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Nautica/Rete mare

Salvatore Colella, CML Yacht: costruiamo barche a ‘regola d’arte’

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Barche eleganti e solide, progettate per vivere il mare senza limiti: la passione per il mare, la tecnologia collaudata e le massime prestazioni sono la caratteristica di CML Yacht.
Il Poseidon 3.0 EFB e FB è il loro gioiello, unica barca in produzione attualmente. Ma a breve ci saranno grosse novità come ci ha raccontato l’amministratore della CML Yacht, Salvatore Colella, presente alla 48^ edizione di NauticSud, Mostra d’Oltremare dal 12 al 20 febbraio, padiglione 6.

Quando nasce CML Yacht?

E’ un’azienda familiare giovanissima, nata appena due anni fa. Abbiamo deciso di intraprendere quest’attività perché ho visto costruire imbarcazioni che secondo me non erano fatte ‘a regola d’arte’. E così abbiamo scommesso su questo prodotto. Siamo nel settore della nautica da 35 anni. Abbiamo iniziato questa sfida proprio con l’avvento della pandemia e ad oggi abbiamo messo finalmente a mare qualche barca.

 

Mi parli della sua gamma, dei suoi prodotti di punta.

Ad oggi costruiamo un unico modello, questo 30 piedi, ovvero il Poseidon 3.0. Molto bello, elegante, particolare. Da vedere, e da provare a mare. Si ha una percezione diversa dalle altre imbarcazioni. Poi è in progetto un 40 piedi, penso nell’estate 2023.
Il Poseidon 3.0 è stato lanciato due anni fa, sempre al NauticSud, proprio quando stava arrivando la pandemia, poi ci siamo dovuti fermare. Finalmente adesso c’è la presentazione ufficiale.

Cosa pensa di questa edizione del NauticSud 2022?

Diciamo soddisfacente per noi, perché questo NauticSud ha portato un po’ di gente a conoscerei nostri prodotti, a confrontarli, a vedere quanta cura abbiamo messo nella realizzazione del nostro 30 piedi.

Fare questa fiera può essere un messaggio significativo per dire che il settore nautico c’è?

Sì, sì: c’è euforia di andare a mare, la gente vuole spendere soldi. Questa manifestazione era da fare. Fortunatamente è arrivata tanta gente, come non si vedeva da anni.
Ho partecipato a vari saloni NauticSud, anche prima che cominciassi a produrre imbarcazioni, perché per il passato ero concessionario di varie aziende del settore nautico, sempre di un certo livello, e non vedevo un’affluenza così da anni. Quindi, bene per la nostra città, perché noi viviamo di mare. Purtroppo qui mancano le infrastrutture, bisognerebbe investire in questo. Vedremo.

Su che cosa punta la sua azienda?

Questa barca è costruita in modo artigianale, non industriale. L’azienda punta sulla qualità e non sulla quantità. E’ un prodotto particolare. Su 32 piedi ci si ritrova un bagno con cabina doccia, una cabina a prua separata, un prendisole che può ospitare 8 persone distese al sole. E’ un’imbarcazione diversa dalle altre. E poi, naviga in modo eccellente.

Cosa accadrà nell’immediato futuro?

Noi investiamo nel futuro, investiremo nel cantiere. Continueremo questa avventura perché c’è competenza e passione. Siamo determinati nel continuare a crescere. Vedremo il futuro cosa ci riserverà. Speriamo non ci sia un calo economico, ma l’incremento visto negli ultimi due anni.

Avete in programma anche di partecipare ad altre manifestazioni?
Sicuramente. Andremo al Salone di Bologna, perché l’ho già promesso al presidente dell’associazione. E forse saremo anche al Salone di Cannes.

Al 48^ NauticSud
12 – 20 febbraio 2022
Padiglione 6
Per tutte le info: https://cmlyacht.com/

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Mare: via libera Senato ddl omicidio nautico con 208 sì

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L’Aula al Senato ha approvato il ddl per l’introduzione del reato di omicidio nautico e del reato di lesioni personali nautiche con 208 voti favorevoli, 1 contrario e 6 astenuti. Il voto contrario e’ quello del senatore del gruppo Misto Gregorio De Falco. Il provvedimento, di iniziativa del senatore di FdI, Alberto Balboni, e’ in prima lettura a palazzo Madama e passera’ all’esame della Camera.

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Joker Boat, marchio storico per gommonauti dal palato fine: al Nauticsud perchè crediamo nella rinascita post pandemia

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Joker Boat, storica azienda produttrice di gommoni made in Italy. Fondata 50 anni fa è ora alla terza generazione e ha il suo quartier generale non sul mare ma a Cologno Monzese, nella provincia industriale di Milano. Al sud da sempre il connubio commerciale e di marketing di Joker Boat è con Vitale Marine. Un brand per le famiglie, conosciuto soprattutto per la sua qualità. La marketing manager Cinzia Grottoli (nella foto in evidenza) ci svela diverse caratteristiche di questi gommoni splendidi.

“Studiamo i prodotti a misura d’uomo, calcolando tutti gli spazi a bordo. E’ la nostra caratteristica aziendale. Negli ultimi anni l’obiettivo è stato quello di avere un prodotto unico e personalizzabile. Infatti abbiamo inventato questo claim che è “create your uniqueness” cioè ‘crea la tua unicità’ dando la possibilità – inclusa nel prezzo – ai nostri clienti di personalizzare molti dettagli del gommone, dal colore del tubolare, al parabordo, alle maniglie, i loghi, le cuscinerie con relative cuciture eccetera. Diciamo che rispetto ai nostri competitor quello che facciamo è proprio dare una unicità di tipo sartoriale al prodotto perché curiamo il minimo dettaglio. È un po’ la tendenza del mercato del momento, anche in altri settori. Il cliente – spiega Cinzia Grottoli – si sente importante, dal momento che ha una cosa davvero sua. Noi vendiamo un sogno e vogliamo realizzare un sogno che sia unico”.

Prendere parte ad una manifestazione nazionale come il Nauticsud cosa ha significato per Joker Boat?
È il segnale che crediamo nella ripresa dopo la pandemia. La crescita del nostro prodotto dà il senso di voler continuare, di rinascere, ci restituisce la voglia di libertà. Come Joker Boat ci siamo, ci crediamo, andiamo avanti e questi nostri prodotti, oltre che garantire affidabilità garantisco che stiamo investendo anche nelle novità. Infatti, quest’anno abbiamo presentato ben tre linee di gamma prodotto: Clubman, Coaster e Barracuda.

Ci spieghi le novità della costa offerta per i gommonauti.

La linea barracuda è indirizzata un po’ più agli amanti della pesca. Abbiamo lanciato un piccolo prodotto come entry level della pesca, il “Barracuda 580” proprio speciale per il settore pesca. Poi abbiamo prodotto una piccolina nella gamma Coaster che da sempre è stata la nostra gamma più ‘da lavoro’ – per il noleggio – e oggi diventa anche un pochino più curata. La gamma Clubman, è quella dedicata alla famiglia, per tutti i giorni: un 6 metri che aiuta chi si approccia alla nautica ad avere un entry level con un prezzo favorevole ma con una caratteristica da barca più grande e curata. Poi abbiamo presentato un “22” della linea Clubman, che rappresenta un cavallo di battaglia che ci caratterizza di più, un 7 metri. Una barca rinnovata. Totalmente nuova.
Dunque tre novità nello stesso anno e per la stagione 2022/ 2023: avremo una nuova produzione sempre della gamma Clubman, con un ulteriore aumento della misura. Noi siamo al limite di 10,5 metri ma stiamo andando anche oltre. In generale abbiamo fatto importanti investimenti per ampliare le capacità di produzione”.

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Paolo Ilariuzzi, Suzuki Marine: motori a vocazione ecosostenibile, una scommessa vinta

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Appassionati della nautica e professionisti di tutto il mondo scelgono i motori fuoribordo Suzuki grazie alla loro tecnologia, affidabilità e alla forte vocazione ecosostenibile. Al NauticSud di Napoli è intervenuto Paolo Ilariuzzi, Direttore della divisione moto e marine di Suzuki Italia, l’azienda leader nel settore, che nel 2021 ha fatto registrare il sold out praticamente per tutta la gamma, garantendo standard qualitativi, di sicurezza e durabilità di altissimo livello. Una gamma visibile per intero nello stand di Nautica Mediterranea Yachting di Ugo Lanzetta, dove abbiamo incontrato Paolo Ilariuzzi.

Il NauticSud può essere visto come una ‘ripartenza’ dopo due anni in cui abbiamo convissuto con la pandemia?

Il NauticSud ha il vantaggio di essere calendarizzato a febbraio, quindi dopo le feste di Natale quando il cliente psicologicamente inizia a pensare alle vacanze estive. È il periodo giusto per riuscire a soddisfare una esigenza crescente della clientela, è il vero alter ego del Salone di Genova. Io partecipo alla fiera di Napoli da circa 10 anni, è per me un appuntamento fisso, ma lo è anche per gli appassionati e i clienti che ci vengono a trovare. Napoli ha una fortissima vocazione come città di mare e in più serve un bacino di utenza che – mi dicono – si rivolge a tutto il centro-sud quindi strategicamente è un salone vincente che chiaramente è stato aiutato dal fatto che negli ultimi anni il mercato nautico sta vivendo una forte espansione, quindi c’è un forte interesse verso il prodotto.

Suzuki è, come noto a tutti, un marchio internazionale che garantisce affidabilità in tanti settori. Un brand che ha scelto anche di avere un approccio al passo con i tempi nei confronti della tutela ambientale.

Si. Per quanto riguarda i motori della divisione Marine, Suzuki è stata un po’ la pioniera nel cercare di costruire un prodotto che potesse essere il più green possibile. Sono ormai anni che nella nostra gamma, ormai dal 9 cavalli in su, c’è un sistema di miscelazione di combustione magra che abbatte le emissioni inquinanti del 15%. Questo non ci bastava, tant’è che abbiamo anche avviato una mission aziendale finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2, dalla produzione fino alla commercializzazione, basata sulla eliminazione delle materie plastiche usate per rivestimenti per le parti di ricambio. Lo scorso anno poi abbiamo presentato al salone nautico di Genova il Microplastica Collector che verrà implementato quest’anno di serie su una fascia di motori dal 100 al 140. Si tratta di un filtrino che utilizza l’acqua che il motore usa per il raffreddamento: pesca l’acqua del mare, filtra quest’acqua e, prima di ributtarla in mare, trattiene le microplastiche. Il concetto nella sua semplicità è rivoluzionario, perché il diportista può contribuire a pulire il mare usando il motore, quindi non si inquina usando ma al contrario si aiuta a pulire. lo estenderemo con gli anni a tutta la gamma, ma è uno degli esempi che certificano l’impegno che Suzuki ha nei confronti dell’ambiente perché il mondo è uno e vorremmo, come casa costruttrice, contribuire ad aiutare a renderlo migliore dal punto di vista dell’inquinamento.

Paolo Ilariuzzi, Direttore della divisione moto e marine di Suzuki Italia

In merito alla produzione dei motori dicevamo che essendo esaurita quest’anno il cliente acquista per ritirare nel 2023. È così che si va stabilizzando il mercato nei prossimi mesi?

Sicuramente tende a stabilizzarsi, non solo per Suzuki. Da un po’ di tempo tutti i costruttori hanno delocalizzato la produzione. Soprattutto nel nostro caso, nel Sud-Est asiatico, dove la percentuale di vaccinazione non è ancora ai livelli dell’Europa, quindi è più bassa. Questo ha fatto sì che negli ultimi mesi ci siano stati episodi frequenti di lock-down nelle fabbriche con il blocco della produzione da parte dei nostri subfornitori. Suzuki di per sé sarebbe pronta ad aumentare la produzione, ma quelle che mancano sono le materie prime o i famosi chip, cioè i semiconduttori. Questo limita di molto la capacità produttiva, ovviamente si corre ai ripari. Si spera che la campagna vaccinale in questi paesi aumenti e diminuisca il tasso di infezione. Condizioni che gradatamente porteranno a recuperare il terreno perso. D’altro canto abbiamo una domanda che è in costante ascesa a livello mondiale,  dagli Stati Uniti all’Europa, e prima di riuscire a colmare il gap ci vorrà ancora qualche mese. Mi auguro che nel 2023 e poi nell’anno prossimo ancora, si torni a una normalità riuscendo così a soddisfare al 100% la richiesta dei clienti.

La gamma dei motori Suzuki va dal tender  o dalle barche piccole fino al grande fuoribordo. Qual è il segmento più utilizzato? Il motore più venduto?

A livello numerico, poichè si guida senza patente, devo rispondere il 40 cavalli che oggi vale più di 1/3 del mercato, il 35% circa. Per Suzuki devo dire che la parte del leone la fanno i motori medio grossi, nelle fasce da 140 cavalli a salire. Suzuki è riconosciuto come un prodotto affidabile, durevole, di basso consumo, quindi è una scelta ragionata da parte dell’utenza. In questi anni anche le dimensioni delle barche hanno aiutato ad espandere questo tipo di richiesta. Fino a 3 o 4 anni fa il 380 cavalli, era il massimo che i costruttori offrivano. Adesso siamo arrivati a potenze ben superiori proprio per soddisfare la domanda di motorizzare con motore fuoribordo imbarcazioni che prima erano esclusivamente appannaggio dei motori entrobordo: il fuoribordo viene preferito in quanto riconosciuto affidabile e di facile manutenzione.

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