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Salta la cessione di Marek Hamsik ai cinesi del Dalian? L’annuncio del Napoli: gli accordi non sono stati rispettati

Marina Delfi

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Eravamo stati facili profeti. Scrivemmo che salvo fatti eccezionali Marek Hamsik sarebbe passato al Dalian Yifang. I fatti eccezionali sono accaduti ed oggi la Società Sportiva Calcio Napoli “ha deciso di soprassedere alla cessione di Hamisk ai cinesi poiché le modalità di pagamento della cifra pattuita non collimano con gli accordi precedentemente raggiunti”. Questo è lo scarno comunicato rilasciato dal Napoli sui suoi profili social.

Il club cinese che aveva raggiunto già un accordo con Marek Hamsik ha deciso di modificare le modalità di pagamento contrariamente a quanto pattuito inizialmente per la cessione del calciatore. Secondo quanto in nostra conoscenza, il patto iniziale era quella che il Dalian avrebbe acquistato il campione azzurro a titolo definitivo versando dunque subito, all’atto della cessione, 20 milioni di euro. Oltre ai bonus. Per questioni di politica fiscale interna alla Repubblica popolare di Cina, dove c’è una stretta sulla spesa per il calcio, il Dalian avrebbe unilateralmente modificato i termini degli accordi, pretendendo di acquisire le prestazioni di Hamsik grazie ad un contratto di prestito con obbligo di riscatto e dunque pagamento dilazionato nel tempo. Il Napoli ha risposto: non se ne parla proprio. Gli accordi erano altri. Tutto finito? Cessione tramontata? Non proprio. Per ora le cose stanno così. Mare Hamsik continuerà ad allenarsi a Castelvolturno e se nulla dovesse accadere nel frattempo, sabato potrebbe scendere in campo contro la Fiorentina al Franchi. Ma, come sappiamo, il presidente Aurelio De Laurentis è un uomo dalle mille risorse e grandi doti manageriali. Non fa nulla senza ponderare gli effetti delle sue azioni.

Poche ore prima del comunicato del Napoli il padre del calciatore slovacco aveva spiegato a un sito di sport del suo paese che non c’era ancora nulla di ufficiale: “Nel calcio mai dire mai – ha detto Richard Hamsik al sito slovacco Sport24- ma spero sarà tutto completo in 48 ore”. La trattativa aveva spiegato il papà di Marek stava andando per le lunghe perché era appena iniziato il nuovo anno cinese. Quanto alla motivazione della decisione del capitano azzurro, il signor Richard l’aveva legata al fatto che ” Marek era frustrato e infelice” per non aver vinto l’anno passato lo scudetto. Ed aveva ricordato che se la Juve non avesse vinto con l’Inter sarebbe andata in modo diverso”. Quest’anno suo figlio “era preoccupato di non poter giocare più con continuità e ha deciso di lasciare il Napoli. In estate Ancelotti lo aveva convinto a restare ma poi s’è ripresentata la Cina. Marek non avrebbe mai accettato altre offerte“.

 

 

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Tutto pronto per una nuova stagione di serie A, Napoli e Inter a caccia della Juventus che resta la favorita

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In pole una Juve stellare con problema di esuberi, lanciata col nuovo ‘profeta’ Sarri verso l’ennesimo scudetto e la rivincita Champions. Alle sue spalle il solido ed esperto Napoli di Ancelotti, che cerca il salto definitivo verso la gloria. Piu’ staccata l’Inter, ‘rasa al suolo’ e rimodellata da Conte col super innesto di Lukaku. E’ una serie A a tre punte, sulla scia dell’ultima stagione, quella che comincia nel prossimo fine settimana, ultimo dei cinque tornei europei d’elite. Juve, Napoli e Inter, guidate da tre dei migliori tecnici al mondo, sembrano competitive anche per la stagione di Champions. Ma disarcionare la Juve che ha Ronaldo, ha inserito il gioiello De Ligt in difesa e ha potenziato il centrocampo coi colpi a parametro zero di Rabiot e Ramsey, sembra impresa titanica. Piu’ alla portata dei partenopei, che hanno blindato i tre reparti con Manolas, Elmas e Lozano (sempre piu’ vicino) e sognano Icardi, che dei nerazzurri che hanno potenzialmente pero’ grandi margini di miglioramento col grimaldello Lukaku e i giovani Sensi e Barella. La stagione parte alla chetichella, con l’insidia di un mercato che dura fino alla seconda giornata, caratterizzato dal valzer delle punte, in parte abortito.

Napoli in agguato. Ancelotti e De Laurentiis varano il nuovo Napoli: pochi innesti per essere sempre competitivi con la Juventus

Lukaku e’ arrivato all’Inter, Dzeko e’ rimasto alla Roma, Higuain non si vuole muovere dalla Juve, Icardi rimane in sospeso tra Juve e Napoli, con possibile contropartita di Dybala o Milik. Molto complicata la lotta per il quarto posto Champions, conquistato a maggio a sorpresa dall’Atalanta di Gasperini, attesa da una difficile conferma. Alla volata partecipa la ringiovanita Roma di Fonseca che ricomincia da Dzeko, dopo un estenuante balletto, il rinnovato Milan di Boban-Maldini che cambia tanto e in maniera forsennata, e la quadrata Lazio dei confermati Inzaghi e Tare, specie se non partira’ Milinkovic-Savic. Alle loro spalle, in lotta per l’Europa League, ci sono il rodato Toro di Mazzarri, atteso al salto di qualita’, e la Fiorentina passata a Commisso con nuove ambizioni e con la conferma di Chiesa. A cavallo del centro classifica si possono pronosticare cinque squadre, che non dovrebbero essere coinvolte nella bolgia salvezza. Pronte a salire verso la zona Uefa sono la Sampdoria, in procinto di passare al gruppo Mancini, senza Anderson e Praet ma sempre con Quagliarella. Accanto ai liguri la sorpresa potenziale e’ il Cagliari che, col sacrificio di Barella, innesta Rog, Nainggolan e Nandez e sembra la formazione piu’ forte dai lontani tempi dello scudetto. Appena un gradino sotto il nuovo Bologna di Sabatini pieno di potenziali talenti (con l’incognita della malattia di Mihajlovic), il rivoluzionato Genoa guidato dal danese ex Ajax Schone, e il Parma del super tridente Karamoh-Inglese-Gervinho.

Romelu Lukaku. Il gigante dell’attacco nerazzurro promette un’annata eccezionale

Le due neopromosse Verona e Lecce sembrano le piu’ deboli e dovranno lottare per restare a galla. La terza a rischiare la B dovrebbe uscire dalle restanti quattro: il Sassuolo, depauperato da tante cessioni, la Spal di Petagna, l’Udinese di De Paul e il Brescia che potrebbe trovare con Balotelli i gol salvezza. Tante le novita’ in panchina: tornano in Italia Sarri e Conte, cambiano Giampaolo e Di Francesco, c’e’ l’esordio di Fonseca. Tanti i giovani italiani su cui le squadre puntano: da Sensi a Barella, da Mancini a Zaniolo, da Tonali a Pinamonti, per la gioia del ct Mancini nella stagione che porta agli Europei. C’e’ pero’ anche il contro-esodo, con Kean e Cutrone costretti a fare le valigie (scelta economica invece quella di El Shaarawy), mentre tornano in patria Buffon, Balotelli e Bocchetti. Ma il fascino dei nuovi assetti e’ piu’ forte della preoccupazione di tante zone d’ombra. Ci sara’ anche qualche aggiustamento regolamentare (giallo all’allenatore, niente avversari in barriera sulle punizioni, un piede dei portieri sulla linea di porta sui rigori, gol di mano sempre annullati). Sara’ il terzo anno della tecnologia Var, col progetto di una sala unica a Coverciano. Ora dopo tante amichevoli e’ tempo dei primi responsi. Il grande circo del pallone e’ pronto per una nuova stagione che si annuncia ricca di suggestioni.

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Spot Sky senza Napoli, Milan e Roma. Tifosi in rivolta: siamo stati discriminati, non vi abbonate

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Siete pronti per la prossima stagione di calcio di serie A? Bene, quale che sia la vostra fede calcistica, mille auguri di successo alla vostra squadra del cuore. Alla fine una squadra vincerà lo scudetto (negli ultimi otto anni la Juventus), le altre punteranno ad altro per guadagnare soddisfazioni. C’è chi andrà in Champions, chi in Uefa League, chi si salverà. Diciamo che in linea di massima, a parte la sfida della retrocessione, ogni società calcistica e tifoseria, avrà qualcosa di cui rallegrarsi. Tranne chi retrocede. Le pay per view Sky e Dazn si preparano ad un’altra annata calcistica. E fanno pubblicità per invogliare ad abbonarsi. La réclame che ha più infastidito i tifosi del Napoli, del Milan e della Roma è quella di Sky, ovviamente.

 

Perchè nello spot di lancio della stagione calcistica si vedono quattro calciatori, quattro campioni, sicuramente tra i migliori protagonisti anche della stagione calcistica che verrà, ma non c’è nessun giallorosso, nessun rossonero  e nessun azzurro. Perchè? Perché Sky usa come testimonial Chiellini, Handanovic, Immobile e Belotti e si dimentica di Insigne o di Florenzi? Perchè ci sono solo campioni della Juventus, dell’Inter, del Toro e della Lazio e mancano quelli del Napoli, del Milan e della Roma? I più incazzati di tutti sono i tifosi del Napoli. Il ragionamento è: vada per la Juventus che vince tutto e che lascia le briciole agli altri. Vada per la Juventus di Ronaldo che punta anche quest’anno a scudetto e Champions. Vada per la Juventus che ha milioni di tifosi in Italia e nel mondo. Ma perchè non c’è nessuno dei campioni del Napoli che pure hanno conteso lo scudetto ai bianconeri ed hanno reso meno monotono il campionato? Il Napoli è arrivato secondo in classifica nella stagione dominata dalla Juventus. I tifosi azzurri sui social parlano di razzismo, discriminazione, servilismo verso certe squadre. E sin qui siamo nel territorio caliente dei sentimenti dei tifosi di calcio che talvolta esagerano. Può darsi semplicemente sciatteria. Incapacità. Marketing sbagliato.

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Capolavoro di Paulo Dybala, la Juventus vince di misura con la Triestina

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La Juventus batte di misura (1-0) la Triestina nell’ultima amichevole prima dell’inizio del campionato sabato prossimo a Parma per la squadra allenata da Maurizio Sarri, assente a Trieste per motivi di salute e sostituito da Giovanni Martuscello. Il match non e’ una passerella per i bianconeri nonostante tra le due squadre ci siano due categorie di differenza con i rossoalabardati che militano in serie C. Primo tempo con la formazione tipo per la Juve con il 4-4-2, ad eccezione di Cristiano Ronaldo, rimasto a Torino. Szczesny tra i pali, Chiellini (C) e Bonucci al centro, Danilo a destra e Alex Sandro a sinistra. A centrocampo Pjanic e Khedira, sulle ali Bernardeschi a destra e Rabiot a sinistra. Davanti la coppia Douglas Costa e Dybala. Modulo speculare per i rossoalabardati di Massimo Pavanel con il 4-4-2 con Offredi in porta, linea difensiva da sinistra verso destra con Formiconi, Malomo, Labrughi (C), Scrugli; in mediana Procaccio, Giorico, Paulinho e Gatto; davanti Granoche e Gomez. Arbitro il signor Luca Zufferli di Udine coadiuvato dagli assistenti Lucia Abruzzese di Foggia e Fabio Pappagallo di Molfetta. Ci vogliono 38 minuti perche’ la Juventus riesca a sbloccare il risultato con un pallonetto di Dybala, servito da Bernardeschi, che si libera di tacco e beffa Offredi in uscita. La Joya esulta mostrando il numero 10 acclamato dai tifosi bianconeri. Triestina che comunque non sfigura davanti ai campioni d’Italia e, anzi, riesce a creare anche alcune palle gol interessanti. A inizio ripresa girandola di sostituzioni per Pavanel, formazione invariata per Martusciello. Al terzo minuto rigore per la Juve per il fallo di Offredi su Bernardeschi, sul dischetto Dybala che si fa parare il tiro centrale. Poche le emozioni della ripresa con due palle gol sui piedi di Emre Can e Higuain e i rossoalabardati che sono andati vicini al pareggio con Ferretti. Per la Juve una vittoria di misura nello stadio intitolato a Nereo Rocco da dove, nel 2012, inizio’ la lunga serie degli otto scudetti consecutivi.

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