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Cronache

Salvini e Mosca, dalla maglietta di Putin ai tweet

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Matteo Salvini non ha mai nascosto la sua stima per il presidente russo Vladimir Putin ma se in passato ha avuto uscite che hanno innescato forti polemiche politiche, come quando nel 2014 defini’ la vittoria dei separatisti in Donbass come ‘un successo’, sulla guerra scatenata dal leader russo contro l’Ucraina ha dichiarato da subito la sua “ferma condanna” e chiarito che i suoi sforzi, dalla missione in Polonia al mai realizzato viaggio a Mosca, mirassero a tessere la tela della difficile pace tra ucraini e russi. Il caso delle possibili ‘ombre russe’ sulla crisi del governo Draghi, rilanciato oggi da La Stampa, e’ l’ultima puntata di un rapporto tra la Lega e la Russia di Putin che, negli anni, ha suscitato critiche. Come quando nel 2015 il leader leghista si presento’ con una maglietta raffigurante Putin all’Europarlamento aggiungendo “Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin!’. Episodio che gli si e’ ritorto contro quando a marzo il leader leghista e’ andato a portare solidarieta’ in Polonia ai profughi ucraini: il sindaco di Przemysl, citta’ al confine, lo accolse sventolandogli la T-shirt dello zar, rifiutandosi di parlare con lui sotto gli occhi delle telecamere dei giornalisti. “Una trappola orchestrata contro Salvini”, reagirono i fedelissimi. A maggio l’ex ministro rinuncia ad andare a Mosca ma scoppia la polemica sui biglietti dell’aereo pagati, e poi rimborsati, dall’ambasciata russa a Roma per l’impossibilita’ per il senatore leghista di farli direttamente a causa delle sanzioni. “Il viaggio e’ stato pagato – ha spiegato Salvini – dalla Lega, io non ho dei rubli e non posso fare il biglietto aereo pagando con quella moneta. Ho lavorato e sto lavorando per la pace a testa alta a nostre spese, economiche e politiche, e lo faro’ ancora nei prossimi giorni”. In realta’ la stima del segretario della Lega per Putin cammina su quel crinale sottile che in tanti anni ha accomunato leader e capi di Stato che con alti e bassi lo hanno considerato un partner: il presidente russo, fino all’invasione dell’ Ucraina, ha svolto un ruolo geopolitico su teatri, come la lotta all’Isis, indispensabili per l’Occidente. E’ in questa chiave che in vari tweet Salvini lo ha definito ‘uno dei personaggi che lascera’ traccia nella storia’. Ed e’ in questa scia che la Lega strinse, nel 2017, un accordo con Russia Unita, il partito del presidente russo. Certo restano episodi da chiarire, come la storia sui presunti fondi russi alla Lega che ha portato la Procura di Milano ad indagare su Gianluca Savoini, il leghista presidente dell’associazione LombardiaRussia, ipotizzando una corruzione internazionale dopo incontri di Savoini nel famoso hotel moscovita Metropol. “Non ho mai preso soldi – si e’ sempre difeso Savoini – dalla Russia, non ho mai parlato a nome della Lega e di Salvini, non ho mai fatto cose illegali e non ho mai incontrato ‘emissari del Cremlino'”. L’indagine, aperta nell’agosto del 2019 e passata per tre proroghe richieste dai pm, sembra possa essere destinata ad una richiesta di archiviazione.

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Cronache

Percepivano Reddito cittadinanza senza titolo, 95 denunciati

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Non si fermano gli accertamenti dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, mirati alla verifica del possesso dei requisiti utili alla concessione del “Reddito di Cittadinanza”. Infatti, le denunce di oggi seguono quelle dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, a conclusione di un’ampia attività di riscontro e verifica, che avevano già portato alla denuncia a piede libero di 23 soggetti – tre dei quali cittadini stranieri – che risultano indagati in operazioni di servizio più articolate: nel caso specifico, le posizioni prese in esame dai Carabinieri di via In Selci furono perlopiù quelle degli indagati nell’operazione “Tritone”- a seguito della quale 65 persone finirono agli arresti, alcune delle quali gravemente indiziate di far parte di un’associazione per delinquere di stampo mafioso per aver costituito una “locale” di ‘ndragheta con base tra Anzio e Nettuno, riuscendo ad infiltrarsi anche nelle pubbliche amministrazioni e gestendo operazioni di narcotraffico internazionale – e altre recenti operazioni. Le nuove verifiche, eseguite con il supporto del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e l’analisi dell’anagrafe, della Banca Dati Motorizzazione Civile e INPS, che permettono di avere un quadro ampio ed esaustivo circa la regolarità o meno delle istanze presentate per ottenere il sussidio, hanno portato alla denuncia a piede libero di 95 persone – 52 cittadini stranieri e 42 italiani – gravemente indiziati di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. In particolare, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Piazza Dante hanno accertato che 60 persone, appartenenti a 33 nuclei familiari, a vario titolo, hanno prodotto mendaci dichiarazioni e/o omesso di comunicare all’ente erogatore informazioni rilevanti circa la sussistenza o permanenza dei requisiti per la percezione del reddito di cittadinanza e/o del reddito di emergenza, relativamente al possesso di beni immobili (appartamenti o terreni seminativi) regolarmente intestati e non dichiarati, alla composizione del nucleo familiare ed effettiva residenza, simulando ad arte l’esistenza di più persone nel nucleo familiare per ampliare il diritto di percezione, ai procedimenti giudiziari a loro carico, nell’ambito dei quali alcuni sono stati destinatari di misure precautelari e cautelari, con restrizioni agli arresti domiciliari e in carcere. I Carabinieri del Nucleo Operativo Roma Centro, invece, hanno riscontrato che 35 cittadini stranieri – provenienti dal continente africano – hanno percepito, nell’ultimo triennio, il reddito di cittadinanza ottenuto dopo aver dichiarato falsamente di risiedere nel territorio italiano da almeno 10 anni, producendo autocertificazioni non veritiere. Dai calcoli effettuati, le 95 persone avrebbero percepito, in assenza dei requisiti di Legge, la somma complessiva di 564.724 euro.

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Sgominata la banda ‘terrore’ dei tabaccai del Napoletano

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Erano perfettamente organizzati. Una squadra operativa in grado di compiere rapine in pochi minuti. Passamontagna, armi in pugno e violenza inaudita. Ognuno aveva un compito preciso e gli obiettivi sempre gli stessi: le tabaccherie della provincia di Napoli. Questa notte sono stati arrestati in sei dai carabinieri della compagnia di Casoria (Napoli), coadiuvati nella fase esecutiva da militari del gruppo di Castello di Cisterna e dalle aliquote di Primo intervento del comando provinciale di Napoli. Hanno eseguito un decreto di fermo che sara’ convalidato domani firmato dalla procura di Napoli Nord. Sono gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine aggravate e detenzione e porto abusivo di armi.

Tre le violente rapine dalle quali e’ partita l’indagine. Tutte nel comune di Afragola, tutte a settembre – il 7, il 15 e il 28 – e tutte ai danni di tabaccherie. Armati di pistola e fucile e con volti travisati, sotto la minaccia delle armi, si sono scagliati con violenza contro i proprietari degli esercizi commerciali, in alcune occasioni colpendoli a piu’ riprese con calci e pugni e asportando denaro contante presente nelle casse, tabacchi e gratta e vinci. Fondamentale e’ risultata l’attivita’ investigativa dopo la rapina del 28 settembre, perche’ sono stati ritrovati gli abiti, le armi e i passamontagna utilizzati dai rapinatori, che, dopo il colpo, erano stati nascosti nelle aree comuni di una palazzina in cui abitano alcuni degli indagati. Le attivita’ tecniche successive hanno consentito di rafforzare il grave quadro indiziario.

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Studente morto in incidente, auto si è schiantata contro un muro

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Il 18enne morto stamani in ospedale dopo essere rimasto coinvolto in un incidente stradale a Forcola (Sondrio), come ogni mattina stava andando a scuola, al liceo scientifico Carlo Donegani di Sondrio. Renè Sottocornola, che viveva con la famiglia in un paese della Valtellina, era in auto con due compagni. All’improvviso la vettura si è schiantata contro un muro che costeggia la strada provinciale delle Orobie, la numero 16, a ridosso della montagna. Nello scontro sono rimasti feriti anche i due coetanei (uno era alla guida della Panda) che erano a bordo. Uno è in gravi condizioni. Per cause ora al vaglio dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sondrio la Panda, la vettura ha iniziato a sbandare finendo subito dopo contro il muro di contenimento della strada. All’arrivo dei soccorritori, allertati da un automobilista di passaggio, il 18enne è stato stabilizzato e trasportato all’ospedale civile di Sondrio dove è morto. Gli altri due studenti sono stati trasportati in elicottero all’ospedale di Lecco. La prognosi, per entrambi, è riservata.

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