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Salernitana sconfitta dal Catanzaro, Colantuono a rischio esonero: possibile ritorno in panchina di Martusciello

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La Salernitana perde ancora, questa volta contro un Catanzaro più cinico e organizzato, e rimane penultima in classifica a pari punti con il Sudtirol. La situazione per i granata è sempre più critica, ma il possibile ritorno in panchina di Giovanni Martusciello potrebbe rappresentare l’unica via per evitare la retrocessione in Serie C.

La partita

Un’altra serata amara per i tifosi della Salernitana, che hanno visto la propria squadra cadere sotto i colpi del solito Iemmello, autore del gol decisivo al 12° minuto del secondo tempo. Nonostante qualche spunto di reazione, con occasioni per Stojanovic e Amatucci, e un gol annullato a Hrustic nel recupero, i granata non sono riusciti a trovare la via del pareggio.

Il Catanzaro, più solido e determinato, ha approfittato degli errori difensivi della Salernitana, dimostrando ancora una volta la propria qualità in fase offensiva.

Colantuono a rischio esonero

Dopo l’ennesima sconfitta, la panchina di Stefano Colantuono è sempre più traballante. Chiamato a novembre per risollevare le sorti della squadra, Colantuono ha raccolto appena 5 punti in 7 partite, non riuscendo a invertire il trend negativo.

Fonti vicine al club riferiscono che la dirigenza starebbe lavorando alla risoluzione contrattuale con il tecnico. Una decisione che, se confermata, aprirebbe la strada al ritorno di Giovanni Martusciello, esonerato a inizio stagione in modo frettoloso nonostante le difficoltà oggettive legate agli infortuni e a una rosa poco competitiva.

La salvezza passa da Martusciello

Richiamare Martusciello sarebbe una scelta di buon senso per un club che ha mostrato difficoltà sia dal punto di vista tecnico che tattico. Martusciello, a differenza di Colantuono, ha dimostrato di avere un’idea di gioco chiara e una capacità di far rendere al meglio una squadra dal tasso tecnico mediocre.

Il ritorno dell’ex tecnico potrebbe rappresentare l’unica via per mantenere vive le speranze di salvezza. Qualunque altra soluzione rischierebbe di condannare la Salernitana all’inferno della Serie C, una retrocessione che sarebbe una ferita profonda per una città che merita ben altri palcoscenici calcistici.

Il futuro

Con 18 punti in 20 giornate, la Salernitana è chiamata a una svolta immediata. La scelta del prossimo allenatore sarà cruciale per ridare fiducia a una squadra in difficoltà e riportare entusiasmo tra i tifosi.

La salvezza è ancora alla portata, ma richiede decisioni ponderate e una guida tecnica che sappia ridare identità e organizzazione al gruppo. Il tempo stringe, e il destino della Salernitana è appeso a un filo.

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Juventus-Napoli, emergenza totale per Conte: serve un’impresa a Torino

Napoli in emergenza totale alla vigilia della sfida contro la Juventus: Conte con pochissimi uomini a disposizione e una panchina ridotta all’osso. A Torino serve un’impresa.

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JuventusNapoli non è mai una partita normale. Ma raramente lo è stata così poco come oggi. Il presente cancella il passato, spazza via rivalità storiche, narrazioni di Nord contro Sud, vendette sportive e sfide tra campioni. Stavolta il contesto è diverso, estremo, quasi paradossale.

Il Napoli di Antonio Conte arriva a Torino in condizioni di emergenza assoluta, con una panchina ridotta a quattro uomini di movimento. Un numero che diventa possibile solo grazie all’arrivo last minute di Giovane, aggregato al gruppo nel ritiro torinese dopo visite mediche e firma del contratto a Milano.

Una rosa ridotta all’osso

Tra i pochi disponibili c’è anche Romelu Lukaku, fermo all’ultima gara giocata il 14 agosto. I conti sono presto fatti: la squadra che in estate ha investito circa 200 milioni sul mercato si presenta a una delle partite più delicate della stagione senza armi pari.

Le assenze sono diventate undici. Si è fermato anche Mazzocchi, per dare la misura della situazione. L’infermeria è piena, Anguissa non c’è e servirà un’ulteriore consulenza alla schiena. Un’assenza pesante che aggrava ulteriormente un quadro già allarmante.

Il rebus portieri e il dubbio Milinković-Savić

Conte ha convocato quattro portieri, dettaglio che fotografa la vigilia surreale. Anche Milinković-Savić è in forte dubbio dopo un dolore accusato in allenamento. È partito con la squadra, ma solo il provino mattutino chiarirà se potrà giocare.

In ogni caso, si chiederà ad Alex Meret di stringere i denti. Rientrato da poco dall’infortunio, non gioca titolare dal 28 settembre, quattro mesi fa. In alternativa c’è Contini. Una situazione che sintetizza una stagione in cui il Napoli ha già visto di tutto.

Scudetto o resa quasi definitiva

La partita è senza appello. Per restare agganciati alle briciole lasciate dall’Inter bisogna vincere. Qualsiasi altro risultato rischia di scavare un solco profondo dalla vetta. Non è ancora un’abdicazione allo scudetto, ma poco ci manca.

Dopo la notte complicata di Copenaghen, l’abisso sembra continuare ad aprirsi sotto i piedi degli azzurri. La celebre legge di Murphy pare cucita addosso al Napoli: se qualcosa può andare storto, lo farà.

La vigilia di Conte, tra rigore e fedeltà alle sue regole

Per Antonio Conte, questa non è una vigilia come le altre. Il ritorno in casa Juventus intreccia emozioni personali e tensioni professionali, ma non c’è spazio per sentimentalismi o timori dei fischi. Conte resta Conte, anche in condizioni di “codice rosso”.

Non ha fatto sconti nemmeno ad Ambrosino e Marianucci, esclusi dal gruppo dopo la scelta di non allenarsi seguendo la linea del loro procuratore. Due uomini in più sarebbero stati preziosi, ma la linea resta ferma: disciplina prima di tutto.

Scelte tattiche e clima allo Stadium

Si va verso una difesa a tre. La sensazione è che non ci sarà Beukema e che Conte riproporrà l’assetto visto nel primo tempo in Danimarca, dove la squadra aveva comunque tenuto bene il campo.

Il settore ospiti sarà come sempre pieno di tifosi azzurri residenti al Nord, vista la trasferta vietata ai campani. L’umore non è dei migliori, ma proprio per questo Conte proverà a fare leva sugli affetti e sull’orgoglio del gruppo.

Serve davvero qualcosa di epico

Con la Luciano Spalletti alla guida di una Juventus che può portarsi a meno uno dal Napoli e riaprire i discorsi Champions, la posta è altissima. Il cammino azzurro rischia di complicarsi ulteriormente.

In queste condizioni estreme, serve un’impresa. Non uno slogan, ma una necessità. Stavolta davvero qualcosa di epico.

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Torino sotto pressione dopo il 6-0 di Como: confronto con gli ultras al Filadelfia

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Il pesante 6-0 incassato sul campo del Como ha aperto una fase di forte tensione attorno al Torino. Al rientro del pullman dei granata nel capoluogo piemontese, circa 60 ultras hanno atteso la squadra all’esterno del centro sportivo Filadelfia.

Il confronto, avvenuto sotto il presidio delle forze dell’ordine, ha coinvolto una delegazione della tifoseria organizzata, la squadra, l’allenatore Marco Baroni e il direttore sportivo Gianluca Petrachi. Il colloquio si è protratto per circa mezz’ora.

Le richieste dei tifosi e la posizione del club

Durante l’incontro, gli ultras hanno chiesto rispetto per la maglia e hanno invitato chi non si sente più motivato a vestire il granata a farsi da parte. Una presa di posizione netta, maturata dopo una sconfitta considerata inaccettabile per dimensioni e atteggiamento.

Petrachi, secondo quanto filtra, ha assicurato che il club interverrà sul mercato proprio in questa direzione, valutando eventuali uscite e operazioni utili a ristabilire compattezza e competitività all’interno del gruppo.

Baroni confermato, Lecce spartiacque

Nonostante il clima teso, Baroni è stato confermato sulla panchina del Torino. Tuttavia, la prossima sfida di campionato contro il Lecce, in programma domenica allo stadio Olimpico Grande Torino, assume i contorni di una gara decisiva.

Per preparare al meglio l’appuntamento, la squadra – guidata da Nikola Vlašić – andrà in ritiro da lunedì, con l’obiettivo di ritrovare equilibrio, concentrazione e una risposta immediata sul campo.

La partita contro il Lecce si profila così come un vero crocevia della stagione granata, chiamata a reagire dopo una delle sconfitte più pesanti degli ultimi anni.

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Milan, Maignan verso il rinnovo fino al 2031: accordo definito

Il Milan ha definito il rinnovo di Mike Maignan. Il portiere rossonero è pronto a firmare fino al 2031 con un ingaggio da 5 milioni di euro netti più bonus.

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Il Milan ha ormai definito il rinnovo contrattuale di Mike Maignan. Il portiere rossonero avrebbe trovato l’intesa con il club per un prolungamento fino al 2031, con un ingaggio pari a 5 milioni di euro netti a stagione, più bonus legati al rendimento.

Attesa solo per firma e annuncio ufficiale

Da diversi giorni le parti erano molto vicine all’accordo e il confronto si è chiuso positivamente. Al momento mancano soltanto la firma sul contratto e l’annuncio ufficiale, passaggi formali che dovrebbero arrivare a breve.

Il rinnovo di Maignan rappresenta una scelta di continuità tecnica e strategica per il Milan, che blinda uno dei pilastri della squadra e uno dei portieri più affidabili del panorama europeo.

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