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Cronache

Salvini col mitra, così Morisi aumenta la popolarità del leader leghista e ci fa dimenticare l’inchiesta su Siri e su Messina Denaro che lambisce Palazzo Chigi

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“Vi siete accorti che fanno di tutto per gettare fango sulla Lega? Si avvicinano le Europee e se ne inventeranno di ogni per fermare il Capitano. Ma noi siamo armati e dotati di elmetto! Avanti tutta, Buona Pasqua!😉”. Le parole le scrive su  Facebook Luca Morisi, che si occupa della promozione dell’immagine di Matteo Salvini sui social. Quello che avete letto è il commento di Morisi ad una fotografia che ritrae il ministro dell’Interno con un mitra in mano intento a “ispezionarlo”. La foto non è neutra. E chi la pubblica, Luca Morisi, quale che sia il giudizio morale e politico di chi è abituato alla prosopopea, è un genio della comunicazione social. È uno che sta spremendo la popolarità di Matteo Salvini a livelli che manco il leader leghista ci riesce a capire qualcosa.

Luca Morisi. In pochi anni ha portato Matteo Salvini a diventare una sorta di star del web con ricadute positive anche nelle urne

Qual è l’operazione di Luca Morisi oggi? Quella di “far minacciare la democrazia con un mitra a Salvini”? Quella di far capire che lui vuole la legittima difesa perchè così i suoi amici industriali delle armi possano fare affari vendendocele? O quella di farci paura? O di farci capire che sta per arrivare il regime? No, queste sono reazioni più che legittime che possono uscire dalle penne di politici affannati e affamati davanti alla tavola imbandita della Pasqua che provano a leggersi domani sui giornali. Questa foto di Salvini che ispeziona il mitra è diventata virale perchè Luca Morisi era certo che oltre all’impatto dirompente dell’immagine nel giorno di Pasqua, il resto, la parte più importante, l’avrebbero recitata la canea di reazioni politiche e pseudotali che ne avrebbero dette e scritte di ogni alimentando il fuoco fatuo dei social network facendo diventare la foto virale. Potremmo anche qui riportare le decine, le centinaia di reazioni critiche alla sovraesposizione del ministro dell’interno col mitra in mano. E invece no. Guardatela la foto. Fatevene una idea precisa e poi decidete di testa vostra che cosa ne pensate.  E fatelo solo guardando la foto e leggendo quelle poche righe scritte da Luca Morisi ovvero dal Ghost Writer, curatore dell’immagine sui social di Matteo Salvini. Luca Morisi è riuscito a fare parlare oggi e domani di Salvini col mitra. Eppure la notizia del giorno non è Salvini che si diverte a guardare il mitra o a indossare il giaccone della polizia. La notizia di oggi sono gli interrogatori anche a Pasqua nell’inchiesta sul sottosegretario Armando Siri che avrebbe intascato (o si sarebbe fatto promettere) una mazzetta di 30mila euro da un imprenditore nel settore dell’eolico in odore di mafia, già imputato in un processo che lo vede sul banco degli accusati come finanziatore della latitanza del capo dei capi della mafia Matteo Messina Denaro. E allora se i media invece di occuparsi di questa inchiesta riversa molte delle sue attenzioni sulla foto di Salvini, possiamo dire che Luca Morisi è un eccellente social media manager. Ogni giorno sceglie quale è la notizia più importante.

Armando Siri. Il sottosegretario ai Trasporti che avrebbe dovuto far inserire nel Def del 2018 norme per far retroagire incentivi per aziende che si occupano di energie alternative

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Cronache

Maltempo sull’Italia, allerta gialla in 11 regioni: evacuazioni a Fiumicino e Sibari

Piogge e vento colpiscono Centro e Sud. Allerta gialla in 11 regioni, evacuazioni a Fiumicino e Sibari, richiesta di stato di emergenza in Calabria.

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L’Italia resta nella morsa del maltempo. Piogge intense e venti forti stanno interessando in particolare il Centro e il Sud, con la Protezione Civile che per domenica ha diramato un’allerta gialla in undici regioni.

L’avviso riguarda settori di Emilia-Romagna, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia e Sardegna, e l’intero territorio di Lazio, Umbria, Molise, Calabria e Sicilia. Massima attenzione in Puglia e Sicilia, dove sono attesi temporali più intensi.

Centinaia di interventi nel Lazio

In provincia di Roma si contano circa cento interventi dei vigili del fuoco nelle ultime ore. Le richieste hanno riguardato allagamenti in abitazioni, negozi e cantine, oltre a segnalazioni di alberi e rami pericolanti.

Alcuni fulmini hanno colpito alberi, pali della luce e cabine elettriche. Danni anche alla centrale termica di via di Grottarossa 214, a Roma, dove sono intervenuti vigili del fuoco e tecnici Enel per la messa in sicurezza.

A Fiumicino una cinquantina di famiglie è stata evacuata a seguito dell’esondazione del mare che ha allagato le abitazioni vicino agli scogli.

Soccorsi nel Ternano e Calabria in emergenza

Nel Ternano i vigili del fuoco hanno soccorso circa venti persone sorprese da una piena improvvisa.

Situazione particolarmente complessa in Calabria. Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha annunciato la convocazione urgente di una Giunta straordinaria che ha deliberato la richiesta formale al Governo del riconoscimento dello stato di emergenza nazionale.

Nel Cosentino, soprattutto nell’area di Cassano allo Ionio, è stata disposta l’evacuazione delle abitazioni del centro nautico di Sibari. Il vescovo della diocesi di Cassano, monsignor Francesco Savino, ha parlato di case invase dall’acqua, famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni e attività sospese.

Oltre mille interventi in Sardegna

Danni anche in Sardegna, dove dall’11 febbraio i vigili del fuoco hanno effettuato oltre mille interventi.

Il quadro resta in evoluzione e l’attenzione delle autorità è massima in vista delle prossime ore, con la priorità rivolta alla tutela delle persone e alla messa in sicurezza delle aree colpite.

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Messina, sequestro da 1,3 milioni per presunta truffa finanziaria

La Guardia di Finanza di Messina ha sequestrato beni per 1,3 milioni di euro a due indagati per truffa ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

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Beni per circa 1,3 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Messina a due persone indagate per truffa ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

Il provvedimento è stato disposto dal gip del Tribunale di Messina su richiesta della Procura, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla sezione Criminalità economica.

Il meccanismo contestato

Secondo l’accusa, i due indagati – uno operante nel Messinese e l’altro in Svizzera – avrebbero sfruttato la loro esperienza nel settore della consulenza finanziaria per proporre investimenti nel comparto obbligazionario di società maltesi, promettendo rendimenti elevati e sicuri.

In realtà, i titoli sarebbero stati riconducibili a una società facente capo direttamente a uno degli indagati. Per rendere credibile l’operazione, sarebbero state inizialmente corrisposte cedole periodiche, presentate come provenienti da una società fiduciaria nazionale, alimentando la fiducia degli investitori.

Società non autorizzate

Gli accertamenti, svolti anche con il supporto degli organismi di vigilanza, avrebbero confermato che nessuna delle società coinvolte era autorizzata alla raccolta del risparmio e che i soggetti indagati non possedevano i requisiti per operare nel settore.

Il giudice ha ravvisato il pericolo di dispersione del patrimonio verso l’estero, disponendo il sequestro per un importo corrispondente al presunto profitto illecito.

Coinvolta anche la moglie

Dall’inchiesta è emerso anche il ruolo della moglie di uno dei consulenti, indagata per aver messo a disposizione il proprio conto corrente al fine di occultare le provvigioni ritenute indebite.

La posizione degli indagati è al vaglio dell’autorità giudiziaria e vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Cronache

Morto Claudio Sterpin, figura centrale nel caso Liliana Resinovich

È morto a Trieste Claudio Sterpin, 86 anni, legato a Liliana Resinovich. Fu l’ultimo a sentirla il giorno della scomparsa nel 2021.

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È morto a Trieste Claudio Sterpin, 86 anni, ex maratoneta e figura legata al caso di Liliana Resinovich.

La notizia è stata diffusa dalla trasmissione Quarto Grado e si è rapidamente diffusa in città e sui social.

Sterpin era stato l’ultimo a parlare al telefono con Liliana la mattina del 14 dicembre 2021, giorno della sua scomparsa. Il corpo della donna fu ritrovato il 5 gennaio successivo nel boschetto dell’ex Opp di Trieste.

Il rapporto con Liliana

Sterpin aveva sempre sostenuto di avere con Resinovich un legame affettivo destinato a trasformarsi in una convivenza. Una ricostruzione che è stata costantemente smentita dal marito della donna, Sebastiano Visintin.

Tra Sterpin e Resinovich vi era stata in gioventù una relazione, circostanza mai negata. Negli ultimi anni, però, il confronto pubblico tra Sterpin e Visintin si è trasformato in un acceso dibattito mediatico e in iniziative giudiziarie.

Le dichiarazioni e l’incidente probatorio

Sterpin aveva partecipato al recente incidente probatorio disposto dalla pm Ilaria Iozzi per raccogliere la sua testimonianza. In quell’occasione aveva ribadito di aver sempre fornito la stessa versione dei fatti.

Poco tempo fa aveva dichiarato di non ritenere il marito della donna responsabile dell’omicidio, aggiungendo però che, a suo avviso, quest’ultimo sapesse chi fosse l’autore.

Si ricorda che sul caso sono in corso accertamenti giudiziari e vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

La battaglia per la verità

Sterpin aveva portato avanti negli anni una battaglia pubblica, tra interviste, appelli e manifestazioni, per sostenere la propria versione del rapporto con Resinovich e chiedere chiarezza sulla morte della donna.

Tra le sue ultime apparizioni pubbliche, un sit-in davanti al tribunale di Trieste lo scorso dicembre, durante il quale aveva ribadito la necessità di arrivare alla verità.

Con la sua scomparsa si chiude una delle voci più presenti e controverse di una vicenda che continua a essere al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica.

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