godere dei vantaggi della concorrenza”, ha detto Vestager.

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Kiton & Wall Street Journal, 30 manager dell’alta finanza e trenta signore della jet society a New York per un evento del brand napoletano con lo chef Nino Di Costanzo

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Metti una fantastica sera a New York, in casa Kiton, cioè il brand napoletano della moda dal target altissimo. Metti che è una cena organizzata dal WSJ, il Wall Street Journal, la bibbia dell’informazione economica mondiale. Metti a tavola trenta manager dell’alta finanza di Wall Street. Metti in cucina non semplicemente uno Chef stellato ma un grande della cucina mondiale, Nino Di Costanzo. Metti a capo tavola il direttore del WSJ, Antony Cenname, italo americano, sangue e temperamento italico, grande estimatore della cucina napoletana e grande ammiratore di Nino Di Costanzo. Ecco, questo è un evento Kiton che si incastona in una una serata perfetta nella Grande Mela.

Uno degli eventi Kiton in giro per il mondo, dove il marchio napoletano dell’alta moda artigianale è particolarmente apprezzato. Lo scopo degli eventi Kiton a tavola è quello di far conoscere ai clienti finali (in questo caso manager della finanza di Wall Street) le altre eccellenze napoletane che si fondono in perfetta armonia con la filosofia del brand. Sono eventi che consentono di avvicinare un pubblico di qualità al  brand dell’azienda che è l’espressione massima della manualità sartoriale napoletana nel mondo. La serata è stata di quelle di altissimo livello, con gli ospiti soddisfatti e felici ché hanno goduto delle mille attenzioni riservate loro.  A fare gli onori di casa Antonio Paone presidente di Kiton America.

Il pranzo è stato accompagnato dai vini di Salvatore Martusciello: per l’aperitivo Trentapioli Asprinio d’Aversa spumante classico, con antipasto, primo e secondo  sono stati serviti vini di Marisa Cuomo di Furore, per i dessert, zeppoline e babà alla Di Costanzo, i passiti di Luigi Maffini del Cilento, presentati da Nunzio Castaldo importatore e presidente della Capobianco Wine di NewYork.

 

Un evento doppio perché il giorno dopo, sempre in casa Kiton, c’è stato un brunch con Cristina Cuomo, cognata del Governatore dello Stato di New York, Kristen Lund, Dori Cooperman, Ainsley Earhardt, Kelly Posner Gerstenhaber e una trentina di signore dell’alta società newyorchese che hanno assistito alla presentazione della collezione donna Estate 2019 – quello americano è il primo mercato per il brand al femminile-  che hanno ammirato con entusiasmo e poi sono state deliziate dalla cucina di Nino Di Costanzo.

 

 

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